Il nuovo Aeroporto di Istanbul: come arrivare in centro

Il nuovo aeroporto di Istanbul è stato inaugurato il 29 ottobre 2018 con una cerimonia di apertura, ed è parzialmente operativo dall’1 novembre, giorno in cui sono iniziati i primi voli interni ed alcuni internazionali. Il nome ufficiale è semplicemente “Aeroporto di Istanbul” (Codice IATA: IST), anche se viene più comunemente chiamato il “Nuovo aeroporto di Istanbul” oppure il “Terzo aeroporto”.

Ricordiamo infatti che ad Istanbul ci sono altri due aeroporti: lo storico aeroporto Atatürk (Codice IATA: ISL) che a partire dal 6 aprile 2019 è diventato aeroporto per solo voli cargo e per voli privati e l’aeroporto Sabiha Gökçen (Codice IATA: SAW) che rimane regolarmente in funzione.

Le fasi che hanno portato all’apertura del Nuovo Aeroporto

– Il 21 dicembre 2018 la direzione del nuovo aeroporto conferma che il trasloco avverrà dall’1 gennaio 2019, incontrando però molte resistenze da parte dei vertici di Turkish Airlines.

– Il 28 dicembre viene confermato che il trasloco avverrà il 3 marzo 2019.

– L’8 febbraio il trasloco viene ancora posticipato a data da destinarsi.

– il 26 febbraio viene ufficialmente comunicato che il trasloco avrà luogo in 48 ore dal 5 al 6 aprile 2019

– L’11 marzo arriva finalmente comunicazione ufficiale anche da parte di Turkish Airlines: Dal giorno 6 aprile 2019 alle ore 14.00 locali tutti i voli della compagnia di bandiera programmati inizialmente su Atatürk saranno spostati al Nuovo Aeroporto.

L’aeroporto più grande del mondo

In ogni caso ci troveremo di fronte a quello che è stato definito “il più grande trasloco di sempre“, più di 2000 veicoli saranno impegnati per trasportare a tempo di record tutte le attrezzature da un aeroporto all’altro. In due giorni quindi tutte le operazioni di volo avranno come base il nuovo aeroporto ed il vecchio aeroporto Atatürk cesserà di funzionare (anche se non è ancora certo), per venire successivamente dismesso.

Il nuovo aeroporto di Istanbul è stato costruito in un tempo record di 5 anni e sarà il più grande aeroporto del mondo, con una capacità annuale di 150 milioni di passeggeri (ampliabile fino a 200 milioni in futuro). Istanbul punta quindi a diventare l’hub più importante del mondo, lo scalo per eccellenza non solo per i voli dall’Europa all’Asia ma anche verso L’Africa ed il Sud America.

COME ARRIVARE DAL NUOVO AEROPORTO AL CENTRO DI ISTANBUL (SULTANAHMET O TAKSIM)

L’aeroporto si trova a Nord di Istanbul, nei pressi del Mar Nero sul lato europeo della città. E’ piuttosto lontano dal centro (circa 50 chilometri), in futuro sarà collegato alla città con due linee di metro ma le linee entreranno in funzione probabilmente alla fine del 2020.

Per il momento quindi non c’è nessuna metropolitana ed i collegamenti con il centro saranno solo su gomma.

La municipalità ha previsto l’impiego di 150 autobus di linea che saranno attivi tutti i giorni, 24 ore su 24, suddivisi in 20 linee per 64 diverse fermate. La compagnia creata dalla municipalità che svolge il servizio shuttle si chiama Havaist ed a questo link potete trovare gli orari e l’elenco di tutte le tratte.

La linea di sicura utilità per i turisti diretti in centro storico è la linea IST-1S diretta a Sultanahmet, con partenze ogni 30 minuti e tariffa di 18 lire turche (circa 3 euro). La fermata principale (capolinea) è proprio in Piazza a Sultanahmet, fra Santa Sofia e la Moschea Blu. La stessa linea fa anche una fermata importante a Eminönü, consigliata per le persone che alloggiano in zona Sirkeci. Il tempo di percorrenza indicativo è di 110 minuti.

Per i turisti diretti a Beyoğlu invece è ovviamente consigliata la linea IST-19 diretta a Piazza Taksim, con partenze ongi 15 minuti e tariffa sempre di 18 lire. Il tempo di pecorrenza indicativo è di 95 minuti.

Altre linee che potrebbero essere di utilità per i turisti sono: IST-3 diretta all’Otogar (stazione dei bus), IST-5 diretta a BeşiktaşIST-7 diretta a Kadıköy, IST-8 diretta all’aeroporto Sabiha Gökçen.

I tempi di percorrenza sono indicativi, considerate le distanze, il traffico e le varie fermate, i tempi possono essere anche più lunghi.

Istanbul Kart machine Istanbul AirportGli shuttle sono pagabili solo tramite IstanbulKart. Per ciò che abbiamo visionato, la segnaletica all’interno dell’aeroporto è molto chiara ed il personale è pronto ad indicare la direzione e la destinazione degli shuttle.

Come detto è possibile pagare solo tramite Istanbul Kart ma ci sono le macchinette proprio davanti alla fermata degli shuttle. Qui a lato vedete una foto delle macchinette da cui si può acquistare e ricaricare la Istanbul Kart, quelle di colore giallo funzionano solo con Lire Turche, quelle di colore blu funzionano anche con carte di credito o bancomat. Nessuna funziona con gli euro quindi se non avete carte di credito sarà necessario prelevare un po’ di lire turche presso i bancomat oppure cambiare qualche euro presso l’ufficio di cambio dell’aeroporto.

Importante: una volta arrivati in centro e scesi dagli autobus, se avete intenzione di prendere un taxi per spostarvi dalla fermata all’hotel, ci raccomandiamo di leggere bene questo nostro articolo, poiché i taxi alle fermate degli shuttle sono quelli che truffano di più in assoluto.

Se per comodità volete prenotare in anticipo un transfer privato fino all’hotel, possiamo fornire questo servizio. E’ una soluzione consigliata se non volete usare i mezzi pubblici e soprattutto se siete un gruppo numeroso (da 6 persone in su). Possiamo noleggiare anche autobus di grandi dimensioni fino a 50 posti. Se siete interessati potete contattarci via mail o lasciare un commento qui sotto.

Se questo articolo vi è stato utile vi chiediamo un piccolo favore: dopo l’apertura del 6 aprile raccontateci la vostra esperienza riguardo il nuovo aeroporto nei commenti qui sotto: cosa funziona e cosa non funziona, se avete trovato caos oppure no, se i tempi di percorrenza sono stati rispettati. Sarà molto importante per tutte le persone che dovranno viaggiare nelle prossime settimane

Sulla nostra Guida di Istanbul trovate tutti i consigli utili per organizzare un viaggio a Istanbul. Date un’occhiata anche alla sezione visite guidate, abbiamo già portato a spasso per Istanbul migliaia di italiani! 🙂


Natale 2018 a Istanbul

Importante: Consigliamo a tutti di leggere bene le nostre varie sezioni del blog per poter organizzare il vostro soggiorno a Istanbul, in particolare la nostra Istanbul Guida. Segnaliamo inoltre la possibilità di effettuare con noi visite guidate per ogni tipo di itinerario, il modo migliore per ottimizzare il tempo a disposizione e per visitare tutti quei quartieri che di solito è difficile visitare autonomamente.

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Come già detto nei nostri articoli relativi al Capodanno, sono moltissimi gli italiani che decidono di passare alcuni giorni delle festività natalizie ad Istanbul. La maggior parte degli italiani solitamente arriva nei giorni a cavallo dell’anno nuovo, fra il 28 dicembre ed il 2 gennaio. “Il Natale con i tuoi” viene quindi in genere rispettato e si decide di partire in seguito alla festa passata in famiglia.

Alcuni turisti decidono però di passare anche la vigilia ed il giorno di Natale ad Istanbul, in questo caso è bene dare qualche consiglio, che potrebbe peraltro risultare utile anche alla nutrita comunità italiana di Istanbul.

Il 24 ed il 25 dicembre sono dei giorni normali, è tutto regolarmente aperto non trattandosi di giorni festivi, può sembrare banale ma è bene ricordarlo perchè a volte ci arrivano mail che richiedono chiarimenti al riguardo.

Potrebbe apparire stravagante ricercare l’atmosfera natalizia in un Paese di religione non cristiana come la Turchia, ma in realtà , complice la globalizzazione, usi e costumi tipicamente natalizi rendono alcune zone della città del tutto simili a quelle delle città italiane.

In particolare, passeggiare per Nişantaşı o per Bağdat Caddesi potrebbe dare la sensazione di trovarsi sulla 42a Strada a New York: alberi giganti, strade scintillanti piene di luminarie, vetrine addobbate a festa, le tipiche canzoncine natalizie che risuonano dagli altoparlanti dei negozi. La zona di Tahtakale ad Eminönü invece è quella in cui è possibile acquistare tutti i generi di addobbi natalizi, presepe escluso.

Ovviamente tutto questo a Istanbul non ha niente a che vedere col Natale, gli addobbi e le luminarie vengono allestiti per il Capodanno, ma a livello percettivo la differenza è davvero minima.

Il continuo aumento della popolazione di expat provenienti da tutto il mondo è anche alla base della recente tendenza di proporre il cenone o il pranzo di Natale da parte di alcuni ristoranti. Alcuni esempi sono l’ottimo Bosphorus Brewing Company di Gayrettepe e il Tag Cafe & Bistro di Taksim.

Per gli italiani che vivono a Istanbul e che non faranno ritorno in Italia per le feste, non sarà comunque un problema procurarsi un pandoro o un panettone, ormai molte marche italiane si trovano facilmente sia nei supermercati come Macrocenter e Carrefour, sia nelle botteghe più specializzate di Beyoğlu, Niiantaşı e Kurtuluş. Il prezzo è circa il doppio rispetto all’Italia, ma se la nostalgia vi assale, ne vale la pena.

E’ possibile inoltre celebrare il Natale recandosi alle cerimonie religiose che si tengono in tutte le Chiese Cattoliche di Istanbul. In particolare segnaliamo quella di Sant’Antonio da Padova, quella di Santa Maria Draperis (la nostra Chiesa preferita) e quella di San Pietro e Paolo, le prime due si trovano su Istiklal Caddesi, la seconda è più piccola e raccolta, molto bella e di solito meno frequentata, la terza si trova a pochi metri dalla Torre di Galata.

Vi lasciamo con un breve schema riassuntivo delle Messe previste per il giorno di Natale e per la Vigilia:

Chiesa di Sant’Antonio da Padova
Istiklal Caddesi, 171, Beyoğlu
24 Dicembre: ore 20 Inni di Natale, ore 21 Nascita di Cristo
25 Dicembre: Santa Messa ore 10 in inglese, ore 10.30 in polacco, ore 11.30 in Italiano, ore 19 in turco

Chiesa di Santa Maria Draperis
Istiklal Caddesi, 431, Beyoğlu
24 Dicembre: ore 20 Inni di Natale
25 Dicembre: Santa Messa ore 11.30 in Italiano

Chiesa di San Pietro e Paolo
Galata Kulesi Sokak 44, Beyoğlu
24 Dicembre: ore 22 Santa Messa
25 Dicembre: ore 11 Santa Messa

 


Il Mare a Istanbul

Se siete interessati ad avere informazioni sul mare in Turchia, vi consigliamo di leggere questo nostro articolo: Il Mare in Turchia.

Qui sotto parliamo invece del mare a Istanbul.

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Sono molti i turisti in visita a Istanbul che, in coincidenza con la stagione estiva, pensano di poter unire al soggiorno in città anche qualche giornata in spiaggia. D’altra parte Istanbul è una città di mare, anzi è affacciata su due mari, quindi qualche bella spiaggia nelle vicinanze dovrà pur esserci…

E invece no. Spiace deludere chi alla ricerca di questa informazione, ma la realtà è che purtroppo nelle vicinanze di Istanbul non c’è praticamente nessuna località marittima da consigliare. Sia il Mar di Marmara che il Mar Nero per vari motivi non sono propriamente balneabili.

Il Mar di Marmara è un mare chiuso fra due stretti, circondato dalla regione a più alta densità di popolazione e di industrie di tutta la Turchia, attraversato da un continuo e frenetico traffico marittimo. Il suo stato di salute risente in maniera inevitabile di tutto ciò, il livello di inquinamento negli ultimi anni ha raggiunto livelli preoccupanti.

Il Mar Nero è un mare con caratteristiche molto particolari, sia climatiche (un mare freddo, spesso sferzato da forti venti data l’esposizione a nord), sia biologiche (l’afflusso di grandi quantità di acqua dolce lo rende meno salino e più ricco di nutrienti che favoriscono lo sviluppo di flora e fauna). In poche parole e senza scendere in dettagli tecnici: è un mare quasi sempre mosso da fortissime correnti e pieno di alghe.

In realtà il vero Mare di Istanbul è il Bosforo, il lungo stretto di 25 chilometri che unisce Il Mar di Marmara ed il Mar Nero, ovviamente a causa delle fortissime correnti non è assolutamente balneabile, ma è il Bosforo a caratterizzare il panorama di Istanbul in ogni suo aspetto ed a conferirle quel fascino particolare, che così bene ad esempio si è potuto ammirare nel film di Özpetek Rosso Istanbul.

LE SPIAGGE MIGLIORI DI ISTANBUL

Con un’introduzione del genere potremmo in effetti anche risparmiarci lo sforzo di segnalare le “spiagge più belle” di Istanbul, ma qualche indicazione è giusto comunque darla per completezza e spirito di servizio, dato che in effetti a nord della città alcune spiagge ci sono e sono anche piuttosto frequentate.

Caddebostan spiaggia IstanbulCaddebostan

E’ praticamente l’unica spiaggia di tutta l’area metropolitana di Istanbul, si trova nel lato asiatico ed è costituita da una striscia sottilissima di sabbia quasi sempre sovraffollata. L’acqua in apparenza sembra anche piuttosto pulita, ma non è certamente cristallina. Si può raggiungere con i mezzi pubblici in circa tre quarti d’ora dal centro di Istanbul.

Kilyos

Nel lato europeo all’estremo nord della città. Le spiagge di Kilyos come tutte quelle sul Mar Nero sono larghe e sabbiose. Negli ultimi anni sta diventando famosa soprattutto la spiaggia privata di Suma Beach, che nelle notti di fine settimana si trasforma in club con DJ e musica dal vivo. Difficile raggiungere la zona con i mezzi pubblici, necessaria la macchina e per via del traffico ci si impiega sempre circa un’ora e mezza.

Şile

Sul lato asiatico di Istanbul sempre all’estremo nord, una lunga distesa di quasi 10 km, ricorda le spiagge oceaniche come tutte quelle del Mar Nero, per via dei venti e della forza del mare. Lo ripetiamo, state attenti alle correnti, fare il bagno è piuttosto pericoloso. Si raggiunge solo in macchina in circa 2 ore dal centro di Istanbul.

Isole dei Principi

Se soggiornate a Istanbul in estate per 6-7 giorni, potreste sicuramente pensare di effettuare un’escursione alle Isole dei Principi, che si trovano nel Mar di Marmara e sono molto vicine a Istanbul. Bellissime a livello paesaggistico e molto interessanti a livello storico, per rilassarsi sono ottime, (non ci sono macchine, solo cavalli e biciclette). C’è anche qualche minuscola spiaggetta, ma il mare come detto non è consigliabile per bagnarsi.

Per concludere, se si vuole unire un po’ di mare ad un soggiorno a Istanbul, bisognerà avere qualche giorno in più a disposizione e prevedere di spostarsi sul Mar Egeo o sul Mar Mediterraneo, dato che le spiagge più belle della Turchia si trovano lì, e purtroppo sono piuttosto distanti da Istanbul.

L’Egeo più vicino si raggiunge in circa 4 ore di macchina, altrimenti con un volo interno di circa un’ora sarà semplice spostarsi verso Izmir, Bodrum o Antalya e da lì effettuare una vera vacanza di mare. Maggiori informazioni sul mare in Turchia le trovate su questo nostro articolo.


Turismo in Turchia: la situazione nel 2019

Sono passati otto anni da quando abbiamo aperto Scoprire Istanbul, e proprio otto anni fa scrivevamo questo articolo che intercettava e descriveva la fase di maggiore crescita del turismo in Turchia.

Una crescita cominciata agli inizi degli anni 2000, continuata ininterrotta per quindici anni. La Turchia era diventata una delle prime sei destinazioni mondiali, ed Istanbul, capitale europea della cultura nel 2010, era il suo fiore all’occhiello. Dai 12 milioni di visitatori annuali del 2002 si era arrivati ai 41 milioni del 2014. L’Italia con i suoi 48 milioni era ormai nel mirino ed il sorpasso era vicino.

LA CRISI DEL 2016 E 2017

Poi, improvviso, il crollo. Nella seconda metà del 2015 si scorgono le prime avvisaglie di una crisi che diventa profondissima nel 2016, annus horribilis a tutti gli effetti per la Turchia, fra terrorismo e tentativo di colpo di Stato. In un solo colpo gli arrivi annuali sono scesi a 25 milioni, tornando ai livelli del 2008.

L’ultimo attentato ad Istanbul risale alla notte del 31 dicembre 2016. Nel 2017 e nel 2018 in Turchia non si è verificato nessun episodio di terrorismo, due anni che invece hanno funestato con attacchi continui molte altre città in Europa, da Londra a Manchester, da Parigi a Barcellona fino a New York, episodi addirittura anche in Finlandia ed Australia.

A seguito di questa lunga fase di calma, si è verificato il ritorno in massa in Turchia dei turisti russi, il forte aumento dei turisti arabi e l’inizio di un’invasione da parte dei turisti cinesi. Analizzando i dati in maniera non superficiale si notava però che il calo dei turisti europei (-35% nel 2016) si era ulteriormente aggravato nel 2017. In particolare l’afflusso degli italiani, già calati nel 2016 del 60%, ha continuato a ridursi nel 2017 di un ulteriore 13%.

La Turchia era uscita completamente dai radar turistici degli italiani. Le crociere hanno smesso di arrivare, la destinazione è stata addirittura tolta dai cataloghi di viaggio dei tour operator. Un vero peccato, sotto tutti i punti di vista.

Oltre alla crisi che ha colpito Istanbul, con decine di hotel costretti a cessare le attività, ristoranti in fallimento, storiche agenzie che hanno chiuso i battenti, anche le splendide località balneari dell’Egeo che erano in rampa di lancio hanno dovuto far fronte ad un drastico calo, per non parlare della meravigliosa Cappadocia, che noi visitiamo ogni primavera e che nel 2017 abbiamo trovato dolorosamente deserta.

Un peccato, dicevamo, per tutti gli operatori turchi, ma anche per gli stessi turisti, che spinti dalla paura si negano la possibilità di visitare e godere le bellezze di Istanbul e della Turchia.

A tutto questo bisogna aggiungere la fortissima svalutazione della lira turca: nel 2014 un euro valeva 2,8 lire, oggi un euro vale 6 lire. Ciò significa che si può tranquillamente pranzare in locanda con 3-4 euro, e per una cena senza alcolici sarà difficile superare i 10-12 euro. Anche lo shopping è sempre più conveniente.

Per due anni ci siamo augurati che il turismo potesse ritornare sui livelli del passato, abbiamo resistito con fatica. Per chi come noi qui in Turchia ci vive e ci lavora, era sicuramente frustrante notare ad esempio che il Regno Unito, colpito da numerosi episodi di terrorismo negli ultimi tempi, non abbia risentito minimamente dei problemi relativi alla sicurezza ed anzi grazie alla svalutazione della Sterlina fosse in pieno boom turistico.

E’ evidente quindi che la percezione del rischio sia sempre del tutto arbitraria.

D’altra parte la vita a Istanbul procede sempre nella normalità, vengono organizzati decine di eventi, conferenze, festival culturali, concerti con artisti internazionali (nel 2018 fra i tanti hanno fatto concerti Nina Zilli, i Massive Attack e Shakira), eventi sportivi del massimo livello (come le finali di Eurolega e gli Europei di Basket).

Noi abbiamo sempre continuato non solo a vivere Istanbul ma anche a farla vivere a tutti i turisti italiani che richiedono le nostre visite guidate.

LA RIPRESA DEL 2018

Durante la primavera e durante l’estate 2018 c’è stato un buon afflusso di turisti da tutta Europa e anche dall’Italia (un aumento di circa il 40%). Un afflusso continuato per tutto l’autunno con un picco raggiunto per il ponte del primo novembre e per le festività natalizie.

Nei 12 mesi del 2018 sono stati ben 39 milioni i turisti stranieri che hanno visitato la Turchia, tornata al sesto posto come destinazione mondiale alle spalle dell’Italia. La situazione si mantiene di completa normalità, per il 2019 si prevede una forte ripresa e soprattutto si prevede il ritorno in massa dei turisti italiani. La Turchia è sempre stata una destinazione amata dagli italiani e non averla frequentata per 2 anni ha sicuramente pesato, c’è molta voglia di tornare.

Noi continuiamo come sempre a fornire servizi di visite guidate a Istanbul ed a partire dal settembre 2018 siamo attivi anche in Cappadocia.

A seguito della svalutazione della lira turca avvenuta ad agosto 2018, facciamo inoltre notare che per un turista straniero in questo periodo è davvero molto conveniente fare le vacanze in Turchia. Sul nostro blog trovate anche una guida completa a tutte le località di mare in Turchia.

Chi fosse interessato ad un viaggio in Turchia per il 2019 può contattarci via mail, oltre ai nostri servizi in loco possiamo fornire assistenza e consigli per l’organizzazione di qualsiasi tipo di itinerario.

Aggiornamento Ottobre 2019: In questi giorni si parla molto sui media italiani dell’intervento militare turco in Siria. Molte persone ci chiedono aggiornamenti riguardo la sicurezza in previsione di un futuro viaggio a Istanbul. Precisiamo quindi che la Siria si trova a 2000 km da Istanbul (in linea d’aria Istanbul è più vicina a Bari) e che in Siria la guerra purtroppo c’è da 8 anni ormai, anche se in molti se ne sono dimenticati. Inoltre la Turchia ha già condotto negli ultimi 2 anni decine di operazioni militari all’interno del territorio Siriano, nel cantone curdo di Afrin, ma c’è stata poca risonanza mediatica. Quindi come di solito avviene, ci si preoccupa solo se si sente parlare di qualcosa in maniera superficiale e senza alcun tipo di approfondimento. In realtà cambia ben poco rispetto al passato, è solo la prosecuzione di una campagna militare cominciata 2 anni fa. E’ difficile capire come operazioni militari in Siria possano avere effetti sulla vita di tutti i giorni a Istanbul, la preoccupazione da parte dei turisti è quindi del tutto immotivata.


Rosso Istanbul di Ferzan Özpetek, il film e il libro

“Dopo Istanbul ho amato molti mari. […] Ma il mare che porto dentro, come un sasso levigato dall’acqua e raccolto sulla riva, è quello della mia adolescenza. E’ il Mar di Marmara. Uscivo di casa, con l’asciugamano al collo, attraversavo il giardino e andavo al mare a piedi. C’era una piccola baia dove potevamo noleggiare le barche a remi. C’erano i quattro ragazzi che affittavano le barche: il venditore di köfte, le polpette di carne. E c’era lui, Yusuf”.

Un ritorno che si fa ricordo. Il regista, protagonista di queste pagine, viaggia verso la sua Istanbul, per ritrovare in essa le suggestioni di un tempo. Una città che non rinuncia ad essere la Città, dove i destini si intrecciano e il rosso è più di un colore. Ferzan Ozpetek ci racconta dei luoghi della sua infanzia e di una madre che ripensa “bellissima e malinconica. […] con i suoi segreti e le sue lacrime” e che si presenta ora con il suo “sguardo troppo lontano, il passo incerto, le mani deboli e fragili, e quello smalto scarlatto”.

I ricordi si modificano come i luoghi e le persone, ma i colori rimangono vivi e si fanno riconoscere, come il rosso e il blu di certi tramonti sul Bosforo o come il rosso intenso e vivo del succo di melograno. Ritornare è ripercorrere le strade di un tempo e respirare la malinconia dell’assenza; è rivivere le emozioni di un passato ancora presente attraverso le immagini sbiadite della memoria.

Così il protagonista (il Lui di queste pagine) descrive le donne della sua infanzia, la distanza del padre, l’amore per Yusuf e la casa, nel quartiere Kalamış, con le sue stanze che oggi ripercorre, buie e vuote, con una dolce amarezza. Un viaggio tutto interiore per rimettere insieme frammenti di emozioni ancora vive e per dare alle cose il loro giusto significato.

“Amore. Che cos’ho imparato sull’amore? Quello che ho imparato sull’amore è che l’amore esiste. O forse, più semplicemente, quello che ho imparato e imparo sull’amore è quello che racconto nei miei film, in tutti i miei film. E cioè che non dimentichiamo mai le persone che abbiamo amato, perché rimangono sempre con noi; qualcosa le lega a noi in modo indissolubile, anche se non ci sono più”.

Un viaggio nei ricordi

Ozpetek ci spiega come in quei ricordi si annidi il germe della sua ispirazione poetica: il traghetto per Karaköy, il vecchio cinematografo Emek, con le sue poltroncine di velluto rosso; i dolci della pasticceria Baylan a Kadıköy; il glicine viola nella villa dei vicini, le kofte speziate preparate secondo la ricetta segreta dei genitori e la stazione di Haydarpaşa, sul mar di Marmara, da cui un tempo partivano i treni per “un Oriente vicinissimo”.

La Istanbul che il regista ritrova è anche quella dei giorni di Gezi park, quelli della rivoluzione di un popolo di manifestanti scesi in piazza per difendere la propria libertà.

“E poi è rosso, rosso ovunque, per tutti i giorni che seguono, freneticamente. Al ritmo delle pentole che le donne anziane con il velo battono alle finestre per dire che sì, anche loro sono d’accordo, stanno dalla parte dei manifestanti. E’ rosso per i garofani scarlatti che i manifestanti portano per strada, che offrono ai militari: segno di pace, di rivoluzione, di resistenza”.

Così racconta l’altra protagonista del libro, Anna (la Lei di queste pagine). Un viaggio, il suo, che improvvisamente prenderà una direzione e un significato tutti nuovi, alla scoperta di una città che non ha paura di esistere. Travolta dagli eventi dei giorni della protesta, la donna in fuga incrocerà la strada del regista per ritrovare con lui il senso delle parole.

“E’ facile scomparire e far finta di non esserci, sedersi per terra in un angolo, sui gradini della terrazza, dimenticare vassoio, bicchieri, invitati, pensare solo al profumo dei tigli, alla luna sul Bosforo.”

Istanbul è la protagonista

La Istanbul di queste pagine ha l’intensità della voce di chi la conosce e l’ha vissuta davvero, di chi sa guardarla con lo sguardo di un tempo, di chi si sente turco anche a migliaia di chilometri di distanza e di chi assiste fiero al coraggio di una ferma resistenza alle forzature di un’orribile globalizzazione.

E’ la Istanbul “di chi sta cercando di distruggere parchi e vecchie ville per far posto a hotel di lusso e shopping center; della paura diffusa fra la gente di un’islamizzazione sorda e autoritaria; della voglia degli studenti di resistere, della loro protesta, anche solo attraverso un graffito colorato dipinto sui muri”.

Rosso Istanbul ci parla di una città che nella sua straordinaria ecletticità e modernità sa proteggere le tradizioni e il significato delle cose. E’ un omaggio al viaggio, ai ricordi, alle partenze e ai non ritorni, alla nostalgia del passato che non se n’è mai andato.

Le parole di Ferzan Ozpetek scivolano in un flusso narrativo che procede sapientemente attraverso luoghi familiari. Un romanzo breve che ha tutto il sapore di una dichiarazione d’amore. Tra realtà e finzione il regista de Le fate ignoranti e di Saturno contro – solo per citarne alcuni – ci conduce per mano tra le vie di Istanbul, svelandoci i segreti di una città che, a distanza di anni, continua ancora a stupirlo.

Il film

Il film di tutti coloro che hanno vissuto questa città e che nonostante tutto continuano a tenerla viva.”

Così Ferzan Ozpetek definisce la sua ultima pellicola e mai descrizione avrebbe potuto toccarci più da vicino.

Rosso Istanbul uscirà nelle sale italiane il 2 marzo 2017 ed è ispirato all’omonimo romanzo parzialmente autobiografico di Ferzan Ozpetek, che torna a girare nella sua città natale dopo esattamente 20 anni e dopo molti successi raccolti in Italia.

Il film a livello narrativo si discosta dal romanzo in modo da rendere la trama più efficace dal punto di vista cinematografico, ma rimangono i temi centrali: il ritorno a casa, il viaggio emotivo, la nostalgia. Ed ovviamente Istanbul, che come lascia intendere il titolo, è la protagonista principale.

Non solo i colori e le atmosfere di questa città, che peraltro a dispetto del rosso che la identifica possono diventare spesso cupe, ma perfino i suoni ed i rumori di Istanbul, tanto che il regista ha volutamente limitato le musiche all’interno del film per dare risalto alla multiforme colonna sonora prodotta dalla città stessa.

Una pellicola quindi imperdibile per gli amanti di Istanbul, la cui visione ci auguriamo possa risvegliare l’interesse che gli italiani hanno sempre avuto nei suoı confronti.