Il Mare a Istanbul

Sono molti i turisti in visita a Istanbul che, in coincidenza con la stagione estiva, pensano di poter unire al soggiorno in città anche qualche giornata in spiaggia. D’altra parte Istanbul è una città di mare, anzi è affacciata su due mari, quindi qualche bella spiaggia nelle vicinanze dovrà pur esserci…

E invece no. Spiace deludere chi alla ricerca di questa informazione, ma la realtà è che purtroppo nelle vicinanze di Istanbul non c’è praticamente nessuna località marittima da consigliare. Sia il Mar di Marmara che il Mar Nero per vari motivi non sono propriamente balneabili.

Il Mar di Marmara è un mare chiuso fra due stretti, circondato dalla regione a più alta densità di popolazione e di industrie di tutta la Turchia, attraversato da un continuo e frenetico traffico marittimo. Il suo stato di salute risente in maniera inevatibile di tutto ciò, il livello di inquinamento negli ultimi anni ha raggiunto livelli preoccupanti.

Il Mar Nero è un mare con caratteristiche molto particolari, sia climatiche (un mare freddo, spesso sferzato da forti venti data l’esposizione a nord), sia biologiche (l’afflusso di grandi quantità di acqua dolce lo rende meno salino e più ricco di nutrienti che favoriscono lo sviluppo di flora e fauna). In poche parole e senza scendere in dettagli tecnici: è un mare quasi sempre mosso da fortissime correnti e pieno di alghe.

LE SPIAGGE MIGLIORI DI ISTANBUL

Con un’introduzione del genere potremmo in effetti anche risparmiarci lo sforzo di segnalare le “spiagge più belle” di Istanbul, ma qualche indicazione è giusto comunque darla per completezza e spirito di servizio, dato che in effetti a nord della città alcune spiagge ci sono e sono anche piuttosto frequentate.

Caddebostan spiaggia IstanbulCaddebostan

E’ praticamente l’unica spiaggia di tutta l’area metropolitana di Istanbul, si trova nel lato asiatico ed è costituita da una striscia sottilissima di sabbia quasi sempre sovraffollata. L’acqua in apparenza sembra anche piuttosto pulita, ma non è certamente cristallina. Si può raggiungere con i mezzi pubblici in circa tre quarti d’ora dal centro di Istanbul.

Kilyos

Nel lato europeo all’estremo nord della città. Le spiagge di Kilyos come tutte quelle sul Mar Nero sono larghe e sabbiose. Negli ultimi anni sta diventando famosa soprattutto la spiaggia privata di Suma Beach, che nelle notti di fine settimana si trasforma in club con DJ e musica dal vivo. Difficile raggiungere la zona con i mezzi pubblici, necessaria la macchina e per via del traffico ci si impiega sempre circa un’ora e mezza.

Şile

Sul lato asiatico di Istanbul sempre all’estremo nord, una lunga distesa di quasi 10 km, ricorda le spiagge oceaniche come tutte quelle del Mar Nero, per via dei venti e della forza del mare. Lo ripetiamo, state attenti alle correnti, fare il bagno è piuttosto pericoloso. Si raggiunge solo in macchina in circa 2 ore dal centro di Istanbul.

Isole dei Principi

Se soggiornate a Istanbul in estate per 6-7 giorni, potreste sicuramente pensare di effettuare un’escursione alle Isole dei Principi, che si trovano nel Mar di Marmara e sono molto vicine a Istanbul. Bellissime a livello paesaggistico e molto interessanti a livello storico, per rilassarsi sono ottime, (non ci sono macchine, solo cavalli e biciclette). C’è anche qualche minuscola spiaggetta, ma il mare come detto non è consigliabile per bagnarsi.

Per concludere, se si vuole unire un po’ di mare ad un soggiorno a Istanbul, bisognerà avere qualche giorno in più a disposizione e prevedere di spostarsi sul Mar Egeo o sul Mar Mediterraneo, dato che le spiagge più belle della Turchia si trovano lì, e purtroppo sono piuttosto distanti da Istanbul. L’Egeo più vicino si raggiunge in circa 4 ore di macchina, altrimenti con un volo interno di circa un’ora sarà semplice spostarsi verso Izmir, Bodrum o Antalya e da lì effettuare una vera vacanza di mare.

Maggiori informazioni sul mare in Turchia le trovate su questo nostro articolo.

 

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Turismo in Turchia: la situazione nel 2018

Sono passati sette anni da quando abbiamo aperto Scoprire Istanbul, e proprio sette anni fa scrivevamo questo articolo che intercettava e descriveva la fase di maggiore crescita del turismo in Turchia.

Una crescita cominciata agli inizi degli anni 2000, continuata ininterrotta per quindici anni. La Turchia era diventata una delle prime sei destinazioni mondiali, ed Istanbul, capitale europea della cultura nel 2010, era il suo fiore all’occhiello. Dai 12 milioni di visitatori annuali del 2002 si era arrivati ai 41 milioni del 2014. L’Italia con i suoi 48 milioni era ormai nel mirino ed il sorpasso era vicino.

Poi, improvviso, il crollo. Nella seconda metà del 2015 si scorgono le prime avvisaglie di una crisi che diventa profondissima nel 2016, annus horribilis a tutti gli effetti per la Turchia, fra terrorismo e tentativo di colpo di Stato. In un solo colpo gli arrivi annuali sono scesi a 25 milioni, tornando ai livelli del 2008.

L’ultimo attentato ad Istanbul risale alla notte del 31 dicembre 2016. Nel 2017 e nel 2018 in Turchia non si è verificato nessun episodio di terrorismo, un anno e mezzo che invece ha funestato con attacchi continui molte altre città in Europa, da Londra a Manchester, da Parigi a Barcellona fino a New York, episodi addirittura anche in Finlandia ed Australia.

A seguito di questa ormai lunga fase di calma, si è verificato il ritorno in massa in Turchia dei turisti russi ed il forte aumento dei turisti arabi. Analizzando i dati in maniera non superficiale si nota però che il calo dei turisti europei (-35% nel 2016) si è ulteriormente aggravato nel 2017. In particolare l’afflusso degli italiani, già calati nel 2016 del 60%, ha continuato a ridursi nel 2017 di un ulteriore 13%.

Pare che la Turchia sia uscita completamente dai radar turistici degli italiani. Le crociere hanno smesso di arrivare, la destinazione è stata addirittura tolta dai cataloghi di viaggio dei tour operator. Un vero peccato, sotto tutti i punti di vista.

Oltre alla crisi che ha colpito Istanbul, con decine di hotel costretti a cessare le attività, ristoranti in fallimento, storiche agenzie che hanno chiuso i battenti, anche le splendide località balneari dell’Egeo che erano in rampa di lancio hanno dovuto far fronte ad un drastico calo, per non parlare della meravigliosa Cappadocia, che noi visitiamo ogni primavera e che quest’anno abbiamo trovato dolorosamente deserta.

Un peccato, dicevamo, per tutti gli operatori turchi, ma anche per gli stessi turisti, che spinti dalla paura si negano la possibilità di visitare e godere le bellezze di Istanbul e della Turchia. A maggior ragione ora, che soggiornare da queste parti è talmente conveniente da sembrare regalato.

Gli hotel praticano sconti del 60-70% rispetto ai prezzi di un paio di anni fa. Gli inavvicinabili hotel 5 stelle che avevano prezzi nell’ordine dei 300 euro a notte, ora fanno prezzi sui 90 euro. Si trovano alberghi addirittura a 15 euro a notte, alcuni sono diventati così economici che i ragazzi in Erasmus preferiscono soggiornare per mesi in hotel piuttosto che cercare casa in affitto.

A tutto questo bisogna aggiungere la fortissima svalutazione della lira turca: nel 2014 un euro valeva 2,8 lire, oggi un euro vale 4,5 lire. Ciò significa che si può tranquillamente pranzare in locanda con 3-4 euro, e per una cena senza alcolici sarà difficile superare i 10-12 euro. Anche lo shopping è sempre più conveniente.

L’augurio che il turismo possa finalmente riprendersi e ritornare sui livelli di qualche anno fa potrebbe suonare banale, ma per chi come noi qui in Turchia ci vive e ci lavora, è sicuramente frustrante notare ad esempio che il Regno Unito, colpito da numerosi episodi di terrorismo negli ultimi tempi, non stia risentendo minimamente dei problemi relativi alla sicurezza ed anzi grazie alla svalutazione della Sterlina sia in pieno boom turistico.

E’ evidente quindi che la percezione del rischio sia sempre del tutto arbitraria.

D’altra parte la vita a Istanbul procede come sempre, vengono organizzati decine di eventi, conferenze, festival culturali, concerti con artisti internazionali (a maggio Nina Zilli, a giugno ci saranno i Massive Attack, a luglio dopo 11 anni tornerà Shakira), eventi sportivi del massimo livello (come le finali di Eurolega e gli Europei di Basket).

Noi continuiamo non solo a viverla ma anche a farla vivere a tutti i turisti italiani che richiedono le nostre visite guidate. Sicuri che cominceranno ad aumentare.

Aggiornamento Febbraio 2018:

Da qualche giorno riceviamo mail da persone che chiedono informazioni sulla situazione a Istanbul “dopo gli ultimi eventi”.

In realtà le operazioni turche in Siria sono cominciate da più di un mese, anzi è da molti mesi che l’esercito turco è impegnato in Siria, dapprima per combattere l’Isis, ma ovviamente dato il livello mediocre del giornalismo italiano nessuno ne ha parlato. Adesso di punto in bianco hanno cominciato a parlarne, ma come al solito in maniera confusa senza spiegare o approfondire la questione.

Cerchiamo quindi di spiegare un po’ meglio la situazione: l’esercito turco sta attaccando la fazione curda YPG nel cantone di Afrin, nella Siria del nord.

Istanbul in linea d’aria è più vicina alla Puglia che alla Siria, quindi è piuttosto evidente che la situazione creata dagli ultimi eventi non comporta alcun rischio a Istanbul. La guerra è in Siria non è in Turchia.

Aggiornamento Luglio 2018:

Sia durante la primavera che durante l’inizio dell’estate c’è stato un buon afflusso di turisti da tutta Europa e anche dall’Italia (un aumento di circa il 40%). La situazione si mantiene di completà normalità, le elezioni di fine giugno si sono svolte senza alcun tipo di tensione. Una notizia importante è che il 18 luglio dopo esattamente due anni dal tentato golpe è stato finalmente revocato la Stato d’emergenza. Un altro passo quindi verso la completa normalizzazione della questione sicurezza.

Noi continuiamo come sempre a fornire servizi di visite guidate a Istanbul ed a partire da settembre saremo attivi anche in Cappadocia. Già fin da ora chi fosse interessato può contattarci.

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Nonostante tutto

Istanbul Balat Neve

Si è appena concluso un anno decisamente brutto e difficile. Per noi, per Istanbul e per la Turchia in generale.

Il 2017 purtroppo non è iniziato nel migliore dei modi.

Come avete notato la nostra attività sul blog è ferma da parecchio tempo. E’ da molti mesi che non pubblichiamo nessun nuovo articolo.

La sequenza di tragici eventi ci ha provocato una specie di blocco psicologico, costringendoci a farci delle domande sul nostro lavoro e sulla nostra funzione.

Ogni volta che eravamo sul punto di ricominciare a scrivere, un nuovo fatto doloroso colpiva il Paese e di riflesso colpiva noi, relegandoci nuovamente al silenzio.

Il timore di venire fraintesi alimentava i nostri dubbi.

Pubblicare un nuovo articolo sui migliori ristoranti che abbiamo provato negli ultimi mesi significa negare quanto di terribile sta accadendo? Parlare dello splendore di alcuni quartieri significa invogliare i turisti a visitare una città poco sicura?

Chi lavora nel settore turistico come noi quest’anno ha subìto più di ogni altro le conseguenze della situazione legata al terrorismo. Qualsiasi cosa scritta da un esponente del settore viene ritenuta poco credibile, atta a minimizzare le circostanze per interessi personali.

La credibilità è stata negli anni il nostro maggiore punto di forza. La sola eventualità che potesse essere messa in dubbio ci ha portati ad un silenzio autoimposto.

Ma adesso ci siamo stancati di stare zitti.

Ricominceremo a scrivere di questa città perché è quello che sappiamo fare. Perché prima di diventare il nostro lavoro è stata la nostra passione. Perché nonostante tutto la città continua a vivere e noi viviamo con lei. Perché qui vivono 16 milioni di persone, vivono i nostri amici, e fra le altre vive anche una bellissima comunità di circa tremila italiani. Perché anche se schiacciata dal dolore questa città conserva ancora la sua bellezza unica. Ed è questa bellezza che ci tiene attaccati a lei.

A cosa servirà?

Servirà soprattutto a noi, per ritrovare il nostro equilibrio.

Servirà a voi, prima o poi, perché in ogni caso qui non c’è la guerra e non è vietato venire. E comunque tutto questo, un giorno vicino o lontano, finirà.

Servirà, ci auguriamo, a farci sentire la vostra solidarietà e la vostra vicinanza, perché adesso ne abbiamo davvero bisogno.

Abbiamo aperto questo blog 6 anni fa con la sola volontà di condividere la bellezza. Continueremo a farlo, nonostante tutto.


Istanbul è sempre qui

Istanbul panorama

Gli attentati avvenuti nei mesi scorsi a Istanbul, come era logico aspettarsi, hanno inflitto un pesante colpo al settore turistico.

Abbiamo ricevuto molte mail di persone che avevano programmato vacanze in Turchia e manifestavano indecisioni, timori, paure. La maggior parte ha cancellato direttamente il viaggio.

Noi, in una situazione come questa, non siamo nella condizione di dare consigli, perché si tratta esclusivamente di sensazioni personali, la paura d’altra parte è un sentimento soggettivo.

Non bisogna dimenticare infatti che l’obiettivo del terrorismo, come dice la parola stessa, consiste nel diffondere il terrore. Lo scopo non è sicuramente quello di fare più danni possibili in termini di vittime, ma è di creare panico ed insicurezza colpendo luoghi sensibili e simbolici.

I due episodi di gennaio e di marzo hanno colpito in entrambi i casi due luoghi centralissimi della città ed hanno avuto perciò un impatto emotivo molto forte. Lo scopo è quindi stato raggiunto.

Dal momento in cui siamo tutti costretti a convivere con questa situazione di insicurezza generalizzata, può essere utile staccarsi dalla dimensione emozionale e provare a concentrarsi su aspetti più razionali. In questo caso le statistiche ci danno una mano.

Nei due episodi terroristici hanno perso la vita 15 persone, a seguito di questi episodi molte persone hanno cominciato ad evitare di prendere i mezzi pubblici (anche se i due attentati non sono avvenuti sui mezzi pubblici). Conosco molte persone che non prendono più la metro per recarsi al lavoro ma utilizzano la macchina. Ad Istanbul ogni anno si verificano circa 40mila incidenti stradali nei quali perdono la vita circa 250 persone, una media di 20 al mese.

Se rimaniamo legati agli aspetti razionali ci rendiamo conto facilmente del paradosso.

Ma non è per niente facile rimanere razionali, ed è proprio questa la sfida che ci troviamo davanti non solo noi abitanti di Istanbul, ma anche abitanti di Parigi, di Bruxelles, e di altre città nel mirino fra cui purtroppo città italiane.

Istanbul è una città di 16 milioni di abitanti e la vita in ogni caso deve andare avanti come sempre, le strade sono affollate, i ristoranti e i bazar sono pieni, si va al festival del cinema, si va allo stadio, il Beşiktaş di Quaresma e Mario Gomez sta vincendo lo scudetto, il Vakıf Bank di Giovanni Guidetti ha vinto il campionato di pallavolo femminile, il Fenerbahçe di Gigi Datome si gioca il successo nella final four di Eurolega di basket, Ferzan Özpetek sta girando in città il suo nuovo film.

Tutto procede come prima, e se così non fosse peraltro il terrorismo avrebbe vinto.

Certo per adesso mancano i turisti, ma torneranno. Magari spinti dai prezzi dei biglietti aerei che si sono abbassati di parecchio (il volo da Bologna costa solo 25 euro con Pegasus), magari invogliati dalle offerte degli hotel in città che applicano sconti fino al 60%, o magari semplicemente per non darla vinta al terrore.

Noi, in ogni caso, siamo qui.


Capodanno 2018 a Istanbul

Anche quest’anno, siamo qui per fornire i consigli su come passare la notte di Capodanno ad Istanbul. E’ già da sette anni che ogni dicembre scriviamo un articolo al riguardo, quindi vi consigliamo caldamente di leggere anche gli articoli del 2011, 2012, 2013 e 2014 sia per le importanti informazioni di carattere generale, sia perché le segnalazioni di ristoranti fatte negli anni passati rimangono in gran parte valide.

Per la sera del 31 Dicembre preferiamo pubblicare un elenco di locali simili, per evitare la confusione tra le varie opzioni.

Quasi tutti i locali richiedono un pagamento anticipato a seguito della prenotazione. Se non potete provvedere alla prenotazione in maniera autonoma e avete bisogno di una prenotazione potete contattarci al nostro indirizzo mail. Sappiate che è necessario il pagamento anticipato, a cui bisogna aggiungere le spese bancarie di bonifico o di paypal. Specifichiamo che possiamo prenotare qualsiasi locale, anche fra quelli non elencati.

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