Sulla sicurezza in Turchia e sul giornalismo italiano

Aggiornamento Marzo 2018: Per maggiori informazioni circa la situazione attuale relativa alla sicurezza ad Istanbul rimandiamo al seguente nostro articolo: Turismo in Turchia: la situazione nel 2018

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Il seguente articolo scritto nel 2015 si riferiva alla situazione della sicurezza in Turchia di quel periodo:

Continuiamo a ricevere molte mail di persone che ci chiedono aggiornamenti riguardo la sicurezza in Turchia e la situazione ad Istanbul, a seguito degli episodi di terrorismo che si sono verificati ad inizio aprile 2015.

Abbiamo deciso di scrivere un articolo perché non riusciamo più a sopportare il livello di approssimazione con cui vengono fornite le notizie dai media italiani.

Sappiamo bene che spesso si è costretti a semplificare e a condensare notizie in pochi minuti di telegiornale o nelle poche righe di un articolo. Ma questa volta si è superato ogni limite, mischiando vari episodi che non avevano nessun collegamento fra loro, riferendo notizie false, imprecise e non verificate, con il risultato di creare enorme confusione e di produrre un clima di allarmismo totalmente ingiustificato.

L’immagine del magistrato con la pistola alla testa all’interno del tribunale, poi rimasto ucciso durante il blitz della polizia, ha certamente colpito tutti. Ma si è trattato di un episodio isolato, compiuto da esponenti del DHKP/C, un gruppo di estrema sinistra molto marginale, non strutturato, che ha sempre avuto come obiettivi esponenti dello Stato e delle forze dell’ordine. Il giorno seguente, una ragazza legata allo stesso gruppo, è stata freddata dalle guardie mentre si avvicinava armata nei pressi della Questura di Istanbul. In entrambi i casi gli avvenimenti si sono svolti in zone non turistiche della città. Questi sono i fatti.

L’immagine descritta dai media italiani è stata però ben diversa. Altri episodi come il black-out elettrico, falsi allarmi bomba sugli aerei della Turkish Airlines (allarmi del genere sono all’ordine del giorno in tutto il mondo e per tutte le compagnie aeree), sono stati messi in mezzo senza che ci fosse il minimo collegamento. Il blocco momentaneo di alcuni social network è durato solo poche ore, il tempo necessario a rimuovere le foto dell’attentato, ma a distanza di giorni le persone ancora ci chiedono via mail se in Turchia “funziona internet”.

C’è stata una sovraesposizione di notizie riguardanti la Turchia che mai si era verificata in passato.

La Turchia storicamente è stata sempre teatro di episodi del genere, ha sempre fronteggiato vari tipi di terrorismo, di sinistra, di destra, islamico, curdo, armeno. E’ un Paese purtroppo abituato a queste cose. Per una persona che vive qui, per chi si interessa alle dinamiche del Paese, per chi conosce la storia turca e la situazione politico/sociale, il livello di attenzione dedicato dai media italiani a tali avvenimenti è risultato del tutto fuori luogo, non trattandosi di eventi eccezionali.

Fare un minestrone di notizie, titolare “Turchia sotto attacco”, confezionare servizi di telegiornale mandando in onda immagini di repertorio con le proteste di piazza Taksim di tre anni fa, inserire i fatti accaduti in un generalizzato clima di terrore internazionale, lasciare quasi intendere che la Turchia sia un Paese sull’orlo di una guerra civile, non costituiscono sicuramente esempi di buon giornalismo.

Bisogna peraltro chiedersi per quale ragione questo cortocircuito dell’informazione sia avvenuto solo in Italia. In altri Paesi non è stato così. Duole constatare che l’unico motivo in grado di spiegare una copertura così sciatta dell’accaduto sia il livello scadente del giornalismo italiano.

Informazioni distorte, pochissime analisi serie, nulli gli approfondimenti e le spiegazioni della situazione generale. D’altra parte non ci si deve meravigliare: la sede Rai di Istanbul è stata chiusa nel 2012. Le versioni online dei quotidiani più letti sono invece nelle mani di giovani stagisti sottopagati, che spesso si limitano a copiare i lanci di agenzia cambiando qualche parola per rendere la notizia più “cliccabile”.

Un problema che ha radici profonde e non nasce certo oggi. Da sempre l’informazione italiana è italocentrica, provinciale. Non viene mai dedicato il giusto spazio agli esteri, neanche sulla carta stampata, si parla solo di questioni interne, di cronaca, i talk show di approfondimento in tv rappresentano puramente un ozioso teatrino per politicanti.

Il risultato è che a seguito di eventi di un certo tipo la gente non possiede le basi per contestualizzarli, manca il substrato di conoscenze che permetterebbe un’analisi autonoma degli avvenimenti. In sostanza, manca cultura.

Le conseguenze di tutto ciò sono normali, gravi per chi come noi lavora nel turismo, anche se ovviamente sono fatti nostri. Ma credo sia giusto per tutti riflettere su questi argomenti. In un’era globalizzata come la nostra l’informazione ha responsabilità sempre maggiori, incide sulle nostre scelte, determina le nostre vite.

Non ci dovrebbe quindi essere bisogno di ripetere che in Turchia e ad Istanbul non c’è alcun problema di sicurezza generale, che la situazione in città è del tutto normale, che gli episodi sono stati isolati e che in ogni caso l’obiettivo di questi attentati era costituito da rappresentanti dello Stato e non da gente comune.

Non dovrebbe esserci bisogno di ripeterlo ma siamo costretti a farlo.

Perché nei giorni scorsi la città era piena di turisti francesi, spagnoli, tedeschi, mentre migliaia di italiani terrorizzati dalle notizie hanno rinunciato al viaggio all’ultimo momento, con le valigie già pronte, rimettendoci biglietti aerei e prenotazioni d’hotel, salvo pentirsi il giorno dopo. Perché si sta registrando il record di prenotazioni di turisti russi sulle coste turche, mentre gli italiani hanno addirittura paura di scendere dalle crociere.

Il terrorismo islamico legato all’Isis può colpire dovunque, ha colpito in Francia, in Danimarca, in Tunisia, e può colpire in Italia così come in Turchia. Da quel punto di vista Milano, Roma e Istanbul condividono gli stessi rischi.

Gli episodi di aprile non hanno nulla a che vedere con tutto ciò, sarebbe come se a seguito dell’omicidio di Marco Biagi da parte delle Brigate Rosse, si fosse ritenuta Bologna una città pericolosa.

 


Festival dei Tulipani 2020

Tulipani Istanbul

Comincerà lunedì 8 aprile e durerà fino al 30 aprile l’atteso Festival dei Tulipani 2020, giunto quest’anno alla quindicesima edizione.

In realtà la data del 9 aprile coincide con l’inaugurazione ufficiale, ma i tulipani normalmente sbocciano già i primi giorni di aprile, i giorni migliori per ammirare la fioritura sono sempre quelli di metà mese, più o meno dal 10 al 20 aprile, già dopo il 20 molti tulipani cominciano a sfiorire.

La manifestazione è andata consolidandosi nel corso degli anni, con programmi sempre più ricchi all’interno delle due sedi principali: Il Parco di Emirgan sul lato europeo e quello di Göztepe sul lato asiatico. Fra gli stand all’interno dei due parchi ci saranno performance musicali e dimostrazioni artistiche di vario tipo, come ad esempio quelle relative alla calligrafia, alla tecnica pittorica Ebru, ed alla lavorazione del vetro.

Ricordiamo che uno degli obiettivi principali del festival, oltre a rendere vivace e colorata la città, è quello di restituire ad Istanbul i “suoi tulipani”, che rappresentano da sempre il suo simbolo. Infatti i tulipani sono arrivati in Europa attraverso i Turchi, più specificamente dal Kazakhistan all’Olanda passando dall’Impero Ottomano. Le raffigurazioni di tulipani sono un motivo assai ricorrente in molte opere d’arte realizzate durante il periodo Ottomano.

In totale sono circa 12 milioni i bulbi di tulipani  piantati in città per questa edizione, appartenenti a quasi 200 varietà diverse, differenti sia per forme sia per colori. Il parco di Gülhane nei pressi di Palazzo Topkapı è sicuramente la sede più facilmente fruibile per i turisti in visita alla città.

Negli ultimi anni viene organizzato anche un evento speciale all’interno della Piazza di Sultanahmet, viene allestito un tappeto di fiori che copre un’area di mille metri quadrati, utilizzando più di 500mila tulipani.

Per maggiori informazioni sui quartieri di Istanbul consigliamo di consultare la nostra guida completa. Per chi arriva in visita nel periodo primaverile segnaliamo la nostra disponibilità ad organizzare visite guidate.

Vi lasciamo con una galleria di foto che abbiamo scattato negli anni passati.


Percorsi Musiculturali a Istanbul

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Scoprire Istanbul negli ultimi anni è diventato il punto di riferimento per gli italiani che vogliono visitare Istanbul. Con le nostre visite guidate ed i nostri itinerari alternativi nei quartieri meno conosciuti, come Fatih, Fener e Balat ed il lato asiatico, forniamo un servizio sempre più apprezzato, a giudicare dai moltissimi commenti positivi ricevuti sia sul nostro blog che su tripadvisor.

Ma non vogliamo fermarci, è per questo che abbiamo deciso di cominciare a proporre alcuni eventi speciali, che si terranno in date stabilite, e che punteranno l’attenzione verso aspetti specifici della città. Saranno quindi rivolti a chi vuole approfondire la conoscenza di Istanbul, oppure a chi vuole visitarla in una declinazione particolare.

Il nostro primo articolo, scritto ormai 8 anni fa, parlava di bellezza. E’ giusto quindi tornare su questo concetto e provare a capire meglio in cosa consista la bellezza di Istanbul, che può mostrarsi anche ad uno sguardo superficiale.

Noi siamo convinti che gran parte della bellezza di questa città sia legata al suo passato multiculturale, alle tante religioni, ai tanti popoli che l’hanno abitata, spesso contemporaneamente, nei secoli passati. Questa bellezza purtroppo nel corso del XX secolo è andata scomparendo in maniera lenta ma inesorabile, per cause dovute anche a dolorose vicende storiche.

Se quindi per ritrovare questa “bellezza plurale” ad esempio in campo architettonico, religioso o sociale, adesso dobbiamo sforzarci, in altri campi, come la gastronomia e la musica, la bellezza frutto delle mille contaminazioni affiora in maniera più visibile.

Partiremo quindi dalla musica. E per farlo ci avvarremo della collaborazione di Sergio Pugnalin, un musicista, insegnante e mediatore musiculturale che ha dedicato tutto il suo impegno e passione nel corso degli anni allo studio delle musiche tradizionali e delle culture locali, focalizzando la sua attenzione sull’area del Mediterraneo orientale: Turchia, ma anche Balcani, Grecia, mondo arabo…

La nostra proposta si articola quindi in un percorso integrato di ben tre giorni, che sarà una vera e propria esperienza full-immersion nel racconto, nei suoni, nella storia, nei luoghi, nella vita, nei sapori, negli aromi della Città.

Esploreremo Istanbul accompagnati dal nostro storyteller, attraverso attività ed esperienze intense e diversificate, guidati anche da materiali ricevuti e suggestioni condivise prima del viaggio: ascolti, video, film, informazioni ed approfondimenti. Questo bagaglio, culturale ed ideale, ci permetterà di confrontarci con la Città reale e la sua complessità, la sua storia e il suo presente, la sua antichità e la sua modernità.

Abbiamo già organizzato i percorsi fino al 2015 e i feedback sono stati molto positivi, quindi abbiamo deciso di rilanciare l’iniziativa.

l PERCORSI MUSICULTURALI riprenderanno nel periodo di Pasqua 2019 e permetteranno di capire Istanbul proponendo una chiave di lettura musicale. Se prevedete di venire ad Istanbul in quel periodo, avrete quindi un’opportunità in più per entrare nell’autentica e più profonda anima di Istanbul.

Per prenotazioni fate sempre riferimento al nostro indirizzo mail.


Usare il telefono in Turchia

Telefonare in Turchia

La nostra Guida di Istanbul non poteva essere completa senza le informazioni riguardanti la telefonia mobile. Sono in molti a chiederci informazioni al riguardo, qui sotto troverete tutte le informazioni necessarie, ma non fermatevi solo a questo articolo! Sul nostro blog trovate tutti i consigli utili per organizzare un viaggio a Istanbul. Date un’occhiata anche alla sezione visite guidate, abbiamo già portato a spasso per Istanbul migliaia di italiani! 🙂

Che siate di passaggio o che invece pensiate di rimanere un po’ di più, il problema è lo stesso: come usare il telefono in Turchia e quanto conviene comprare una scheda locale?

Dal 15 giugno 2017 sono cambiate le regole europee riguardo il roaming internazionale, ma attenzione, si tratta di norme che riguardano solo i 28 Paesi membri dell’Unione Europea. La Turchia non fa parte dell’Unione Europea, quindi le nuove regole non sono valide in Turchia.

Per usare la propria scheda italiana in Turchia è bene quindi informarsi prima sulle tariffe e promozioni per l’estero con il proprio operatore in Italia.

Le tariffe per l’estero degli operatori italiani

Ricordatevi che all’estero si paga un tot anche per le chiamate ricevute e non solo per quelle effettuate.

Vodafone propone la promozione Smart Passport per chi viaggia all’estero: con 3 euro al giorno si hanno a disposizione 60 minuti di chiamate, 60 sms e 500 MB di traffico internet.

L’offerta di Tim invece è un po’ meno conveniente, Tim in viaggio Pass Mondo costa 30 euro per una durata di 10 giorni e si hanno a disposizione 100 minuti, 100 sms e 500 MB di internet in totale.

Wind per l’estero propone l’offerta Travel Weekly che però non è valida per la Turchia, solamente l’offerta GIGA travel weekly con 1 GB a settimana è valida per la Turchia, niente traffico voce quindi ma solo traffico internet.

Come norma generale quando si va all’estero, per evitare brutte sorprese, è consigliato disattivare la connessione dati prima di partire. Altrimenti, anche se non navigherete su internet, le varie applicazioni scaricheranno dati ed email a vostra insaputa facendovi spendere un patrimonio.

Ricordatevi di inserire il prefisso quando chiamate da un paese estero. Il prefisso per chiamare un numero italiano è +39 (si può scrivere anche 0039). Il prefisso per chiamare un numero turco è +90 (si può scrivere anche 0090). In seguito digiterete il numero da chiamare.

Comprare una scheda SIM turca

Normalmente per un turista che si ferma a Istanbul tre-quattro giorni non è conveniente comprare una sim card turca, anche se ovviamente dipende da che tipo di offerta si ha con l’operatore italiano e da che utilizzo si vuole fare del telefono.

Le tariffe per chiamare l’Italia con una scheda turca sono alte al pari di una scheda italiana, quindi l’acquisto di una sim turca sarà consigliato solo se dovrete fare molte chiamate verso numeri locali oppure avete bisogno di usare internet costantemente sul vostro smartphone.

Esistono tre compagnie telefoniche: Turkcell, Türk Telekom e Vodafone. Per comprare una scheda telefonica in Turchia dovete recarvi presso uno dei tantissimi punti vendita delle tre compagnie, presentare il vostro passaporto e pagare tra 60 e 80 TL (Lire Turche). Molto spesso con questo prezzo vi vengono assegnati dei minuti gratuiti, un minimo di credito (10 TL) o un pacchetto internet base (250 MB con Turk Telekom) della durata di un mese. I punti vendita sono presenti ovviamente anche all’interno degli aeroporti, quindi potrete acquistare una scheda turca appena sbarcati, ma di solito c’è parecchia fila dato che comunque la pratica non è immediata e quindi mettete in conto di aspettare almeno tre quarti d’ora.

Qualora decidiate di non aderire a nessuna promozione degli operatori italiani e di non acquistare una sim turca c’è comunque una buona notizia: in Turchia le connessioni internet wifi sono sempre disponibili gratuitamente negli hotel, nei ristoranti e nei bar (basta chiedere la password). Sarà quindi facile usare i più comuni programmi di messaggistica online come whatsapp o messenger ad ogni pausa che farete fra una visita e l’altra per rimanere in contatto con amici e parenti.

Registrare il telefono in Turchia

Se deciderete di comprare una scheda turca dovete tenere in considerazione una cosa molto importante: sarete in grado di usare il vostro telefono italiano solo per un periodo variabile fra le tre settimane e i tre mesi al massimo (non c’è un limite esatto spesso va a fortuna), dopodiché il vostro telefono sarà bloccato sul territorio turco.

Questo rappresenta un problema per i turisti che si fermano in Turchia per un lungo periodo, ma soprattutto per gli italiani che risiedono in Turchia o che la frequentano spesso per lavoro. Per evitare questo inconveniente ci sono due opzioni: a) Comprare un telefono turco. b) Registrare il vostro telefono italiano pagando la tassa in Turchia.

Per registrare il vostro telefono dovete recarvi presso il Vergi Dairesi più vicino (Ufficio delle Imposte), pagare una tassa di 1500 TL (circa 230 euro) e procurarsi una password presso un ufficio postale per e-devlet (il sito del governo on line) in cui registrare imei e dati di avvenuto pagamento della tassa. In seguito tornare presso l’operatore per ultimare la registrazione.

Ovviamente il telefono verrà bloccato solo se inserite una scheda turca, con la scheda italiana non verrà mai bloccato.

Per maggiori informazioni riguardo il vostro viaggio non dimenticatevi di consultare la nostra Guida completa di Istanbul.


Capodanno 2014 ad Istanbul

IMPORTANTE: Se siete arrivati qui cercando informazioni riguardo il Capodanno 2015 vi consigliamo di leggere il nostro nuovo articolo. E’ comunque opportuno leggere anche l’articolo qui sotto dell’anno scorso ed anche quelli degli anni passati, dato che i consigli rimangono in gran parte validi. Per il resto fate un giro in tutte le sezioni del nostro blog, in cui potete trovare mille consigli utili su come organizzare il vostro soggiorno a Istanbul.

Anche quest’anno, con puntualità sempre intorno al 10 dicembre, siamo qui per fornire i consigli su come passare la notte di capodanno ad Istanbul. E’ già da quattro anni che ogni dicembre scriviamo un articolo al riguardo, quindi vi consigliamo di leggere anche gli articoli del 2011, 2012 e 2013 sia per le informazioni di carattere generale, sia perché le segnalazioni fatte in passato (anche se non ripetute) rimangono in gran parte valide.

Sono moltissimi i turisti italiani che arrivano in città per le vacanze natalizie, sia nella settimana di Natale che in quella di Capodanno. Ricordiamo che sul nostro blog si trovano tutte le possibili informazioni utili per il soggiorno a Istanbul, non fermatevi quindi alla lettura di questo articolo ma continuate ad esplorare le varie sezioni!

Ripetiamo alcuni consigli utili di ordine generale sul Capodanno ad Istanbul già trattati negli anni scorsi, vi invitiamo ad avere le idee ben chiare sul tipo di locale che state cercando, per evitare di finire in un posto che non è di proprio gusto.

 Se siete alla ricerca di un buon ristorante, in cui semplicemente si mangia bene, si spende il giusto, e non siete interessati a spettacoli, divertimento o panorami, allora vi basterà leggere i nostri articoli dedicati ai ristoranti in generale, sicuri di non sbagliare.

 Se invece siete interessati a panorami sul Bosforo, divertimenti e show di vario tipo, avrete l’imbarazzo della scelta, sapendo però che i prezzi sono alti e la qualità della cena, naturalmente, non sarà elevata. E’ una serata in cui tutti i locali sfruttano l’afflusso dei turisti per gonfiare i prezzi.

 Se, come la maggior parte, state cercando un “posto con cucina tipica, in cui non si spenda una follia, con panorama sul Bosforo e magari anche musica dal vivo”, sappiate che questo locale NON ESISTE, quindi dimenticatevi della opzione in questione e concentratevi sulle prime due…

 Non bisogna dimenticare che questa notte in Turchia si festeggia in una maniera che subisce più del solito influenze occidentali, quindi anche nei menu fanno la loro comparsa piatti di derivazione americana, francese e italiana, con esiti spesso discutibili.

Tutti i ristoranti che consigliamo hanno una qualità medio-alta. Abbiamo inserito ristoranti che oltre alla cena prevedano anche una parte di spettacoli e musica dato che questa è la richiesta principale che abbiamo riscontrato negli anni da parte dei turisti. I prezzi si intendono tutti con bevande alcoliche senza limiti comprese nel prezzo, se non specificato il contrario.

Quasi tutti i locali richiedono un pagamento anticipato a seguito della prenotazione. Se non potete provvedere alla prenotazione in maniera autonoma e avete bisogno di una prenotazione, sappiate quindi che è necessario il pagamento anticipato, a cui bisogna aggiungere le spese bancarie di bonifico ed una commissione per il nostro servizio. Potete contattarci al nostro indirizzo mail.

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