Ristoranti a Istanbul

Fare un viaggio significa prima di tutto avere la volontà di scoprire, di conoscere e di addentrarsi in una cultura che spesso è diversa dalla nostra. Il mangiare e la cucina per noi sono da considerarsi come espressione basilare della cultura di un luogo.

Io ed Özge siamo abbastanza fanatici in questo senso, facciamo discussioni interminabili sulle ricette, la loro origine, le differenze e le somiglianze fra la cucina turca e quella italiana, i giri per i ristoranti e l’appuntamento con il programma di Vedat Milor (mito) che recensisce i migliori ristoranti turchi, insomma per noi la cucina è fondamentale.

Cominciamo col dire che purtroppo un tour “standard” di Istanbul mal si sposa con un tour gastronomico. I posti migliori in cui mangiare sono abbastanza lontani dai posti turistici, bisogna andarci apposta, ed essendo Istanbul una città di 16 milioni di abitanti, la cosa non è proprio agevole. Poi normalmente il tempo che si ha a disposizione non è molto, io con tutto il tempo che ho vissuto qui e con la fortuna di vivere assieme ad abitanti di Istanbul, devo farmi ancora un’idea completa. In 4-5 giorni la possibilità di farsi un’idea sbagliata è abbastanza elevata, soprattutto senza avere dei consigli sui posti da evitare.

Anche dare dei consigli di carattere generale non è semplice, perché dipende molto dal tipo di cucina che si ricerca. Se uno vuole, può fare un viaggio molto reale nella cucina tradizionale, nella cultura molto ampia dello street food, e mangiare in maniera divina con 8-10 euro. Poi c’è anche il ristorante da 40 euro di cucina ottomana e di qualità eccelsa che è ovviamente consigliabile, ma ripetiamo, dipende da che cosa si ricerca. Nel mezzo però purtroppo ci sono tanti ristoranti, soprattutto a Sultanahmet, in cui è facile spendere 25-30 euro mangiando malissimo.

Nei consigli che seguono quindi troverete sia ristoranti economici che garantiscono tipicità e qualità a basso prezzo, sia ristoranti unanimemente ritenuti ottimi a prezzo più elevato. Per il momento è un elenco commentato e ragionato in base alle zone della città, ma nei prossimi tempi aggiungeremo molti altri ristoranti e faremo, all’interno dei nostri articoli, anche delle dettagliate recensioni per ognuno di essi, con foto scattate da noi, commento dei menu e dei prezzi. Inseriremo i link di molti ristoranti, per trovare l’indirizzo dovete cliccare su “Iletişim” all’interno dei vari siti.

La prima segnalazione che vi forniamo è Konyalı Lokantası, la prima “locanda” in senso storico di Istanbul (quella di Sirkeci, da non confondere con la sede di Topkapı), è la tradizione in questo caso che fa da garante. Il menu segue il concetto del tipico pasto turco, in cui si comincia con una zuppa (la più famosa è quella di lenticchie rosse), si prosegue con riso pilav, carne e verdure. Come contorno piatti freddi di verdure. E’ una buona opzione per fare una prima analisi della varietà che compone la cucina turca.

Il metodo migliore per capire se un ristorante sia buono è quello di vedere se la maggioranza dei clienti è turca. Se un turco si trova a Sultanahmet va sicuramente a mangiare al Tarihi Sultanahmet Köftecisi. Nel menu c’è poco da scegliere, anzi qua il piatto è uno solo: Köfte. Sono polpette di manzo alla griglia, una delle specialità più tipiche della cucina turca, ed in questo locale storico (aperto nel 1920) sono davvero deliziose. Accompagnatele con Riso Pilav e Piyaz e terminate con un İrmik Helvası. Considerato il prezzo molto conveniente e la bontà delle polpette sicuramente prenderete in considerazione l’idea di fare un bis.

Nella cosiddetta “zona Sultanahmet” non ci sono molte alternative affidabili, la cosa da evitare è fermarsi in un ristorante a caso, dato l’enorme afflusso di turisti la qualità ha subìto un tracollo ed i prezzi sono lievitati. Meglio quindi allontanarsi un po’ per trovare alternative più economiche.

Ad esempio in zona Hocapaşa, proprio attaccata alla Moschea c’è una piazzetta in cui ci sono vari ristorantini a prezzo realmente modico e di buona qualità. Fra questi consigliamo la Balkan Lokantası. Le lokante sono assimilabili alle trattorie italiane, nel senso che vengono utilizzate più che altro dai lavoratori nelle pause pranzo e quindi hanno dei prezzi bassissimi (con 15 Lire ci si riempie a dismisura), proprio per questo motivo sono un buon esempio di cucina tipica. La caratteristica di tutte le lokante è che funzionano in stile self service, le pietanze sono già pronte, tenute in caldo e si scelgono le preferite. La Balkan è una catena di lokante di buona qualità e ci sentiamo di raccomandarla avendoci pranzato svariate volte. Un altro consiglio all’interno della stessa zona è l’Hocapaşa Pidecisi, qui con 8 Lire potete mangiare un Pide (condito a scelta con formaggio, carne, sucuk, uovo etc etc) è una specie di calzone non completamente chiuso, è buonissimo ed assolutamente da provare, e già che ci siete provate anche un Lahmacun, la cosiddetta pizza turca, davvero simile alla pizza romana (sottile e croccante) se non fosse per l’unico condimento previsto e composto da carne di agnello trita, pomodoro, cipolla e aglio.

Il discorso sulla bassa qualità dei ristoranti del centro storico merita di essere approfondito, anche perché la cosa negli ultimi tempi è diventata così evidente che finalmente qualcosa comincia a muoversi. Si comincia a capire che il fornire un’immagine negativa della propria cucina e quindi della propria cultura, solo per motivi di profitto, non sia la strada giusta. Quasi per reazione quindi da pochi mesi ha aperto i battenti Nar Lokantası, un’iniziativa più che meritoria che segnaliamo con convinzione.

Il ristorante si trova proprio in zona Nuruosmaniye, a pochi passi da Sultanahmet, e nasce con la precisa volontà di fornire l’immagine più completa possibile della cucina turca. Il discorso è quindi basato essenzialmente sulla qualità, a partire ovviamente dai prodotti (tutti provenienti da produttori certificati e locali), fino ad arrivare al rispetto della tradizione. Lo scopo quasi educativo che i proprietari si sono imposti è la garanzia migliore. Il locale è molto grande, ben curato, il menu è molto chiaro, ed il servizio è gradevole. E’ possibile effettuare un pasto completo dall’antipasto al dolce, ma è anche possibile ordinare un solo piatto, quindi il prezzo può variare dalle 20 alle 100 Lire.

Discorso a parte meritano gli alcolici e specialmente il vino, per via dell’altissima tassazione. In molti ristoranti ad Istanbul non si servono alcolici, Nar Lokantası invece ha una carta dei vini fornitissima ed esclusivamente composta da vini turchi. I prezzi di una bottiglia variano però dalle 50 alle 130 Lire.

Sappiate che in qualsiasi ristorante di Istanbul non pagherete mai meno di 50 Lire per una bottiglia di vino. Per questo motivo assicuratevi del prezzo per non avere sorprese finali e valutate se non sia il caso di preferire una birra.

Un altro ristorante di qualità è il Karakol, proprio all’interno dei giardini di Topkapı Sarayı nei pressi di Aya Irini, aperto da un paio d’anni dopo una stupefacente restaurazione di locali storici all’interno del complesso imperiale. Qua siamo di fronte ad una classica rappresentazione della cucina ottomana, ha ricevuto recensioni molto positive da parte di stimati gourmet, tenderei ad affermare che andate sul sicuro con qualsiasi scelta, ma trattandosi di cucina ottomana direi di lasciare stare il pesce e concentrarsi sui piatti a base di carne e melanzane. L’atmosfera che si respira è davvero magica, mangerete proprio nel giardino dei sultani, senza alcolici si pagano circa 30 euro per una cena completa, ne vale sicuramente la pena.

A sud di Sultanahmet, in zona Cankurtaran, è possibile, quasi magicamente, trovare anche un ottimo ristorante di pesce. Si tratta di Balikçi Sabahattin, ristorante rinomato e frequentato dai turchi pur trovandosi in zona turistica. Meze eseguiti in maniera perfetta e pesce freschissimo. Prezzi abbastanza alti come consuetudine per quanto riguarda il pesce.

Cominciando ad allontanarci da Sultanahmet arriviamo ad Eminönü. Proprio sulla grande Piazza della Yeni Camii, a fianco del Bazar delle spezie, con un panorama stupendo sul Ponte di Galata, troviamo l’Hamdi Restorant. Grazie alla sua strategica posizione è molto frequentato anche da turisti, ma la qualità delle Meze, dei Kebap e soprattutto dei dolci è più che discreta. Il prezzo è sulle 40 Lire, quindi se passate nei paraggi e se trovate posto nella terrazza panoramica all’ultimo piano, ci sentiamo di consigliarlo.

Come detto però, per mangiare davvero bene ad Istanbul bisogna spostarsi, quindi ci dirigiamo a Fatih. Il quartiere si trova ad ovest del centro storico, fermata del tram Aksaray, ed è considerato il quartiere più “conservatore” di Istanbul. Quando mi trovo a Fatih con Özke, e magari la abbraccio o la bacio, lei fra il serio e il faceto mi grida “cosa fai, guarda che siamo a Fatih!”, questo non per dire che sia pericoloso (non lo è affatto), ma solo che da queste parti la presenza di turisti è purtroppo prossima allo zero, in realtà ci sarebbero moltissime cose da vedere ed è una zona molto sottovalutata turisticamente. A Fatih oggi in effetti vivono per lo più immigrati dalle zone dell’estremo est anatolico, quindi persone molto più attente ai dettami religiosi, ma anche cariche delle loro strepitose tradizioni culinarie regionali, ed è proprio per questo motivo che il quartiere viene ormai accettato come centro gastronomico della città. Se un abitante di Istanbul vuole farsi una luculliana abbuffata a base di Kebap, va a Fatih.

Proprio sotto l’acquedotto di Valente si trova Sur Ocakbaşı, basta guardare le foto del menu all’interno del sito per pregustare la squisitezza della carne. Ordinate una tavolata di Özel Sur Kebabı, la specialità della casa, misto di vari tipi di carne cucinate in maniera differente ed accompagnati da piccoli e gustosissimi lahmacun. Non si servono alcolici ovviamente, da bere rigorosamente Ayran (qua davvero buonissimo) o per i più temerari Şalgam. Come dolce raccomandiamo assolutamente il Sur Tatlısı: irmik e formaggio fuso all’esterno con cuore freddo di gelato, strepitoso. Prezzo sulle 25 Lire, ma già che ci siete sforate le 30 e assecondate la vostra curiosità.

Horhor caddesi viene considerata la via del kebap, qui ogni anno viene organizzato anche un festival in suo onore, ci sono moltissimi ristoranti consigliati, fra questi citiamo Urfalı Hacı UstaŞanlı Mangal, ognuno ha le sue specialità in base alla regione di origine, ciò che non cambia è il prezzo ultra conveniente in rapporto alla quantità di cibo ottimo.

Ci avviamo a lasciare Fatih non prima di consigliare un altro gioiello di ristorante:  Akdeniz Hatay Sofrası. La regione di Hatay è la più meridionale della Turchia, ai confini con la Siria, quindi la sua cucina risente in maniera evidente della cultura araba. Già dalle meze iniziali, con hummus e mütebbel ci si rende conto delle differenze. Ma le specialità del locale sono costituite dal tuzda tavuk e dal tuzda kuzu: pollo o agnello cucinati per più di 2 ore in forno a legna all’interno di una sfera di sale, a cui poi, davanti ai vostri occhi, verrà dato fuoco e fatta scoppiare per farne uscire la carne. In alternativa c’è il testi kebap, cucinato con pomodori, carote e peperoni all’interno di una giara di terracotta sigillata e posta direttamente sulla brace. E’ l’occasione giusta per usare la parola “succulento”. Se volete assaggiare queste specialità però dovete avere l’accortezza di prenotare, o meglio di avvertire, con 3 ore di anticipo, il tempo necessario alla cottura delle pietanze.

Passiamo finalmente il Ponte di Galata, a questo punto dobbiamo mettervi in guardia dai barconi che vendono il panino con il pesce e dai variopinti ristorantini che si trovano sotto il ponte, sia per motivi di pessima qualità sia per evitare eventuali fregature. Ci fermiamo invece a Karaköy, primo avamposto del pesce ad Istanbul in cui ci imbattiamo. La fermata d’obbligo è presso Tarihi Karaköy Balıkçısı, e per capire tutto basta tradurre: storica pescheria di Karaköy. Locale spartano, probabilmente cambiato veramente poco da quando è nato nel 1923, rimane tutt’oggi uno dei migliori ristoranti di pesce di tutta Istanbul, sicuramente il più conveniente. Consigliamo la zuppa di pesce che è davvero una specialità, oppure Levrek alla griglia, ma lasciatevi pure consigliare dagli inservienti, qua si serve solo pesce freschissimo, il ristorante infatti proprio per questo motivo apre verso mezzogiorno e chiude alle 4 del pomeriggio. Attenzione a due cose: è chiuso la domenica ed in zona ci sono molte imitazioni del locale con lo stesso nome, quindi cercatelo bene. Di sera il locale cambia nome e servizio, si chiama Grifin ed il prezzo per una cena è molto più elevato. In generale la zona di Karaköy è ricca di pescherie e friggitorie in cui si garantisce un buon livello di qualità.

Arriviamo quindi a Beyoğlu, cuore della Istanbul moderna, quartiere che sprizza vita da tutti i pori. Qua di ristoranti ce ne sono a centinaia. Su Taksim e Istiklal forse ci sarebbe da fare un discorso più ampio e serio, ed in seguito lo faremo. Leggiamo a volte che questa zona viene considerata troppo moderna ed occidentale e quindi “turistica”. Non è affatto così, per niente. A parte che Beyoğlu è un quartiere molto complesso e non si può generalizzare solo perché si vedono negozi di brand internazionali. Se si ha la voglia di entrare senza paura di perdersi nelle stradine che intersecano Istiklal, si capirebbe tutto, è un quartiere variegato e multiforme, c’è tutto e il contrario di tutto. Non so cosa si intende con “spirito” di una città, ma forse qualcuno si costruisce a priori un’immagine sbagliata di Istanbul, perché lo spirito di Istanbul è questo. Senza Beyoğlu Istanbul non esisterebbe, e quella fiumana di gente che vedete in Istiklal a tutte le ore, non è composta in maggioranza da turisti, ma da abitanti affaccendati e vitali.

Beyoğlu è il quartiere che a partire dal XIX secolo è stato il centro “dell’immigrazione” europea, ha ospitato le tante comunità cristiane della città, greche, armene, francesi, inglesi, italiane. E’ qui che la cultura delle Meyhane si è preservata maggiormente. E’ per questo che vale la pena ad esempio cenare in un ristorantino all’aperto a caso di Nevizade o di Asmalı Mescit, per l’atmosfera frizzante e gioviale che si respira in queste zone, cuore della vita notturna dell’Istanbul moderna.

La tradizione del Meze-Rakı-Balık prevede una serie di antipasti freddi (formaggi, melone, melanzane arrosto, purè di peperoni con noci), di antipasti caldi (calamari, polipo, gamberetti) una portata di pesce alla griglia (branzino, triglie, orate), accompagnati dal rakı, il tipico liquore all’anice. Fra i tanti ristoranti della zona vi facciamo qualche nome: Asmalı Cavit, Refik, Sofyalı 9, Krependeki Imroz, Cumhuriyet Meyhanesi.

Un’altra zona molto interessante è quella di Kurabiye Sokak, una parallela di Istiklal nei pressi di Taksim. Qui, per gli amanti della carne, troviamo due buonissimi ristoranti: Zübeyir Ocakbaşı e Kenan Usta, Kebap di ottima qualità, prezzi ovviamente superiori a quelli di Fatih, ma è normale considerando la centralità della zona.

Noi per filosofia preferiamo addentrarci nei meandri meno noti della cultura culinaria, quindi vi consigliamo di farvi un giro per il pittoresco Balık Pazarı e di fermarvi a mangiare da Mercan Kokoreç. Il Kokoreç è una pietanza di carne molto tradizionale, gustosissima, composta da intestino di agnello finemente tritato, lavorato assieme a pomodori, limone, origano e peperoncino, e posto a cuocere su un enorme spiedo orizzontale. E’ molto comune trovarlo abbinato ai ristoranti di pesce, infatti un’accoppiata tipica è composta da kokoreç e cozze accompagnate da rakı. Ordinate un yarım ekmek (panino) ripieno di kokoreç e proseguite con midye tava (cozze fritte in pastella) e midye dolma (cozze ripiene di riso). Raccomandato per chi ama i sapori forti ed autentici.

Impossibile lasciare Beyoğlu senza entrare in una pasticceria, se siete golosi è d’obbligo prendervi un Tè da Saray Muhallebicisi. Consigliamo Kazandibi, Lokma, Baklava e specialmente Kaymaklı Ekmek Kadayıfı, quest’ultimo imperdibile.

Lasciamo Beyoğlu e ci dirigiamo a Beşiktaş per fare un discorso sullo street/fast food turco. Premesso che sarà impossibile lasciare Istanbul senza assaggiare Simit e Börek e quindi cedete senza esitazioni alle lusinghe dei chioschetti, bisogna parlare in maniera un po’ approfondita del Döner Ekmek, il panino che in Italia è conosciuto erroneamente come Kebap. Andare ad Istanbul senza mangiarne uno sarebbe come andare a Napoli senza mangiare la pizza, quindi ci teniamo a darvi qualche consiglio. Di chioschi ce ne sono ovviamente a migliaia, ma c’è un modo semplice per scoprire quelli davvero raccomandabili: se passate davanti ad un chiosco di döner verso le 7 di sera e vedete che è chiuso, allora tornate il giorno dopo ad ora di pranzo ed andate sul sicuro. Il motivo è semplice, di spiedo ne viene preparato solo uno al giorno e viene posto a cuocere la mattina presto, quando finisce si chiude, in questo caso significa sold out, esaurito, quindi buono. Ora, in Beşiktaş Çarşı, si trova Karadeniz Pide Döner Salonu, un locale davvero famoso in tutta Istanbul, che praticamente alle 6 di sera tutti i giorni chiude, nonostante il prezzo più elevato rispetto al circondario, e non si fa fatica a capire il perché.

Il centro di Beşiktaş è davvero un luogo favoloso, circa 200 metri più avanti rispetto al Karadeniz, a due passi dal mercato del pesce, si trova anche il chioschetto Balıkcı, in cui si trova un Balık Ekmek (panino con il pesce) che in confronto a quello che vendono sui barconi di Eminönü è come paragonare l’oro con il bronzo. Potete scegliere fra vari tipi di pesce (fra cui anche Levrek, Huskumru, Hamsi), noi consigliamo in maniera spassionata un panino col Mezgit e le verdure fresche, è sensazionale, vi piacerà anche se non amate il pesce, fidatevi!

Proseguendo la passeggiata fino alla stupenda e romantica Ortaköy, ci imbattiamo in altri chioschi tipici proprio dietro la moschea, in cui potete provare Gözleme e Kumpir, non ci dilunghiamo in spiegazioni, ma sono due specialità da assaggiare sicuramente.

Ci avviamo verso la conclusione del nostro tour gastronomico di Istanbul e quindi ci spostiamo sulla sponda asiatica. Sbarcando ad Üsküdar potete pranzare alla Kanaat Lokantası, un locale storico, che della lokanta conserva il prezzo e lo stile, ma in realtà ha la qualità di un ristorante, tanto che la gente va lì appositamente e non solo perché ci si trova a passare. Da Üsküdar avete due opzioni, dirigervi verso nord e verso la magica tranquillità di Kuzguncuk, oppure verso sud nell’immensa e vitale Kadıköy.

Kuzguncuk è ricca di piccoli cafe e ristorantini in riva al Bosforo, perfetti per passare una serata romantica. Fra i tanti possiamo consigliare Ismet Baba, ovviamente ristorante a base di pesce, uno dei più famosi ed autentici di Istanbul. Al tramonto Kuzguncuk dà il meglio di sé, col sole che si nasconde dietro la penisola storica e disegna la silhouette di Istanbul. D’obbligo accompagnare la cena col Rakı, ammirando lo spettacolo che offre il Bosforo.

Il nostro viaggio termina a Kadıköy, quartiere immenso e bellissimo, contraltare asiatico di Beyoğlu, frenetico e vitale ma al contempo “alternativo”, centro culturale della città, con teatri, cinema, gallerie d’arte, molto amato dai giovani per la presenza di locali di musica dal vivo. In realtà è forse il quartiere più “europeo” di Istanbul ed anche in campo culinario si respira questa atmosfera di modernità e sperimentazione. L’ultimo ristorante che vogliamo consigliarvi è Çiya Sofrası, considerato (probabilmente a ragione) il miglior ristorante di Istanbul, proprio per la sua estrema varietà di piatti, la sua freschezza, la capacità di rivisitare in chiave moderna ricette della tradizione anatolica. Kadıköy è un quartiere stupendo e merita di essere visitato, ma non è esagerato dire che un qualsiasi amante della buona cucina dovrebbe andarci appositamente solo per poter mangiare da Çiya Sofrası. Estremamente consigliato.

E per adesso, è tutto. Se andrete in uno dei ristoranti consigliati da noi vi preghiamo al vostro ritorno di lasciarci la vostra impressione. Se avete necessità di effettuare prenotazioni per qualsiasi ristorante siamo a vostra disposizione (in alcuni ristoranti come ad esempio Karakol è necessaria la prenotazione), non esitate a contattarci, vi aiuteremo volentieri. Se avete avuto esperienze in altri ristoranti e ritenete opportuno segnalarcele, saremo lieti di ospitare la vostra opinione.

Leggi il nostro Secondo Articolo dedicato ai ristoranti, con le recensioni di altri 11 locali –> Ristoranti Parte II

Leggi il nostro articolo pubblicato dalla prestigiosa rivista Scatti di Gusto –> Week-end in 5 locali tra kebap e tavole fusion

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Maria GraziachiaraMauroelisaelisa Recent comment authors
Maria Grazia
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Maria Grazia

Complimenti ragazzi! Consigli favolosi che seguiremo alla lettera nel nostro primo viaggio ad Istanbul! Grazie grazie!

chiara
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chiara

Buonasera!
Avrei bisogno di alcune dritte. Il 25 Dicembre insieme a mia zia partiamo per l’indonesia ma avremo una sosta di 10 ore a Istanbul quindi vorremo in questo “poco” tempo vedere qualcosa e cenare in un bel ristorantino con prezzi abbordabili considerate che arriviamo alle 15.30 all’aeroporto di Ataturk e ripartiamo alle 01.20 quindi non vorremmo sbagliare niente per non rischiare di perdere la coincidenza….dimenticavo se riuscite a dirci anche come muoverci meglio!!!
Grazie e spero potrete aiutarci!!!

Mauro
Ospite
Mauro

Ciao,
Il week end prossimo, io e il mio amore, andremo ad Istambul. Abbiamo a dispositione 3 giorni ven, sab e dom. Come ci consigli di organizzarci? Dormiamo nel sulthanamet.
Complimenti per il tuo blog, i consigli sulla cucina e sui ristoranti sono molto interessanti.

Ciao