Nonostante tutto

Istanbul Balat Neve

Si è appena concluso un anno decisamente brutto e difficile. Per noi, per Istanbul e per la Turchia in generale.

Il 2017 purtroppo non è iniziato nel migliore dei modi.

Come avete notato la nostra attività sul blog è ferma da parecchio tempo. E’ da molti mesi che non pubblichiamo nessun nuovo articolo.

La sequenza di tragici eventi ci ha provocato una specie di blocco psicologico, costringendoci a farci delle domande sul nostro lavoro e sulla nostra funzione.

Ogni volta che eravamo sul punto di ricominciare a scrivere, un nuovo fatto doloroso colpiva il Paese e di riflesso colpiva noi, relegandoci nuovamente al silenzio.

Il timore di venire fraintesi alimentava i nostri dubbi.

Pubblicare un nuovo articolo sui migliori ristoranti che abbiamo provato negli ultimi mesi significa negare quanto di terribile sta accadendo? Parlare dello splendore di alcuni quartieri significa invogliare i turisti a visitare una città poco sicura?

Chi lavora nel settore turistico come noi quest’anno ha subìto più di ogni altro le conseguenze della situazione legata al terrorismo. Qualsiasi cosa scritta da un esponente del settore viene ritenuta poco credibile, atta a minimizzare le circostanze per interessi personali.

La credibilità è stata negli anni il nostro maggiore punto di forza. La sola eventualità che potesse essere messa in dubbio ci ha portati ad un silenzio autoimposto.

Ma adesso ci siamo stancati di stare zitti.

Ricominceremo a scrivere di questa città perché è quello che sappiamo fare. Perché prima di diventare il nostro lavoro è stata la nostra passione. Perché nonostante tutto la città continua a vivere e noi viviamo con lei. Perché qui vivono 16 milioni di persone, vivono i nostri amici, e fra le altre vive anche una bellissima comunità di circa tremila italiani. Perché anche se schiacciata dal dolore questa città conserva ancora la sua bellezza unica. Ed è questa bellezza che ci tiene attaccati a lei.

A cosa servirà?

Servirà soprattutto a noi, per ritrovare il nostro equilibrio.

Servirà a voi, prima o poi, perché in ogni caso qui non c’è la guerra e non è vietato venire. E comunque tutto questo, un giorno vicino o lontano, finirà.

Servirà, ci auguriamo, a farci sentire la vostra solidarietà e la vostra vicinanza, perché adesso ne abbiamo davvero bisogno.

Abbiamo aperto questo blog 6 anni fa con la sola volontà di condividere la bellezza. Continueremo a farlo, nonostante tutto.


Istanbul è sempre qui

Istanbul panorama

Gli attentati avvenuti nei mesi scorsi a Istanbul, come era logico aspettarsi, hanno inflitto un pesante colpo al settore turistico.

Abbiamo ricevuto molte mail di persone che avevano programmato vacanze in Turchia e manifestavano indecisioni, timori, paure. La maggior parte ha cancellato direttamente il viaggio.

Noi, in una situazione come questa, non siamo nella condizione di dare consigli, perché si tratta esclusivamente di sensazioni personali, la paura d’altra parte è un sentimento soggettivo.

Non bisogna dimenticare infatti che l’obiettivo del terrorismo, come dice la parola stessa, consiste nel diffondere il terrore. Lo scopo non è sicuramente quello di fare più danni possibili in termini di vittime, ma è di creare panico ed insicurezza colpendo luoghi sensibili e simbolici.

I due episodi di gennaio e di marzo hanno colpito in entrambi i casi due luoghi centralissimi della città ed hanno avuto perciò un impatto emotivo molto forte. Lo scopo è quindi stato raggiunto.

Dal momento in cui siamo tutti costretti a convivere con questa situazione di insicurezza generalizzata, può essere utile staccarsi dalla dimensione emozionale e provare a concentrarsi su aspetti più razionali. In questo caso le statistiche ci danno una mano.

Nei due episodi terroristici hanno perso la vita 15 persone, a seguito di questi episodi molte persone hanno cominciato ad evitare di prendere i mezzi pubblici (anche se i due attentati non sono avvenuti sui mezzi pubblici). Conosco molte persone che non prendono più la metro per recarsi al lavoro ma utilizzano la macchina. Ad Istanbul ogni anno si verificano circa 40mila incidenti stradali nei quali perdono la vita circa 250 persone, una media di 20 al mese.

Se rimaniamo legati agli aspetti razionali ci rendiamo conto facilmente del paradosso.

Ma non è per niente facile rimanere razionali, ed è proprio questa la sfida che ci troviamo davanti non solo noi abitanti di Istanbul, ma anche abitanti di Parigi, di Bruxelles, e di altre città nel mirino fra cui purtroppo città italiane.

Istanbul è una città di 16 milioni di abitanti e la vita in ogni caso deve andare avanti come sempre, le strade sono affollate, i ristoranti e i bazar sono pieni, si va al festival del cinema, si va allo stadio, il Beşiktaş di Quaresma e Mario Gomez sta vincendo lo scudetto, il Vakıf Bank di Giovanni Guidetti ha vinto il campionato di pallavolo femminile, il Fenerbahçe di Gigi Datome si gioca il successo nella final four di Eurolega di basket, Ferzan Özpetek sta girando in città il suo nuovo film.

Tutto procede come prima, e se così non fosse peraltro il terrorismo avrebbe vinto.

Certo per adesso mancano i turisti, ma torneranno. Magari spinti dai prezzi dei biglietti aerei che si sono abbassati di parecchio (il volo da Bologna costa solo 25 euro con Pegasus), magari invogliati dalle offerte degli hotel in città che applicano sconti fino al 60%, o magari semplicemente per non darla vinta al terrore.

Noi, in ogni caso, siamo qui.


Tour e workshop fotografici ad Istanbul

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La nostra attività di agenzia turistica ci ha visti fin dall’inizio rivolti verso un tipo di turismo non convenzionale, lontani dal turismo di massa. L’interesse che nutriamo verso itinerari più alternativi, quali quelli di Fener e Balat e del lato asiatico è dovuto ad una serie di ragioni, che risultano evidenti alla lettura dei nostri articoli.

Un motivo importante e da non trascurare è la rilevanza che tali itinerari possiedono dal punto di vista fotografico. Le architetture di vari periodi, panorami e scorci pittoreschi, le scene di vita quotidiana, costituiscono fonti di ispirazione inesauribili per gli appassionati di fotografia.

Durante lo svolgimento dei nostri tour, ci siamo resi conto di quanto la diffusione delle fotocamere digitali abbia incrementato la passione per la fotografia; reflex, fotocamere compatte ma anche semplicemente i più moderni modelli di smartphone producono immagini di alta qualità alla portata di tutti.

Abbiamo nel frattempo ricevuto molte richieste di persone interessate a svolgere dei veri e propri tour fotografici. Ciò che in passato ci ha trattenuto dall’organizzarli è stata la volontà di cercare la formula giusta.

L’idea di fondo che ci ha motivati è quella di offrire un tour fotografico che non sia una semplice passeggiata alla ricerca di cliché da immortalare bensì un percorso ragionato, in grado di fornire una chiave di lettura del contesto sociale, spesso complesso ma comunque ricchissimo, che la città nasconde dietro alle sue meraviglie.

Non bisogna peraltro tralasciare gli aspetti tecnici, un fotografo amatoriale spesso possiede solo conoscenze molto basiche, e bastano pochi consigli di un esperto per ottenere risultati decisamente migliori.

Una volta codificata la formula giusta abbiamo avuto la fortuna di trovare il collaboratore giusto: Italo Rondinella, è un fotografo documentarista nomade ma con una base ad Istanbul. Il suo lavoro si concentra sui temi sociali in Europa e Medio Oriente. Le sue foto sono state pubblicate sulle principali riviste internazionali di politica e attualità ed è stato, inoltre, fotografo ufficiale della Biennale di Venezia nelle ultime 3 edizioni della Mostra Internazionale d’Arte e di Architettura

Con Italo durante tutto il mese di agosto 2015 organizzeremo tour fotografici giornalieri, ed avremo la possibilità di programmare alcuni workshop della durata di due giorni, in cui si darà importanza anche alla fase di editing, aspetto ormai fondamentale in fotografia.

Per maggiori informazioni sia riguardo i tour giornalieri, sia riguardo i workshop, vi preghiamo di contattarci via mail, vi forniremo tutta la documentazione necessaria.

Foto © Italo Rondinella


Percorsi Musicali: Si parte!

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Scoprire Istanbul negli ultimi anni è diventato il punto di riferimento per gli italiani che vogliono visitare Istanbul. Con le nostre visite guidate ed i nostri itinerari alternativi nei quartieri meno conosciuti, come Fatih, Fener e Balat ed il lato asiatico, forniamo un servizio sempre più apprezzato, a giudicare dai moltissimi commenti positivi ricevuti sia sul nostro blog che su tripadvisor.

Ma non vogliamo fermarci, è per questo che abbiamo deciso di cominciare a proporre alcuni eventi speciali, che si terranno in date stabilite, e che punteranno l’attenzione verso aspetti specifici della città. Saranno quindi rivolti a chi vuole approfondire la conoscenza di Istanbul, oppure a chi vuole visitarla in una declinazione particolare.

Il nostro primo articolo, scritto ormai 4 anni fa, parlava di bellezza. E’ giusto quindi tornare su questo concetto e provare a capire meglio in cosa consista la bellezza di Istanbul, che può mostrarsi anche ad uno sguardo superficiale.

Noi siamo convinti che gran parte della bellezza di questa città sia legata al suo passato multiculturale, alle tante religioni, ai tanti popoli che l’hanno abitata, spesso contemporaneamente, nei secoli passati. Questa bellezza purtroppo nel corso del XX secolo è andata scomparendo in maniera lenta ma inesorabile, per cause dovute anche a dolorose vicende storiche.

Se quindi per ritrovare questa “bellezza plurale” ad esempio in campo architettonico, religioso o sociale, adesso dobbiamo sforzarci, in altri campi, come la gastronomia e la musica, la bellezza frutto delle mille contaminazioni affiora in maniera più visibile.

Partiremo quindi dalla musica. E per farlo ci avvarremo della collaborazione di Sergio Pugnalin e Carmelo Siciliano, due grandi musicisti, mediatori culturali, che hanno dedicato tutto il loro impegno e la loro passione nel corso degli anni allo studio delle musiche tradizionali e delle culture locali, focalizzando la loro attenzione sull’area del Mediterraneo.

La nostra proposta si articola quindi in vari percorsi, che saranno delle vere e proprie esperienze full-immersion nei suoni, nella storia, nei luoghi, nella vita, nei sapori, negli aromi della Città. Visiteremo Istanbul con le nostre guide ed approfondiremo l’aspetto legato alla musica con i nostri mediatori musicali attraverso esperienze di vario tipo: ascolti musicali, concerti e serate musicali, spettacoli di danza, incontri con musicisti.

Abbiamo già organizzato i percorsi nell’agosto 2014 e nel periodo di Natale dello stesso anno, i feedback sono stati molto positivi quindi abbiamo deciso di rilanciare l’iniziativa.

I percorsi musiculturali saranno organizzati nel periodo di fine anno 2015 dal 26 dicembre al 4 gennaio, e permetteranno di capire Istanbul proponendo una chiave di lettura musicale. Se sarete in città proprio in quel periodo avrete quindi un’opportunità in più per entrare nell’anima di Istanbul.

Per maggiori informazioni sul nostro progetto e sulla struttura degli itinerari vi invitiamo a visitare il sito che abbiamo voluto chiamare proprio Sentire Istanbul, convinti che il viaggiatore d’oggi ricerchi una comprensione più profonda e autentica del posto che visita, e che sia necessario associare i luoghi visitati alla cultura che li ha generati, alla storia che li ha attraversati, alla gente che li ha abitati.

Questa volta oltre ai normali tour giornalieri rivolti a tutti, organizzeremo anche un paio di seminari musicali rivolti ai musicisti. Non solo “Sentire Istanbul” quindi, ma anche “Suonare Istanbul“.

Per prenotazioni fate sempre riferimento al nostro indirizzo mail.

Vi lasciamo consigliandovi la visione di Crossing The Bridge, un film di circa 10 anni fa che tutti amiamo moltissimo, un meraviglioso viaggio nella scena musicale della Istanbul moderna, un ritratto del fermento culturale che anima questa città da sempre e che continua magicamente a rinnovarsi.


Crossing the Bridge: The Sound of Istanbul eng…