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Fatih

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2 comments to Fatih

  • Stefania

    Buongiorno!
    Da quando abbiamo prenotato per Istanbul sto leggendo qualunque cosa abbiate scritto su questo blog. Vi faccio innanzitutto i complimenti perché le info da voi fornite sono preziose e sono il frutto di un grande amore per questa città.
    Ho pensato che forse potevo chiedere a voi informazioni sulla zona in cui abbiamo prenotato l’hotel. Nella descrizione si dice che è ad Aksaray, a 200m dalla stazione dei tram. Mi è sembrato di capire che Istanbul non ha un unico centro ma diversi e questa cosa mi porta a non capire se siamo in una buona zona oppure se ci sarò difficile spostarci. Se avete informazioni da darmi ve ne sarei molto riconoscente. Ancora complimenti! Stefania

  • “MAMMA… LI TURCHI!!!”

    Il museo storico PANORAMA 1453 e alcune paure occidentali.

    Durante l’ultimo giorno di permanenza a Istanbul, qualche ora prima di assistere alla Cerimonia Sema dei Dervisci nella vicina Yenikapı Mevlevihanesi, ho trascorso un bel momento (sempre dietro suggerimento dell’efficiente Can) presso il Museo storico “Panorama 1453″. Situato fuori le Mura terrestri di Teodosio II, all’altezza della porta Topkapi (facilmente raggiungibile prendendo il tram in direzione Zeytinburnu e scendendo alla fermata “Topkapi”; la struttura museale di forma circolare è individuabile senza difficoltà perché si fa notare grazie alla scritta grande posta in cima: “PANORAMA 1453″) appartiene a un modo di “fare museo” relativamente recente per cui il visitatore non subisce più il classico tragitto, a volte noioso, fatto di oggetti e didascalie da leggere pedissequamente (volendo c’è anche quello per integrare le proprie conoscenze) ma viene proiettato in un “evento visivo” (panoramico!) che è già informazione storica integrata. In un’epoca come la nostra in cui le informazioni sono sempre più veicolate tramite le immagini, riducendo di fatto i tempi di apprendimento e di rielaborazione delle informazioni acquisite in maniera classica, il museo PANORAMA 1453 ( http://www.panoramikmuze1453.com ) rappresenta un modo simpatico e moderno di trattare con la Grande Storia: vi troverete, grazie a un gioco di immagini statiche artisticamente raffinate – in realtà l’immagine è unica e senza interruzioni, “spalmata” a 360° intorno al visitatore – e di suoni realistici sconvolgenti) nel bel mezzo (è proprio il caso di dire!) dell’assedio da parte della truppe di Maometto II detto il Conquistatore (Fatih) e della battaglia che ne scaturì per la Conquista di Costantinopoli.
    Inutile descriverlo ulteriormente: bisogna andarlo a vedere!

    Visitare questo museo farebbe bene anche ad alcuni occidentali cristianissimi che a distanza di 557 anni ancora rabbrividiscono dinanzi alla sola idea del turco che assedia e punzecchia la cattolica Europa, osando spingersi fino ad Otranto: per i turchi si parla di “conquista” di Costantinopoli, per alcuni irriducibili “occidentali” – eredi di Carlo Magno! – è doveroso usare, anche nei libri di storia usati dai ragazzi, il termine “caduta” di Costantinopoli. “Punti di vista!” – direbbe qualcuno. Fatto sta che questi punti di vista, più che a una precisione storiografica, appartengono a una sorta di “paura” ormai geneticamente allignata nell’occidentale e che va oltre la semplice preoccupazione per la microcriminalità normalmente presente in una megalopoli. L’altro giorno, parlando del mio viaggio con un medico, mi son sentito dire: “Vorrei andare l’anno prossimo a Istanbul… ma è sicura?” Sono fermamente convinto che questo bisogno di essere rassicurati non derivi tanto dalle statistiche sul numero di “scippi” che si hanno nel corso dell’anno a il Cairo, a Teheran o a Istanbul, quanto piuttosto da una vocina ancestrale che sonnecchia in ogni occidentale che con la coda dell’occhio si aspetta sempre un pericolo proveniente dall’oriente!
    Ho sempre sostenuto la teoria secondo la quale ad essere geneticamente trasmissibili non sono solo il colore degli occhi o la forma del nostro naso, ma anche porzioni disordinate e arcaiche di immaginario collettivo: pensieri, paure, pregiudizi, idee, visioni, sensazioni, attraversano la storia cavalcando i geni racchiusi nelle nostre cellule. Anche se non abbiamo vissuto di persona determinate pagine della storia, anche se non c’eravamo durante la cad… pardon… durante la conquista di Costantinopoli! :)

    http://www.youtube.com/watch?v=8_7MdKTWI_8&feature=related

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