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Istanbul 2010 Cultura

Istanbul è Capitale Europea della Cultura per l’anno 2010, sono innumerevoli quindi le iniziative e i progetti a carattere culturale che si svolgeranno durante i prossimi mesi. Il governo turco ha dato giustamente ampio risalto a tale designazione e ha lavorato molto bene su questo aspetto per mettere in luce le capacità di organizzazione e la vivacità della città. Di certo è un’opportunità fondamentale, all’interno del processo che vuole portare la Turchia ad aderire alla Comunità Europea, per poter dare all’estero un’immagine di Paese moderno ed attento a determinati valori.

Il sito dell’agenzia Istanbul2010.org è un buon punto di partenza per tenere d’occhio giorno per giorno tutte le attività culturali che si svolgeranno all’interno della città, ma noi di ScoprireIstanbul all’interno di questa sezione selezioneremo quelli che a nostra opinione rappresentano gli appuntamenti imperdibili.

Oltre agli eventi legati a questa speciale ricorrenza, qui sotto troverete gli articoli che si riferiscono alla cultura turca nella maniera più generale. A partire dai più pittoreschi, quali possono essere considerati il Nargile o il fortune telling, per passare agli aspetti culturali legati alla colazione turca o alla tradizione degli Hamam (i famosi bagni turchi), per continuare con gli aspetti spirituali legati al Sufismo. Di certo non mancheranno neppure gli accenni a ciò che ha saputo esprimere la Turchia nel campo delle arti, con la poesia di Nazım Hikmet, il cinema di Fatih Akın e i romanzi di Orhan Pamuk.

Articoli relazionati:

–> Primo giorno ad Istanbul
–> Dovete vederla di nuovo – Hagia Sofia
–> I veri dervisci rotanti

E qui potete ammirare il Video Promo di Istanbul 2010

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12 Commenti in Cultura

  • gretchen

    ciao can! complimenti per il sito, è fatto benissimo e c’è tantissimo materiale, veramente bravi bravi!
    sono una cultrice di Pamuk (è soprattutto grazie a lui se mi sono innamorata di Istanbul!)e ti volevo chiedere informazioni riguardo il Museo dell’innocenza (sul quale, come saprai, è incentrato il suo ultimo romanzo che mi è piaciuto da impazzire)…ma esiste davvero? e se sì, di cosa si tratta esattamente? se mi saprai dare qualche informazione te ne sarò veramente grata! sul web non sono riuscita a trovare quasi nulla! grazie!

    • Can

      Ciao Gretchen, ho intenzione di scrivere un articolo su Pamuk, dato che si tratta di un autore parecchio apprezzato anche in Italia e che fa discutere in Turchia (non solo per le sue idee politiche).

      Per quanto riguarda il “vero” Museo dell’Innocenza, è un progetto che Pamuk aveva in mente già dalla stesura del libro, anzi ha addirittura affermato che prima cercava un oggetto o un vestito particolare, e solo dopo averlo trovato lo inseriva nei capitoli del libro, gli oggetti inventati invece (tipo le bottiglie di gazzosa meltem) sono stati riprodotti da alcuni artigiani. In pratica in questa casa-museo si troveranno tutti gli oggetti descritti nel libro (circa 700), organizzati in 83 teche (tante quanti sono i capitoli del libro).

      Pamuk per dare vita a questo progetto ha comprato una casa antica proprio nel quartiere di Cukurcuma (che è lo storico quartiere di antiquari e rigattieri) e l’ha ristrutturata per farla diventare il Museo dell’Innocenza, l’apertura dovrebbe avvenire a luglio, ma non ti so dire se la scadenza sarà rispettata. Io ci son passato poco tempo fa proprio per vedere a che punto fossero i lavori, ma da fuori non si vede niente, è una casa normale.

      In attesa di scrivere un articolo più approfondito su Pamuk, ti copio una mia breve recensione del Museo dell’Innocenza che ho scritto poco tempo fa:

      Pamuk è sempre “esagerato” nei suoi libri, ed in questo suo ultimo lo è ancora di più. Devo ammettere che alcune parti, soprattutto a metà, paiono francamente eccessive e pesanti, poteva snellirlo tranquillamente di un centinaio di pagine. Ma forse è proprio questa la forza del libro, si ha la sensazione che Pamuk voglia “giocare” con il lettore e quasi sfibrarlo, per fargli vivere quelle stesse sensazioni provate da Kemal per 8 anni, tutta quella frustrazione e quella sofferenza.

      Pur riscontrando dei difetti (anche evidenti) nel libro, devo ammettere che alla fine mi è piaciuto molto, perchè molto vicino al mio tipo di sensibilità. L’amore come tema centrale della vita, e l’importanza degli oggetti, di tutto ciò che rappresentano, dell’impossibilità di liberarsi di loro perchè ricordano un passato a noi caro, queste cose fanno parte di me.

      E’ un’opera che cammina sul filo sottile che collega amore, passione ed ossessione, ed invita a riflettere sulle differenze ed il vero significato di queste parole. Io resto convinto che l’amore sia in primo luogo condivisione.

      Di certo il libro trasuda un amore evidente di Pamuk per i musei, dipinti come veri luoghi dell’anima, peraltro ne vengono nominati centinaia, ma non viene nominato il Rahmi Koç di Istanbul, un museo che risponde appieno alle caratteristiche tanto care a Pamuk ed uno dei più belli che io abbia mai visto.

      Altra protagonista è ovviamente la città di Istanbul, con Pamuk non è certo una novità, e non nascondo che leggere il libro, per uno come me, che conosce bene tutti i quartieri e le zone di cui parla, quindi potendo seguire ed immaginando nitidamente gli spostamenti di Kemal a piedi o in macchina, aiuta sicuramente a godere appieno dell’atmosfera che il libro regala.

      Se ti va di lasciare le tue impressioni riguardo il libro saremo lieti di ospitarle! Ciao!

  • gretchen

    grazie mille can! avevo sentito in giro qualcosa del genere ma me ne volevo accertare! allora sarà anche vero che il biglietto nel libro è valido per un ingresso :) se ti fa piacere ti posso scrivere una piccola recensione del libro e mandartela.
    saluti!

  • Sarah

    Salve! quest’anno ho deciso di partire alla volta di Istnbul e curiosando qua e là su vari blog in internet per conoscere al meglio questa splendida città ancora prima di visitarla sono capitata in questo sitoche di tutti quelli presenti online è sicuramente il migliore…quindi complimentissimi a tutti!!!
    il mio viaggio molto probabilmente inizierà il 22 agosto per concludersi il 29 dello stesso mese, ho consultato svariate agenzie che mi hanno fornita di svariate brouchure tutte molto interessanti, una in particolare informava il viaggiatore che nel 2010 il ramadan (la feste religiosa turca) ha luogo nel periodo che va dall’11 agosto all’8 settembre. Qualcuno di voi sa dirmi cosa comporta ciò? e soprattutto se è meglio rimandare il viaggio! non vorrei trovarmi in una splendida città e non poterne usufruire al 100%!!! vi ringrazio in anticipo!

  • Il termine “cultura” abbinato al Viaggio non avrebbe significato se non comprendesse anche una componente musicale, artistica, socio-culturale in senso lato necessaria alla comprensione del paese che stiamo visitando. Così come dedichiamo del tempo alla ricerca di quei ristoranti capaci di farci sognare dal punto di vista gastronomico, altrettanto meticolosa dovrebbe essere la nostra ricerca culturale e quindi musicale, storica, sociale… Se vogliamo realmente “nutrire” la nostra anima migrante!

    In occasione dell’ “Avrupa Kultur Baskenti” (ovvero “Istanbul 2010 – Capitale europea della cultura”) sono nate diverse pubblicazioni, a distribuzione gratuita in punti strategici della città e in lingua inglese, che possono fornire al viaggiatore numerose informazioni sulle meraviglie di Istanbul e sui progetti culturali in corso; ecco quelle che mi sono capitate tra le mani durante la mia permanenza a Istanbul:
    - “ISTANBUL 2010 – DISCOVERY”, una rivista patinata e abbastanza corposa, un quadrimestrale gratuito e quindi stagionale (io ho trovato il primaverile n.2 “spring 2010″). Interessantissimo l’articolo sui sufi della “Galata Mevlevihanesi” (la più importante sede dei dervisci a Istanbul, ahimè, in questo periodo chiusa per restauro, come già ricordato nell’apposita sezione dedicata ai dervisci di questo blog);
    - un’altra pubblicazione interessante, più gazzetta che magazine, è appunto il mensile “GAZETE BEYOGLU”: come recita il nome è un giornale ricco di informazioni e di articoli che cerca di evidenziare i vari fermenti culturali riguardanti il quartiere di Beyoglu e dintorni… Beyoglu è una zona di Istanbul stimolante e vivace. Nel numero di Agosto c’è un’utile cartina di Beyoglu e l’agenda con gli eventi culturali del mese.

    Se tra un “pide” e un “borek” andate a caccia anche di “leccornie musicali” vi consiglio di fare una capatina da “MEPHISTO” a Istiklal Caddesi n.125 (sempre Beyoglu!): un negozio sfizioso e trafficato che ha un’impostazione simile (anche se lontana) alle nostre “Feltrinelli”. Libri, dvd e musica: io ovviamente ho glissato sui libri scritti in turco (per ora mi accontento del Pamuk tradotto in italiano dall’Einaudi) e mi sono diretto nel più abbordabile e fraternizzante settore musicale.
    Se siete interessati alla musica tradizionale turca troverete molte offerte: dalla musica popolare a quella religiosa, c’è solo l’imbarazzo della scelta.
    Una cosa bisogna saperla in anticipo, però: sia la musica popolare turca che quella “arcaica” e religiosa hanno in comune alcuni strumenti musicali interessanti da conoscere e studiare che hanno attraversato i secoli per essere adoperati ancora oggi dalle orchestrine turche che si esibiscono nelle feste di piazza o dai musicisti durante le cerimonie dei dervisci.
    Primo fra tutti il NEY: un flauto con una lunga storia http://it.wikipedia.org/wiki/Ney_(strumento_musicale), un doppio cd prodotto dalla Kalan e intitolato semplicemente “ney” (sottotitolo: Masters of Turkish Music) ripropone brani eseguiti con il ney da maestri (neyzenler) della tradizione musicale turca;
    l’OUD http://it.wikipedia.org/wiki/Ney_(strumento_musicale)un incrocio tra la chitarra e il mandolino che affonda le proprie radici nella tradizione musicale persiana pre-islamica; il più simpatico tra tutti gli strumenti incontrati in Turchia è sicuramente il KANUN http://www.youtube.com/watch?v=uF5oK70MRCQ che può essere suonato normalmente tramite speciali plettri posizionati sulle dita oppure con delle bacchette con cui percuotere le corde come succede per lo xilofono (e come ho visto fare in alcuni gruppi musicali di strada); la KEMENCE, una specie di violino suonato sul ginocchio http://www.youtube.com/watch?v=tvRX2MIianU; il KUDUM, un tamburo, e il BENDIR http://it.wikipedia.org/wiki/Bendir una specie di tamburello senza cembali…
    E ho citato solo quegli strumenti che si discostano dalla tradizione strumentistica “occidentale”: poi ci sono chitarre, violini, clarinetti, percussioni che non hanno bisogno di presentazioni.

    Di cd musicali dedicati alla cerimonia dei cosiddetti “Dervisci Rotanti” ce ne sono moltissimi in giro e quindi non sento l’esigenza di segnalarvi quello che ho acquistato io; mi sbilancerò, invece, nei confronti di un cd in particolare: mi riferisco alla colonna sonora del film “CROSSING THE BRIDGE” (ISTANBUL HATIRASI – THE SOUND OF ISTANBUL) http://www.youtube.com/watch?v=g7Emtncpypw di Fatih Akin: nel cd riascolterete gli artisti turchi immortalati nel film… Vedere questo film (ed eventualmente ascoltare il soundtrack) rappresenta un “must” per chi vuole farsi almeno un’idea generale sullo stato dell’arte musicale di Istanbul partendo dalla musica tradizionale, passando per il rock turco, i gruppi musicali di strada fino al rap made in Istanbul!
    N.B.: attenzione, ascoltando questo cd correte il rischio di innamorarvi follemente di Aynur http://www.youtube.com/watch?v=RX7ggg0Qjc4&feature=related … Ma ne vale la pena!

    Se, come me, amate soffermarvi anche sulle produzioni musicali, diciamo così, non ufficiali, avete solo l’imbarazzo della scelta: le strade di Istanbul, e in modo particolare la già citata Istiklal Caddesi di Beyoglu, pullulano di gruppi musicali di strada: durante le loro esibizioni agli angoli della strada oltre a lanciare la classica monetina nel fodero della chitarra potrete lasciarvi cullare anche dall’idea di acquistare un loro cd (i prezzi sono tranquillissimi e non superano mai le 10 lire a cd!). Si tratta ovviamente di autoproduzioni senza booklet e senza la copertura di manager o altre diavolerie discografiche, ma che all’ascolto non hanno nulla da invidiare ai gruppi musicali “ufficiali” e già famosi! Provare per credere!

    Buon ascolto!

  • Nel commento precedente accennavo ai gruppi musicali di strada. I “SAMSARA” sono tra questi e li ho ascoltati dal vivo a Istiklal Caddesi nel quartiere di Beyoglu.
    Con molto piacere li ho ritrovati anche su My Space: se volete un assaggio della loro musica in anteprima (e anche per riconoscerli in strada quando sarete a Istanbul; anche se ovviamente non stanno sempre lì a suonare, tutti i giorni e alla stessa ora…!!!) vi consiglio di dare per il momento un’occhiata qui: http://www.myspace.com/samsaraistanbul

    Ciao!

  • “IL ROMANZO DI COSTANTINOPOLI”
    Guida letteraria alla Roma d’Oriente
    di Silvia Ronchey e Tommaso Braccini

    Un libro poderoso forse non adatto per viaggi brevi, nel caso in cui abbiate programmato un “mordi e fuggi” durante un ponte festivo a Istanbul, ma in ogni caso interessante (anche per chi non andrà mai a Istanbul)per la ricchezza delle informazioni letterarie e delle immagini (stampe antiche e disegni) contenute nelle 958 pagine.
    Una guida impegnativa per quei viaggiatori che hanno già avuto il piacere di visitare Istanbul, per chi sta preparando in maniera meticolosa il suo primo viaggio nella ‘Città delle città’ e per chi, come me, sta pensando ad un futuro ritorno e vuole accrescere la conoscenza di una città meravigliosa attraverso lo sguardo di scrittori e artisti.
    Per ogni zona di Istanbul una serie di agili paragrafi contenenti le descrizioni di scrittori/viaggiatori a noi noti per altre opere (tra questi anche un insolito Edmondo De Amicis).
    Un affascinante viaggio nel tempo attraverso gli occhi di grandi scrittori.
    Lettura consigliata.
    http://www.amazon.it/romanzo-Costantinopoli-Guida-letteraria-dOriente/dp/8806189212/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1305393718&sr=1-1

  • Alessia

    Ciao a tutti, io ho avuto la grande fortuna di visitare Istanbul diverse volte perchè mia sorella l’anno scorso si è trasferita là per motivi di lavoro di mio cognato… che dire?! è veramente una città splendida, le persone sono fantastiche, gentili e disponibili, altro che noi italiani che con gli stranieri siamo a dir poco scortesi. Per non parlare della moltitudine di cose da vedere! Io come ho detto ci sono stata circa 6 volte e tutte almeno un paio di settimane, ma non credo, anzi, sono certa, di non aver visto nemmeno la metà! Infatti per questo tornerò a settembre e non vedo l’ora! quindi, tappa di certo obbligata sarà il museo dell’inocenza, sai per caso dirmi se è aperto ed il costo?
    Ad ogni modo questo sito è veramente ben fatto, finalmente un sito che non dice di vedere le solite quattro cose!!! Complimenti!

  • Anna & Filippo

    Salve, mi sono imbattuta tempo fa in questo sito veramente interessante, stimolante e non scontato.
    Premetto che sono letteralmente innamorata di Istanbul, dopo averla visitata, per ora, solo tre volte insieme a mio marito Filippo che ha avuto la fortuna di vederla sia negli anni Settanta che di recente.
    Le ultime occasioni di trascorrere giorni emozionanti in questa splendida e accogliente città sono state la settimana di Pasqua e il Capodanno 2010. Ci torneremo dal 17 al 22 febbraio prossimi, soprattutto per continuare a conoscere zone alternative ai sia pur affascinanti luoghi della “Istanbul da non perdere” delle guide turistiche.
    La scorsa volta abbiamo già preso un assaggio dei quartieri di Çukurcuma e di Cihangir, sulle tracce dello scrittore Orhan Pamuk, uno dei principali colpevoli della mia passione per Istanbul; abbiamo potuto vedere solo dall’esterno l’edificio del “Museo dell’Innocenza”, non ancora aperto al pubblico purtroppo, e abbiamo perlustrato alcune vie di Cihangir alla ricerca dello studio in cui Pamuk lavora normalmente, ma senza successo. Non nascondo che mi piacerebbe molto incontrarlo e, soprattutto, essere presente all’inaugurazione del suo Museo.
    Io, che ho avuto una lunga esperienza di lavoro in un museo della mia città, sono stata particolarmente colpita dall’originalità di un progetto fondato sulla costruzione contemporanea di un romanzo e di un allestimento museale che raccontano una grande storia d’amore.
    E, dunque, chiedo notizie a chi dovesse sapere qualcosa sulla possibile data di inaugurazione o altri dettagli sull’andamento del progetto.
    Grazie per l’attenzione
    Anna

    • Özke

      Anche noi siamo curiosi di avere notizie sul progetto ma come vuole l’autore non filtra nessuna notizia. Si tratta di un progetto molto personale al quale Pamuk si è dedicato anche scontrandosi con molte difficoltà, il suo perfezionismo poi è arcinoto, quindi non si cura dell’attesa dei fan e dei molti rinvii. Quando sapremo qualcosa al riguardo sicuramente vi aggiorneremo sul blog.

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