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Istanbul non è pericolosa!

 Istanbul non è pericolosa!Analizzando le statistiche di accesso a ScoprireIstanbul, abbiamo notato che moltissime persone arrivano sul notro sito digitando su google le seguenti chiavi di ricerca: “Istanbul pericolosa“, “Istanbul non sicura“, “Istanbul zone da evitare“.

Francamente la cosa ci fa sorridere non poco. Pare che nell’immaginario collettivo italiano Istanbul sia vista come una sorta di inferno dantesco. Forse Fatih il conquistatore imperversa ancora per le strade di Sultanahmet come 500 anni fa, con il suo seguito di militari baffuti ed armati di scimitarre. Roba da brividi.

La realtà è ben diversa. Frequento Istanbul da alcuni, ci ho vissuto, l’ho girata in lungo e in largo anche in zone abbastanza periferiche, e non ho mai provato la benchè minima sensazione di pericolo. Proprio mai, nè di notte nè di giorno. Sensazione di pericolo che invece ho provato svariate volte ed anche in maniera piuttosto intensa camminando in alcune città italiane.

Se non bastassero le mie sensazioni personali, peraltro confermate da tutti i miei amici stranieri che risiedono o hanno visitato Istanbul, ci viene in aiuto uno studio ufficiale dell’ICVS (International Crime Victims Survey). Lo studio afferma che Istanbul ha il tasso di aggressioni più basso in assoluto fra tutte le capitali europee. Per “aggressioni” sono da intendere omicidi, rapine, borseggi, stupri etc etc.

Credo che tutto questo basti ed avanzi per poter definire Istanbul una città sicura, quindi se siete arrivati qui cercando rassicurazioni sul vostro viaggio, le avete trovate. Adesso, senza più timori di sorta, potete fare un giro nelle altre sezioni del blog per pianificare meglio la vostra vacanza.

L’unico serio pericolo che si corre ad Istanbul è quello di innamorarsi, della città stessa o di qualche dolce creatura del luogo. Ecco, in questo caso comincerebbero i veri problemi…siete avvisati!

95 comments to Istanbul non è pericolosa!

  • Giuseppe

    Buonasera,
    sono appena tornato da Istanbul e vi scrivo per ribadire il rischio-truffa ai danni di turisti solitari già segnalato da Daniele il 27 settembre 2012, e che, purtroppo, non è stato minimamente fermato dagli arresti di cui ha parlato Can nel suo messaggio del 2 ottobre 2012.
    In ben 4 sulle 7 sere totali passate a Istanbul sono stato fermato da persone che corrispondono perfettamente alla descrizione fatta da Daniele. Gli incontri sono avvenuti nelle vie ultra-turistiche tra il ponte di Galata e Santa Sofia tra le 20.30 e le 21.30. Le persone in questione si sono avvicinate a me con una scusa (in tre casi chiedendomi se avessi un accendino, in un caso per farsi fare una foto davanti a un monumento) rivolgendomi prima una frase in turco e poi, sicuri del mio essere straniero, con un inglese scolastico ma solido. Attirata la mia attenzione, hanno cercato di intavolare una conversazione con cui, evidentemente, estorcere informazioni sul mio conto e, in contemporanea, ottenere la mia fiducia. Tutti e quattro hanno affermato di essere anch’essi turisti solitari provenienti da luoghi molto noti (due affermavano di venire da Izmir, uno da Ankara, l’ultimo da Cipro Nord) e, una volta capita la mia provenienza, hanno cercato di dimostrare un legame con l’Italia (uno ha affermato di aver lavorato per la Fiat, un altro di avere una compagna che parla un ottimo italiano, un altro ancora di aver visitato Roma). Poi hanno iniziato a pormi delle domande interlocutorie (“ti piace Istanbul?”, “che cosa hai visitato?”, “in quale hotel risiedi?”) arrivando pian piano a chiedere informazioni più personali (“ma sei qui per turismo o lavoro?”, “ma qual è il tuo lavoro?” – domande che probabilmente servono a stimare la disponibilità economica della potenziale vittima), ma sempre stando ben attenti a non trasformare la conversazione in un interrogatorio, e intervallando quindi le domande con delle osservazioni personali. Alla fine, ottenuta la mia fiducia\simpatia, mi hanno proposto di recarci in un locale di loro conoscenza per continuare la conversazione. Uno solo mi ha proposto di andare con lui a vedere uno spettacolo di (parola turca), a suo dire una danza tradizionale molto interessante.
    Che cosa accada in seguito, ovviamente, lo ignoro. Arrivati a questo punto ho declinato l’invito e, alla successiva insistenza (“perché no, è ancora presto, vuoi già tornare in hotel?”), ho opposto un deciso rifiuto; in tutti i casi, l’interlocutore ha subito mollato la presa, mi ha salutato ed è scomparso velocemente in un vicolo laterale.
    Avvertenza: queste persone sono piuttosto abili. Nel primo caso io ho veramente creduto che l’interlocutore fosse un turista solitario desideroso di fare quattro chiacchiere, e ho risposto sinceramente alle sue domande facendone anch’io di simili. Datemi pure dell’idiota, ma la persona in questione sembrava davvero interessata a parlare di Istanbul e, addirittura, ad avere informazioni sull’Italia! Solo quando mi ha proposto di andare a bere qualcosa mi sono insospettito e l’ho “sganciato”, ottenendo conferma dei miei sospetti dopo gli incontri delle sere successive che, lo ribadisco, seguono sempre lo stesso identico copione. A quel punto mi sono addirittura divertito a prendere in giro queste persone, inventandomi sempre nuove vite fino ad affermare, nel mio quarto e ultimo incontro, di essere un portoghese di Setubal di nome Joao (vedendo la disperazione negli occhi del mio interlocutore che, con tutta evidenza, non sapeva nemmeno dove fosse il Portogallo!)
    Quindi: se siete uomini in viaggio solitario a Istanbul e alloggiate nella zona più turistica, tenete ben presente che le probabilità di essere fermati sono molto alte ma questo non costituisce un vero pericolo, perché se rifiutate di seguire queste persone o, semplicemente, le ignorate, non può accadervi nulla di male. Però non fidatevi MAI, perchè alcuni sono davvero molto abili…
    Dopo aver raccontato un’esperienza negativa, ci tengo a sottolineare che nella settimana passata a Istanbul ho visitato tanti quartieri popolari e decentrati e non mi sono mai, ripeto mai, sentito in pericolo, a nessuna ora del giorno o della sera. La gente, anzi, si è dimostrata estremamente cordiale e sempre disponibile a offrire indicazioni utili.
    Colgo l’occasione per ringaziare i gestori del sito, che ho abbondantemente “svaligiato” per organizzare la mia visita.

  • Fay

    Sono appena rientrata da Istanbul dove sono stata con la mia migliore amica. Intanto grazie mille per il sito perchè ci è stato davvero utile per orientarci tra le tante cose da fare e da vedere.
    Detto questo, resto perplessa da alcuni commenti…scusate ma dove siete stati?! Sicuri che eravate ad Istanbul?!!
    Noi abbiamo girato in due, giorno e sera, e siamo anche andate a visitare i quartieri fuori dai soliti schemi turistici (tipo Fatih, Fener, che tra l’altro abbiamo trovato veramente affascinanti) e non abbiamo avuto nessun tipo di problema.
    Nessuno si è permesso di fare commenti, nè ci ha fermate, nè ci ha fissate insistentemente.
    A Fatih ci siamo fermate a pranzo (tra parentesi, ottimo), eravamo le uniche due straniere e soprattutto le uniche due donne, e nessuno ci ha infastidite! Anzi, il cameriere è stato gentile, senza mai diventare invadente, e gli uomini che erano seduti agli altri tavoli ci hanno solo guardate all’inizio ma forse più per curiosità, perchè non c’erano altri turisti, ma sono subito tornati a farsi gli affari loro e nessuno ci ha disturbate.
    Non so dove sia stata Tania perchè noi non abbiamo mai visto nessuno che sputasse per terra! Questa proprio mi è nuova.
    La sporcizia non so dove l’abbia vista…noi eravamo sbigottite dalla pulizia nelle stazioni e sui vagoni metro (vogliamo confrontare con la metro di Roma?! O per pietà tralasciamo?!) così come sui tram. Non abbiamo mai visto una cartaccia o scritte dentro le stazioni metro, io ho fatto anche le foto per chi non ci credesse al mio rientro. Ed a tutte le ore abbiamo visto che effettuavano la pulizia delle strade.
    Sull’invadenza nemmeno capisco…ci siamo perse una volta e un’altra non riuscivamo a trovare la fermata del bus per arrivare ad Uskudar, e in entrambe le occasioni abbiamo trovato persone gentilissime (una volta una coppia giovane, l’altra volta un ragazzo) che ci hanno addirittura accompagnate fino alle fermate, risparmiandoci un sacco di tempo che altrimenti avremmo perso! Viaggio da anni e mai, dico mai, mi era capitata una cosa del genere!
    Inoltre abbiamo visto polizia ovunque e a tutte le ore. Abbiamo girato anche la sera a piedi e non abbiamo mai avuto paura. Della città che dire…STUPENDA!!

  • tania

    Io non sono molto d’accordo. L’ho girata da sola e in continuazione mi fermavano per strada e a loro sembrava strano che una donna girasse da sola perché ritenuto pericoloso. inoltre ho girato la turchia, luoghi bellissimi ma le persone sono invadenti. troppo invadenti. la pulizia pessima. a parte che i turchi sputano in continuazione a terra. era una cosa continua. Istanbul è bella come anche altre parti della Turchia, sono le persone che vogliono mostrarsi gentili ma finiscono con invadere la privacy. questa è la mia opinione.

  • Laila

    Salve a tutti,
    ho letto con molto interesse i vostri commenti, le esperienze e gli articoli e quindi vi pregherei di non prendere male le domande che sto per farvi.
    Sono una ragazza che dovrebbe (sono ancora molto incerta, per questo vi scrivo) partire con fidanzato e genitori per questa bella città… ma non so se me la sento.
    Vi spiego: sono una persona estremamente tranquilla, tutt’altro che appariscente o altro… ma non riesco a calmarmi al pensiero di visitare una città di cultura musulmana. Ho paura di tutto. Ho paura perché sono una donna, e quello che si sente non aiuta. Non metto gonne nella mia città, non le metterei neppure lì. Prediligo maglioni a collo alto e jeans… ma basterà? Il jeans cosiddetto “skinny” per loro sarebbe un insulto? il maglioncino leggermente aderente? Indumenti che da noi passano inosservati, lì come vengono “interpretati”?
    Ripeto: è ignoranza mia, lo ammetto. Ma non so se confermare all’agenzia che ci sarò, per questo chiedo a voi dei consigli. Come davvero bisogna vestirsi? Davvero non ci sono pericoli di attentati? Di truffe e cose varie non mi preoccupo: ho viaggiato tanto in Europa ed America e tutto il mondo è paese sotto questo punto di vista.
    Ho letto in altri siti opinioni diverse dalle vostre, molto più allarmiste (donne che dicevano di aver dovuto coprire la testa con il velo!)… ma qui ho letto di persone che vivono in questa città e quindi sono sicuramente più attendibili dei turisti.
    Chiedo ancora scusa se qualcuno si sentirà offeso dalle mie domande e vi ringrazio

    • xfredix

      sono più “europei” di noi!!! la generazione dei ventenni vogliono l’iphone, ipad e ipod, la musica trance, i film americani, i vestiti occidentali.

      se, poi, vuoi fare un raffronto tra il kebab o il panino con il pesce del ponte di galata con mcdonald’s, vincono i primi (sia in italia che in turchia)

    • Can

      Ciao Lalla, se non basta leggere i commenti scritti dalle migliaia di italiani che vengono ad Istanbul ogni anno (nel 2012 più di 600mila italiani sono venuti n Turchia!), allora ti mostro un video così puoi renderti conto direttamente di come si veste la gente qui:

      https://www.youtube.com/watch?v=2iY1cuZTJU4

      Se osservi bene vedrai un bel campionario di gonne, calze a rete e scollature.

      Quindi metti i jeans e il maglioncino in valigia ed al ritorno raccontaci le tue impressioni ;)

    • Chiara

      Salve a tutti, siamo 3 ragazze di 20 anni e abbiamo deciso di passare 5 giorni a Istanbul quest’estate.
      Volevo chiedervi se, nonostante sia una città tranquilla, tre ragazze giovani da sole possono avere problemi. Non che non possa succedere anche in Italia, ma anche per rassicurare genitori e fidanzati ! ;)

  • Mariella

    Buonasera a tutti,
    il mio ragazzo ed io siamo appena tornati da una vacanza di 6 giorni ad Instanbul e vorrei ringraziarvi per i preziosi consigli che ci sono stati utilissimi! Confermo che Instanbul è una città stupenda e, per ciò che abbiamo potuto vedere, per niente pericolosa. L’unico neo è stata una piccola truffa che abbiamo subito nel negozio di un fotografo che si trova in Divan Yolu Caddesi vicinissimo alla fermata Sultanahmet del tram T1: siamo entrati per comprare delle cartoline, abbiamo chiesto se avesse anche i francobolli e lui ha risposto affermativamente, al che gli abbiamo detto che ne volevamo 10 e lui li ha messi in una busta chiusa dicendoci che costavano 3 lire l’uno; solo quando siamo rientrati in albergo abbiamo aperto la busta ed abbiamo visto che eravamo stati truffati, perchè i francobolli costavano 2 lire l’uno! So che è una piccola truffa (meno di 5€), ma è il principio che conta e so anche che avremmo dovuto controllare i francobolli prima di acquistarli, ma non ci è venuto in mente perchè in nessuna parte del mondo prima di allora ci era mai successo di essere truffati in un negozio ufficiale, mica da un venditore per strada! E’ stato per noi davvero un episodio spiacevole, perciò vorrei consigliare a tutti di stare alla larga da questo negozio! Persone come questo truffatore danno veramente una pessima immagine del popolo turco e danneggiano i turchi onesti che sono la stragrande maggioranza!

  • Simona

    Sono appena tornata, x la seconda volta in 2 mesi,da Istanbul una città che mi realmente stregata!!!
    Istanbul nn è pericolosa l’ho attraversata da sola in lungo e in largo partendo da Balat passando x Fener, nei quartieri occidentali più ortodossi e conservatori dove i turisti nn vanno mai,per finire in Asia ad Uskudar e Kadykoi e ritornare a Taksim a fare vita notturna…la città ha mille sfaccettature,mille contraddizioni,ma ovunque incontrerete persone gentili ed educate disposte ad aiutarvi sinceramente(nn fate caso ai “butta dentro”nei locali o l’insistenza dei commercianti nei vari bazar o vie più turisti che è il loro lavoro la maggior parte sono dipendenti pagati a provvigione),qualunque mezzo di trasporto prenderete, dal bus al traghetto, sarà incredibilmente pulito e ben conservato senza scritte o danneggiamenti vari.POtrete tranquillamente attraversare a qualunque ora della notte il ponte di Galata tra due file di pescatori senza provare il benchè minimo senso di disagio o di paura x la vostra sicurezza.Dalle esperienze personali vissute in città posso dire che difficilmente qualcuno si appropria di ciò che nn gli appartiene,che sia una borsa o un semplice ombrello,sn sempre stata avvertita se dimenticavo qualcosa e sempre mi è stato riconsegnato.In qualsiasi quartiere andrete vi sentirete ben accolti,certo nei quartieri occidentali, così poco turistici, verrete osservati cn un po’ di curiosità mista a sorpresa ma poi qualcuno dentro un locale vi farà sedere vi pulirà perfettamente il tavolo e vi farà sentire come a casa…l’importante è capire il contesto in cui si sta vivendo e mantenere un atteggiamento adeguato…ciò che è normale a Taxim o Changir è totalmente fuori luogo qui,come da tutte le parti se volete rispetto por tatene!!!!!Consiglio a tutti un viaggio in questa città meravigliosa se la vivrete nn solo da turista ma addentrandovi nella cultura e cercando di capire i codici sociali questa sarà un’esperienza che vi porterete x la vita!!!

    • claudiagalata

      Istanbul,ah Istanbul..
      per me è una vera malattia,ci sono stata 5 volte,e anche se non ho visitato il mondo intero,nulla,è come Istanbul.Io l ho vissuta come una città sicura,leggo dai commenti delle ragazze,che a volte,vengono insistentemente corteggiate,,io non ho avuto problemi,certo,le persone parlano,specie dove abituate a vedere turisti,e turiste,si,qualche invito a cena,peraltro secondo me molto buttato li..,ma nulla di chè,il tutto molto educato.Ho girato varie zone anche di notte,nessun problema.Sulla pulizia dells città,dei locali nello specifico,,,beh,dipende ;l l’ultima volta ho scelto un hotel veramente sottoprezzo,ma conscia di cio che andavo a cercare,in effetti era un po cosi,ma a me interessava essere su Istiklal caddesi,vicino a Taksim,e ci dormivo solamente,,,ci sono hotel meravigliosi.C’è una scelta ampia,dal lusso all’ostello.Si puo gia scegliere sul web visitando i siti.
      sul discorso taxi,ho imparato a usare i mezzi pubblici,evitando le spese il piu possibile.Istanbul è intelligente,con la tessera del bus,si usano anche i traghetti,e il tram,si puo fare per un numero di differenti corse, settimanale,io solitamente la faccio alla stazione di Eminonu,cosi poi mi muovo con ogni mezzo.
      Istanbul è da vivere,e l unico rischio è davvero quello di innamorarsi,ma innamorarsi serio,e volerci tornare ancora,e ancora,e ancora…

  • Luca

    Ciao, ho ormai notato che la sicurezza ad istanbul non é un problema. Io sarò lì dal 24 al 30 dicembre, e con me avrò molta attrezzatura foto e video, perché farò un documentario sul mio viaggio. Intanto ringrazio voi tutti per le mille dritte!!! Io girerò la città con vari treppiedi telecamere e macchine fotografiche (ovviamente le trasporterò nello zaino) e quando mi fermerò per fare le riprese mi ritroverò con anche 2 o 3 dispositivi esposti, e (in teoria) rimarrò anche a 10/20 metri. Se fossi da noi mi sentirei sicuro, perché mi accorgerei da lontano un miglio se qualcuno punta la mia attrezzatura, ma ad istanbul, sarò lo stesso al sicuro? Io viaggio da solo, e non trovi tutti i giorni persone/amici disposti a rimanere anche 2 o 3 ore fermi ad aspettare il soggetto giusto, quindi diversamente non posso fare. Quindi esorto chiunque a non fare considerazioni del tipo: così non sarai sicuro da nessuna parte! perché a Londra e ad Amsterdam ho fatto la stessa identica cosa, e tutto é ritornato a casa.

  • Lorenzo

    Ciao grazie per tutte le informazioni! Avrei una domanda: sapete se a Istanbul si può pagare tutto in euro (taxi, metro, negozi…)?
    Grazie!
    Lorenzo

  • annalisa

    Ciao a tutti!!
    il 5 novembre io e mio marito partiremo per la Turchia per il nostro viaggio di nozze. Trascorreremo due settimane in Turchia, la prima vogliamo dedicarla interamente ad Istanbul, in modo da visitarla in lungo e in largo, nella seconda settimana vogliamo dedicare qualke giorno alla Capadocia.
    Ho letto nelle guide che x andare in Capadocia ci sn due possibilità: prendere il bus la sera alle 22 dall’otogar di Istanbul, o prenderlo la mattina x via Ankara.
    Vorrei sapere se innanzitutto è raccomandabile in questo periodo andare in Capadocia e capire che bus conviene prendere.
    Sono ben graditi tutti i vostri consigli,
    grazie in anticipo
    saluti anna&salvo

  • Ornella

    Sono stata ad Istanbul il 04/10/2012 con una delle vostre guide (Ishan bravissimo), abbiamo usato i mezzi pubblici affollatissimi, abbiamo camminato per il centro città e anche per alcune stradine, ma MAI e sottolineo MAI ho sentito la necessità di stringere a me la mia borsa, contenete soldi mecchinette e quant altro, neppure nel Gran Bazar affollatissimo di gente!!!! A differenza di quando lo scorso anno sono stata a Parigi che come scesa nella metropolitana un gruppo di borseggiatori aveva puntato me e i miei compagni di viaggio, tanto da decide di andar via!!!! Ho trovato Istanbul un enorme città tranquilla e senza nessun particolare pericolo se non quelli comuni che si possono trovare ovunque anche in un piccolo paesino!!!! Vi dirò di più sto valutando l’idea di tornarci per passare più di qualche giorno!!!

    • Ezio

      Assolutamente concordo! Ho girato Istanbul da solo, anche la sera, e non ho mai avuto alcuna senzazione di pericolo proveniente dalle persone intorno a me…

  • Sara

    Salve a tutti.
    Ogni giorno per i telegiornali Italiani sentiamo notizie di spari di mortaio in territorio Turco da parte della Siria, tutto questo avviene sul confine che è molto distante da Istanbul ma, che conseguenze hanno causato in città questi continui attacchi? Ci si può aspettare un escalation nel conflitto come scriveva pochi giorni fa ” La Repubblica”? Ovviamente non pretendo di conoscere il futuro ma, scuramente conoscete meglio di me la città e, potete darmi più informazioni e chiarirmi le idee.

    • Can

      Buonasera Sara, seguendo la situazione ho notato che si fa un gran parlare di guerra molto più in Italia che in Turchia, spesso i mezzi d’informazione amplificano alcune situazioni e ne mettono in sordina altre. Cioè in Siria c’è una guerra civile terribile e sanguinosa da più di un anno, con migliaia di morti, ma questo purtroppo sembra non interessare a nessuno.

      Per adesso al confine si vedono solo schermaglie, non credo che la situazione possa degenerare, dato che non conviene a nessuno, nè alla Turchia (che per interessi economici vuole una situazione di pace in medio oriente), nè alla Siria (che soccomberebbe molto rapidamente in caso di guerra).

      Ma non voglio parlare di geopolitica, parliamo di Istanbul che è l’argomento che interessa i lettori del blog: in linea d’aria Istanbul è più vicina alla Puglia che alla Siria, quindi nessun problema.

  • Daniele

    Salve,

    torno giusto ora da 5 bellissimi giorni in un’ Istanbul impazzita di sole, e per questo sento la necessità di prevenire GLI UOMINI che, come me, usano viaggiare da soli.

    Ho consultato prima di partire una guida Lonely Planet sulla Turchia, con una sezione dedicata a questa città. Ebbene, troverete – come ho fatto io – una pagina dedicata alle “Truffe di notte”.

    Una delle situazioni descritte, in breve, è la seguente : un giovane, simpatico e ben vestito, vi si avvicina (sincerandosi dapprima del vostro statuto di turista avvicinandovi in turco, per poi continuare in un inglese colloquiale). Intrattiene con voi una vivace conversazione, che dura un certo momento. Quando è sicuro di aver conquistato la vostra simpatia vi propone di andare a bere un bicchiere insieme, in un locale di sua conoscenza. Una volta entrati in questo locale, vi si avvicinano delle accompagnatrici che siedono al vostro tavolo. Alla fine della serata, dopo aver consumato qualche bevanda, vi viene presentato un conto astronomico (la guida dice fino a 500 TL, ma ho trovato testimonianze in rete di conti ben peggiori). Nel migliore dei casi, il gestore vi obbliga a ritirare il contante accompagnandovi al distributore bancomat più vicino.

    Ebbene: per quanto riguarda l’approccio, è esattamente il copione che mi son visto recitare davanti Santa Sofia la sera di sabato scorso verso le 22:30. Non sono una persona che si fa avvicinare facilmente (e in più ero già stanco morto), ma mi ha impressionato il canovaccio seguito così fedelmente, e così fedelmente documentato dalla guida, come fosse una pratica enormemente diffusa. Ovviamente ho rifiutato, ed ho trovato i miei sospetti confermati dall’insistenza dello scroccone dopo il mio rifiuto.

    Ben relegando alle mamme e ai papà le raccomandazioni di rito riguardo la confidenza da MAI accordare agli sconosciuti, sento la necessità di riportarlo qui perché una disavventura del genere non rovini la visita (e l’idea) di una città che personalmente non vedo l’ora di visitare di nuovo, come mi son promesso di fare con tutta la Turchia. É per difendere questo nuovo affetto che spero il mio contributo sia pubblicato.

    • Can

      Ciao Daniele, hai fatto benissimo a riportare questa storia. Questo tipo di truffa era assai frequente 10-15 anni fa, poi le autorità locali avevano preso di petto la situazione ed avevano sgominato queste bande di truffatori. La cosa però è ritornata in voga in maniera molto visibile negli ultimissimi tempi, credo che il motivo risieda nell’aumento esponenziale del numero di turisti in città. La stessa disavventura è capitata di recente ad un mio amico che me l’ha poi raccontato ed ho visto con i miei stessi occhi un turista giapponese essere intortato da un riconoscibilissimo truffatore. Spero che le autorità locali intervengano al più presto, nel frattempo state attenti ;)

      • Umberto

        Prima di fare un viaggio in un posto che non ho mai visitato, ho l’abitudine di andare a leggere tutte le esperienze altrui su Google.
        Se mi è permessa la digressione, qualche anno fa mi venne l’idea di prendere l’auto ed andare a Barcellona; in Europa giro abitualmente così perché porto con me il cane (che in un paese islamico ovviamente ho lasciato a casa, dato che per di più è grosso e nero).
        Avevo letto del pericolo di scippi sulla tangenziale della città e delle cattive esperienze di alcuni autisti che ci avevano rimesso documenti e portafoglio con una tecnica ben collaudata.
        Arrivato a mia volta a qualche km dall’ingresso di Barcellona sulla tangenziale, mi sorpassa e mi stinge sulla destra una BMW serie 3 grigio metallizzato con quattro uomini a bordo; uno abbassa il finestrino e segnala insistentemente la mia gomma posteriore. Dopo un rapido controllo della spia della pressione pneumatici sul mio cruscotto, tiro giù il mio finestrino e mostro il mio dito indice sinistro.
        Gli spagnoli mi lanciano un poco di insolenze (visti anche i 40 kg. di cane che si affacciavano dietro) e mi sorpassano in velocità. Dopo circa 10 minuti vedo ferma sulla banchina una macchina francese blu con le portiere spalancate ed il conducente che piange come un vitello, accasciato per terra. Lui ci era cascato in pieno e si era fermato, erano scesi in tre e l’avevano rapinato.
        Certi tentativi di truffa (od anche peggio come nel caso di cui sono stato testimone), paese per paese, sono dei classici e si ripetono costantemente; ringrazio Daniele per aver pubblicato la sua esperienza; ci sono molti siti in rete che ripetono le stesse avvertenze e basta documentarsi e non viaggiare ad occhi chiusi per schivare le disavventure e magari prendere in mano il cellulare e dare l’impressione di chiamare la polizia (ad Istanbul dovrebbe essere il 155, se non erro).

      • Can

        Ecco, come mi auguravo l’intervento delle autorità è arrivato puntuale come un orologio svizzero:

        http://www.turizmguncel.com/haber/%C4%B0stanbulda-dev-turist-cetesi-operasyonu-28-kisi-gozaltinda-h12528.html

        28 persone sono finite in carcere con l’accusa di truffa ed estorsione a carico di turisti. Gang sgominata, qua non si scherza.

  • antonello

    in riferimento alla sicurezza di istambul vi segnalo invece che non soltanto diversi siti ma anche i ragazzi della kebabberia sotto casa mia (che sono turchi)confermano la pericolosità della città quando si viene avvicinati dai locali presso bar e ristoranti dove a volte si viene drogati e rapinati di tutto. saluti

    • Can

      Questo è un altro commento che pubblico a mo’ di esempio.

      Tutto ciò che si basa sui pregiudizi non ha nessuno spazio su Scoprire Istanbul, un commento che ha la pretesa di opinare sulla pericolosità di Istanbul basandosi su cose lette su “diversi siti” ed addirittura sui ragazzi della kebabberia sotto casa (che fra l’altro molto probabilmente ad Istanbul non ci saranno mai stati) è decisamente ridicolo.

      Quindi per favore evitate, se non altro per non farvi prendere in giro da qualche lettore che ad Istanbul c’è stato per davvero o che ci vive.

      • antonello

        ciao can e ciao a tuti i lettori
        mi spiace che il mio commento sia stato preso in maniera così dura nei miei confronti. io ho solo voluto informare tutti circa le possibili truffe che possono capitare ed infatti come da post di daniele 27/9/12 vengono confermate. confermo ke i ragazzi della kebabberia sono turchi (etnia kurda ke sicuramente adesso scatenerà commenti circa il fatto ke i kurdi sono nemici della turchia etc..) cmq io a istambul ci vado ugualmente a dicembre e se la città sarà così accogliente come sembra dai vs commenti sarà assolutamente mia premura postare sul vs sito le mie bellissime esperienze ed esaltare ancora una volta la sicurezza e bellezza (ma di questo sono già certo) della città. un saluto in amicizia a tutti voi!!!!! ciao a presto antonello.

    • Umberto

      Ho visto drogati e rapine a Londra, facce estremamente poco raccomandabili a Madrid e Barcellona, vetri di automobili spaccati a Copenhagen, rischio di aggressioni e vandalismi nella banlieu di Parigi, ma posso assicurare di aver girato tutta Istanbul di giorno e di notte, con macchina fotografica e soldi in tasca nella massima tranquillità.
      Bisognerebbe piantarla con i luoghi comuni e le dicerie.

  • Martina

    Salve a tutti,
    ho letto una marea di corbellerie qui; demagogia pura, cazzate(di gente che evidentemente non sa di cosa parla. Ci vivo da tre anni e vi posso assicurare che è molto piu’ pulita del vostro bel pese, piu’ sicura, piu’ vivece, carica tutti di energia positiva! 23milioni di turisti nel 2011, provate voi a tenere una città civile e pulita con tutta questa gente. Informatevi e andateci prima di sparare cazzate, tipica cosa di voi italiani medi, della vostra itaglietta cafona, puzzolente di piscio di barboni e di cacche di cani

    • Can

      Ciao Martina, a prescindere dalla tua opinione, il tuo commento è scritto con un linguaggio non accettabile e sicuramente offensivo. L’ho pubblicato proprio per specificare che certi tipi di commenti non saranno più pubblicati e prego i lettori di non rispondere a questo commento per non scatenare un’inutile e sterile diatriba.

      Le idee si possono esprimere in maniera più educata e con argomentazioni migliori.

  • Fabrix

    Istanbul e’ una città sicura, ho letto qualche dubbio da parte di ragazze. E’ ovvio che se avete una catenina d’oro, in una zona meno familiare dobbiate nasconderla, allo stesso modo se cogliete la metafora, In qualsiasi area del Mediterraneo, Africa o America latina, per natura e cultura i maschi sono piu appiccicosi, cosa che ho notato in maniera minore nelle culture nord europee.
    Basta quindi non essere appariscenti, regolatevi sul significato di questo termine in un paese islamico.

  • Marco c.

    Istambul e’ splendida, e sicura, ma rettifico gli elogi sull’ argomento pulizia. Posso comprendere tutte le differenze culturali che volete, ma pulita non lo e’. Siamo ad un livello Italiano se non peggiore. Onestamente ho girato molto ed anche in nord Europa e li si che si può dire che c’è pulizia. Ho visto personalmente buttare di tutto soprattutto negli angoli piu nascosti. Della serie occhio non vede cuore non duole. E questo vale per tutte le zone in Turchia viste in 15 g. Incluse spiagge dal mare turchese da cui puntualmente mi riportavo via dei sacchetti di monnezza che raccattavo in giro.
    Altre cose negative e’ il rispetto per i pedoni assente!!! Guida criminale,anche se noleggiate un auto ci farete i conti.
    Rispetto tutto ma le inciviltà non hanno scusanti culturali.
    Comunque vincono i Pro ed ll viaggio e’ stato una bomba
    La vostra guida nei quartieri ‘Veri’ e’ stata illuminante e la consiglio

    • Can

      Hai toccato due note dolenti, e tocca fare alcune precisazioni.

      Istanbul è pulita, e non ho mai sentito dire il contrario a nessuno. Il motivo della pulizia risiede nell’alto numero di persone impiegate nel settore della nettezza urbana, netturbini e camion della spazzatura si vedono a tutte le ore ed operano con grande efficienza. Di certo il motivo della pulizia non risiede nel rispetto ecologico dei suoi abitanti, che è pressochè inesistente, c’è molto da lavorare su quest’aspetto. Anche io sulle spiagge turche raccatto sacchetti ed impreco contro un’inciviltà purtroppo diffusa.

      La cosa più pericolosa in assoluto ad Istanbul sono le macchine, che siate pedoni o guidatori, state sempre molto attenti. Da quando vivo qui ne ho viste di tutti i colori e praticamente ogni volta che esco di casa vedo un incidente, a volte anche se non esco di casa basta affacciarmi alla finestra per vedere il tipico tamponamento. I turchi non sanno guidare, non si tratta di una generalizzazione, posso dirlo serenamente dopo anni di osservazioni. Peraltro le statistiche dicono che in Turchia la percentuale di incidenti è 6 volte superiore alla media europea, e direi che c’è poco altro da aggiungere!

      • Umberto

        Sono d’accordo con Can; per mia opinione Istanbul è pulita, sia considerando la disciplina media degli abitanti, sia il loro notevole numero. Lo sforzo degli addetti è notevole, ed il loro lavoro inizia alle 4 del mattino; viene fatta una sorta di raccolta differenziata.
        Anche i mezzi pubblici, moltissimi quelli nuovi, sono estremamente in ordine, al contrario di quello che si sta verificando a Milano.
        Inoltre in città non ho visto una sola scritta sui muri o sui monumenti, si vede che writers e bombolette spray lì non hanno ancora preso piede.
        L’unica vera pecca che mi ha dato fastidio, e di cui nessuno ha parlato, è lo sfruttamento del lavoro minorile, e certo accattonaggio di bambini di 3/4 anni.
        Questo è un problema sociale che andrebbe risolto.
        Quanto al traffico, sì è ossessivo, ma in sette giorni in città non ho visto un solo incidente (sarò stato fortunato?), ed assicuro che date la strettezza delle strade, il continuo sali e scendi, il fondo che dire discontinuo è poco, guidare ad Istanbul non deve essere facile.
        Nell’insieme, considerando la latitudine e la posizione della città, fra medio oriente e Balcani, ogni paragone con quelle nostre, l’attendismo delle nostre amministrazioni civiche e la nostra mancanza di controlli, i confronti spesso e volentieri sono stati a nostro detrimento.
        Spiace dirlo ma noi abbiamo qualcosa da imparare da loro (ad esempio come si fa a far pagare a tutti il biglietto dei mezzi pubbilici !).
        Cordialmente

  • safia

    Ciao a tutti :) è con estremo piacere che scrivo che il 21 Ottobre parto per Istanbul e starò lì per 7 gg sperando di poter visitare al meglio qst gigantesca metropoli! Ecco pls potete darmi delle indicazioni in merito, sono emozionata all’idea! Per me è un occasione anche per capire se posso magari un giorno trasferirmi. Noto con piacere che molti di voi vivono da anni lì…ecco come è partità l’idea di volersi trasferire e domanda più importante:come avete fatto a trovare lavoro? E’ fattibile trovare lavoro, ovviamente aiutati da un titolo di studio. Vi ringrazio anticipatamente ^^

  • Simone

    Buonasera ragazzi, io e la mia metà saremo ad Istanbul dal 06 al 13 Agosto. Partiamo con una curiosità enorme, la voglia di visitare questa metropoli ricca di storia e colori. Chi sarà li quei giorni?

    • ANGELO

      ciao simone,io vorrei partire per questa affascinante citta’,ma purtroppo nessuno dei miei amici vuole seguirmi…mi ritrovo ad affrontare il dilemma se buttarmi da solo nella vacanza ad istanbul….magari sapere gia’ dalla partenza che potrei condividere con qualcuno alcuni momenti del mio tour mi rinfrancherebbe molto.voi sarete gia partiti mi sa quando scrivero’questo post…fatemi sapere se vi va di incontrarci li,sempre che io riesca a partire!!le mie date sono dal 8-08 al 12-08…ciacciao

  • silvia

    ciao, ammetto che anche io ho avuto la meschinità di accedere a questo blog perchè mi è venmuta uin po’ di ansia all’idea del mio tour in turchia che paretirà il 10 agosto.
    premetto che sono già stata ad Istanbul a capodanno con tre amici e mi sono veramente iiknamorata della città che è bellissima.
    Adesso farò il giro di cappadocia e anatolia con un’amica.
    Premetto anche che sono alta e bionda e quindi i miei genitori sono in piena crisi di panico.
    Quello che mi sento di consigliare ad enrica è di evitare tutti quegli atteggiamenti che eviterebbe in qualsiasi città italiana (soprattutto del sud e lo dico da napoletana) come: portare ori, orologi costosi, soldi a vista minigonne troppo corte vestiti troppo scollati etc). E’ solo un’accortezza ma tio permette di viaggiare più serena e di evitare i complimenti troppo insistenti (come dicevo, io sono napoletana e anche se ritengo la mia città molto più sicrua dio quanto non dicano i tg, se voglio evitare di essere seguita dal gruppo di tamarri allupati di turno,. evito un certo abbigliamento).
    Io sono abbastanza serena, ho 30 e hoi girato quasi tutta l’europa senza mai aver problemi, almeno non ne ho avuto daquando il mioodo di viaggiare è diventato più consapevole.
    In ogni caso, Enrica, se vuoi io sarò in turchia dal 10 al 24 agosto:) ci riagiorniamo al nostro ritorno o se vuoi ci becchiamo lì!

  • Alessandra

    İo viaggio da sola da sempre e solo ad İstanbul mi e’ capitato dı essere seguita da uomini in calore (mentre cercavo dı seminare uno dı questi e’ arrıvato un polizıotto che dopo un po’ di diffidenza ha dovuto ammettere che avevo ragione). Dovete dirle queste cose. Non ho mai avuto paura, ma e’ un dato dı fatto che per una donna occidentale girare per Istanbul e’ estenuante perche’ TUTTİ gli uominı sı sentono in diritto dı farti complimentı. 2 giorni fa un imğiegato della stazione ferroviaria ha approfittato per baciarmı la mano mentre io provavo a riprendermela. Dopo qualche giorno fa un negoziante ha approfittato per poggiare lungamente la sua mano sulla mia schiena nuda. La Turchia ha tante cose meravigliose, ma riconoscetene i dıfetti se possono prevenire dei dısagi.

    • Umberto

      “un negoziante ha approfittato per poggiare lungamente la sua mano sulla mia schiena nuda”

      c’è qualcosa che non mi torna:
      1- la schiena nuda (credi che sia la mise migliore per girare ?)
      2- lungamente ? (al primo accenno di un tentativo del genere non hai reagito ?)

      • Alessandra

        1- Era un normalissımo prendisole, ma non e’ questo il punto. Nessun uomo puo’ permettersi dı toccare una donna, anche completamente nuda, e questo e’ inaccettabile in qualsiasi paese si esplori. La tua replica fa comprendere come anche l’İtalia sia ancora indietro. Vuoi dıre che una donna che gira mezza nuda merıta di essere violentata? Vuoi dıre che tutte le ragazze che girano in pantaloncinı ad Istanbul meritano che qualcuno metta loro la mano sul sedere o sulle cosce?
        2- “al primo accenno di un tentativo del genere non hai reagito?”. No, anzi, mi é piaciuta un sacco la sua mano sudata sulla mia schiena nuda e voluttuosa.
        3- Ho letto attentamente le indicazioni riportate su questo blog. Se sı parla di Istanbbul come se si trattasse di Stoccolma, mi vesto di conseguenza.
        4- Prima dıi arrıvare ad Istanbul, ho trascorso qualche giorno a Selcıuk (anche li’ ci provavano tutti, ma proprio tutti. In Cappadocia, invece, sono stati tutti pıu’ corretti) e 2 ıtalianı mi avevano preannunciato quello che avrei trovato quı. Non ho dato loro molto credito credendo che esagerassero.
        5- In questo bellissımo blog si dice che viaggiare significa riconoscere le differenze. Sono d’accordo, tanto che, secondo me, sı fa un torto ad Istanbul non indviduando anche queste peculiarita’ ed anche tutti i suoi difetti. Se si vuole dare un aiuto ai turisti, é bene anche scrivere si queste cose.

        • Can

          Ciao Alessandra, non ho capito cosa dovremmo scrivere. In più di due anni che questo blog è aperto mai nessuna donna ha scritto di essersi trovata in situazioni pericolose con uomini, fra l’altro anche tu hai scritto di non esserti mai sentita in pericolo. Da quando vivo qui nessuna ragazza straniera mi ha mai riferito qualcosa del genere di persona. Nell’articolo si parla di pericoli, una mano morta per quanto sicuramente sia umiliante, inaccettabile e fastidiosa, non rappresenta un pericolo e peraltro non credo proprio che sia una peculiarità turca. Ripeto che qui si parla di pericoli, in una città come Istanbul di 16 milioni di abitanti non si hanno mai notizie di turiste violentate, quante volte invece leggiamo di turiste straniere violentate a Roma, Milano, Genova, Firenze, Napoli, etc etc? Purtroppo spesso.

          Posso comunque aggiungere che una persona abituata a viaggiare, dovrebbe sapere che Istanbul NON è Stoccolma, vestirsi in un certo modo perchè si legge che la tale città non è pericolosa mi pare un approccio ingenuo e forse un po’ superficiale. Non si tratta di potenziali pericoli ma si tratta per l’appunto di evidenti differenze culturali e religiose, che sarebbe giusto riconoscere e rispettare. Se una ragazza gira in costume in un quartiere in cui la maggior parte delle donne porta il velo integrale nero è normale che tutti la guardino, anche se una donna va in spiaggia col velo integrale nero tutti la guarderebbero. Non c’è molto da meravigliarsi.

        • Umberto

          Carissima, forse indietro sarai tu, un tantino. Forse all’epoca mia le donne avevano un poco più di modestia e savoir faire e sapevano adeguarsi agli ambienti ed alle situazioni.
          Io vado ad Istanbul a settembre con mia moglie e sono sicuro che nessuno le metterà le mani addosso, anche perchè, senza che glielo dica, lei sa benissimo come vestirsi.
          Abbiamo capito tutti che credevi di essere a Stoccolma, avevi solo sbagliato latidudine; ed avevi anche qualche altra idea sbagliata, perchè a Stoccolma, che ben conosco, le donne non si sognano di andare in giro per la città scollacciate (è uno dei tanti pregiudizi latini).
          Come giustamente dice Can, gli stessi inconvenienti a cui sei andata incontro in Turchia, li avresti avuti in Italia od in Spagna, con l’aggravante che forse in patria non te la saresti cavata con la mano morta.
          Ho passato i 60 e non ho mai capito coloro che al primo accenno di caldo, uomini o donne che siano, si sbracano.
          Con tutto quanto sopra non voglio assolutamente nè difendere gli uomini, ne la maleducazione in genere, ma certo che una donna nuda, che apprezzerei in privato, in pubblico mi farebbe specie.
          Ti sei trovata male e me ne dispiace, ma a quanto posso leggere in questo blog non sei in grande compagnia.
          A proposito, cinque anni fa sia ad Istanbul sia in Cappadocia c’è stata anche mia figlia, che è una stanga di ragazza di 30 anni, e non ha subito alcun disturbo; l’unica cosa che l’ha negativamente colpita sono stati gli animali randagi (noi vogliamo molto bene a cani e gatti), ma questo è successo quasi ovunque, purtroppo, in tutti i paesi che non fossero Francia, Germania, Olanda, Inghilterra e Scandinavia.

        • Mia

          Sono tornata oggi, assieme ad alcune amiche, da una vacanza di dieci giorni ad Istanbul e non posso che unirmi al coro di quei viaggiatori che si sono trovati splendidamente in questa città. A parte questo, come ragazza mi spiace sempre sentire di una donna che si è sentita insultata da un comportamento come quello che descrivi, ciò non toglie che il prendisole non è un abito, va bene per una serata in spiaggia, non per girare in una città, che sia Istanbul o Roma. Uno dei pochi doveri di un viaggiatore qualsiasi è quello di avere rispetto per il posto in cui si decide di andare, ed avere rispetto significa anche scegliere un abbigliamento adatto. Non mi sognerei mai di entrare a San Pietro con micropantaloncini e canottiera, così come non mi sono sognata di girare per le vie di una città così complessa dal punto di vista etnico e religioso con abitini adatti ad una vacanza in villaggio turistico.
          Detto ciò, concordo con Umberto su quanto sia falso il luogo comune che vuole le ragazze nordiche scollacciate e provocanti, non è così, nel nord europa ( dalla germania in su ) hanno una concezione della moda mooolto diversa dalla nostra, e prima di dipingere Stoccolma come la città ideale che può insegnarci il rispetto per le donne magari sarebbe il caso di informarsi: avranno pure raggiunto l’emancipazione femminile, ma il numero di stupri che avvengono ogni anno è impressionante [ il rapporto di Amnesty International intitolato CASE CLOSED - RAPE AND HUMAN RIGHTS IN THE NORDIC COUNTRIES potrebbe essere una lettura interessante ].
          Concludo solo dicendo che sono appena tornata e già sto pensando di tornare ad Istanbul, magari in una stagione diversa per ammirarla sotto una luce fidderente…

          • Fay

            Avevo letto il commento di Alessandra prima di partire, dal momento che mi ero studiata il blog con tutti i consigli prima della partenza, e mi ero ripromessa di rispondere al ritorno a seconda della mia esperienza, nonostante sia di qualche mese fa.
            Ho girato la città in lungo e in largo con la mia migliore amica e nessun uomo ha avuto comportamenti inopportuni, nemmeno nei quartieri più conservatori, al di fuori degli itinerari turistici classici.
            Nessuno ci ha seguite, nessuno è stato invadente, nessuno ha allungato mai le mani.
            Piuttosto mi stupisco che una persona abituata a viaggiare, perdipiù da sola, come si descrive Alessandra, non capisca da sè che girare con quella mise non sia adeguato in una città complessa come Istanbul, nonostante sia sicura. Oltretutto una persona abituata a viaggiare dovrebbe sapere, senza bisogno di leggerlo nel blog, che Istanbul non può essere come Stoccolma.
            Il prendisole non è un abito, è una sorta di copricostume, che può andar bene in piscina o al mare, non per girare in una città in cui molte donne portano il velo nero lungo. E in ogni caso a mio avviso il prendisole che lascia la schiena nuda è inopportuno per girare in qualsiasi città, anche se non a prevalenza musulmana.
            Se in mezzo a tante donne velate se ne vede una a schiena nuda mi sembra ovvio che tutti la guardino.

  • sicurissima,ospitale(anche troppo),economica,gastronomica,incantevole.La citta’piu’ bella al mondo dopo Roma.Se la vedete ci ritornerete entusiasti. stupenda.

  • Valentina

    Bellissima guida o blog guida!!!!! Partirò con il mio ragazzo per la magica città tra un mesetto….spero di memorizzare tutte le dritte sui mezzi di trasporto e sopratutto sui Taxi (mi stanno mettendo po’ di ansia a dire il vero)!!

  • Enrica

    Ciao a tutti.
    Innanzitutto devo dire che leggere questo articolo è stato per me un vero sollievo.
    Detto questo, sto programmando di andare a Istanbul a fine mese. Sono una ragazza di 23 anni e sarà il mio primo viaggio da sola. Posso stare tranquilla anche in questo caso?
    Ho vissuto da sola a Roma e mi è capitato di trovarmi in situazioni ‘poco rassicuranti’ e di cavarmela senza problemi e ho viaggiato un po’ in tutta l’Europa, quindi non sono eccessivamente preoccupata, ho bisogno però di argomentazioni per convicere i miei genitori che invece hanno un mucchio di pregiudizi su questa meta (oltre che un pizzico di paura ad immaginare me -altezza 1.50, corporatura esile, viso angelico- da sola ad Istanbul).
    E visto che ci sono, approfitto della vostra gentilezza e vi chiedo se avete anche dei consigli su cose “assolutamente da evitare” durante il mio viaggio.
    Grazie a tutti in anticipo

    • Emilio

      Ciao. Ho letto il tuo msg. Anch’io vado a Istanbul la prossima settimana, dal 16 al 20 ed è la prima volta anche per me. Sinceramente anch’io ero inizialmente preoccupato, non conoscendo il posto ed essendo stato sempre maleinformato della pericolosità di questa città. Ho viaggiato tanto e sinceramente non ho mai avuto alcun problema in nessuna parte del mondo. Leggendo le informazioni di questo sito mi sono cmq rincuorato. Ma tu col tuo “viso angelico” dove vai da sola? Se preferisci possiamo incontrarci. Sono un carabiniere. Se questo gioverà a convincere i tuoi genitori, che ben venga. Saluti …

  • LAURA

    di ritorno ieri.La sensazione della non pericolosità di Istanbul è tangibile.Andate tranquilli.

  • GLORIA

    ero titubante….ma grazie alle vs esperienze sicuramente ad agosto andrò a visitare la turchia con mio marito e mia figlia
    grazie

  • giovanni

    Tornati ieri da Istanbul, rivista dopo dieci anni con piacere.Citta’ tranquilla, un po’ caotica, non molto ” turistica ” ( ancora pochi parlano inglese basico ), onestamente molto pulita. Negativita’ : cambio euro / lire turche sempre e ovunque molto sfavorevole ; per il giochino della spazzola, è sufficiente guardare altrove e proseguire con indifferenza ; al ristorante mettere purtroppo in conto che i prezzi per turisti sono piu’ alti dei residenti,e se chiedi spiegazioni, ti rispondono solo in turco. Ma quello che disturba di piu’, è il trucchetto del taxista, due su sei taxi diversi presi; provo a spiegarlo : il tassametro ( il nostro percorso era p.za taksim- eminonu e viceversa ), in basso vicino alla leva del cambio, va lentamente, poi a circa 500 metri dalla destinazione improvvisamente raddoppiava di cifra e segnava inevitabilmente circa 40 lire, anche se gli itinerari percorsi erano sempre diversi, com traffico, durata, orario, e vabbe’.
    All’arrivo, la prima volta gli abbiamo allungato ,eravamo dietro, una carta da 50 lire, lui l’ha presa, ha ritirato il braccio e poi l’ha ri-allungato tenendo una banconota da 5 lire e facendo intendere che ci eravamo sbagliati sul taglio della banconota; nel dubbio , presi alla sprovvista, gli abbiamo dato altre 50 lire.
    la seconda volta, abbiamo prima aperto le portiere, allungato 50 lire e quando si è girato con le solite 5 lire, l’abbiamo insultato urlando e scendendo al volo.
    A questo punto siamo andati a cambiare tutte le nostre lire in banconote da 5 , e pagato poi sempre con quelle, con grande disappunto dei tassisti successivi, che ci hanno guardato malissimo sempre.
    Quindi, se volete il ns consiglio, cambiate solo in tagli piccoli, 5-10 euro, e usate la paypal, che non costa niente rispetto alla tranquillita’ che vi da’.
    Ma al di la’ di tutto questo, tutto il mondo è paese, vorremmo mandare un particolare ringraziamento a Kadir e alla splendida full immersion che ci ha fatto fare nella Istanbul ” minore ” ma piu’ viva e vera.
    E’ una bella scarpinata, e poi è venuto giu’ il diluvio universale, ma ne è valsa la pena.
    Quindi grazie Kadir, grazie Can, speriamo di tornare presto !

    • Can

      Ciao Giovanni, i taxisti stanno diventando una vera piaga, se avremo il tempo dedicheremo sicuramente un articolo all’argomento. Nel frattempo invitiamo tutti a stare attenti ed a prendere i mezzi pubblici, molto efficienti e sicuramente più economici.

  • roberta

    Siamo appena ritornati da Istanbul, siamo stati i giorni delle vacanze di Pasqua, e abbiamo lasciato lì il cuore. Abbiamo girato con 2 figlie di 14 e 7 anni senza problemi di alcun tipo. La città è in fermento continuo ( ricorda Berlino dopo il muro), la popolazione è gentilissima , i bagni pubblici sono di una pulizia che ti sbalordisce, è piena di fiori ( anche negli spartitraffico che vanno dalla città all’aeroporto!) e anche noi abbiamo girato di sera senza problemi. A parte la bellezza architettonica della città che è incredibile l’impressione che abbiamo avuto è che la popolazione è serena, lavora tanto e non è stressata come nelle grandi città italiane . Siamo ripartiti con la certezza di tornarci di nuovo!

  • Francesca

    Ciao a tutti sono stata ad Istanbul dal 22 marzo 2012 al 27 marzo 2012… siamo partiti in 4 e devo dire che abbiamo girato questa meravigliosa città in lungo ed in largo,percorrendo anche vie non molto trafficate e non abbiamo mai e poi mai avvertito sensazioni di pericolo, in più splendeva il sole e sono talmente felice di essere andata a visitare questa perla di città…La gente del posto è estremamente cordiale, la vista si perde in scenari da mille ed una notte…consiglio un escursione all’ isola dei principi per allontanarsi qualche ora dalla città e trovarsi in un vero e proprio paradiso.Grazie Istanbul ritorneremo di sicuro e se non si potrà ti porteremo sempre nel cuore

  • Anna & Filippo

    A proposito di “mamma … li turchi”. Quando parliamo di Istanbul con amici e conoscenti, ci meravigliamo ogni volta nel constatare quanta diffidenza e paura sia diffusa tuttora. Magari si programma un viaggio a Los Angeles, ma a Istanbul no, perchè non ci si sente sicuri. Noi possiamo dire, dopo esserci tornati tre volte negli ultimi due anni (e aver avuto altre occasioni in precedenza),che l’impressione è senza dubbio quella di un luogo sicuro, pulito ed efficiente (oltre che estremamente affascinante), più di certe grandi città europee dove ci si illude, sbagliando, di correre meno rischi. E’ davvero una questione di pregiudizio. Per questo, noi cogliamo ogni occasione per raccontare la nostra esperienza e far capire che a Istanbul, prima o poi, bisogna andare.E che,dopo la prima volta, prima o poi, ci si vorrà tornare.

  • valerio, roberta ,martina

    ciao io e mia moglie roberta con nostra figlia martina di 7 anni vorremmo andare a visitare la spero meravigliosa istanbul.
    allora mi garantite la tranquillita che spero ?

  • Anna

    Mamma mia quanti commenti positivi!!!
    Sono al settimo cielo perché io e mia sorella abbiamo intenzione di partire per la Turchia verso i primi di Settembre per un tour culturale da Istanbul a Izmir.
    Non vedo l’ora! Anche se non ci sono ancora stata, so già che mi innamorerò di questo fantastico paese..
    Anna..

  • plera

    Stò per partire per Istambul e confesso di aver avuto qualche timore sulla sicurezza della città ma non per prevenzione o preconcetto da parte mia (figuriamoci!)ma per informazioni allarmistiche e consigli fornitici dall’agenzia di viaggi presso la quale ci siamo rivolti per prenotare il viaggio. Sperando che ciò non fosse premeditato ma frutto di sola disinformazione, sarebbe opportuno dare la giusta preparazione a chi vende ciò che non conosce! Il Vs. sito potrebbe essere molto utile! GRAZIE cmq. da parte mia in quanto partirò molto più tranquilla e preoccupata solo di godere ciò che avete descritto così meraviglioso!

  • Sabrina

    Ciao a tutti.
    Vorrei raccontare qui un’esperienza che abbiamo avuto la sera del 27 dicembre sul tram n. 1.
    Di ritorno dalla zona di Taksim, prendiamo il tram verso le 23 per tornare in albergo (zona Sultanhamet). Il mio compagno ed io ci sediamo, io capito vicino ad un signore, piuttosto anziano. Il tram effettua una brusca frenata e a questo signore scivola di mano un sacchetto di plastica. Faccio solo il gesto di raccoglierlo, perché lui è più veloce di me. Passa qualche minuto, lui si avvia verso la porta per scendere, mi domanda in inglese da dove io provenga, gli rispondo e lui senza preavviso mi dice “it’s a present for you” e mi regala un’agenda 2012 della Camera degli ingegneri di Istanbul, all’interno ci sono immagini di fotografi turchi… faccio solo in tempo a ringraziarlo affettuosamente e scende immediatamente dal tram!
    E io mi commuovo. Un gesto così gentile (termine che non rende bene l’emozione che ancora mi suscita) non mi era mai capitato, e poi sono appassionata di fotografia e la coincidenza mi lascia ancora più di stucco…
    Racconto qui questa mini-avventura perchè non ha fatto altro che cementare la positiva impressione che ci ha fatto il nostro breve contatto con gli abitanti di Istanbul e, siccome credo nelle coincidenze, magari qualcuno conosce quel signore e può dirgli che lo porterò sempre nel cuore.
    Sabrina

  • daniela

    ciao a tutti.
    Io sarò ad Istambul per qualche gg e mi chiedevo se devo farmi qualche problema a girare per la città dato che sono una donna e che sarò da sola.
    Inoltre mi chiedevo se devo fare particolare attenzione a coprirmi il capo o cose del genere o se devo stare attenta a non esser derubata dell’unica cosa di valore che avrò sempre con me: la mia macchina fotografica.
    Grazie.
    Daniela

    • Özke

      Ciao, di sicuro non cambia niente se giri da sola oppure in compagnia e non devi coprirti il capo, la maggior parte delle donne turche non porta il velo. A Istanbul i furti e gli scippi non sono frequenti per niente, quindi puoi usare tranquillamente la macchina fotografica.

  • Luciano

    Nell’agosto 2011 sono stato 3 giorni a Istanbul con moglie e figlia, dopo aver trascorso 10 giorni sulla costa dell’Egeo. In Turchia sono arrivato con la mia auto traghettando dalla Grecia ed ho percorso poco meno di 3.000 km visitando, tra gli altri, Bodrum, Efeso, Pamukkale, Mugla, Edirne. Ad istanbul sono arrivato di sera e, a parte l’ingorgo che ci ha tenuto fermi un’ora prima del ponte sul Bosforo, dentro la città ho girato benissimo e senza problemi. Il 21 agosto c’era moltissima gente ad Istanbul, tra cui tantissimi turchi venuti da varie parti che hanno riempito la piazza di Sultanhamet e, per tutto il pomeriggio, occupato la Moschea Blu per pregare. Nessun pericolo e neppure alcuna sensazione di pericolo ci ha preso nei tre giorni e sere in cui abbiamo girovagato in lungo e in largo per la città. I turchi sono davvero gentili, solo un po’ più furbetti e insistenti nelle zone prettamente turistiche, ma onestamente meno di quel che pensavo. Oltretutto, tra poliziotti e telecamere, c’è molto controllo. Davvero una bella e piacevole esperienza. Estendendo il discorso, devo dire che tutta la Turchia che ho visitato mi ha lasciato la stessa sensazione di tranquillità ed è davvero tempo che in Italia si sfati la leggenda metropolitana che indica questo paese come pericoloso.

  • Valentina

    Innanzitutto complimenti per questo meraviglioso sito. Sono appena tornata da Istanbul, città che mi è rimasta nel cuore fin dalla prima volta che l’ho visitata, due anni fa. Concordo con i commenti precedenti. Istanbul è una città estremamente tranquilla e il popolo turco è ospitale e gentile. Noi eravamo due donne da sole e non abbiamo avuto alcuna difficoltà, anzi abbiamo ricevuto spesso aiuto (ad esempio per trovare una strada o il nostro albergo) da persone sorridenti, generose e assolutamente senza secondi fini.

  • Cristina

    Io e mio marito siamo stati a Istanbul nel periodo dal 25 aprile al 1° maggio scorsi e confermiano tutti i commenti esposti da chi ci ha preceduto: si passeggia tranquillamente senza alcun rischio per la propria incolumità (Londra è pericolosa, non Istanbul!), i turchi sono molto gentili e ospitali e la loro ospitalità ci è sembrata sincera senza secondi fini.
    In giro per la città abbiamo incontrato diverse scolaresche turche di scolari della scuola primaria che visitavano anche loro i vari siti artistici: non vedevano l’ora di praticare il loro inglese scolastico con i turisti e ci salutavano con un allegro Hello! What’s your name? My name is……
    L’unico rischio che si corre veramente è quello di innamorarsi di Istanbul ma è un rischio che vale la pena di correre…….
    Cristina

  • Guido

    Istanbul non è assolutamente pericolosa! In 5 giorni di permanenza non abbiamo nè subìto nè visto episodi negativi. La cosa che più mi ha colpito è che pure la confusione che si respira (data da una quantità di indaffarate persone e di auto raramente riscontrabile nelle capitali europee) riesce ad essere ordinata! Tutto va al suo posto, senza arrabbiature di alcun genere. Inoltre la città non è sporca. Attenzione a non confondere lo sporco con il logoro. Alcune zone della città sono effettivamente logore e rovinate. Eppure le persone le abitano con dignità.
    Le zone più turistiche sono pulite, sicure e controllate. Fin troppo! Insomma, Aya Sofya e la Moschea Blu, specialmente di sera al tramonto, sembrano due cartoline, quasi finte! Sembra di tornare indietro nel tempo! Ma è nelle zone meno turistiche che si vede quanto questa nazione si stia dando da fare per emergere: pur presentando in alcuni quartieri strade con asfalto divelto, o marciapiedi rovinati con tubature a vista, non sono riuscito a intravedere cartacce o lattine per terra.
    Infine, un appunto al discorso religione. Abbiamo assistito ad una funzione religiosa in una moschea assolutamente non frequentata da turisti. Abbiamo chiesto con cortesia e gentilezza se era possibile assistere. Non c’è stato alcun problema, a patto che ci fossimo comportati con discrezione. Ne io ne la mia compagna ci siamo scandalizzati nel dover togliere le scarpe o, nel suo caso, dover mettere il velo, dato che è una questione di rispetto e non di etichetta religiosa. Non mi pare che a San Pietro a Roma si possa entrare in minigonna o con i bermuda, sbaglio!? E ci siamo accorti di quanto Cristiani e Musulmani siano più simili di quanto non si creda. Poi l’estremismo è un altro discorso.

    Buona vacanza a tutti!

  • Alessandra

    Ciao a tutti,

    fra pochi mesi e precisamente dal primo Settembre finalmente anche io dopo anni che la desidero approderò a ISTANBUL. Sto leggendo commenti e opinioni davvero molto interessanti e come molti non vedo l’ora di atterrare in terra turca. Chiunque torna da Istanbul porta racconti meravigliosi e un senso si soddisfazione pari a pochi altri viaggi… chi di voi è gia stato cosa consiglia di vedere – fare ad una coppia che sente di amare questa città ancora prima di conoscerla? Qualcosa che non sia nella guida turistica gia studiata rigo dopo rigo qualcosa che secondo l’ opinione personale non si può perdere durante una breve visita di 9 giorni… ;)

    Grazie a tutti.

  • paolo

    ciao a tutti, e intanto grazie degli ottimi consigli che sto leggendo qui sopra. andrò per la prima volta a istanbul a fine maggio e ho prenotato un hotel su tarlabasi blvd. verso la fine della strada, allontanandosi da taksim. qualche amico turco mi ha detto che è una zona pericolosa ma da quel che leggo qui sopra sono disorientato e francamente un po’ confuso visto che leggo che non ci sono zone pericolose a istanbul…..vi ringrazio del chiarimento che saprete darmi.

  • Francesca

    Ciao a tutti,
    Innanzitutto volevo farvi i complimenti per il sito,siete riusciti a darmi molte informazioni utili!
    Tra due settimane sarei dovuta andare ad Istanbul con un mio amico che alla fine mi ha dato buca…ero titubante su cosa fare ma dopo aver letto i vostri articoli penso proprio che partirò da sola!
    Vi scrivo perchè la fine di questo articolo mi ha fatto sorridere,diciamo che ho incontrato la dolce creatura :-)
    Adesso lui vorrebbe venire in Italia per qualche giorno solo che gli serve il visto e non sa come muoversi!qualcuno sa darmi qualche informazione?quali sono i tempi di attesa???
    grazie a tutti :-)

  • claude

    Grazie, sono d’accordo con voi sull’Italia!
    Comincio a programmare il viaggio.
    A presto!

  • claude

    Buongiorno a tutti.
    Ad agosto sarebbe mia intenzione fare una vacanza in Turchia, Istanbul e costa mediterranea in libertà.
    Però ho sentito che potrebbero esserci dei disordini, che in questi giorni ci sono state manifestazioni represse anche nelle città turche…
    Voi sapreste dirmi, sinceramente, com’è la situazione in Turchia?
    E’opportuno prenotare il volo per quest’estate?
    Non saprei a chi rivolgermi per un parere “vero” dall’interno di questo paese bello e che mi attirerebbe molto. Grazie.

    • Can

      Ciao Claude, la cosa peggiore che si possa fare in questi casi è fare di tutta l’erba un fascio. La Turchia non ha nulla a che vedere con i paesi del Nord Africa, nè dal punto di vista politico, nè economico, nè sociale, e nè culturale.

      Se solo ci fosse un minimo di conoscenza in più, da parte dei mezzi di informazione, ma anche aggiungo io da parte della nostra classe politica, che dovrebbe occuparsi dei veri problemi internazionali in modo che se ne parli, invece di badare a fantomatiche case nei Caraibi, non ci sarebbe bisogno di pareri dall’interno. Ma d’altra parte in un paese in cui le prostitute vanno in Parlamento non ci si può aspettare molto di più.

      In Egitto ed in Tunisia c’erano delle vere e proprie dittature, anche se gli Stati occidentali, per i loro interessi, le hanno sempre trattate e dipinte come democrazie. Ma se Mubarak e Ben Ali erano al potere entrambi da 30 anni, se alle finte elezioni partecipava il 15% della popolazione, se l’opposizione veniva repressa con la forza, così come i diritti civili e la libertà di stampa, era difficile non parlare di dittature.

      In Turchia c’è una salda democrazia, alle ultime elezioni ha partecipato l’84% della popolazione, il primo ministro Erdoğan ha un’ampia maggioranza parlamentare e gode del supporto della maggior parte della popolazione. Criticabile per vari aspetti, e sono il primo a farlo, va riconosciuto ed è riconosciuto anche dai suoi oppositori, che sia un politico di altissimo profilo, negli ultimi anni ha effettuato delle riforme economiche che hanno permesso alla Turchia di resistere alla grande nei confronti della crisi internazionale, basta dire che il PIL in Turchia nel 2010 è cresciuto del 7,5% mentre in Italia è fermo all’1%.

      I disordini di cui forse hai sentito parlare sono avvenuti ad Ankara durante una manifestazione di un sindacato dei lavoratori, in seguito all’approvazione di un decreto legge che toglie alcuni diritti ai lavoratori, cosa non dissimile da ciò che ha fatto la Fiat ultimamente, per non dire uguale. I manifestanti hanno tirato uova contro la polizia che ha risposto con cannoni ad acqua.

      Le scene viste a Roma alcuni mesi fa, con gli studenti che tentavano di assalire il Senato, mettevano a ferro e fuoco la città, tirando bombe molotov, con la polizia che li prendeva a manganellate, erano decisamente peggiori. Eppure nessuno si poneva dubbi sulla sicurezza di Roma.

      Questa tendenza a minimizzare ciò che accade all’interno del nostro Paese ed enfatizzare ciò che avviene all’esterno, è alla base dei problemi dell’Italia. Io che la guardo da fuori vi posso garantire che la situazione attuale dell’Italia mi fa molto più paura della situazione della Turchia.

      E come detto prima basta solo un giornalista attento per accorgesene.

  • Maruska

    Sono stata ad Istanbul dal 1 gennaio al 9 gennaio 2011 da sola, ho visitato la città di giorno e di notte, con le dovute precauzioni che una ragazza da sola deve avere quando se ne va a zonzo in qualsiasi grande città del mondo, e l’unico rischio che ho corso e quello di innamorarmi per sempre di questa città… battaglia persa in partenza, sono già in preda ad una feroce nostalgia… non abbiate paura … vi stupirà!

  • mfdf84

    Ciao,
    Istanbul è proprio una città che stupisce. Posso confermare che non è una città pericolosa…c’erano poliziotti ovunque (sono stata a Capodanno). Sono stata col mio ragazzo: abbiamo camminato molto e nessuno ci ha mai dato fastidio, nonostante siamo stati in posti anche poco turistici. I Turchi, inoltre, sono gentilissimi!

  • Paolo

    Sono stato con la mia ragazza a Istanbul la prima settimana dello scorso novembre e non posso che confermare quanto detto ripetutamente da Can in questo articolo. E’ senza dubbio la grande città nella quale mi sono sentito più al sicuro, sia di giorno che di notte. Per lo meno tutti in tutti i luoghi in cui siamo stati, da Sultanahmet a Beyoglu, da Fatih a Besiktas, non abbiamo avuto il minimo fastidio da parte di nessuno.

    Premettendo che di notte Sultanahmet (dove alloggiavamo noi) è tranquillissima, anche andando oltre il ponte di Galata non cambia nulla.

    Mi ha tra l’altro colpito la presenza di diverse ragazze che rincasavano da sole a tarda notte, cosa che, invece, viene sempre più sconsigliata nelle città italiane.

    Confermo che l’unico rischio è quello di innamorarsi perdutamente di questa città. Io e la mia ragazza solitamente viaggiamo ogni anno in un Paese diverso, ma per l’anno prossimo stiamo seriamente pensando di tornare in Turchia, facendo ovviamente di nuovo tappa a Istanbul!

  • Maurizio Midolo

    Ciao a tutti, ho visitato tre volte Istanbul ospite di un’amico turco che vive a Balat, e poichè lui lavorava ho sempre girato da solo per la città utilizzando i mezzi pubblici sia di giorno che di sera. Non ho mai avuto problemi ne avvertito sensazioni di pericolo, anzi vi dirò che provo più disagio ad utilizzare i mezzi pubblici la sera nella mia città (Milano) che non ad Istanbul. Adesso vorrei fare i complimenti a chi ha creato questo blog che è davvero utile, ben fatto e che rende l’idea di come è veramente la città, gli abitanti e da informazioni utili e precise.
    Sono una di quelle persone che dopo la prima visita ad Istanbul ha iniziato a soffrire di una sorta di mal d’Istanbul che oltre a cercare di tornarci il più possibile mi ha portato a leggere autori turchi, ascoltare cantanti turchi, insomma ad interessarmi alla cultura della città, dei suoi abitanti e della nazione. Concludendo: VISITATE ISTANBUL E VE NE INNAMORERETE E NON ABBIATE TIMORI E’ UNA CITTA’ SICURA.

  • Mario

    Ai gestori dell’ottimo blog: ragazzi, per favore, non fate né le vittime né i paranoici. Su Google vi garatisco che ricerche del tipo “Parigi sicurezza, pericoli, zone da evitare” oppure Praga, Catania, Roma, etc, ce ne fanno a migliaia ;)

    Non parliamo poi di San Pietroburgo o Mosca, e ve lo dice uno sposato con una ragazza russa e che gestisce un tour operator per quelle zone. Il fatto è che la gente ha paura con le cose che succedono in giro e vuole sentirsi rassicurata, ma questo a prescindere se va a Istanbul, Parigi, Praga o Londra ;)

    Anzi, il fatto che faccia ricerche simili dimostra la volontà di voler scorpire queste slendide città

    Tra l’altro sul forum di Tripadvisor ho letto di un egiziano e un saudita che facevano la stessa domanda, manco dovessero andare non a Istanbul ma in guerra, eh eh

    Ovvio che se una città è meno frequentata dai turisti rispetto ad altre suscita più domande, ma ripeto, non vedetela come chissà quale forma di razzismo o altro. Nessuno immagina turchi armati di sciabole in giro per la città, così come non penso che chi fa certe ricerche su Google immaginino cavalieri ortodossi che cavalcano per le vie di San Pietroburgo in cerca delle teste di qualche nemico o mafiosi in lupara e coppola per le vie di Palermo o crociati per le vie di Parigi.

    Dimenticavo: grazie alle informazioni che fornite su questo sito, molto utili davvero. Spero di potermi godere presto la splendida Istanbul. Un saluto a tutti :)

  • antonio

    Lasciate perdere Napoli. Sono stato a Luglio ad Istanbul. Città bellissima. Affascinante. Ero io e un mio amico. Due moto, dall’italia. solo due giorni, poi siamo scesi a Pergamo ecc..ecc.
    Ad instanbul scendendo dal Topkapi, in hudavendigar cad, proprio facendo dieci metri dalla fermata del tram di Gulhane, c’è il negozio di un tizio che vende collane e ceramiche. L’amico mio, in questo posto talaltro ben fornito, ha comprato una collana per la moglie, pagandola un prezzo alto ma secondo noi giusto ( era una buona pietra). Ehi a casa aperto il pacco si è ritrovato il pacco. Dentro c’era una fesseria da quattro soldi e da fiera. Io tornerò a Istanbul e in quel negozio ci tornerò!!!!!!!!!

    • Can

      Ciao Antonio, l’episodio che tu descrivi non ha niente a che vedere con la sicurezza della città. Nell’articolo si parla di tasso di aggressioni (rapine, borseggi, stupri, omicidi), non di truffe, sono due cose totalmente differenti. E’ risaputo che nelle zone turistiche l’attività preferita è trovare un modo per scucire ai turisti più soldi possibili, con pratiche lecite e meno lecite, fa parte del gioco, e questo avviene più o meno dappertutto. Bisogna stare attenti, e a volte anche stare attenti non basta. Comunque tornaci hehe ;) .

  • “Sciuscià a Istanbul”

    I lustrascarpe di Istanbul e il trucco della “spazzola del buon samaritano”

    Le tecniche di “phishing” a Istanbul hanno conservato il sapore delle cose antiche.
    Nella Capitale europea della Cultura, dove grattacieli e case in legno dell’impero ottomano convivono in un equilibrio che nasconde una saggezza millenaria, i metodi per spillare soldi ai turisti si avvalgono ancora di un approccio umano che non ha nulla in comune con le fredde e tecnologiche truffe informatiche dell’occidente. Anche in Turchia esisteranno certamente ladri specializzati nell’uso di internet e di e-mail truffaldine create per attirare i “ricchi pesci occidentali” (le cronache, anzi, c’insegnano che la maggior parte dei web server utilizzati per le operazioni di phishing bancario sono ubicati proprio in alcuni paesi dell’est europeo), ma a Istanbul, ai lustrascarpe che pullulano nelle strade, certe cose piace farle de visu, senza intermediari tecnologici, adoperando il dialogo e la capacità di saper commuovere l’interlocutore. I commercianti orientali e mediorientali, lo sappiamo, sono famosi da sempre per la loro abilità nella vendita, nel saper contrattare i prezzi e nel farti credere di aver fatto un buon affare: questa abilità affinata nel corso dei secoli travalica i confini dei vari bazar e s’insinua ovunque, anche nei mestieri più insignificanti e nelle occasioni di guadagno estemporanee. Anche i lustrascarpe, a Istanbul, non si limitano al semplice “shoe shining” (da cui, “napoletanizzando” il binomio inglese, è nato il termine post bellico “sciuscià” reso celebre dall’omonimo film-capolavoro di Vittorio De Sica) aspettando che qualcuno chieda loro di lustrare le scarpe infangate: il commercio di successo non è fatto di attese ma di intraprendenza, di “psico-imprenditoria”, di furbizia e di audacia linguistica. Ecco che gli abilissimi sciuscià di Istanbul si sono inventati una tecnica, ampiamente diffusa tra gli appartenenti alla “corporazione” e forse esistente da quando esistono scarpe da lucidare, per attirare clienti e per spillare soldi alla fine di una prestazione apparentemente gratuita, fornita per ringraziare il “pesce” di turno.
    Il trucco utilizzato dai lustrascarpe di Istanbul è quello da me definito della “spazzola del buon samaritano”: con passo costante, morbido, calibrato, mai eccessivamente veloce per non distaccare la “preda” e con la coda dell’occhio usato come un mirino, il lustrascarpe di Istanbul, con tanto di cassetta del mestiere sulla spalla, crema lucidante e set di spazzole, vi precede casualmente lungo il vostro tragitto (ogni strada di Istanbul è potenzialmente buona, ma il ponte di Galata – grazie alla sua linearità e al transito obbligatorio a cui devono sottostare i passanti – rappresenta il “luogo ideale” per sperimentare il trucco) e con il sincronismo di un aviatore che sgancia le proprie bombe sugli obiettivi fa cadere, apparentemente in maniera accidentale, una delle spazzole lungo il cammino del turista!
    Il turista, ovvero il buon samaritano in vacanza a Istanbul, pensando di compiere una buona azione gridando al lustrascarpe di aver perso uno degli “attrezzi”, non sa di essere volontariamente entrato a far parte del gioco dello sciuscià turco! Infatti dopo il rito dei ringraziamenti in stile “mille e una notte”, dopo aver tirato in ballo le benedizioni di Allah, Maometto, fino all’ultimo sultano dell’impero ottomano, il lustrascarpe “vi offre” come premio per la vostra bontà una pulitura di scarpe apparentemente gratuita durante la quale (gli sciuscià di Istanbul non si scoraggiano facilmente: si sono specializzati persino nella lucidatura dei sandali con il rischio evidente di spazzolarvi piacevolmente la pelle dei piedi!) vi andrà a snocciolare, utilizzando un inglese maccheronico ma efficace, le disavventure della propria famiglia dalla sestultima generazione fino ai nostri giorni. Padri cardiopatici in terapia intensiva ad Ankara, madri disabili in qualche sperduto villaggio anatolico, dodici fratellini in un orfanotrofio di Smirne, cugini in attesa di trapianti, bradisismi, terremoti, alluvioni, tsunami, rapimenti da parte di alieni, meteoriti… Il carnet delle sciagure utilizzato dal lustrascarpe di Istanbul per far commuovere il malcapitato farebbe invidia al migliore autore di “soap opera” americana! Alla fine della lucidatura, mescolando in maniera abile e raffinata retorica e manualità artigiana, il buon sciuscià vi chiede la modica somma di 10 lire turche non tanto per la lucidatura – ci tiene a precisare! – quanto piuttosto per le sciagure poc’anzi elencate: somma che scende gradualmente verso le 3 lire quando “l’attore con spazzola” si accorge che state abbandonando la scena in maniera infastidita e con la ormai palese sensazione di essere stati presi leggermente per i fondelli! Alcuni pagano (i giapponesi, per esempio, pagano sempre: lo fanno per educazione… E’ una questione di onore), altri – come me – non pagano neanche se interviene in massa tutta la famiglia dei lustrascarpe di Istanbul. L’ “operazione commozione” a volte funziona, altre volte no! Quello che ho descritto è ovviamente un gioco simpatico tra turista e lustrascarpe a cui, una volta imparate le regole, ci si può sottrarre abilmente: basta deviare in un vicolo subito dopo lo “sgancio della spazzola”, fermarsi per vedere una cosa dall’altra parte della strada oppure far finta di non aver visto la spazzola cadere e passare oltre…
    Istanbul è una città dinamica, interattiva, maestra di vita, acrobatica, dialetticamente imprevedibile e feroce: imparare a giocare con essa equivale a saper interagire con l’intero universo, allenando il proprio corpo e la propria mente a nuove strategie, cercando nuove soluzioni…
    Da dove deriva questa saggezza pratica tramandata di generazione in generazione per via orale? Come è possibile che in una città di 16 milioni di abitanti tutti, o quasi tutti, i lustrascarpe conoscano la stessa tecnica? Mentre mi pongo queste domande inutili, dimentico di essere mezzo napoletano, di aver vissuto a Napoli, e che a Napoli trucchi simili (e, non me ne vogliano gli sciuscià di Istanbul, anche più complessi di questi) venivano magistralmente adottati ancor prima del 1453 e della nascita dell’impero ottomano! Ma abbiamo dimenticato, forse, di essere stati anche noi degli sciuscià e che in Italia, nonostante il nostro essere orgogliosamente membri del G8, esistono ancora realtà cittadine che spingono il cittadino, diciamo così, “borderline” a specializzarsi in tecniche di sopravvivenza che rasentano l’ “arte”.
    L’aspetto “umano” di questo trucco, che appartiene ancora ai cosiddetti “peccati veniali” e non certamente alla categoria dei “crimini”, è che basa il proprio successo sull’ingenuità del turista, sul suo disorientamento geografico e topografico, sulla sua velocità di adattamento in un territorio che il lustrascarpe invece conosce e soprattutto (cosa che noi occidentali dovremmo imparare a riscoprire invece di continuare a parlare con i nostri computer o attraverso i telefonini) sull’intelligenza della dialettica: riuscire a capire il prossimo pesando le sue parole, essere capaci di saper pilotare il dialogo, prevenire le mosse senza malizia ma con arguzia, dominare la materia, lo spazio e il tempo… Sono cose che non s’imparano dai libri ma per strada! Sono cose che i lustrascarpe di Istanbul conoscono benissimo.

    Ci sarebbero tantissime altre tecniche “più pericolose” (tra quelle conosciute) da descrivere – la tecnica del “giubbino in vendita” per sfilare portafogli oppure la tecnica dell’ “informazione non richiesta” da parte di gentili e sorridenti personaggi che si mettono a completa disposizione per carpire la fiducia del turista e con essa anche i soldi del pollo di turno – per cercare di prevenire determinate situazioni spiacevoli.
    E’ vero, lo posso confermare perché ci sono stato e sono stato bene, senza avvertire nessuna sensazione di pericolo: ISTANBUL NON E’ PERICOLOSA! Ma aggiungerei in maniera realistica: “Non è neanche Shangri-La!”
    Quindi: occhio!!! Quanto basta… :)

    Buon viaggio!

    • henry

      Accidenti! Ci sono caduto oggi come uno scemo :-(
      E non mi ha chiesto 10 euro, ma 80 !!!
      Sarà l’inflazione o la crisi economica?

    • Sam Cooper

      Avendo letto questo post, quando un lustrascarpe ha perso una spazzola proprio davanti a me, nella zona dell’università di Fatih, ho finto di non vedere e proseguito per la mia strada.
      In ogni caso, nello stesso istante in cui io scavalcavo la spazzola, uno studente ha richiamato l’attenzione del lustrascarpe, che ha raccolto e ringraziato.

      Personalmente mi sono sentito un po’ in colpa: tanto più che indossavo un paio di scarpe sportive scamosciate, quindi per nulla “lustrabili”…. chissà cosa mi avrebbe potuto proporre?

  • Maddalena

    ciao ..sto per partire per Instanbul tra qualche settimana e questo blog mi è servito molto!sono stata molto felice di trovare la sezione “Instanbul non è pericolosa”..perchè qualche timore mi è venuto ..lo ammetto!
    ..ma vi ringrazio perchè mi avete rassicurato e solo aumentata la voglia di partire!!
    ho ancora solo un quesito..occorre usare un riguardo particolare nell’abbigliamento?..è estate e quindi top e shorts vanno a gogò..e non so bene cosa mettere in valigia!!!!!!! Mille grazie di tutto!

  • Frida

    Salve a tutti,
    tra qualche mese andrò a Istanbul e non sto più nella pelle! L’unico dubbio che un pò mi lascia perplessa è la bomba di ieri nella zona sud-est con l’annuncio da parte del gruppo terrorista di attentati in tutte le città della Turchia. Come posso tranquilizzarmi? E’ il caso di partire?

    Un’altra cosa che tengo a precisare…Non sono d’accordo su quanto avete scritto in merito alla sicurezza di Napoli. Io ci vivo e vi assicuro che non è affatto pericolosa nè dà alcuna sensazione di pericolo, anzi l’esatto opposto. Credo fermamente che ogni città abbia le sue problematiche ma non si possono fare paragoni o confronti. Ognuno vive e convive con la propria realtà, con i suoi pro ed i suoi contro. Di sicuro, la situazione che c’è attualmente in Turchia ed a Istanbul è di gran lunga più pericolosa di quella partenopea, dove al massimo se non sei attento ti scippano la borsa (ma questo avviene ovunque). Ma adesso, con i controlli che ci sono, è diventata una cosa estremamente rara. Ad ogni modo,ripeto, Napoli ed Istanbul sono sue realtà diverse ed il bello di viaggiare è quello di scoprirle ed apprezzarle nella loro interezza, con i loro pregi ed i loro difetti. Quindi smettiamola con questi stereotipi negativi che troppo spesso vengono diffusi gratuitamente. Bisogna viaggiare e vedere per credere.
    Frida

    • Luca Zolli

      Napoli è semplicemente meravigliosa, ma credo che Can si riferisse solo ad alcuni quartieri di Napoli, che anch’io, che sono di Benevento, frequenterei con le dovute cautele. Durante una visita ad una chiesa seicentesca, davanti ad i miei occhi ed a 5 o 6 metri di distanza fu gambizzato, una quindicina di anni fa un uomo da due sicari della mai troppo ingiuriata e vilipesa Camorra e nonostante ciò è giustissimo che l’idea generale che se ne ricava è di tranquillità, spesso allegria e sempre di una bellezza particolarissima. Cose analoghe, mutatis mutandis, potrei scrivere di Milano, che Can, per par condicio ha messo accanto a Napoli. Anch’io dovrò comunque tenere d’occhio lo stato di sicurezza, soprattutto della strada che va da Alexandroupoli (Grecia) ad Istanbul, ma non rinuncerò per dei semplici timori a questo meraviglioso viaggio.

    • Can

      Ciao Frida, capisco che tu voglia difendere la tua città, ma io facevo un discorso differente. Peraltro come ha detto Luca ho nominato anche Milano, quindi non si tratta di volontà di ridurre e stereotopi. Se parlo di due situazioni è perchè le conosco. Ed il fatto che Napoli sia per i turisti una città non propriamente sicura è un fatto oggettivo ed incontrovertibile. A Napoli ci sono stato tante volte, è peraltro una città che amo particolarmente, quindi parlo per esperienza diretta, ma basterebbero in ogni caso le esperienze riferitemi da amici o conoscenti che ci sono stati (molti dei quali turisti stranieri) per farsi un’idea precisa. Moltissimi hanno subito scippi o furti e nell’articolo si parlava proprio di questo.

      Il discorso relativo ai possibili attentati è nettamente diverso, si parla di terrorismo e bisogna sapere bene di cosa si sta parlando. Qua la situazione coi separatisti curdi è sempre tesa, siamo abituati a situazioni del genere, ma nonostante questo negli ultimi anni ad Istanbul gli attentati non sono mai stati in zone centrali (anzi sempre molto periferiche) della città e quasi sempre sono rivolti a militari e polizia e non contro la popolazione civile.

      Ovviamente non posso escludere con certezza che questo non possa accadere in futuro, mi limito ad analizzare il passato, ma quando si parla di terrorismo mi pare che nessuna città possa dormire sonni tranquilli, considerando ciò che è successo a New York e Madrid, peraltro qui i controlli sono a livelli elevatissimi.

      Ti invito quindi, come tu stessa dici, a viaggiare per credere.

  • Luca Zolli

    Alla frontiera turca, ritelefonerò anche al Consolato turco in Italia, c’è qualcosa che devo sapere sugli eventuali problemi ai quali potrei andare incontro. Con la macchina alle frontiere a volte ci sono problemi, che non sto qui ad elencare, ma ne ho avuto ad esempio a suo tempo tra Austria ed Ungheria dagli Austriaci, tra Ungheria e Romania dagli Ungheresi e dai Rumeni, ecc.. Inoltre, un’amico italiano che mi aveva tessuto le lodi dei Turchi e della loro ospitalità , cose delle quali per primo non ho dubbi, mi ha di recente messo in guardia verso un intensificarsi del fanatismo religioso: è vero ? Quali problemi potrei avere o come potrei, involontariamente, urtare la suscettibilità di questo meraviglioso popolo ?

    Grazie mille.
    Luca

    • Can

      Sul fanatismo religioso posso tranquillizzarti e dirti che non c’è proprio nulla di cui preoccuparsi. Mentre riguardo al problema automobile non ho nessuna esperienza diretta al riguardo, ma ti posso mettere il link a questa “avventura” che avevo già linkato nei commenti di un altro articolo, spero ti sia utile in qualche modo.

      A presto.

      • Luca Zolli

        Grazie. Al fanatismo religioso, del quale vengono spesso tacciati i popoli e gli stati di cultura prevalentemente islamica, non credo praticamente mai, a priori, e per due motivi: la faziosità evidentissima delle nostre principali fonti e canali di informazione, l’incompatibilità di queste accuse con lo spessore culturale ed umano del quale dà continuamente prova questa Tradizione universale e multietnica. Casi singoli, poi, di ottusità e fanatismo, fanno parte del repertorio umano e sono inevitabili. Questa volta però potrò verificare anche di persona.
        Per la macchina, invece, ho letto anche altri racconti del genere di quello che mi hai linkato vedrò di farne tesoro. Potrei usare l’aereo e dopo le ultime informazioni che ci hai dato sulle offerte mi verrebbe anche a costare, tutto sommato, molto meno, però ho imparato che per entrare più a fondo e meglio in un territorio e viverne più intensamente le emozioni, il viaggio via mare e via terra riesce a dare molto di più, anche in termini di cose che si riescono ad imparare. Vedremo …

    • Sam Cooper

      L’Islam è una religione “positiva” tanto quanto quella Cristiana, se non di più!
      Ti basti sapere che la maggior parte dei musulmani non beve quasi mai alcooli e rispetta pienamente tutte le altre religioni.
      Oltretutto ad Istanbul non ci sono solo moschee, ma anche centinaia di chiese cristiane, ortodosse e chi più ne ha più ne metta.

      E se quanto detto non bastasse, ti aggiungo una chicca a dimostrazione del grado di civiltà delle moschee islamiche: presso la moschea blu puoi fare donazioni in denaro (come nelle nostre chiese), ottenendo in cambio una ricevuta fiscale dell’importo corrispondente!!!
      L’offerta non è per nulla obbligatoria, nonostante la moschea offra gratuitamente a milioni di visitatori un sacchetto usa e getta per tenere le scarpe, durante la visita, garantisca la massima pulizia di tutti i tappeti sul pavimento, disponga di acqua corrente e servizi igienici.

      Per fare un paragone, la Basilica dei Frari di Venezia fa obbligatoriamente pagare ai turisti un biglietto per l’accesso….nonostante sia una chiesa a tutti gli effetti!

      Finiamola con questa storia del fanatismo religioso…. il problema non sono le religioni in sè, ma la demenza di alcuni fedeli che si lasciano prendere eccessivamente la mano: il corano predica la fratellanza e la carità esattamente come la bibbia!

  • Franco

    Sono daccordo. Con mia moglie saimo andati in un hamam dietro il bazar. Usciti a notte fonda, la zona del bazar era diventata un deserto. Abbiamo incontrato solo poche persone ma mai avuto la sensazione di pericolo o quantaltro. Abbiamo usato i mezzi pubblici fino a tardi, ci siamo buttati nel caos del mercato delle spezie di sabato. Folle immense ma solo cortesia, attenzione accoglienza. Veramente una città sicura.

  • Paolo

    Confermo quanto letto nel post.
    Non ho mai avuto la percezione di pericolo, sia in situazioni molto affollate che in zone fuori dal centro.
    Molte zone di Roma sono decisamente peggio!!!

  • simone

    ciao a tutti!
    ad inizio marzo sono stato con la mia compagna per 4 gg a istanbul. prima di partire ho chiesto info ai 2 ns baldi amici e perciò, giustamente, devo raccontarvi com’ è andata.
    riallacciandomi ad uno degli ultimi articoli, istanbul non è assolutamente pericolosa, neppure di sera.
    anzi la sensazione più forte che io e la mia compagna ci siamo portati a casa, è stata proprio il SENTIRSI IN PACE con ciò che ci circondava. abbiamo girovagato per 4 gg in qualsiasi zona, evitando accuratamente i luoghi frequentati da troppi turisti, ma la gente ci ha sempre trattato stupendamente e, a volte, hanno mostrato una gentilezza senza secondi fini che ci ha lasciato basiti.
    chiaro, la zona di beyouglu è un susseguirsi di ammiccamenti da parte dei commercianti verso i turisti ma, prima di tutto BEYOUGLU NON E’ ISTANBUL e secondo sono solo ammiccamenti.
    Io, personalmente, quando qualcuno mi chiama per strada per attirare la mia attenzione vado dritto e non perdo energia per intavolare una discussione inutile.
    Uso il termine pace e pacificazione interiore, sono termini forti che contrastano con il delirio che è la natura esteriore di istanbul: ma è proprio questa la sensazione evidente che si è impossessata di noi.
    per quanto mi riguarda, essendo stato in india, penso che sia connaturata all’oriente: difficile dire di più!

    rispetto alla città, noi ci siamo beccati 4 gg di pioggerellina e praticamente mai sole, per cui devo dire che abbiamo visto una città grigia che ha, in parte, perso un certo fascino antico. istanbul è realmente moderna, e i suoi abitanti sono molto simili, sotto molti aspetti, a noi italiani. Comunque un posto assolutamente da visitare e scoprire, girovagando senza meta.

    CONSIGLI: acquistare jeans ‘Mavi’, andare in un hammam e farsi fare il massaggio/scrub (noi siamo stati a cemberlitash, un pò turistico ma lo consiglio: http://www.cemberlitashamami.com.tr/, provare il Raki, acquistare prodotti tecnologici delle marche conosciute anche da noi (ho acquistato degli auricolari sennheiser alla metà del loro costo italiano), ATTRAVERSARE IL PONTE DI GALATA RIGOROSAMENTE A PIEDI (vi ho citato questa frase all’infinito, la mia compagna non ce la faceva più!!!), prendere un traghetto.

    altre cose sparse che mi vengono in mente:

    1. mitico il tram e i gettoni di plastica che non ti vendono in n. elevato per non rimanerne senza.
    2. consiglio assolutamente metro+tram dall’aereoporto per arrivare in centro: facile, economico e si inzia a vedere la gente
    3. ci siamo intrufolati in una via, in zona ponte di galata – vicino alla strada Gumruk sk -, dove da un vicolo laterale fanno bella mostra di sè le donnine mezze nude di una casa di appuntamento, incastonate in una via costituita solo da negozi che vendono pezzi di ricambio di auto: non abbiamo avuto il coraggio di fare delle foto, ma comunque una situazione veramente comica e, anche qui, per nulla pericolosa.

    ho detto diverse cose, alcune inutili, comunque andateci e giratela senza timore!

    un abbraccio a tutti.
    simone

    • Sam Cooper

      Confermo tutto!!
      Una settimana in giro per Istanbul e mai una volta ci siamo sentiti minimamente a disagio!
      Molta polizia in giro, molte telecamere, ma anche molta serietà da parte degli abitanti, di qualsiasi classe sociale!

      Gli abitanti di Istanbul sono molto operosi e troppo impegnati a lavorare per pensare di commettere crimini: semmai potrà capitarvi di pagare troppo qualche prodotto al gran bazaar, ma qui sta alla vostra capacità di non cadere nelle consuete trappole per turisti…. non alla possibilità di essere rapinati o derubati!

      Personalmente ho trovato Istanbul (almeno nelle zone centrali, da me frequentate) molto più sicura della maggior parte delle città europee!
      In metropolitana e nei mezzi pubblici non c’è alcun rischio, così come è possibile passeggiare tardi, di sera, anche nelle vie più laterali e meno centrali: non vi sentirete mai osservati o “puntati” da qualche balordo.
      I musulmani non bevono alcolici e lavorano molto: gli unici “fastidi” provengono dagli innumerevoli imbonitori e “butta dentro” di negozi e locali delle zone più turistiche, che cercheranno in ogni modo di convincervi ad acquistare le loro merci. Il tutto, comunque, in modo molto educato!!

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