 postato da Özke 13 marzo 2011, 10:03 pm Dopo aver trattato in maniera introduttiva l’argomento dei Ristoranti di Istanbul, avendo già indicato alcune delle opzioni migliori che a nostro parere un turista può trovare, ed avendo ricevuto davvero moltissimi commenti di turisti che hanno gradito i nostri consigli, eccoci tornare sull’argomento con un nuovo articolo. Questa volta lo facciamo con undici brevi recensioni di altrettanti locali, non solo ristoranti. Come al solito, ce n’è per tutti i gusti.
Continua a leggere –> Ristoranti Parte II
 postato da Can 22 gennaio 2011, 9:22 pm 
Molto spesso in Italia, all’interno del dibattito politico ma anche nei discorsi fra la gente comune, si sente fare riferimento alla parola “reciprocità” quando si toccano argomenti quali immigrazione e religione. Si sente dire che non si è disposti a costruire moschee in Italia perché “i musulmani non ci permettono di costruire chiese nei loro paesi”.
La Turchia è uno Stato la cui popolazione è per il 99% musulmana, nonostante questo, nella sola città di Istanbul sono presenti più di 100 chiese cristiane, nello specifico 60 chiese greco-ortodosse, 30 chiese apostoliche armene, 15 chiese protestanti, 10 chiese cattoliche. A Milano invece il numero di moschee è pari a zero, ed il suo sindaco ha garantito che le cose rimarranno così. Ma non è di religione che vogliamo parlare in questo articolo.
E’ un altro tipo di reciprocità quella che ci interessa, ed è legata alla libertà di movimento delle persone. Spesso sul nostro blog ci vengono chieste informazioni su quali documenti servono per entrare in Turchia, se basta la carta d’identità, e più recentemente se la carta d’identità col timbro di rinnovo viene accettata oppure no.
Vogliamo fare due esempi al riguardo.
Io, ragazzo italiano, voglio recarmi in Turchia per visitare Özge, la mia ragazza turca:
Posso decidere oggi stesso di comprare un biglietto per l’aereo che parte domani mattina, all’aeroporto di Istanbul mi basterà mostrare la mia carta d’identità, non ho bisogno neanche del passaporto che costerebbe 80 euro, non devo pagare nessun visto d’ingresso, semplicemente scendo dall’aereo ritiro i bagagli e raggiungo la casa di Özge, in cui posso stare senza nessun problema fino a 90 giorni.
Emre, ragazzo turco, vuole recarsi in Italia per visitare Claudia, la sua ragazza italiana:
Come primo requisito deve possedere un passaporto, che costa più di 100 euro. In secondo luogo è necessario ottenere un visto per l’ingresso in Italia, quindi deve contattare per tempo la sede del consolato italiano ad Istanbul e chiedere un appuntamento per presentare tutti i documenti richiesti. Se non ha tempo o la possibilità di recarsi presso l’ufficio del Consolato italiano può contattare una società che curerà la pratica, ovviamente pagando 30 euro in più. La domanda per ottenere il visto costa 75 euro, ma per uno studente come Emre può risultare assai difficile se non impossibile ottenerlo, per i motivi che ora spiegheremo. Deve per prima cosa mostrare il biglietto d’aereo di andata e soprattutto di ritorno, quindi comprarlo con largo anticipo (minimo due mesi), deve stipulare un’assicurazione di viaggio, deve mostrare la prenotazione dell’hotel in cui soggiornerà durante il periodo del viaggio, e deve mostrare l’estratto conto bancario degli ultimi sei mesi timbrato e firmato dalla banca. Ma Emre aveva solo intenzione di andare a casa della sua ragazza per 10 giorni, non in Hotel, ed oltretutto sta facendo un master all’università dopo essersi laureato in econometria, di conseguenza non ha ancora un reddito fisso, quindi come può fare? E’ necessario a questo punto fare compilare una lettera d’invito da parte della sua ragazza (anzi meglio dal padre della sua ragazza, per non fare nascere sospetti). La cosa è di per sé già abbastanza umiliante, ma si deve aggiungere che la lettera non basterà, perché bisogna anche garantire di possedere i soldi necessari per tutto il soggiorno (indicati da tabelle del ministero italiano), sono 44 euro al giorno per 10 giorni, quindi se Emre non possiede 440 euro sarà necessario mostrare una fidejussione bancaria da parte della persona che lo ha invitato. Dopo aver affrontato tutte queste spese e questa trafila burocratica, è possibile che vengano fatti ulteriori accertamenti e vengano richiesti altri documenti, ma in ogni caso è abbastanza probabile che il visto venga rifiutato per un qualsiasi futile motivo. Ovviamente le spese sostenute non verranno rimborsate, perché i 75 euro servivano solo per la domanda, ed anche se viene rifiutata ormai sono stati pagati, così come il biglietto d’aereo che rimarrà inutilizzato.
Vi pare che sussista una situazione di reciprocità?
Negli ultimi mesi abbiamo conosciuto molti turisti italiani e spesso raccontavamo a loro questa situazione, nessuno ne era al corrente e tutti rimanevano alquanto sorpresi venendone a conoscenza. Ci teniamo quindi che tutti i turisti italiani, per i quali è così facile organizzare un viaggio ad Istanbul, sappiano invece quali difficoltà deve affrontare un turco che vuole venire per turismo in Italia. L’esempio si riferisce ad uno studente ma è così per tutte le categorie, anche per lavoratori o uomini d’affari, la normativa si può leggere qui.
La Turchia è uno Stato di 80 milioni di abitanti, e non sono certamente tutti poveri, anzi i benestanti sono molti, l’Italia è un paese che esercita da sempre un fascino particolare sul popolo turco e sono moltissime le persone che vorrebbero fare un viaggio in Italia per ammirare le bellezze del Bel paese. Sono però in gran parte costrette a rinunciare dovendo sottoporsi a queste umilianti trafile burocratiche.
Molti giovani europei, compiuti i 18 anni possono permettersi di partire con il loro sacco a pelo e senza neanche un soldo in tasca viaggiare per tutta Europa, Turchia compresa, spostarsi da un Paese all’altro senza dover renderne conto a nessuno, accamparsi dove capita, andare a trovare amici o conoscenti senza programmare niente. Questa libertà è negata a qualsiasi giovane turco.
 postato da Can e Özke 27 novembre 2010, 12:58 am 
IMPORTANTE: Nei giorni fra il 2 ed il 5 dicembre scriveremo il nuovo articolo dedicato al CAPODANNO 2012, con la segnalazione di tutti gli eventi consigliati, nel frattempo potete leggere l’articolo qui sotto dedicato all’anno scorso per farvi un’idea di massima. Consigliamo inoltre di visitare le varie pagine del nostro blog per trovare moltissime informazioni utili al vostro soggiorno.
Come celebrano i Turchi la venuta del nuovo anno? Com’è Istanbul la sera del 31 dicembre? Quali sono le opzioni per passare al meglio quella notte?
Mancando poco più di un mese a questa ricorrenza sono già molte le mail che riceviamo riguardo l’argomento. Quelle che per noi vengono chiamate “festività natalizie” sono diventate il secondo periodo più importante di vacanze per gli italiani, e saranno quindi moltissimi i turisti che arriveranno ad Istanbul per fine anno o per l’inizio dell’anno nuovo.
La notte del 31 dicembre è diventata, in tutto il Mondo, la notte in cui “bisogna” divertirsi, la festività pagana per eccellenza, riconosciuta e celebrata in tutti i continenti, un enorme party globale. E il Paese della Mezzaluna non fa certamente eccezione.
In Turchia, fino a tempi molto recenti, la parte più conservatrice della società vedeva quella notte come una festività cristiana “alcolica” solo a causa della sua vicinanza col Natale. Allo stesso tempo, l’altra parte della società, quella laica, sublimava l’importanza della festa in quanto dichiarazione di modernità.
C’è parecchia confusione riguardo l’albero di Natale, che qui viene utilizzato per addobbare la casa proprio in occasione del 31 dicembre. Non bisogna peraltro dimenticare che prima di convertirsi all’islam, i Turchi pagani erano soliti adornare un pino in onore del Sole e che la tradizione ha poi probabilmente raggiunto i paesi nordici tramutandosi col passare del tempo in simbolo del Natale. Quindi una tradizione che molti secoli fa era turca è tornata qui per vie traverse ingenerando non poca confusione sui significati da attribuirle.
In effetti, ed in maniera non sorprendente, le opinioni riguardo la festa non sono ben definite, anzi sono spesso contraddittorie. Ma alla fine, in seguito all’inevitabile integrazione nell’economia mondiale e “grazie” all’opera di motivazione dei capitali privati, un senso psicologico di “festa necessaria” si è stabilizzato nella società.
Come risultato, specialmente ad Istanbul, le celebrazioni di fine anno hanno acquisito una struttura più orientata ai locali notturni. Ciò significa che bisogna decidere in anticipo (circa 2-3 settimane prima) il posto in cui si vorrà passare la serata. Può essere un club, un bar, un concerto, una discoteca, un ristorante che organizza un evento speciale. Altrimenti si può affittare un locale o una casa per fare un party con amici e conoscenti. Quindi ci sono davvero poche differenze rispetto a ciò che succede in Italia.
Gli hotel più grandi ed i ristoranti più famosi preparano tutti degli show speciali con cantanti o artisti famosi, vendendo un biglietto che include nel prezzo consumazioni illimitate di bevande alcoliche, oltre alla cena per chi preferisce. Anche tutti i locali ed i club più grandi organizzano delle feste-concerto per le quali bisogna prenotarsi in anticipo.
E per quanto riguarda le strade? In ogni grande piazza di Istanbul sono organizzati degli eventi dalle varie municipalità, tipicamente con un grande palco, dj, artisti e tanti fuochi d’artificio. Fino al 2007 si svolgeva uno street party molto carino nel quartiere di Nişantaşı, ma per ragioni di sicurezza non viene più organizzato.
La zona di Taksim ed in particolare Istiklal Caddesi è totalmente invasa da una marea di persone proveniente dalle periferie della città, ed è altamente sconsigliato decidere di attendere la mezzanotte in strada senza un piano preciso. Istanbul è una città di 16 milioni di abitanti e rimanere in balia della folla inusuale di quella notte non è per niente raccomandabile. Molto meglio partecipare ad una cena speciale in un bel ristorante o ad uno show in un locale alla moda, ricordandosi ovviamente di prenotare.
A partire da adesso, Buon Anno Nuovo!
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Qui sotto mettiamo una lista di locali da noi consigliati, non è mai facile consigliare in queste occasioni perchè i gusti delle persone sono molto vari, ma potete in ogni caso valutare le diverse opzioni e se avete delle richieste particolari potete chiederci intervenendo nei commenti.
Come abbiamo spiegato, essendo la festa di matrice occidentale, anche le celebrazioni sono di stampo occidentale, non ci può essere niente di tipico in una festa che non è tipica ma è importata e globalizzata, peraltro i vari club e locali organizzano la serata pensando ad un target di gente del posto, enfatizzando quindi la natura occidentale della festa, perchè una notte “straordinaria” deve essere per definizione diversa. Per evitare facili delusioni quindi non aspettatevi ballerine di danza del ventre in costume per le strade! Oltretutto c’è freddo!
Ogni ristorante ovviamente fa un menu speciale per capodanno, quindi vi rimandiamo alla nostra sezione ristoranti, in cui parliamo in generale dei nostri preferiti, qua inseriamo alcune scelte più particolari e probabilmente anche più dispendiose.
1) New Year’s Party @ Taps Bebek
Nella zona esclusiva di Bebek, una yalı di 3 piani sul Bosforo con splendido panorama. Locale famoso per le sue birre speciali, prodotte artigianalmente. Il menu speciale è curato da alcuni chef di cucina internazionale. Musica e divertimento a seguire per tutta la notte.
Entrata: 135 TL (alcolici inclusi senza limiti)
Entrata + cena: 185 TL
A partire dalle 19.30
2) The Essential Trip To The New Year @ Refresh The Venue
Il più grande party della città, in zona Maslak, musica elettronica con ben 25 Dj.
Entrata: 50,00 TL
Entrata VIP: 100,00 TL
Tavolo per 4 riservato: 250 TL
A partire dalle 21.30
3) Kız Kulesi, Üsküdar
Proprio in mezzo al Bosforo, sulla famosa Kiz Kulesi, nel ristorante all’interno della Torre, cena con menu speciale, alcolici compresi nel prezzo senza limiti, e spettacoli di danza del ventre.
Per prenotare: +90 212 727 40 50
Prezzo: 250 TL
4) Levendiz Rum Meyhanesi
Nei pressi di Ortaköy, in posizione strategica e perfetta con stupendo panorama, una tipica Meyhane del Mar Egeo con influenze greche e armene. Menu speciale e musica dal vivo con Buzuki Uğur.
Per prenotare: +90 212 236 72 56
Prezzo: 200 TL
5) Mimolett Restorant
Nel bellissimo e raffinato quartiere di Cihangir, un ristorante molto rinomato che ha avuto un successo incredibile nel 2010 con recensioni entusiaste e con l’ambizione di ottenere a breve la stella michelin (come primo ristorante in Turchia). Cucina con forte ispirazione francese ma con ingredienti rigorosamente turchi. Menu speciale con 13 piatti.
Prezzo : 300 TL
Per prenotare: mimolett@mimolett.com.tr
6) Oldies but Goldies Party @ Babylon
Il locale più famoso e mitico di musica dal vivo di Beyoğlu. Speciale party di fine anno con dj locali.
Prezzo: 66 TL
7) New Year’s Eve Oldies’ Party @ GHETTO
Un’alternativa al Babylon, party nostalgico con possibilità anche di cenare.
Entrata: 45,00 TL
Entrata+cena ed alcolici: 140,00 TL
8 ) New Year’s Eve @ Çırağan Palace
Palazzo Çırağan è senza dubbio uno dei Palazzi Ottomani più belli di Istanbul, al suo interno oltre ad un hotel di lusso ci sono alcuni ristoranti fra cui il Tuğra Restaurant, il prezzo è molto elevato ma ripagato dallo splendore del palazzo e dalla magnifica vista sul Bosforo. La cena è accompagnata da una performance di un Trio jazz, a seguire musica con Dj per tutta la notte.
Prezzo: 360 TL (bevande escluse)
9) New Year Party @ Supperclub
Sempre ad Ortaköy, un altro interessante club con musica elettronica lounge.
Entrata: 90 TL
Entrata+cena+alcolici: 275 TL
10) Al Jamal
L’unico ristorante con spettacoli di danza del ventre che ci sentiamo di consigliare, non turistico ma frequentato abitualmente dal jet set di Istanbul, un locale sui generis e davvero particolare, ottima cucina libanese, alcolici senza limiti compresi nel prezzo e divertimento assicurato.
Per prenotare: info@capamarka.com.tr
11) New Year’s Eve @ Orient Express
Cenone e Party alla stazione di Sirkeci sull’Orient Express, menu di cucina turca con alcoolici senza limiti dalle 20 alle 23 a seguire party con DJ proprio all’interno dei vagoni del mitico treno Orient Express e della storica stazione.
Prezzo: 175 TL
Per prenotazioni rivolgersi a Biletix: 0216 302 15 55 / website
 postato da Can 18 novembre 2010, 11:52 pm 
Il Kurban Bayramı (Festa del Sacrificio) insieme al Ramazan Bayramı rappresenta uno dei momenti più importanti per i credenti di fede musulmana. Proprio in occasione di questa festività ad istanbul si sono conclusi finalmente i restauri di due magnifiche Moschee, la riapertura al pubblico è avvenuta questa settimana, il 16 novembre, in coincidenza col primo giorno della Festa del Sacrificio.
Stiamo parlando della monumentale Moschea di Süleymaniye e della spledida Moschea di Mihrimah, probabilmente le due moschee più belle (insieme a quella di Rüstempaşa e di Selimiye ad Edirne) realizzate dal grande architetto Mimar Sinan nella seconda metà del ’500.
La Moschea di Süleymaniye, per la sua rilevanza storica e per la sua posizione privilegiata sulla collina che domina il Corno d’Oro, è una fra le attrazioni turistiche più visitate di Istanbul. Negli ultimi tre anni era grande la delusione dei moltissimi turisti che, ignari dei lavori di restauro, si recavano nel quartiere di Süleymaniye per poterla visitare. Bisognava accontentarsi di una comunque gradevole ed interessante passeggiata nelle adiacenze del complesso. Dal 16 novembre invece l’accesso è finalmente libero.
I lavori, condotti da un team di 200 persone, sono stati molto accurati, d’altra parte i circa 10 milioni di euro spesi non lasciavano alternative al riguardo. Il complesso dedicato a Solimano il Magnifico, è legato al periodo di massimo splendore dell’Impero Ottomano, ed è diventato nel corso dei secoli uno dei simboli della città.
La Moschea di Mihrimah, sicuramente molto meno conosciuta ma non meno bella, si trova nel quartiere di Edirnekapı, nelle vicinanze di San Salvatore in Chora. Merita senz’altro una visita sia per il suo alto valore artistico, sia in considerazione del fatto che la chiusura si è protratta per 10 anni a causa dei danni provocati dal terremoto del 1999. La principessa Mihrimah era peraltro la figlia di Solimano e moglie del Gran Vizir Rüstempaşa, fu un personaggio davvero di spicco all’interno della corte ottomana, partecipando attivamente, insieme a sua madre Roxelana, alle vicende politiche ed agli intrighi di palazzo.
Il primo ministro Tayyip Erdoğan, presente alla riapertura di Süleymaniye, ha rinnovato i propositi di restaurare tutte le Moschee storiche di Istanbul. Considerando il numero dei cantieri aperti (fra cui quello della Moschea di Fatih) e di cantieri che saranno aperti a breve, possiamo dire che sia già a buon punto. Si potrebbe obiettare che un certo opportunismo politico stia alla base di cotanto zelo più che l’amore per i beni culturali, ma pensando al pietoso degrado in cui riversa il nostro patrimonio artistico ed ai continui tagli alla cultura è meglio che noi italiani stiamo zitti.
 postato da Can e Özke 2 settembre 2010, 3:33 pm 
Come dice la frase più famosa che riguarda il mese del Ramazan, questo è senza dubbio il più sacro di tutti i mesi. “Tutti” qui si riferisce ai 3 mesi sacri dell’islam che sono nell’ordine Recep, Şaban e Ramazan. Secondo il calendario hicri, ovvero il calendario islamico, nel 2010 il Ramazan comincia l’11 agosto per terminare l’8 settembre, seguito da 3 giorni di festa (Ramazan Bayrami). Il calendario hicri è basato sul movimento della luna, un anno lunare dura 354 giorni, il che significa che le date del Ramazan cambiano ogni anno, quindi ogni anno il Ramazan cade precisamente 11 giorni prima rispetto all’anno precedente.
Prima di parlare dei concetti fondamentali del Ramazan bisogna chiarire esattamente a cosa si riferisce la parola stessa, dato che effettivamente la conoscenza di questa festività da parte dei non musulmani è spesso, per forza di cose, superficiale.
Ramazan è il nome dell’intero mese durante il quale i musulmani praticano il digiuno, uno dei 5 pilastri dell’Islam, un dovere cogente per ogni musulmano osservante. Il digiuno viene inteso come processo di purificazione sia fisico che mentale, per poter dare riposo al corpo e pace alla mente, ritrovandosi per cena con familiari ed amici. Bisogna digiunare anche spiritualmente, non bisogna imprecare o arrabbiarsi, non si devono avere rapporti sessuali durante le ore diurne, il tutto finalizzato a raggiungere uno stato di pace totale. Il digiuno comincia al termine del Sahur, verso le 4 del mattino. Durante il Sahur, di notte, si mangia e si beve, dato che poi non sarà più possibile mangiare e bere niente dall’alba fino al tramonto. L’ora in cui il digiuno viene interrotto si chiama Iftar ed è indicato dall’usuale ezan (il richiamo alla preghiera) al momento del tramonto. In questo modo tutte le persone della stessa area geografica interrompono il digiuno esattamente nello stesso minuto. Tradizionalmente all’ora del Sahur le persone vengono svegliate da suonatori di tamburo che passeggiano all’interno del quartiere mentre all’ora dell’Iftar un colpo di cannone udito da tutta la città indica che è arrivato il momento di mangiare.
Ragioni individuali a parte, il Ramazan ha un enorme rilevanza sociale. Un importante scopo è quello di stabilire un’empatia con i più poveri, capire le loro sofferenze e cercare di aiutarli con donazioni (segretamente per non mostrare la povertà). Naturalmente la parte più affascinante del Ramazan per noi è quella che coinvolge gli aspetti culturali, grazie ai quali sono nate numerose tradizioni, arti, cibi e cerimonie.
L’intero mese può essere visto come una rivoluzione nello stile di vita. Ci si alza e si mangia in piena notte per il Sahur, si digiuna e si mangia nuovamente di sera per l’Iftar. Certamente tutto ciò attribuisce una notevole importanza alle cene. Vengono organizzate grandi tavolate e la gente si ritrova assieme, è usuale invitare parenti ed amici per l’Iftar. Si potrebbe essere invitati ogni sera ad un Iftar differente! Fra le specialità del mese le più tipiche sono il Ramazan Pidesi (una focaccia rotonda e fragrante) ed il Güllaç (un dolce a base di latte, frutta secca e sciroppo di rose). Al termine dell’Iftar ha luogo la preghiera del Teravih, una sessione di preghiere speciale e subito dopo iniziano i divertimenti. Durante il periodo ottomano ogni notte le persone erano solite ritrovarsi nei piccoli teatri di quartiere in cui venivano organizzate manifestazioni speciali in occasione del Ramazan, che includevano spettacoli di giocolieri, ombre cinesi e cantastorie. Un’altra tradizione è chiamata Mahya e consiste nel creare frasi religiose usando le candele, messe insieme a forma di lettere e appese fra due minareti delle moschee più importanti.
Oggi il Ramazan, nella Repubblica secolare di Turchia, si è naturalmente trasformato in una forma più “opzionale” di dedizione religiosa, scendendo a compromessi con una società moderna di lavoratori. Chi rispetta il digiuno alla lettera è in realtà una minoranza della popolazione, da molti il Ramazan viene visto solo come un mese in cui ritrovarsi con i vecchi amici, tutte le sere ad una cena diversa, anche se non si digiuna. E’ normale trovare ristoranti che servono cibo senza problemi anche durante le ore diurne, ad eccezione di alcune zone molto conservatrici della città (come ad esempio Fatih). Tutti i ristoranti preparano menu speciali spesso a prezzi più contenuti del solito, alcuni con musica dal vivo, per questo motivo a volte è necessario prenotare in anticipo. Alcuni ristoranti o chioschi (come ad esempio il nostro preferito Karadeniz Döner a Beşiktaş), preferiscono chiudere per un mese intero e prendersi una lunga vacanza, altri invece sono aperti anche di notte per fornire pasti durante l’orario del Sahur.
Al termine dei 29 giorni di Ramazan ci sono 3 giorni di festa nazionale, chiamati Ramazan Bayramı. Questi sono fra i pochissimi giorni in cui la Turchia si ferma quasi totalmente, dato che moltissime persone ritornano a fare visita alle loro famiglie, spesso distanti dalla città, oppure sfruttano i giorni di vacanza per poter viaggiare. Per questo motivo, decidere di visitare Istanbul durante il Bayram non costituisce proprio una scelta ottimale, in questi 3 giorni infatti quasi tutte le attività commerciali sono chiuse (anche il gran bazar chiude per 3 giorni di fila), la città si svuota perchè tutti vanno a trovare i parenti nei paesi di origine ed arrivano solo frotte di turisti da altri paesi musulmani. E’ necessario sapere che non sono giorni “normali”, quindi bisogna controllare bene gli orari di apertura e chiusura dei luoghi di interesse, che durante quei giorni rimangono parzialmente chiusi. Per il resto la città sarà sovra-affollata di turisti stranieri (in particolare dai paesi arabi) o da zone dell’est della Turchia e totalmente svuotata dagli abitanti di Istanbul. Questo ovviamente fa cambiare la percezione della città.
In definitiva, per un turista che visita Istanbul, il periodo di Ramazan è generalmente consigliabile, perchè si respira in effetti un clima di festa. In ogni quartiere vengono organizzati eventi speciali, manifestazioni culturali, concerti, ad Eminönü è allestito un enorme tendone in cui tutte le sere si può mangiare gratis con centinaia di persone ed è molto frequente vedere la sera nei molti parchi in riva al corno d’oro od al Bosforo la gente che si riunisce per fare dei pic-nic tutti insieme. Per i motivi esposti sopra è invece sconsigliabile un soggiorno ad Istanbul nei 3 giorni del Bayram.
Vi lasciamo con un piccolo elenco di attività consigliate durante il periodo di Ramazan:
- Come tutti gli anni nel centro congressi di Feshane, in riva al Corno d’oro viene organizzato un festival con concerti e spettacoli di ogni tipo, come una vera sagra di paese.
- Nella Piazza di Sultanahmet ogni sera viene organizzato uno spettacolo musicale o artistico.
- Nel porto di Sarayburnu viene organizzato uno show dal nome Sultan-i Seyirlik, una rivisitazione in chiave moderna degli spettacoli organizzati in passato per divertire i sultani durante il Ramazan
- La novità dell’anno è il Festival di musica Jazz: Ramazanda Caz.
- Per respirare il vero clima del Ramazan consigliamo di passare una serata davanti alla Moschea di Eyüp, il luogo più sacro di Istanbul, con migliaia di persone che si ritrovano per pregare e per mangiare insieme seduti per terra nella grande Piazza.
İyi Ramazanlar!
 postato da Özke 1 luglio 2010, 2:14 pm 
Importante novità nei collegamenti aerei fra Italia e Turchia. A partire dal 30 luglio, la Pegasus Airlines, la più importante compagnia low-cost turca, collegherà sia l’aeroporto di Orio al Serio sia quello di Roma Fiumicino con l’aeroporto di Istanbul Sabiha Gökçen. I prezzi, a partire da 49 euro solo andata e 100 euro a/r, sono davvero convenienti, e rappresentano ad oggi la migliore opzione praticabile per voli diretti fra Italia e Turchia.
Ultimamente abbiamo volato spesso con la Blu-Express e l’esperienza non è stata proprio delle migliori, i ritardi sono molto frequenti (quasi sempre più di un’ora), il servizio è buono ma i vettori sono molto vecchi e non è infrequente che ci siano degli inconvenienti tecnici. Abbiamo avuto anche notizie di scarsa comunicazione (volo anticipato e non comunicato).
Avendo già volato con Pegasus Airlines per voli all’interno della Turchia, ci sentiamo di consigliare in maniera convinta questa compagnia.
 postato da Can 27 maggio 2010, 7:06 pm Le zone di Fatih, Fener e Balat sono sicuramente le più ricche di storia, le più affascinanti e caratteristiche di tutta Istanbul. Proprio per questi motivi rientrano nella lista dei patrimoni dell’Unesco. Ma nonostante ciò sono visitate da meno dell’1% dei turisti che visitano Istanbul. Com’è possibile una cosa del genere?
I motivi sono molti, ma la colpa principale è sicuramente da attribuire alla cosiddetta “industria del turismo”, che semplifica tutto e attua una riduzione stereotipata della città, per massimizzare i suoi profitti. La città viene quindi sostituita e rimpiazzata da una sua immagine artefatta, ed è quest’ultima purtroppo che viene visitata dalla quasi totalità dei turisti.
Noi per nostra filosofia ci opponiamo a tutto questo, e speriamo che la gente abbia la curiosità e la voglia di scoprire le reali bellezze di Istanbul.
Parliamo di 3 quartieri davvero centrali per comprendere appieno la storia e la cultura di questa città, zone in cui i popoli e le religioni si sono nel tempo mescolati e sovrapposti, evidenziando e portando fino ai giorni nostri una straordinaria ricchezza di architetture, di monumenti religiosi, di colori e di prelibatezze gastronomiche. I 3 quartieri si trovano all’interno delle mura della città vecchia, ad ovest di Eminönü e si affacciano sul Corno d’Oro. Sono zone non propriamente agevoli da visitare se non accompagnati da gente che le conosce, non perché siano pericolose, ma perché non sono assolutamente battute dai turisti e non è affatto facile trovare i monumenti ed orientarsi fra il dedalo di case.
Fatih è da considerarsi uno dei quartieri più “conservatori” di Istanbul, è la zona più osservante dal punta di vista religioso, con al centro il monumentale complesso della Moschea di Fatih. Passeggiare per le sue strade, nella zona di Malta Çarşı, la zona del mercato, è un’esperienza che non può lasciare indifferenti. A Fatih oggi vivono per lo più immigrati dalle zone dell’estremo est anatolico, quindi persone molto più attente ai dettami religiosi, ma anche cariche delle loro strepitose tradizioni culinarie regionali, ed è proprio per questo motivo che il quartiere viene ormai accettato come centro gastronomico della città. E’ qui che bisogna venire per provare i sapori più autentici della cucina turca. Ristoranti o piccoli chioschi specializzati in kebap, pide, sarma, köfte, tutto squisito ed a prezzo molto basso. Dopo un pranzo o uno spuntino, è possibile raggiungere, se si riesce a trovare, la bellissima moschea di Zeyrek, che in passato era il Monastero Bizantino di Cristo Pantocratore, il secondo più grande edificio del periodo Bizantino, dopo Aya Sofia, ancora esistente ad Istanbul. La zona di Zeyrek, con le sue case in legno di periodo ottomano antiche di 200 anni, è una delle più pittoresche di tutta Istanbul. Lasciando alle spalle Fatih e dirigendosi verso Fener, incontriamo il quartiere di Çarşamba. Qui si trova una delle più famose Chiese Bizantine di Istanbul, la Chiesa di Theotokos Pammakaristos, conosciuta oggi come Fethiye Camii, dato che al giorno d’oggi è per metà moschea e per metà museo.
    
   
   
Entrati finalmente nel quartiere di Fener, lo storico quartiere greco, le strade cominciano a farsi strette e labirintiche, le pendenze si fanno importanti, ed il rischio di perdersi sempre più elevato. E’ su questi sampietrini ultra centenari, fra case ottomane colorate, alcune superbamente restaurate, altre impietosamente diroccate, chesi respira la storia di Istanbul. Devoti preti bizantini, rozzi crociati, fieri paşa ottomani col loro stuolo di servitori, commercianti armeni, negozianti ebrei, chiromanti zingari, nell’arco dei secoli hanno popolato, spesso contemporaneamente, queste zone della città, e hanno dato origine a quella ricchezza culturale che possiamo ammirare ancora oggi. Passeggiando fra case dai colori e dalle forme più bizzarre, fra bambini che giocano a pallone per le strade, si arriva davanti al Rum Lisesi, il Liceo Greco Ortodosso, magnifico e caratteristico edificio in mattoni rossi che sovrasta la collina di Fener. Inerpicandosi per una scalinata pittoresca si raggiunge la sommità della collina di Fener, dove un tempo passavano le mura dell’antica Costantinopoli, è proprio qui che sorge una Chiesa ai più sconosciuta ma di un’importanza fondamentale nella storia della città. Si tratta della splendida Chiesa di Santa Maria dei Mongoli, conosciuta anche come la Chiesa Rossa. La sua storia peraltro è talmente bella e affascinante che meriterebbe un libro, ma purtroppo non esiste nessuna pubblicazione in merito ed anzi la Chiesa pare dimenticata da tutti.
Sempre all’interno del quartiere di Fener troviamo uno dei luoghi più importanti in assoluto della religione Cristiana, il Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, l’equivalente di San Pietro a Roma per la religione Cristiana Ortodossa. L’importanza storica e simbolica di questo luogo è enorme. E’ una delle cinque sedi principali della chiesa cristiana, in ordine di gerarchia, il patriarcato di Costantinopoli è il secondo dopo Roma, e precede Alessandria, Antiochia e Gerusalemme. La visita della Cattedrale di Sant’Andrea dovrebbe perciò costituire un “must” per un turista in viaggio ad Istanbul, eppure credo che neanche l’1% dei turisti lo faccia, ignorandone probabilmente l’esistenza.
    
   
   
In riva al Corno d’Oro, a fare da spartiacque fra Fener e Balat, incontriamo la Sveti Stefan Kilisesi (Chiesa Bulgara di Santo Stefano), famosa per essere costruita completamente in ferro e per i suoi ricchi ornamenti interni.
Balat è lo storico quartiere ebraico, lo è stato a lungo, sia durante il periodo bizantino sia durante il periodo ottomano, questo a dimostrare il clima di convivenza interreligiosa che ha sempre caratterizzato Istanbul. Gli ebrei hanno cominciato a lasciare il quartiere solo a seguito del forte terremoto del 1894, spostandosi in parte nel quartiere di Galata ed in parte emigrando in Israele. Dopo il 1960 la residua minoranza ebraica benestante di Balat si è trasferita nel quartiere di Şişli, ed il risultato è stata una completa trasformazione del quartiere, che da zona estremamente ricca si è in fretta trasformata in zona di immigrati delle classi sociali più basse. Il cambio di composizione sociale ha fatto attraversare a Balat una fase di trascuratezza non indifferente, a cui solo ultimamente si è cercato di porre rimedio attraverso un ambizioso progetto di riqualificazione patrocinato dall’Unesco. Il sottile confine fra splendore e degrado produce in Balat un contrasto abbagliante. Il quartiere, in cui sono presenti ben 3 sinagoghe (fra cui la bellissima Sinagoga di Arhida, ancora in funzione, e visitabile previo contatto col rabbino), rimane ancora oggi un vero gioiello. Arrivando sulla sommità di Balat si entra in un parco da cui si può ammirare un panorama mozzafiato su tutto il Corno d’oro.
Proseguendo sempre a piedi e col rischio, sempre concreto, di perdersi, si raggiunge la famosa Chiesa di San Salvatore in Chora, oggi conosciuta come Kariye Müzesi. I suoi magnifici mosaici e i suoi affreschi, non hanno niente da invidiare a quelli di Aya Sofia, anzi sono oggettivamente molto più belli. Si tratta senza dubbio di uno dei più importanti monumenti storici di Istanbul, straordinario esempio della perfezione stilistica bizantina.
La visita di Fatih, Fener e Balat, è una visita impegnativa, ma regala delle emozioni uniche, anche a chi come noi è abituato ormai a frequentare questi luoghi. Ripetiamo che visitare questi quartieri da soli non è facile, spesso i nomi delle vie sulle cartine sono errati o non vengono segnati, si rischia di girare invano e perdere un sacco di tempo, la percentuale di persone che conoscono l’inglese in queste zone è prossima allo zero e quindi risulta impossibile chiedere informazioni, ci tocca ammettere che le prime volte ci perdevamo anche noi pur potendo chiedere informazioni in turco!
Se siete interessati a fare con noi una visita guidata di questi quartieri vi preghiamo di contattarci via mail o di lasciare un commento qui sotto.
    
    
   
 postato da Can 19 maggio 2010, 3:33 pm Fra le attrattive turistiche più richieste e famose di Istanbul, un posto d’onore è sicuramente da attribuire ai “Tour del Bosforo”. Ma sarebbe sbagliato considerare questi tour come un qualcosa di semplicemente turistico.
Il Bosforo è un’attrattiva sempre e comunque, anche per gli abitanti di Istanbul. Pur vivendo qui è veramente difficile abituarsi a questo spettacolo meraviglioso. Un famoso detto turco recita “la vita non può essere così cattiva se in fin dei conti posso ancora camminare in riva al Bosforo”.
Noi stessi ogni tanto, spinti magari dalla bella stagione e dall’allungarsi delle giornate, amiamo passare qualche ora nutrendo gli occhi con la bellezza dei palazzi e delle yalı che si specchiano nel blu intenso dello stretto, respirando a pieni polmoni il profumo del mare, accompagnati da delfini e gabbiani.
Come avrete capito è un’esperienza che consigliamo vivamente. Ci teniamo però a darvi qualche consiglio.
Evitate i tour privati, sono molto costosi e non offrono nulla in più rispetto ai tour organizzati dalla Şehir Hatları, la compagnia di traghetti della municipalità di Istanbul. Come spesso ripetiamo, i servizi pubblici ad Istanbul sono efficienti ed economici, quindi preferibili rispetto ai servizi privati.
La Şehir Hatları organizza tre tipi di tour, per venire incontro un po’ ad ogni tipo di esigenza:
1) Il Nostalgic Bosphorus Tour, tutte le mattine durante il periodo dall’1 aprile all’1 novembre vengono effettuate 3 partenze giornaliere alle 10.35, 12.00 ed alle 13.35 da Eminönü. Il Tour effettua 5 fermate intermedie e dopo un’ora e mezza arriva ad Anadolu Kavağı (sulla sponda asiatica), si ferma qui per 3 ore ed in seguito riparte per tornare ad Eminönü. Si può scegliere se fare il biglietto solo andata (15 Lire) o andata/ritorno (25 Lire) e volendo si può anche scendere nelle fermate intermedie. E’ ovviamente molto bello, il fatto è che praticamente dura 6 ore in totale e quindi tiene impegnati tutta la giornata. Il Tour delle 10.35 è garantito tutto l’anno, tutti i giorni, l’altra partenza è speciale per il periodo estivo.
2) Da novembre 2009 è stato inaugurato un Non-Stop Tour, con partenza da Eminönü alle ore 14.30, dura due ore e fa una sola fermata intermedia ad Üsküdar (alle 14.50 quindi si può valutare di visitare il lato asiatico di mattina e fare il tour partendo da lì nel pomeriggio), arriva fino ad Istinye e torna indetro. Dall’1 aprile all’1 novembre viene effettuato tutti i giorni, mentre nel periodo invernale viene effettuato solo di domenica. Costa 15 Lire.
3) Nel 2010 è stato inaugurato un tour notturno del Bosforo (Mehtap Gezisi), il tour viene effettuato solo il Sabato, costa 20 Lire, con partenza da Eminönü alle ore 18.25 ed arrivo ad Anadolu Kavağı alle ore 20.15, effettua 4 fermate intermedie. Il ritorno ad Eminönü è previsto per le ore 23.10. Tour estremamente consigliato specialmente nelle notti di luna piena. Attenzione: Il tour notturno sul Bosforo termina il 19 settembre 2011 e rientrerà in funzione a partire dal giugno 2012.
Per chi invece ha poco tempo a disposizione, consigliamo un mini-tour che parte da Ortaköy, su imbarcazioni più piccole. Percorre solo il tragitto fra il primo ed il secondo ponte e torna indietro. Lo consigliamo perchè Ortaköy è un posto bellissimo e molto romantico, e vale sicuramente la pena passarci un po’ di tempo sorseggiando un tè e mangiando un kumpir. Il tour parte ogni ora dalle 13 fino alle 18, dura un’ora e costa 8 Lire. E’ godibile e normalmente per niente affollato.
Vi lasciamo con un video che fornisce un’idea di ciò che vi aspetta:

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Un gruppo di ragazzi che condivide la nostra stessa filosofia e che abbiamo avuto il piacere di conoscere di persona. Se dopo Istanbul vorrete visitare Berlino, ve li raccomandiamo.
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