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Il Manifesto di ScoprireIstanbul

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43 Commenti in Il Manifesto di ScoprireIstanbul

  • Giorgio

    Tutto bello,
    tutto interessante, tutto intelligente…. ma mi spieghi che cavolo c’entra berlusconi???
    ps: conosco benissimo Istanbul e la Turchia in genere avendo vissuto li’ per 5 anni… e credimi mentre passeggiavo per i mercati di frutta di Beksitas o tra le locande di polonezkoy non mi e’ mai venuto in mente di pensare a berlusconi… mah… e ti diro’ pure che non mi sta simpatico!

    • Can

      Questo blog oltre che di Istanbul parla di due persone, delle loro preferenze, esperienze, riflessioni, dello loro idee. Berlusconi c’entra perchè è il simbolo di tutto ciò che non ci piace, è una parola che sintetizza una visione del mondo a noi estranea, e ti assicuro che nemmeno io penso a Berlusconi mentre passeggio nel pazar di Beşiktaş e mi faccio inebriare dal profumo delle pesche. Ma poi quando vedo la Daddario in diretta in prima serata su NTV, o vedo su Sabah una pubblicità di un corriere espresso che dice “Siamo più veloci degli scandali di Berlusconi”, mi accorgo che purtroppo anche da qui, ogni tanto, tocca pensarci

  • ANTIMO

    del manifesto ….. Mi incuriosisce capire in che senso l’Italia puo’ uscirne all’europa? che vuoi dire?

  • Gran bel Manifesto ;)

    anche se sono di quelli che la cartina della città non l’ha mai comprata.
    Ho viaggiato tanto fino a qualche anno fa, sempre in bus, treno, nave, piedi o auto; 2 tipi di cartina avevo con me[ehehehe] e il secondo era quello della nazione che visitavo. Preferisco perdermi e/o chiedere informazioni, che è il mio modo di iniziare un “dialogo” con il luogo che visito. Beh…ora che andrò in Turchia, ci sarà da ridere sul chiedere informazioni in turco, ma ci proverò fino a farli morire dalle risate tra il mio gesticolare e il provare varie lingue cercando assonanze.

    p.s.: il primo tipo di cartina era quella corta da tabacco.

  • Carlo

    Ma dov’è, nel Manifesto, che si parla di Mr. B. ??!
    (tra l’altro io non ho -quasi- niente di personale contro di lui… anche se è per me motivo d’imbarazzo ogni volta che lascio il Belpaese e alla sua vita, più o meno privata, vengo in qualche modo associato. Be’… delizie della “democrazia”)
    Per il resto del Manifesto mi ritrovo praticamente su tutto, anche se proprio non riesco ad essee “contro” il Mc.D’s… al contrario trovo una conquista la possibilità di poter scegliere, che si tratti di un pranzo, di una religione (da praticare, studiare o anche rifiutare), o di qualsiasi altro comportamento umano che non leda l’atrui individuo (pure per questo una città non è un bene di proprietà esclusiva, quindi non dovrebbe essere venduto o acquistato).
    Mi si perdoni se sono “scaduto” nel filosofico… d’altra parte siamo ai commenti di un Manifesto che trascende il Turismo, per il quale ancora faccio i complimenti a chi lo ha stilato per il coraggio necessario a tale scelta.
    Concludo con una curiosità: perché siete CONTRO l’Otogar?? Chiedo se esiste per voi un particolare motivo. Io ne ho avuto timore vedendolo in lontananza immane e luminoso adombrare l’intero paesaggio notturno (il mio bus partiva per l’Egeo alle ore piccole). Una volta dentro sembrava di essere in un Sci-Fi Movie, tipo Blade Runner… Timore, non avversione, comunque.

    Bye.Carlo

    • Can

      Ciao Carlo, si parlava prima di Mr. B. ma viste le rimostranze abbiamo preferito non parlarne più…

      Sulla gastronomia abbiamo delle opinioni abbastanza radicali, è giusto poter scegliere hai ragione, ed essere contro Mc Donalds è per noi una scelta consapevole, specialmente in una città come Istanbul in cui le alternative molto più sane e molto più buone sono davvero tantissime ed a prezzi inferiori.

      L’otogar è un obrobrio architettonico sotto ogni punto di vista, costruito in un punto della città assolutamente inadeguato, in confronto agli otogar di altre città tipo Ankara, Izmir o Bursa che praticamente sono più comodi di un aeroporto, quello di Istanbul sembra un girone dantesco dell’inferno. Speriamo che al più presto ne venga costruito un altro in una zona più adeguata della città.

  • ANTIMO

    grazie per la mancata risposta all amia domanda.

    • Can

      Ciao Antimo, a dir la verità mi era sfuggita la tua domanda, comunque mettersi a spiegare un manifesto è sempre pericoloso. Se vuoi ci provo.

      Noi pensiamo che l’Italia stia attraversando una fase di crisi della società molto grave, e lo stato del suo degrado politico ne costituisce un chiaro esempio. Inutile scendere nei particolari, ma direi che scendere costantemente nella classifica mondiale della libertà di stampa e farsi richiamare addirittura dall’ONU per l’approvazione di una legge che serve solo alla casta di politici per continuare a fare i loro interessi in maniera indisturbata, siano esempi che bastano e avanzano. Se poi ci aggiungiamo lo stato dei conti pubblici destinati a peggiorare in futuro si può dire che il quadro generale non sia roseo. L’idea è quella di un Paese che ha imboccato una brutta discesa, rischiando di cadere e farsi del male.

      La Turchia ha un sacco di problemi ma vivendoci ci si rende conto di quanto venga fatto per cercare di risolvere questi problemi e per migliorare la situazione generale. Le riforme degli ultimi anni sono state oggettivamente un successo, la situazione economica è solida, il Paese è in crescita sotto ogni punto di vista. I problemi come detto rimangono ma si sono imboccate le scale per salire.

      E’ una questione di trend quindi, e se continuerà così per qualche anno, pensiamo che possa accadere quello che abbiamo scritto nel manifesto.

      • Carlo

        Concordo pienamente con tutto!!
        Semmai, per quanto possa apparire superficiale, vorrei aggiungere quanto in Italia si è “indietro” circa la Libertà Economica:
        http://www.heritage.org/index/
        (suggerendo di non limitarsi semplicemente nelporre attenzione sul posizionamento in una classifica internazionale che certamente ha i suoi limiti)
        Mi spiace pure approffittare di questo spazio, non mio, in maniera magari inopportuna… ma questo è il minimo quando (da anni, e non cessa di peggiorare) i miei concittadini straparlano della Turchia (talvolta citando problematiche reali, è vero) non vedendo il degrado che alberga in casa loro.

      • ANTIMO

        adesso sul serio grazie per la risposta :) . Capisco il tuo ragionamento ma premettendo che vivo in Turchia ed amo questa nazione resto dell’avviso che l’Italia abbia i mezzi e le risorse per risollevarsi. Fuori dall’Europa mi sembra onestamente grottesco.
        La congiuntura storico economica sta massacrando noi come altri paesi europei. Onestamente poi non credo che la Turchia sia cosi lanciata come dici. I problemi interni sono gravi e mi riferisco agli arresti dei militari degli intellettuali e di tutti coloro che si oppongono all’attuale governo. Per non parlare del pericoloso asse Iran – Russia – Turchia nel campo energetico e delle false politiche per risolvere la situazione curda. La Turchia ha assunto un nuovo ruolo geopolitico scavalcando il problema di entrare in europa ma questo i benpensanti europei lo scoprono in ritardo solo dopo la carneficina di Israele, tutti presi dalla situazione a cipro ed altre banalita’ senza senso. Chiudo per non annoiarvi….volevo solo precisare che pur non essendo di sinistra non sopporto Berlusconi ma credo che il suo tempo sia finalmente finito e che si debba voltar pagina smettendola di parlare solo di lui. Non se ne puo’ piu’!!! ciao a tutti Antimo

        • Can

          Ciao Antimo, sarebbe interessante dopo quasi un anno e mezzo e dopo tutto quello che è successo nelle ultime settimane, sapere se ritieni ancora grottesco un’Italia fuori dall’Europa. E lo dico con profondo dispiacere.

      • Valeria

        Salve Can. Mi perdoni, ma non credo che in Turchia si faccia molto per risolvere i problemi. Cito solo due esempi: i tentativi di ritorno ad un “Islam a tutti i costi” e la mquestione curda, già citata da Antimo. Pensi ai recenti commenti fatti sulle tv turche riguardo il terremoto di Van, visto come la giusta punizione per i “curdi terroristi ed assassini dei militari turchi”. In questo non vedo nessuno dei progressi a cui Lei accennava; anzi ho notato, nel tempo, solo un’intolleranza crescente (sia religiosa che etnica) e NESSUNA volontà di cambiamento. Non Le parlo dei grandi progetti politici, delle grandi teorie, ma di quello che, da 7 anni a questa parte, ho imparato informandomi in vario modo (leggere i giornali turchi sarebbe riduttivo: la faziosità dilaga e la libertà di stampa muore sempre di più) e confrontandomi con cittadini turchi di varia età, etnia, estrazione sociale e livello d’istruzione.
        Per quanto riguarda l’Italia, l’Otogar, il boicottaggio di Mc Donald’s, i gatti di Istanbul e tutto i resto, sono pienamente d’accordo con Lei.

        • Can

          Ciao Valeria, il discorso da fare sulla situazione turca sarebbe molto ampio ed ho intenzione di scrivere un articolo al riguardo se ne avrò tempo. Brevemente però credo che il riferimento al terremoto fatto in questi termini sia davvero poco significativo. I problemi che la Turchia, per motivi storici e geografici, ha avuto in passato ed ha tuttora sono enormi se paragonati a quelli dell’Italia o di qualsiasi altro Stato europeo. La questione curda è un dramma che coinvolge da decenni l’intera Turchia, i facinorosi ci sono sempre e gli animi si scaldano facilmente. Prendere però le affermazioni a caldo di una piccolissima minoranza di gente comune come esemplificative di un clima generale mi pare risibile. Il terremoto di Van ha davvero coinvolto emotivamente tutta la popolazione turca, c’è stato un grandissimo moto di solidarietà, anche le istituzioni si sono mosse con grande partecipazione e responsabilità.

          Faccio notare solo le due dichiarazioni che mi sembrano più significative, quelle di Selahattin Demirtaş, presidente del partito curdo BDP, e quelle di Devlet Bahçeli, capo del Partito Ultra Nazionalista MHP. Il primo ha detto che si sente nell’aria un profumo di fratellanza, che turchi e curdi si ritrovano uniti in questa tragedia all’interno di una storia e di un destino comune. Il secondo ha condannato pesantemente la retorica anti-curda. Io di gente che festeggiava per il terremoto non ne ho vista, ho visto mia cognata, che per due anni è stata medico a Van, piangere per i suoi amici persi.

  • Allargherei il discorso andando al di là della politica e dell’economia. In Italia abbiamo grossi problemi culturali: non mi riferisco alla cultura fatta di arte, libri, storia… ecc. Di quella ne abbiamo da vendere!
    La “cultura” o meglio l’anticultura a cui mi riferisco io è ovviamente il cosiddetto “berlusconismo”. Un “sistema” che sta prendendo piede in ogni settore e che vorrebbe attecchire anche in ambito culturale.
    Io amo il mio paese indipendentemente dalla classe politica pessima (maggioranza e opposizione) che lo governa in questo periodo. Le elezioni hanno decretato un certo tipo di volontà popolare (secondo me una volontà “drogata”, ma si dovrebbe aprire un discorso troppo lungo… E non è il caso) ma una cosa che non possono (per ora) toglierci è la capacità di “fare la differenza” in ambito culturale.
    Berlusconi usando la propria voce fa lo spot per incentivare il turismo in Italia? Bene, si può fare opposizione scegliendo di visitare la Turchia;
    Berlusconi afferma di “non voler vivere in un’Italia multietnica”? Bene, è arrivato il momento di andare a Istanbul per conoscere un pezzetto di Turchia;
    i leghisti e gli altri xenofobi al governo temono le “kebabberie” nel Triveneto? Ottimo, è giunto il momento di approfondire le nostre conoscenze in ambito gastronomico gustando la cucina turca; Bossi & Company non gradiscono la Turchia nella comunità europea? Quale occasione migliore per sottolineare il proprio dissenso andando a Istanbul proprio durante l’anno in cui è Capitale europea della cultura… Si può fare opposizione in tanti modi!
    Vogliono farci vivere in un’Italia omologata? Non ci riusciranno: a differenza del “ventennio” oggi abbiamo mezzi d’informazione fantastici (vedi questo sito) e quindi solo chi desidera vivere con i paraocchi può continuare a farlo (la democrazia è anche questa: rispettare le ignoranze altrui!).
    L’entrata in Europa della Turchia non potrà che essere un fatto positivo, un’occasione per arricchire il nostro patrimonio culturale europeo.
    Amo le tradizioni del mio paese e forse sono più “conservatore” di quanto non traspaia da questo post (trovo ridicole le persone che scelgono il buddismo dopo un viaggio in Tibet, quando sappiamo invece che la conoscenza è graduale e bisognosa di rispetto e di profondo studio), ma voglio vivere in un paese in cui poter scegliere tra le opzioni non imposte dai potenti di turno: oggi kebab, domani pizza napoletana (sono campano, quindi figuratevi!), dopodomani ristorante indiano o etiope… Tutto questo senza per forza sentirmi il fiato sul collo di una ex ballerina televisiva diventata ministro del turismo e che riproduce il saluto romano durante le parate militari!

    Un sito come questo ovviamente scandalizza chi è abituato a siti asettici dove si parla solo di vaccinazioni e del numero di mutande da mettere in valigia! Sbilanciarsi in un manifesto può dare fastidio: d’altronde la differenza tra turista e viaggiatore sta proprio nel pensare in maniera diagonale e libera indipendentemente dal fatto di essere italiani in Turchia piuttosto che giapponesi in Francia!

    Buon viaggio a tutti! :)

    • Antonella

      Solo un commento: l’Italia è il nostro paese, e siamo fortunati perchè è un paese bellissimo! Non si deve “fare opposizione” boicottandone il turismo solo perchè chi lo incentiva non ci piace!! Così facendo l’Italia rischia davvero di essere sempre meno il Belpaese e sempre più il paese di questi personaggi che tu tanto bene descrivi!!! Ciaooo

      • Amo l’Italia perché le “cose italiane” (la storia, la cultura, le usanze…) condizionano le mie cellule in profondità: “sono fatto” d’Italia.
        E più mi confronto con il mondo che visito con passione, voglia di conoscenza e apertura mentale, più aumenta la mia italianità: non è una reazione di difesa di stampo xenofobo – attenzione! – ma la spinta derivante dalla conoscenza dell’Altro, mi fa valorizzare anche il mio essere italiano.
        Discorso lungo, ma sono convinto che m’hai già capito.

        Sono appena rientrato da un corteo medioevale organizzato a Cava dei Tirreni (prov. di Salerno, zona in cui vivo) e che ufficialmente dà inizio ai festeggiamenti per i 1000 anni dalla fondazione dell’abbazia benedettina di Cava (1011 – 2011)… Io non boicotto “per dispetto”, io vivo il territorio in base alle mie esigenze culturali: valorizzo la Yeni cami a Istanbul così come valorizzo l’abbazia che c’ho sotto casa! Non amo le “direttive turistiche” concepite da partiti di plastica nati sul predellino delle auto: tutto qui.
        Sfido chiunque a dimostrarmi che Berlusconi è a conoscenza dei mille anni della Badia di Cava.
        http://www.badiadicava.it
        http://www.festamedievalecorpodicava.it

  • Scusa Ozke!
    Potresti scrivere e pubblicare una pagina su questo blog dedicata appositamente alla preparazione e all’uso del Narghilè? Ne ho comprato uno piccolo per “iniziare” e sul suo montaggio non ci sono problemi, ma come potrai certamente immaginare i dubbi cominciano quando si affronta l’argomento di un suo corretto uso. Le domande al riguardo sono tantissime. Per esempio:
    - quanta acqua va messa nel recipiente in basso?
    - dove va poggiato il carboncino incandescente?
    - a cosa serve e dove va posto il foglietto d’alluminio bucherellato?
    - come si prepara e dove va messo il tabacco (io ne ho preso uno al gusto “cappuccino”)
    - durante quale fase del ciclo lunare va montato e usato il narghilè? (Quest’ultima domanda è uno scherzo… Non mi bacchettare!)

    Insomma: attendiamo un tuo post illuminante!!! Help! :)

  • fra

    Ciao Can e Ozke,
    che sito interessante, davvero! Anch’io sono malata di Istanbul, e in generale della Turchia, e concordo con tutto ciò che è il vostro manifesto. Da quando ho scoperto Istanbul, sebbene adori viaggiare in generale, ogni due-tre anni ci devo tornare, ormai un pò la conosco, ma sponsorizzerò strenuamente il vostro sito a quanti si appresteranno a fare un viaggio nella Città (una delle versioni sui significati del nome attuale è che esso indichi la Città per eccellenza).
    Ho una domanda che magari non c’entra nulla, ma che amando la Turchia senza avere la possibilità di viverci non è di facile risoluzione. Mi sono sempre chiesta se la situazione politica attuale, con un governo islamico-moderato al potere, eletto democraticamente, sia fondamentalmente negativa o positiva. So che in Turchia le elites kemaliste legate al CHP (dunque all’esercito, custode della laicità) paventano una progressiva islamizzazione delle istituzioni laiche e della società turca, altri invece sostengono che sia un’evoluzione democratica che non bisogna temere. Io ho sempre riscontrato un misterioso equilibrio fra le due (ma forse non solo due) anime della Turchia, forse tutto si risolve in realtà in una questione sociale che poco c’entra con la religione…da laggiù voi che ne pensate? Grazie e scusate la digressione!!

  • Antonella

    L’Italia non è di certo un paese perfetto: è sotto gli occhi di tutti come non sia rispettata la libertà di stampa; è evidente che diverse leggi siano fatte dai potenti per i potenti; è risaputo come la parità tra uomini e donne, ad esempio in ambito lavorativo, sia spesso rispettata solo da un punto di vista formale.
    Ciò, tuttavia, non mi impedisce di concordare con chi prima di me ha scritto che è grottesco pensare ad un Italia fuori dall’UE…e soprattutto ad una Turchia dentro l’UE!!
    Sono appena stata a Istanbul con una mia amica e abbiamo parlato tanto della questione, anche da un punto di vista “tecnico”, essendo entrambe laureate in giurisprudenza ed operanti nel settore.
    Così come sono evidenti le “magagne” nostrane, è altresì abbastanza evidente come in Turchia non siano rispettati gli standard minimi richiesti dalle normative comunitarie in diversi ambiti.
    i) Partiamo dagli standard igienici: in un ristorante a Cemberlitas ci hanno servito pide condita con carne e diverse GRAFFETTE PER LA PUNTATRICE. Quando, sbalordite, lo abbiamo fatto presente al cameriere, questi ha alzato le spalle e ci ha offerto una nuova pietanza…stupendosi del nostro rifiuto e mostrandosi pure infastidito per la nostra indignazione. La cosa che lascia perplessi è la sua mancata comprensione del rischio che ci ha fatto correre, e il suo fastidio quando abbiamo rifiutato la nuova pietanza. In definitiva, per lui la questione si poteva tranquillamente risolvere con l’offerta di un altro piatto!!! In Italia per una cosa del genere ti fanno chiudere il locale (lavorando in uno studio legale ho visto sospendere e revocare licenze per molto, molto meno).
    ii) Passiamo poi al rispetto della libertà religiosa: la Turchia sarà anche una repubblica laica…ma si converrà con me sul fatto che essere svegliati tutte le mattine alle 5 dal muezzin che ti invita a pregare ed avere tutta la giornata scadenzata da una voce che ti raggiunge ovunque tu sia non è del tutto in linea con il rispetto della libertà religiosa altrui! Qualcuno obbietterà che in Italia suonano le campane… a voi la valutazione della differenza! (Una campana può essere fastidiosa, ma non si tratta di una voce che 5 volte al giorno ti invita a pregare e ti legge passi della Bibbia. E poi non suona alle 5 di mattina.)
    iii) Chiudiamo infine con la famosa questione della parità tra uomini e donne. Tralascerò di commentare la sensazione che una ragazza occidentale di 26 anni come me prova entrando in moschea e vedendo che il posto riservato alle donne è dentro recinti di legno, posti sul fondo, dietro uomini, turisti e scaffali per le scarpe, in quanto si tratta di precetti religiosi e non di normative statali, e (in teoria) la religione è una scelta. Mi voglio soffermare invece sul fatto che le uniche donne che ho visto lavorare sono le massaggiatrici dell’hammam e qualche ragazza al punto informazioni davanti a Aya Sofia. La Comunità Europea ha emanato norme (vincolanti, non meramente programmatiche) che IMPONGONO la parità di accesso al lavoro tra uomini e donne, e lo ha fatto negli oramai lontani anni ‘70. Non penso si possa seriamente sostenere che tali prescrizioni siano rispettate in Turchia. Ho visto anche uomini (più di uno) che camminavano per strada tenendo saldamente per il braccio la donna che era con loro, obbligandola a non allontanarsi da loro nemmeno di qualche passo. Nei locali pubblici delle zone non turistiche gli avventori sono praticamente tutti uomini, e noi venivamo guardate come delle marziane. Quando chiedevamo informazioni a delle ragazze, scegliendo magari nostre coetanee allo scopo di instaurare un dialogo con loro, queste si mostravano imbarazzate, quasi impaurite, mormoravano “I don’t know, I’m sorry” e andavano via. Una volta un signore si è addirittura messo in mezzo mandandole via e fornendoci lui l’informazione richiesta. Qualcuno potrà dire che questi ultimi esempi non si riferiscono a norme cogenti (nessuna legge immagino vieti alle donne di dare informazioni per strada), bensì a fattori culturali. Ma il punto è proprio questo! Quella che oggi e’ l’UE nacque come comunità economica (CEE): ora però la CEE non c’è più, c’è l’Unione Europea, che è sì unione economica, ma anche e soprattutto UNIONE CULTURALE E SOCIALE. Credo che nessun paese dell’UE, pure con le peculiarità che caratterizzano ciascuno di essi e che lo distinguono dagli altri, presenti fattori culturali analoghi. Istanbul è una città meravigliosa, e spero di poter conoscere presto anche il resto della Turchia. Questo però non vuol dire non rendersi conto delle sue caratteristiche: nonostante la voglia di fare dei suoi abitanti, la strada da percorrere per l’Europa, a mio avviso, è ancora lunga. (E tra le alte cose, per la Turchia, non penso sia nemmeno la strada preferibile da seguire…ma questa è un’altra questione).

    • fra

      Ciao Antonella,
      alcune delle cose che tu dici sono vere, ma:
      -Non credo che paesi come la Romania, la Bulgaria, Cipro o l’Estonia abbiano degli standard molto migliori della Turchia in parecchi ambiti, anzi, penso sia vero il contrario. Per non dire che ogni paese ha i suoi bei problemi da affrontare, e non mi sembra il caso di fare l’elenco.
      -La prima volta che sono stata in Turchia ero da sola con una mia amica, eravamo andate lì con qualche pregiudizio, e dopo un mese in giro per il paese, in auto a noleggio, ci siamo dovute ricredere, non essendoci MAI sentite non dico in pericolo, ma neppure in una situazione sgradevole…ma dove siete state??
      -Io di donne e ragazze che lavorano e studiano ne ho viste tantissime…anche gruppi di amiche che uscivano da sole, basta fare un giro a Beyoglu, o sulle località costiere…di nuovo,perdonami,ma dove siete state?!
      -Non sottovaluterei l’evidenza,in Turchia secondo me piuttosto chiara,del nesso direttamente proporzionale fra classi medio-basse,provenienza rurale e forte attaccamento alle tradizioni.D’altra parte è così anche da noi, è sufficiente un giro per le valli orobiche, dove non tireranno le donne ma se sentono un accento estraneo (bada bene, io sono sempre del Nord,ma un pò più a Ovest)non ti sorridono neanche morti
      -In Turchia si sente voglia di cambiamento,Istanbul è vitale,le cose si muovono,pur con mille contraddizioni, in Italia si involve ogni giorno che passa e in giro si respira solo indifferenza e rassegnazione
      -sulle moschee e il muezzin, beh, mettiti nell’ottica di chi potrebbe provare orrore per centinaia di persone dietro una statua piena di soldi, o ad un’ancilla con del sangue raffermo,o potrei fare mille altri esempi…senza voler offendere nessuno, ma le hit parade delle religioni la trovo esagerata…

      • Antonella

        Cara Fra, rispondo seguendo a mia volta i punti del tuo post.
        1) non sono mai stata in nessuno dei paesi da te elencati, quindi non mi potrei pronunciare al riguardo se non riportando opinioni lette o riferite da altri.
        2) Al contrario di quello che riferisci relativamente a te e alla tua amica, noi non siamo partite con pregiudizi negativi. Diversamente, eravamo entusiaste e piene di curiosità, in quanto abbiamo un’amica che ha vissuto lì per qualche mese per lavoro e un amico che ha scritto la sua tesi di laurea a Istanbul, e tutti e due ci avevano parlato benissimo di questa città, descrivendocela viva, moderna, sicura. Senza contare i genitori del mio fidanzato (persiano), i quali vanno spesso al mare in Turchia (gli iraniani che lo fanno sono diversi), e che mi avevano raccontato meraviglie di quel paese. Siamo quindi partite davvero cariche: e le aspettative (alte) che avevamo sono state tutte confermate, anzi, se possibile, superate. Non capisco, da quello che scrivi pare tu abbia percepito che noi abbiamo avuto un’impressione negativa della città… Al contrario! Soltanto abbiamo notato, tra le altre, anche le cose di cui ho parlato nel precedente post. Voi non vi siete mai sentite in pericolo? Ma nemmeno noi! Dove lo leggi nel mio post che ci siamo sentite in pericolo?? (Per quanto riguarda l’episodio della graffette, il pericolo lo abbiamo scampato essendoci accorte della loro presenza prima di mangiare ;-) ) In generale, comunque, non ci siamo mai sentite né in pericolo nel senso da te inteso, né insicure, né altro (io vivo in un capoluogo di regione del Nord Italia, tra l’altro in un quartiere popolare, e so cosa vuol dire avere paura a tornare da sole la sera. A Istanbul tornavamo alle 3 di notte in tutta tranquillità). Nel mio post non ho affatto scritto una cosa del genere. Comunque, visto che più volte lo chiedi, siamo state una settimana a Istanbul, soggiornavamo a Cemberlitas e (a parte un giorno e mezzo a Sultanahmet) abbiamo cercato di dedicarci a scoprire la città allontanandoci dalla zona più turistica. Siamo state a Fener e Balat, Eminonu, Beyazit, Uskudar sulla sponda asiatica. Beyoglu, piazza Taksim, Galata e via di seguito.
        3) Ma dove sono le donne che lavorano? Non è una domanda retorica, noi ci siamo davvero stupite di non averne vista praticamente nessuna! Anche perché io ho come esempio di donna “mediorientale” la mamma del mio ragazzo, che è laureata e lavora…quindi proprio non ce l’aspettavamo, anche perché la Turchia è uno dei paesi più “lanciati” di quell’area geografica e Istanbul è la sua città principale. Che lavorino tutte negli uffici? Di certo non nei locali aperti al pubblico(per lo meno in quelli che abbiamo visto noi, e ne abbiamo visti parecchi e in diverse zone.) Anche a Beyoglu i camerieri sono tutti uomini… ho un sacco di foto che lo testimoniano!! E anche la stragrande maggioranza dei clienti, turiste escluse. E le poche donne erano tutte accompagnate da un uomo, solo una volta abbiamo visto un tavolo di sole ragazze. I posti in cui siamo andate te li ho elencati sopra, non so se magari in altre zone che non abbiamo avuto tempo di girare non è così!! Per quanto riguarda le ragazze che studiano, non ho mai detto che non ci siano, in quale parte del mio post lo hai letto? Non posso sapere se le ragazze che ho visto in strada studiassero o meno…avrei dovuto parlarci per saperlo e come dicevo noi non ce l’abbiamo fatta ;-) (tra l’altro eravamo anche molto curiose di vedere una lezione all’università, siamo andate in quella a Beyazit con quel bellissimo parco e l’arco all’ingresso ma non abbiamo trovato aule in cui facessero lezione… la persona all’entrata non parlava una parola né di inglese, né di francese, né tantomeno di tedesco, e quindi non ci ha potuto dare indicazioni. Non abbiamo nemmeno capito se per caso quello fosse un periodo di sospensione delle lezioni, probabilmente sì perché abbiamo visto davvero poca gente, sia uomini che donne.)
        4) So di cosa parli. Anche io faccio parte di una classe sociale medio bassa, i miei nonni facevano i contadini e una delle mie nonne l’operaia. Sono la prima e per ora l’unica della mia famiglia ad essersi laureata. Nonostante ciò, tutti sono stati felicissimi che mi sia fidanzata con il mio attuale ragazzo, nessuno si è posto alcun problema per il fatto che non fosse italiano ma iraniano e mia nonna (80 anni) lo adora e lo invita sempre a cena. Come vedi non è vero che “d’altra parte è così anche da noi” come dici tu. Tu fai un esempio non calzante, perché paragoni la principale città del paese con aree periferiche. Avresti dovuto paragonare Istanbul a Milano, non con le valli. Io le cose di cui ho parlato non le ho viste in aree periferiche ma a Istanbul città.
        5) Non tutti in Italia sono disperati e rassegnati. Non tutti i giovani guardano i programmi della De Filippi, non tutti i ragazzi hanno come idolo i calciatori (con tutto il rispetto, a me tra l’altro piace anche abbastanza guardare le partite), non tutte le ragazze vogliono fare la velina. Noi crediamo che impegnandoci al massimo ce la si può fare, e che comunque sia nostro dovere provarci. Per questo studiamo anche dopo la laurea (di sera perché di giorno lavoriamo), leggiamo tanto, ci informiamo, protestiamo quando non condividiamo qualcosa, viaggiamo il più possibile. E ci dispiace che tanta gente dica che le cose vanno male magari un po’ per partito preso, senza darsi un po’ da fare per cambiare quello che può. (Spero che certa gente di mia conoscenza legga).
        6) Premetto che a me il muezzin che cantava piaceva un sacco, tra le altre cose se sei in ferie non è un problema essere svegliati per qualche minuto alle 5 del mattino. E mi è dispiaciuto parecchio non essere in grado di capire cosa dicesse (me lo ha poi detto la mamma del mio ragazzo una volta tornata in Italia, ma “in differita” non è la stessa cosa)  Ciò chiarito, ti invito a leggere più attentamente il mio precedente post. Dov’è che avrei fatto una “hit-parade delle religioni”? Ho invece detto che non è rispettoso della libertà religiosa degli altri un invito alla preghiera così tanto invadente come quello in questione, che, volente o nolente l’ascoltatore, scandisce tutta la giornata e lo raggiunge ovunque si trovi. E lo ripeto. Altrove ho scritto anche che mi ha lasciato sgomenta vedere la collocazione delle donne in moschea, ma, se leggi con attenzione, vedrai che ho scritto anche che la religione è una scelta e che ognuno fa quello che vuole. La cosa che io ho inteso stigmatizzare (e che l’UE non permette) è un’invasione tanto penetrante della sfera religiosa delle minoranze come quella che si realizza con il canto del muezzin. La questione è ben diversa dal voler fare una classifica di religioni, o dal voler entrare nel merito dei precetti religiosi, capisci? So perfettamente che altri potrebbero provare “orrore”, come dici tu, davanti a pratiche religiose che non sono le proprie: ed è giusto, ognuno ha la sua sensibilità, la sua educazione e può dire quello che vuole. Nessuno però li obbliga ad essere coinvolti nelle pratiche religiose altrui. La cosa importante, ed è questo il fulcro del mio discorso, è non essere costretti in qualche modo a partecipare alla vita di una comunità religiosa se non si vuole farlo: si tratta di una libertà tutelata dalle carte dei diritti fondamentali operative a vari livelli nell’area UE.
        Grazie del confronto.

    • i) è evidente che non sei mai stata al ristorante albanese “I quattro venti”, sprovvisto di licenza, a New York insieme a Victor Velasco… http://michelenigro.wordpress.com/2010/06/13/la-vita-secondo-victor-velasco-2/

      ii) io in Italia abito alle spalle di una chiesa che al posto delle campane usa gli altoparlanti, che faccio… uccido il parroco? Dopo un po’ c’ho fatto l’abitudine e da anni non le sento più le campane… Per la faccenda dei muezzin, ti dirò: mi commuovevano, non m’infastidivano e mi conciliavano pure il sonno. De gustibus non disputandum est!
      Tu dici: “…rispetto della libertà religiosa altrui!” Ma lo sapevi che stavi andando in un paese al 99% mussulmano?
      Vogliamo parlare, invece, di RADIO MARIA che si appoggia sulle antenne cancerogene di Radio Vaticana e si piglia pure sotto terra o in cantina? Non è invadenza questa? Tu che ti riscopri avvocato laico in Turchia, perché non t’indigni anche in Italia? :)

      iii) – anche la religione ebraica prevede una separazione tra uomo e donna e nelle sinagoghe ortodosse ci sono zone separate per gli uni e per le altre, eppure la presenza di ebrei nel Congresso americano non “scandalizza” gli americani come invece, a quanto sembra, scandalizzerebbe noi europei un’eventuale presenza turca nell’UE. Come mai? Forse perché Israele è il “grimaldello” con cui gli Stati Uniti stanno cercando da anni di scassinare la cassaforte orientale?
      - le donne e il lavoro: in Italia siamo veramente così avanti nell’emancipazione femminile in ambito lavorativo? A me non sembra: e se consideriamo i posti di responsabilità ottenuti da donne (escludendo le soubrette-ministre di Silvio e la Marcegaglia) l’Italia perde punti nel confronto con altri paesi dell’Ue… O no?
      - le donne in Turchia hanno ottenuto il diritto al voto nel 1934; in Italia nel 1946: che ne pensi?
      - vogliamo parlare della “fine” che ha fatto la donna italiana a suon di “velinismi”, troniste, Maria De Filippi, D’Addario, ragazze pagate per far finta di ascoltare Gheddafi mentre spiega il Corano a Roma…? Vogliamo parlare della donna secondo il “berlusconismo” e del moto di ribellione avuto da Veronica Lario che ha dimostrato di essere una GRANDE DONNA, nonostante sia stata sposata con Berlusconi?
      - la cultura e il modo in cui vengono trattate le donne: in alcune zone (sempre più ristrette, fortunatamente) del mio Meridione, ci stiamo ancora lavorando sull’emancipazione della donna (e sulla visione dell’uomo “che addà puzzà!” e sul fatto che se non va allo stadio la Domenica vuol dire che è finocchio! O altri luoghi comuni…)

      Detto tra di noi: anche secondo me la Turchia non è pronta per l’Europa, ma più per un fatto economico (nel senso che i capi delle nazioni che già fanno parte dell’Ue non hanno ancora individuato nella Turchia i propri interessi economici: quando ciò accadrà la Turchia sarà “trascinata in Europa”)…

      Come recitava Corrado Guzzanti imitando Funari: “Seregna…la Turchia… gnà fà!”

      http://www.youtube.com/watch?v=UaEfNaalgfo&feature=related

      • Antonella

        Brevemente, che sennò passo la vita a rispondere ai post. ;-)
        i) no, non ci sono mai stata.
        ii) la campana è un suono, al quale se vuoi attribuisci un significato, non è una persona che ti invita alla preghiera, nè tantomeno si tratta di frasi della Bibbia recitate. Per di più in città, almeno nella mia, le campane non le sentiamo neppure la domenica; a Istanbul il muezzin lo senti quotidianamente ovunque ti trovi. Della faccenda di Radio Maria se ne può (deve) parlare da un punto di vista di tutela della salute pubblica… E chi ti dice che io non mi indigni? Da un punto di vista di propaganda religiosa, però, c’è da dire che Radio Maria l’ascolti se ti pare, sennò no. Certo che sapevo che il 99 per cento è musulmano, e difatti mi sta benissimo che in Turchia canti il muezzin. In Turchia però, non in Europa. Sempre che l’Europa debba essere considerata, oltre che un’unione meramente economica, anche un luogo dove le liberta fondamentali (tra cui quella religiosa) continuino ad essere tutelate.
        iii) io in una sinagoga non ci sono mai andata, e prima di 2 settimane fa nemmeno in una moschea. Ho scritto di quello che ho provato IO vedendo quello che c’è nella moschea, ( e l’ho anche specificato), non quello che potrebbe/dovrebbe pensare o fare il Congresso Americano, l’UE o che so io. Se leggi bene all’inizio del mio primo post, ho premesso io stessa che anche in Italia la parità tra uomini e donne in ambito lavorativo è spesso solo formale. Volevo semplicemente dire che in un paese dove nei locali pubblici vedi lavorare solo (e sedere) praticamente solo uomini tale libertà non è rispettata neanche per sbagio, nemmeno formalmente. E infine no, della donna italiana che descrivi tu non ne vogliamo parlare (leggi nel post prima cosa ho scritto al riguardo) perchè si tratta di uno stereotipo, NON TUTTE LE RAGAZZE ITALIANE SONO COSI’, e siamo in tante a non esserlo, mi meraviglia e mi dispiace il fatto che tu non le conosca… Ma comunque ci siamo ;-) E comunque siete voi, italici uomini, i primi a doverci dare fiducia, e a smettere di dare a tutte indistintamente della velina. E infine ci siamo evoluti da un bel po’, io di uomini che vogliono essere un uomo che ha da puzza’ e che pensano che chi non va allo stadio sia gay ne conosco ben pochi! Il mio papà (62 anni) cucina e lava i piatti. Al mio ragazzo non piace il calcio e non sa guidare lo scooter… ma è comunque moooolto virile ;-)
        Ciao, e grazie per avermi risposto!

    • Can

      Ciao Antonella, abbiamo già spiegato che la nostra frase sul manifesto vuole essere solo un modo di enfatizzare un trend oggettivamente (e tristemente, per me che sono italiano) in atto, ossia che la Turchia è un paese in crescita mentre l’Italia è un paese in declino. La Turchia di problemi ne ha parecchi, alcuni anche gravi, e sul fatto che ci sia da lavorare ancora molto per risolverli siamo tutti d’accordo. Nessuno qua dipinge la Turchia come il paese dei balocchi.

      In ogni caso, il fatto che la Turchia possa entrare o meno in Europa è un problema solamente politico ed economico. Il fatto che l’Europa di oggi costituisca un’unione culturale e sociale è a mio avviso una favola come quelle che si raccontano ai bambini, magari fosse così, ma la realtà è ben diversa. La questione meriterebbe altre sedi per essere approfondita e sinceramente il nostro blog non mi sembra il luogo adatto, ma se proprio vogliamo dire qualcosa sull’argomento farei notare che certe decisioni vengono prese in maniera molto più pragmatica. Sono altri i fattori in gioco, non sono certo quelli che fai notare tu in maniera molto ingenua e francamente anche un po’ superficiale.

      Chi è d’accordo sull’entrata della Turchia in Europa pensa soprattutto alla forza militare dell’esercito turco (numericamente e qualitativamente uno dei migliori al mondo e che quindi farebbe contare molto di più l’Europa nello scacchiere geopolitico mondiale) ed alle dimensioni dell’economia turca (l’economia della sola città di Istanbul è superiore all’economia di 7 piccoli stati dell’Unione Europea), molte aziende italiane sono sopravvissute alla crisi esportando i loro prodotti in Turchia.

      Chi è contrario pensa solo al pericolo di una massiccia immigrazione (cosa che peraltro è già avvenuta con l’entrata in Europa della Romania).

      Questi sono gli unici fattori che contano “politicamente”, tutto il resto è molto relativo.

      Se poi si vuole dare un giudizio ad un paese solo dopo alcuni giorni passati al suo interno da turista, ripeto, lo trovo abbastanza superficiale. Non posso dire niente al riguardo dell’episodio che ti è capitato all’interno del ristorante, se non che avresti fatto bene a segnalare l’accaduto agli organi preposti e che da quando vivo qui ho frequentato decine di ristoranti in varie zone del paese e della città e non mi è mai capitato niente del genere.

      Sulla religione mi limito a farti notare, oltre alle cose che hanno già detto Michele e Fra, che nei luoghi di lavoro pubblici è vietato portare il velo, quindi se una studentessa vuole frequentare l’università, se una professoressa o una dottoressa vogliono esercitare la propria professione, sono costrette a togliersi il velo, questo per dirti quanto davvero sia laico uno Stato in cui comunque il 98% della popolazione è di religione islamica. E se posso davvero valutare personalmente le differenze, ne vedo davvero poche fra il muezzin e le campane che nel mio paesino in Italia suonano l’Ave Maria alle 7 del mattino ed alle 7 di sera.

      Per quanto riguarda la parità fra uomini e donne, ti chiedo anch’io dove sei stata e in che tipo di lavori avresti voluto veder impiegate le donne. Se sei entrata in una banca avrai sicuramente visto delle impiegate donne, se sei entrata in un negozio di vestiti avrai sicuramente visto delle commesse donne, se sei entrata in un supermercato avrai sicuramente visto delle cassiere donne. Io vivo qui, entro in questi luoghi quotidianamente e vedo moltissime donne che lavorano, non ho mai notato nessuna differenza con l’Italia al riguardo. Se poi devo fare anche un discorso su lavori di un certo livello posso dirti che ho delle amiche che sono a capo dell’ufficio risorse umane di un’importante multinazionale, altre che lavorano come ingegnere industriale alla siemens, altre professoresse universitarie, la sorella della mia ragazza è medico e dopo meno di un anno di lavoro è diventata capo-reparto all’interno dell’ospedale. L’elenco potrebbe continuare a lungo.

      Chiudo con un dato statistico, in Italia la percentuale delle donne in Parlamento è del 15%, in Turchia è del 10%, in Repubblica Ceca, Irlanda, Cipro, Slovenia, Ungheria, Romania e Malta è del 9%. Possiamo seriamente sostenere che le prescrizioni della Comunità Europea siano rispettate in questi Stati? Secondo me no, in nessuno di essi.

  • Antonella

    Brevissimamente perchè ormai mi si incrociano gli occhi: ho voluto riportare in un blog su Istanbul quello che NOI abbiamo percepito a Istanbul, da turiste europee che si sono domandate se quello che vedevano fosse compatibile con quello che pensano sia o dovrebbe essere l’Europa… tutto qua!! Mi dispiace se per questo sono sembrata una persona superficiale! Ribadisco quello che volevo dire, e cioè che a lavorare nei locali, nei ristoranti, nei musei ecc. di donne non ne abbiamo vista nessuna, e che ciò ci è parso piuttosto strano! In effetti però non mi è capitato di andare in ospedale, nè in banca, nè tanto meno alla Siemens!!! ;-) quindi le ragazze di cui parli tu non le ho viste, ma sono contenta di sapere che ci sono. Comunque mi dispiace contraddirti, io sarò solo una turista e pure un po’ superficiale ;-) ma andando per strada e guardando nei negozi/locali/ ristoranti la differenza la vedi eccome. Io per lo meno l’ho vista. Per il resto ti invito se ti va a leggere quello che ho già scritto sopra. Ciao, e scusa se abbiamo occupato per una discussione di questo tipo il tuo blog!!

  • fra

    Ciao Antonella,
    ancora qualche considerazione in merito, fermo restando che ognuno è libero di pensarla come vuole, di apprezzare o meno ciò che vuole, e di tirare le conclusioni che vuole dopo un viaggio, anche breve.

    Dei paesi che ho citato conosco la Romania, ci ho passato un mese, la situazione è molto critica, soprattutto in alcune aree a Est del paese. Per il resto, naturalmente, mi riferivo a statistiche sugli standard economici e politici, se hai un pò di pazienza ti reperisco le fonti.

    Forse non hai parlato di timore fisico, ma del disagio provato a constatare cose che dal mio punto di vista non sono corrette. Ti ribadisco ancora che io ho visto situazioni tranquillamente paragonabili alle nostre in materia di ragazze e donne, ed anche quelle che hai descritto tu. Sultanhameht è quasi interamente abitata da persone che vivono di turismo o da immigrati delle zone più povere dell’Anatolia, gli stambulioti sono merce rara…io, che sono già stata ad Istanbul diverse volte, insisto nel dire che la quastione socio-culturale è legata strettamente, che la differenza di classi e di istruzione è un elemento fondamentale anche nelle questioni di genere o nella pratica più o meno aperta della religione. Non trascurerei poi il fatto che vi sono stati avvenimenti di politica estera che sono stati avvertiti dall’opinione pubblica turca, e presentati dalla classe dirigente, come un attacco ingiusto e discriminatorio, non ultimo proprio il trattamento riservato dall’UE riguardo all’adesione turca, che hanno provocato un ripiegamento, un aumento di segni identitari come l’uso del turban, il velo turco.

    Anch’io vivo in un capoluogo del Nord, Torino, in un quartiere popolare, non temo di rientrare la sera da sola a casa neppure qui, e ritengo alcuni posti di cui si parla spesso male, come il quartiere di San Salvario, meravigliosi, pieni di vita e di idee, se vissuti senza paranoie. Anch’io mi impegno, ho studiato, come dici tu, ma questo non mi impedisce di vedere il declino verso cui stiamo scivolando. Ho fatto l’esempio di un posto periferico dove però si crede di essere evoluti e il motore dell’economia, potevo farti l’esempio di Roma, la nostra capitale, dove non passa giorno in cui avvengono episodi di violenza xenofoba e omofoba, di cui veniamo praticamente tenuti all’oscuro dai mezzi di informazione se non nei casi più eclatanti, e dove una mia amica di origine afro-brasiliana, ma italianissima, ha davvero paura di camminare da sola per strada.

    Secondo stime dell’OCSE la Turchia, nel 2050, sarà la seconda economia europea, alle spalle della sola Germania. Non penso sia un dato da sottovalutare. Le radici culturali europee, se vogliamo fare questo discorso, sono plurali e meticce, da sempre: visitare Siviglia, Palermo, Sarajevo o Salonicco per credere…l’Islam ne è parte, e se anch’io non vedrei il muezzin che richiama alla preghiera dove prevale il cattolicesimo, sicuramente non ci trovo nulla di strano dove prevale la religione islamica. La hit parade delle religioni la fai se sottintendi che le campane non siano così invasive, o che nelle moschee i posti riservati alle donne siano nettamente separati e svalutati, sottintentendo, credo, che presso la chiesa cattolica, o in generale nel cristianesimo, vi sia parità di genere…cosa che non è, come penso tu sappia.
    Sei sicura che in Italia sarebbe così normale vedere maree di turisti islamici visitare le chiese sparse per il paese, spesso vestiti in maniera improbabile? E hai mai sentito parlare degli aleviti, sorta di setta “protestante” islamica diffusissima in Turchia, sembra presso un quarto della popolazione?
    Poi la Turchia è senz’altro piena di problemi, ripeto, è un paese estremamente complesso e pieno di contrasti, mi stupiva semplicemente il fatto che le nostre percezioni su alcuni punti fossero così radicalmente diverse.

  • Ciao Ragazzi,
    ho scoperto solo da tre ore il Vs sito e ne sono rimasto entusiasta.
    A titolo informativo ci sono finito cercando con google “organizzare visita monumenti Istanbul” che era poi il motivo per cui mi sono ritrovato a consultare pagine e pagine…inutili.
    Il Vs sito si e’ rivelato subito “diverso”, una guida utile, un “pratico manuale”, ma anche un pezzo della vostra vita. Grazie per aver condiviso le Vs emozioni con chi vi legge.
    Grazie per questo “Manifesto”i cui punti condivido pienamente (avevo gli occhi lucidi mentre li leggevo) a parte l’Otogar che non so cosa sia (ho visto qualcosa sul web) e all’NTV Gourmet che pure non so cosa sia ;o).
    Verro’ a Istanbul dal 24 sett al 2 ottobre in occasione del compleanno del mio compagno Davide(25/9) e del mio (27/9).Soggiorneremo al “Polat Demir” che dovrebbe essere quasi nella “zona consigliata”, consigliato da un collega di Davide.
    Mi sono gia’ stampato un bel po’ di pagine e me le portero’ dietro.
    Utilizzero’ la Vs guida “dei 5 giorni di Pasqua” e poi mi organizzero’in qualche modo gli altri 3, magari passeggiando senza alcuna meta precisa, ma cercando di respirare e meditare su come si vive qui.
    Tra i vari motivi,verremo a Istanbul anche per capire come ci si sente in un Paese dove saremo in netta minoranza religiosa (non ho avuto la possibilita’ di conoscere altre citta’ oltre Londra Parigi, Barcellona e naturalmente l’Italia…).Qui in Italia si parla tanto di Islam e male…. Sicuramente ritorneremo a casa diversi e come dicono tutti, con tanta voglia di ritornare in Turchia.
    Ancora grazie per il Vs supporto.
    Walter – Reggio Emilia

  • carla

    Cari Oske e Can, vi ho trovati girando su internet per documentarmi in previsione di organizzare un viaggio culturale a Istambul (per volontari di archeologia, programmato per la primavera 2011, in occasione della mostra sui Marmi erranti di Iasos, al museo archeologico di Istambul. Vi ringrazio da subito per la Vs. guida e per la filosofia che esprimete sul viaggio e sulla Turchia. Ho avuto la fortuna di venirci 3 anni fa per un piccolo stage di volontariato nella missione archeologica italiana di Iasos in Caria e me ne sono innamorata. Basta vedere come in Turchia si tengono siti archeologici come Efeso, per capire da che parte sta la vera civilta’. E che la Turchia entri in Europa al piu’ presto!! la reciproca conoscenza e la condivisione di futuro ci puo’ solo migliorare. Vi ricontattero’ per il mio viaggio. Grazie e tanti auguri. Carla

  • ANITA

    Grazie Oske e Can per questo sito ricco di informazioni, assolutamente chiaro, completo e aggiornato; grazie anche per la vostra disponibilità verso tutti coloro che si rivolgono a voi per ogni genere di aiuto e per le vostre precise risposte.
    Condivido assolutamente il vostro manifesto.
    Spero di venire a Istanbul ad Aprile. La mia prima volta in Turchia…

  • Enza

    Sono italiana e sono a Istanbul per motivi di studio. Mi ci trovo bene, mi piace il posto ed accetto le differenze senza problemi.
    E penso che se l’Italia dovesse uscire dall’UE (come dite voi), la Turchia ci dovrebbe entrare minimo tra 20 anni.
    saluti

  • maurizio

    ho prenotato il viaggio ed il soggiorno ad Istanbul proprio oggi pomeriggio per la settimana dal 17 al 22 aprile su desiderio di mia moglie che compie i 50 anni, non nascondo che l’ho fatto con meno entusiasmo rispetto a tutti gli altri viaggi organizzati o improvvisati che ci siamo fatti in giro per l’europa.
    il motivo sinceramente non me lo riesco a spiegare….. però dopo avervi trovati casualmente sul web, essermi bevuto a canna pagine e pagine del blog, letto commenti e relative risposte, condiviso quasi totalmente il manifesto (non sopporto i gatti),… non vedo l’ora di partire e scoprire quello che tutti avete descritto con così tanto entusiasmo e passione.
    grazie per avere creato questo blog e per condividere anche con persone sconosciute idee ed impressioni in modo civile ed educato.
    a presto spero con le mie impressioni di viaggio

  • alessandro

    cari amici di penna (si diceva una volta, forse su Paperino) mi ha fatto molto piacere scoprire per puro caso il vostro sito, animato da tanto entusiasmo e da commenti appassionati. è più di due ore che leggo di tutto, dai dervisci -il motivo iniziale- al manifesto del sito e non riesco a smettere. condivido per intero quanto da voi affermato nel manifesto, indice di coraggio e di trasparenza. bisogna manifestare con lealtà la propria posizione in ogni campo, non nascondendosi dietro “questo va bene, ma anche quello” e voi lo fate schiettamente, complimenti! vi sono particolarmente grato per l’attacco al mcd’s come simbolo dello strapotere delle multinazionali che uniformano il modo di mangiare (o quello di vestire, di arredare, …. fino a quello di pensare, o di visitare una città) di tutti gli esseri umani, ridotti a meri ‘consumatori’.
    finché ci saranno persone come voi e come quelli che animano questo blog, che pensano con la propria testa, però non ce la faranno a ridurci così, internet può essere un mezzo mooolto potente come dimostrano i giovani magrebini.
    l’augurio che vi faccio è quello di continuare ad essere cittadini del mondo, ognuno a suo modo, e quello che faccio a me è di tornare al più presto sul bosforo, magari per cercare le strade di pamuk.

  • Antonello

    Se la Turchia merita di entrare in Europa ben venga.. non capisco la necessità di far uscire l’Italia !!

    • Can

      Ciao Antonello,
      Forse hai frainteso il senso della nostra frase. Non si tratta di una necessità e neanche di un nostro desiderio, è una linea di tendenza.

  • marilina

    !!!BELLISSIMO!!!

  • paolo guidi

    bellissimo manifesto siamo ancora in europa perchè siamo nell’euro.
    in febbraio in giordania un beduino nel wadi rum mi ha detto “italiani berlusconi bunga bunga” e confesso di essermi vergognato molto.
    comunque arriverò a istanbul il 16/7 e partirò per goreme il 21/7 mattina vorrei fare un giro con voi siamo in 5 mipuoi contattare via mail grazie paolo

  • carla

    Oggi vi ho conosciuto, carissimi Ozke e Can, ed è una bella giornata pe me!
    Condivido tutti i punti del vostro Manifesto!!!
    Mi piacciono in particolare i punti:
    5….. quanta strada devono ancora fare gli italiani
    9….. vivo con due gatte
    10….. parole sante!!!!!
    12….. sono stata così fortunata da aver ricevuto un simile dono; e anche se un arresto cardiaco ci ha separato, ho avuto la fortuna di vivere un grande amore che non si è esaurito!
    A presto

  • Armando

    Pratico la Turchia dal 1983 ed ogni anno debbo sempre visitare Istanbul una città che amo tantissimo e che considero, insieme a Roma, una metropoli meravigliosa, piena di fascino, una città da cui non vorresti mai tornere; il civismo dei suoi abitanti, la cultura che emana ogni singola pietra di ogni selciato, ti avvolge ad ogni passo; in questa immensa metropoli ho abitato negli anni 1994 e 1995; ogni anno torno a trovarla e soltanto passeggiare per l’Istiklal o attraversare il ponte di Galata per recarmi a Sultanhamet o al Capali carsi mi riempiono l’animo di serenità. Questa è Istanbul, ma è anche Costantinopoli, Nuova Roma, Alma Antonina, Bisanzio, e tutte ci parlano e ne raccontano la storia e la grandezza.

  • Daniela

    Condivido appeino tutti i punti del vostro manifesto!

  • antonio

    Tutte le vostre informazioni sono state utili e interessanti. Il manifesto è una luce intelligente, pieno di senso. Grazie !

  • Sam Cooper

    Mi sono divertito a leggere i vari commenti: come al solito si finisce per dare una connotazione politica ad ogni affermazione che qualcuno possa fare!

    Personalmente, avrei anch’io qualcosa di dire sul confronto tra Italia e Turchia, ma resto dell’idea che un manifesto non possa essere commentato, nè giudicato!
    Chi l’ha scritto ha espresso i propri pensieri, la propria cultura ed il proprio punto di vista: non deve essere per forza condiviso, accettato o respinto a forza.

    Mi spiace vedere che molte persone si siano indignateo si siano sentite chiamate in causa per qualsiasi riferimento (diretto o indiretto) a Berlusconi o all’appartenenza all’Unione Europea dell’Italia.
    Non si tratta di un campanilistico confronto sportivo tra Juventus e Galatasaray, nè di una proclamazione dell’inferiorità del Bel Paese rispetto alla nazione turca.

    Credo che ogni paese abbia le sue belle gatte da pelare, alcune più grandi ed altre più piccole, e sia l’Italia che la Turchia abbiano moltissima strada da fare.

    Auguriamoci dunque che il 2012 possa essere un Buon Anno e che il Prof. Monti abbia fatto bene i conti…

    Buon 2012 a tutti!!

  • Alessandro

    Riguardo alla questione europea ho solo un appunto da fare alla vostra nazione che non vedo l’ora di visitare anche per capire di più sotto l’aspetto che vado ad esporre: sono stato fidanzato per un pò di tempo con una ragazza cipriota e ho molti amici su quell’isola, occupata illegalmente da molti anni nella parte dell’isola che al momento dell’invasione aveva l’80% dell’economia del paese, ad oggi Cipro risulta una delle zone più militarizzate d’europa e molte persone sono morte alla ricerca dell’indipendenza di quello stato.Lo stato turco a cipro non è riconosciuto da nessun governo al mondo a parte la Turchia, è impossibile avere due stati nella stessa Unione Europea in guerra tra loro, fino a quando non sarà risolto questo problema, la Turchia non entrerà nell’UE.

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