Fatih, Fener e Balat

Fener

Ci sono luoghi di Istanbul che non si limitano a mostrare qualcosa: raccontano. Fatih, Fener e Balat appartengono a questa categoria.

Tre quartieri che rivelano la città nella sua forma più stratificata: religiosa, gastronomica, popolare, aristocratica, bizantina, ottomana, greca, armena, ebraica. Proprio per questi motivi rientrano nella lista dei patrimoni dell’Unesco.

Quando abbiamo iniziato a frequentare questi quartieri — ormai più di quindici anni fa — l’atmosfera era piuttosto diversa rispetto a oggi. Erano zone totalmente ignorate dai visitatori, dove si camminava in un silenzio che oggi sembra incredibile. Quando abbiamo cominciato a proporre tour in questi quartieri le altre agenzie ci ridevano in faccia.

Nel tempo, però, molte cose sono cambiate. Qualche scorcio è finito su Instagram, alcuni vicoli sono stati riqualificati, hanno aperto ristorantini e piccoli caffè, e ormai si vedono frotte di turisti arrivare per scattare una foto veloce “alle case colorate di Balat” prima di tornare indietro: il classico turismo mordi e fuggi.

Ma ciò che sorprende è che basta allontanarsi di pochi passi dai due o tre punti più noti per ritrovare la stessa Istanbul profonda di allora, fatta di ritmi lenti, pendenze, vicoli irregolari e una densità umana che non si è mai lasciata addomesticare del tutto. E ancora una volta, zero turisti.

Questi tre quartieri si trovano all’interno delle antiche mura della città vecchia, sul versante sud del Corno d’Oro, e sono assolutamente centrali per comprendere appieno la storia e la cultura di questa città. Zone in cui i popoli e le religioni si sono nel tempo mescolati e sovrapposti, evidenziando e portando fino ai giorni nostri una straordinaria ricchezza di architetture, di monumenti religiosi, di colori e di prelibatezze gastronomiche.  

Non sono zone difficili, ma conservano ancora quella complessità fatta di strade che cambiano nome, vicoli che scompaiono nelle mappe e percorsi che non seguono una logica lineare.

Sono luoghi che premiano chi esplora con calma.

Fatih: la quiete della storia

Fatih è un quartiere che non cerca di piacere: si mostra così com’è. La religiosità è parte integrante della vita pubblica, si può considerare uno dei quartieri più “conservatori” di Istanbul. Il cuore del quartiere è la monumentale Moschea di Fatih, costruita sulle fondamenta di una delle più grandi chiese bizantine scomparse.

Nella zona di Malta Çarşı, il mercato di quartiere, la vita scorre con una naturalezza che raramente si trova altrove in città. Oggi qui vivono molte famiglie provenienti dall’est anatolico e dal Mar Nero, portatrici di tradizioni religiose solide e di cucine regionali straordinarie. Per questa ragione il quartiere di Fatih è considerato un punto di riferimento per chi cerca la cucina turca più autentica: kebap, pide, sarma, köfte… niente menù in inglese, a volte proprio niente menù, prezzi ancora sorprendentemente bassi.

Non distante, tra case ottomane in legno, si trova la Moschea di Zeyrek, un tempo il Monastero Bizantino di Cristo Pantocratore, il più grande complesso religioso bizantino dopo Santa Sofia rimasto in città. L’area intorno a Zeyrek, con le sue case in legno di periodo ottomano antiche di 200 anni e i suoi scorci antichi, è ancora uno degli angoli più pittoreschi di Istanbul. Proseguendo verso nord si arriva nel quartiere di Çarşamba, un nucleo densissimo di vita religiosa. Qui si trova una delle più famose Chiese Bizantine di Istanbul, la Chiesa di Theotokos Pammakaristos, conosciuta oggi come Fethiye Camii, dato che al giorno d’oggi è per metà moschea e per metà museo.

Fener: memorie che resistono

Entrare a Fener significa cambiare ritmo. Le strade si stringono, le salite e le discese diventano più ripide, i vicoli si moltiplicano fino a formare un labirinto in cui è facile perdersi.

In questi quindici anni Fener ha vissuto trasformazioni visibili: restauri, nuovi locali, visitatori che arrivano solo per fotografare due o tre scorci diventati popolari sui social.

Ma basta allontanarsi dalle due/tre vie più note per ritrovare la stessa Fener di sempre: antiche case ottomane — alcune superbamente restaurate, altre impietosamente diroccate — cortili nascosti, bambini che giocano nei vicoli, anziani seduti davanti all’uscio, una complessità culturale che non si lascia ridurre a uno scatto.

Su questi sampietrini ultracentenari hanno camminato, spesso contemporaneamente, devoti preti bizantini, rozzi crociati, fieri paşa ottomani col loro stuolo di servitori, commercianti armeni, negozianti ebrei, chiromanti zingari, e generazioni di greci ortodossi. È una memoria stratificata, che continua a emergere nei dettagli architettonici e che ha dato origine a quella ricchezza culturale che possiamo ammirare ancora oggi.

Scendendo verso il Corno d’Oro si incontra il maestoso Rum Lisesi, il Liceo Greco Ortodosso, magnifico e caratteristico edificio in mattoni rossi che domina la collina di Fener con la sua imponenza. Proseguendo per una scalinata si arriva nel punto dove un tempo correvano le mura di Costantinopoli, e proprio qui si trova una delle chiese più affascinanti e misteriose della città: Santa Maria dei Mongoli, la celebre Chiesa Rossa, l’unica chiesa bizantina mai trasformata in moschea e sopravvissuta intatta nei secoli. La sua storia peraltro è talmente bella e affascinante che meriterebbe un libro, ma purtroppo non esiste nessuna pubblicazione in merito, anzi, la Chiesa pare dimenticata da tutti.

Nel cuore di Fener sorge infine uno dei centri spirituali più importanti in assoluto della cristianità: il Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, l’equivalente – per la religione Cristiana Ortodossa – di San Pietro a Roma. L’importanza storica e simbolica di questo luogo è enorme. E’ una delle cinque sedi principali della chiesa cristiana, in ordine di gerarchia, il patriarcato di Costantinopoli è il secondo dopo Roma, e precede Alessandria, Antiochia e Gerusalemme. La visita della Cattedrale di San Giorgio, elegante e raccolta, dovrebbe perciò costituire un must per un turista in viaggio ad Istanbul, eppure probabilmente neanche l’1% dei turisti lo fa, ignorandone l’esistenza.

A separare Fener da Balat e affacciata sul Corno d’Oro si trova la spettacolare Sveti Stefan Kilisesi, la Chiesa Bulgara di Santo Stefano, costruita interamente in ferro secondo un sistema modulare unico al mondo.

Balat: colori e vita quotidiana

Balat, per secoli, è stato il quartiere ebraico di Istanbul, sia in epoca bizantina che ottomana. Il grande terremoto del 1894 portò molte famiglie a trasferirsi verso Galata, e nel secondo dopoguerra verso Şişli, segnando un cambiamento profondo nella composizione sociale del quartiere, che da zona estremamente ricca si è in fretta trasformata in zona di immigrati delle classi sociali più basse.

Negli anni successivi Balat attraversò un lungo periodo di trascuratezza, attenuato solo di recente da progetti di riqualificazione sostenuti anche dall’UNESCO.

Il sottile confine fra splendore e degrado produce in Balat un contrasto abbagliante. Oggi alcuni scorci sono diventati iconici ma è sufficiente girare l’angolo per incontrare la Balat autentica: le botteghe minuscole dove il proprietario ti saluta pure se non compri niente, i vicoli dove si sente ancora l’odore del pane caldo appena sfornato.

Balat non è “pittoresca”, è reale: come tutti i luoghi reali, regala emozioni diverse a seconda del momento in cui ci capiti.

Volendo proseguire verso l’interno per circa un chilometro si arriva a uno dei capolavori assoluti dell’arte bizantina: la Chiesa di San Salvatore in Chora, oggi Kariye Camii. I suoi mosaici e affreschi, tra i più raffinati al mondo, sono considerati superiori a quelli di Santa Sofia. La recente trasformazione in moschea rende la visita più complicata dato che la parte museale è visitabile solo in certi orari (che cambiano in base agli orari di preghiera e che quindi sono difficilmente prevedibili).

Una visita che richiede tempo, e restituisce profondità

Visitare questi quartieri richiede tempo e un po’ di capacità di osservare ciò che non è immediato. Non sono quartieri difficili, ma hanno un carattere tutto loro: strade che cambiano atmosfera da un isolato all’altro, deviazioni che sembrano insignificanti e invece portano a scorci sorprendenti o monumenti importanti, punti che si rivelano solo se ci si passa nel momento giusto.

Da quando abbiamo iniziato a frequentarli — ormai più di quindici anni fa — abbiamo capito che la bellezza di queste zone sta soprattutto nei piccoli dettagli che non si colgono al primo sguardo. È un tipo di esplorazione che si impara con il tempo, passo dopo passo.

Chi viene per la prima volta spesso segue i percorsi più immediati, quelli che portano ai luoghi più noti o fotografati. Molto di ciò che rende Fatih, Fener e Balat davvero unici rimane un po’ nascosto, lontano dai punti più battuti. Chi dedica loro il tempo che meritano scopre una Istanbul che non si lascia ingabbiare in un’immagine: una città che continua a cambiare e a trasformarsi secondo i propri ritmi.

Se siete interessati a fare con noi una visita guidata di questi quartieri vi preghiamo di contattarci via mail o di lasciare un commento qui sotto.

Importante: se ci scrivete una mail e non ricevete risposta provate a guardare nella cartella spam, a volte purtroppo i filtri fanno finire anche mail importanti nella cartella di posta indesiderata.


I Quartieri Asiatici

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Istanbul è l’unica città al mondo a sorgere su due continenti. Non c’è dubbio che la presenza del “lato asiatico”, al di là del Bosforo, continui a esercitare un forte richiamo sull’immaginario collettivo europeo.

A volte però questa caratteristica genera dubbi curiosi e aspettative non realistiche. I dubbi si condensano nella domanda che ogni tanto riceviamo ancora via mail e a cui possiamo rispondere una volta per tutte: no, non serve il passaporto per andare sul lato asiatico di Istanbul. Le aspettative, invece, si leggono sui volti dei gruppi di turisti che vediamo scendere dal traghetto a Üsküdar. Chi immaginava un oriente fiabesco si trova davanti il traffico caotico, la vita quotidiana, le moschee del quartiere e lo skyline della città. Alcuni addirittura, dopo pochi minuti, risalgono sul traghetto per tornare a Sultanahmet, un po’ spaesati e con le reflex deluse.

La realtà di Istanbul è molto complessa, non ci stancheremo mai di ripeterlo: la città non è una sola, ma un insieme di molte città, con panorami architettonici e contesti sociali che cambiano velocemente e radicalmente nel giro di pochi metri o di pochi mesi. Non è necessario attraversare il Bosforo per cercare la parte più “orientale”, più “musulmana” o più “vera”. Istanbul è tutta vera, in tutte le sue sfumature. Le classificazioni rigide, qui, non hanno molto senso.

Sia nella parte europea che in quella asiatica troviamo quartieri più conservatori (Fatih e Ümraniye) e quartieri più moderni (Beyoğlu e Kadıköy), zone ricche di storia (Sultanahmet e Üsküdar), zone votate allo shopping (Nişantaşı e Bağdat Caddesi), aree di grande mescolanza religiosa (Fener/Balat e Kuzguncuk/Yeldeğirmeni) e graziosi villaggi sul Bosforo (Arnavutköy e Çengelköy).

Il consiglio è quindi quello di dare una chance al lato asiatico, senza preconcetti e con uno sguardo più consapevole.

Da anni riceviamo richieste da persone incuriosite da questa parte della città ma intimorite dall’idea di non saper individuare in poche ore i punti più significativi, soprattutto perché molte guide cartacee la trattano superficialmente o la escludono addirittura dalle cartine. È per questo che abbiamo sempre cercato di raccontare e di mostrare i quartieri asiatici in modo più approfondito, evidenziandone la ricchezza storica, sociale e paesaggistica, in continuità con il lavoro iniziato con le visite guidate a Fatih, Fener e Balat, che negli anni hanno ricevuto tantissimi commenti positivi.

Üsküdar: storia antica e vita quotidiana

Üsküdar è uno dei più antichi quartieri della Istanbul ottomana, fin dalle origini residenziale, e conserva ancora oggi queste caratteristiche. Ospita più di 180 moschee, alcune delle quali risalgono al periodo precedente alla conquista ottomana – quindi tra le più antiche della città. Le più imponenti sono Mihrimah Sultan e Yeni Valide; le più affascinanti e intime sono Şemsi Paşa, Kaptan Paşa e Çinili Camii.

La storia di Üsküdar affonda però molto più indietro: col nome di Crisopoli fu fondata nel VII secolo a.C. da coloni greci. Durante gli scavi per il tunnel del Marmaray sono emersi numerosi reperti dell’antica città.

Oltre alla storia, una delle esperienze più piacevoli è la passeggiata verso Salacak, fino a trovarsi di fronte alla Kız Kulesi, la Torre della Fanciulla: un isolotto nel Bosforo che, con lo sfondo della penisola storica, regala una delle silhouette più scenografiche di Istanbul.

Kuzguncuk: un villaggio multireligioso

Poco distante da Üsküdar sorge Kuzguncuk, un quartiere abitato dalla popolazione ebraica a partire dal 1500, e successivamente anche da greci e armeni.

Kuzguncuk è uno dei nostri quartieri preferiti in assoluto: una valle lunga e stretta che scende ripida verso il Bosforo, con antiche case in legno immerse nel verde dei platani.

È uno dei pochi luoghi in cui si può vedere una moschea accanto a una chiesa armena e una sinagoga accanto a una chiesa ortodossa. Un piccolo simbolo della tolleranza e dell’armonia che caratterizzavano l’Istanbul ottomana. Kuzguncuk conserva un’atmosfera da villaggio di pescatori: un luogo dell’anima che continua a ispirare artisti, poeti, registi e sognatori.

Tra i punti di interesse principali ricordiamo la sinagoga Beth Yakov, la chiesa di Ayos Panteleimon, quella di San Gregorio Armeno e il parco di Fethi Paşa, che offre scorci suggestivi sul Bosforo.

Palazzo Beylerbeyi: eleganza ottomana sul Bosforo

Poco oltre Kuzguncuk si trova il Palazzo Beylerbeyi, una delle residenze estive dei sultani ottomani del XIX secolo.

È un palazzo raffinato, ricco di stucchi e decorazioni, con saloni in stile europeo e giardini terrazzati che scendono verso il mare. Rispetto a Dolmabahçe è meno conosciuto e meno affollato, ma offre un ritratto altrettanto interessante della vita della corte ottomana, soprattutto nella dimensione più privata e meno cerimoniale.

La posizione sotto il primo ponte sul Bosforo crea un contrasto affascinante tra passato e presente, rendendo Beylerbeyi uno dei palazzi più scenografici di Istanbul.

Kadıköy: modernità e multiculturalità

Kadıköy, l’antica Calcedonia fondata vent’anni prima di Bisanzio, rimane uno dei quartieri più vivaci e moderni dell’intera Istanbul.

A partire dall’Ottocento, grazie alla costruzione della stazione ferroviaria di Haydarpaşa, si è trasformato in un quartiere estremamente vario dal punto di vista etnico e sociale. All’inizio del Novecento la popolazione comprendeva ebrei, greci, armeni, albanesi, bulgari, persiani, italiani, tedeschi e francesi. Nel sobborgo di Yeldeğirmeni nacquero i primi “appartamenti” moderni della città, grazie al lavoro di ingegneri tedeschi e scalpellini italiani.

Kadıköy è vastissimo (più di mezzo milione di abitanti), moderno, dinamico e ricco di atmosfere. Il suo mercato centrale è uno dei più interessanti e pittoreschi della città, perfetto per chi ama scoprire gastronomie, caffè, pasticcerie storiche e sapori locali.

Una visita di Istanbul che non includa almeno una parte del lato asiatico lascia sempre un piccolo senso di incompiutezza. Al tempo stesso, visitarlo con aspettative fuorvianti può deludere: il segreto è viverlo per ciò che è, senza cercare un “altrove”. Speriamo che questo articolo possa fornire un’immagine più chiara e autentica di una zona della città così importante ma troppo spesso trascurata dalle guide cartacee.

Se siete interessati a fare con noi una visita guidata di questi quartieri vi preghiamo di contattarci via mail o di lasciare un commento qui sotto.

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Turismo in Turchia: la situazione sicurezza nel 2026

sicurezza in Turchia

Sono passati quindici anni da quando abbiamo aperto Scoprire Istanbul e, proprio agli inizi della nostra avventura, scrivevamo questo articolo che intercettava e descriveva la fase di maggiore crescita del turismo in Turchia.

In questi anni abbiamo ricevuto spesso la stessa domanda: “Ma è sicuro andare in Turchia adesso?

Situazione attuale: com’è la sicurezza oggi?

Nel 2024–2025 la Turchia è tornata ai massimi storici come arrivi turistici e Istanbul è piena di visitatori in ogni stagione. La percezione internazionale è quella di una destinazione molto frequentata e considerata complessivamente sicura.

Niente attentati recenti a Istanbul: dopo un lungo periodo di calma, l’ultimo episodio risale all’attentato del 13 novembre 2022 in Istiklal Caddesi. Da allora la situazione è tornata alla normalità e la presenza turistica è addirittura aumentata anno dopo anno.

Turismo ai massimi livelli: nel 2024 la Turchia ha superato per la prima volta i 50 milioni di arrivi internazionali, entrando stabilmente tra le prime cinque destinazioni turistiche al mondo. Anche gli italiani sono tornati in forze: nel 2024 sono stati oltre 700.000, con un +20% rispetto al 2023.

Vita quotidiana a Istanbul: nel centro storico e nelle zone turistiche la vita scorre normalmente. Ristoranti pieni, alberghi spesso al completo nei ponti e nei periodi di alta stagione, eventi, concerti, festival, grandi manifestazioni sportive internazionali.

Situazione politica interna

Nel marzo 2025, a seguito dell’arresto del sindaco di Istanbul, si sono svolte proteste e manifestazioni concentrate in zone non turistiche e per la maggior parte pacifiche. Non hanno avuto alcun impatto concreto sui programmi dei visitatori.

Il consiglio pratico in questi casi è sempre lo stesso: evitare manifestazioni e grandi assembramenti, seguire le notizie dai canali ufficiali e i nostri aggiornamenti sui social: Facebook e Instagram, e attenersi alle normali accortezze valide in qualunque grande città.

Conflitti in Medio Oriente (Siria, Israele, Iran, Palestina, ecc.)

Quasi ogni volta che in Medio Oriente succede qualcosa, riceviamo la stessa domanda: “Ma Istanbul è vicina alla guerra?

È importante ricordare che:

  • La Turchia in linea d’aria è più vicina all’Italia che a Teheran o Tel Aviv. Istanbul è distante oltre 1.500 km dalle zone interessate da questi conflitti, molto più di quanto non lo sia dalle coste italiane.
  • La Turchia non è coinvolta in alcun modo in questi scontri, né militarmente né politicamente.

Di conseguenza la sicurezza in Turchia non è influenzata da questi conflitti, che riguardano altri Paesi.

Il terrorismo è ancora un problema in Turchia?

La Turchia ha vissuto una fase molto difficile tra il 2015 e il 2017, con più attentati e un tentativo di colpo di Stato. È stato il periodo più duro per il Paese e per il turismo.

Da allora:

  • gli episodi si sono drasticamente ridotti;
  • sono stati rafforzati i controlli in aeroporti, centri commerciali e zone affollate;
  • Istanbul è tornata a essere una destinazione di massa.

Come sempre, va ricordato che:

  • a livello statistico è molto più probabile avere un incidente in auto che essere coinvolti in un attentato;
  • negli ultimi anni si sono verificati molti più episodi terroristici in Europa e negli Stati Uniti rispetto alla Turchia.

Il punto non è minimizzare, ma ricordare che spesso è la percezione del rischio, più che il rischio reale, a condizionare le nostre scelte.

È sicuro andare a Istanbul come turista?

Sì, la stragrande maggioranza dei viaggiatori vive un’esperienza totalmente serena. I rischi potenziali per un turista medio sono:

  • piccoli furti o truffe da “grande città” (taxi furbi, prezzi gonfiati nelle zone ultra turistiche);
  • qualche disagio legato al traffico o alla confusione in alta stagione.

Rischi che, in sincerità, non sono superiori a quelli di molte grandi città europee.

Le zone centrali sono molto frequentate e presidiate. Come ovunque, esistono quartieri più problematici, ma sono fuori dai circuiti turistici e non ci sono motivi per andarci.

Per maggiori informazioni vi rimandiamo al nostro articolo: Istanbul non è pericolosa!

Come siamo arrivati fin qui: breve cronologia 2015–2025

La grande crescita (2000–2014)

Agli inizi degli anni 2000 inizia una crescita impressionante del turismo in Turchia:

  • dai 12 milioni di visitatori nel 2002 si passa ai 41 milioni nel 2014;
  • la Turchia entra stabilmente tra le prime sei destinazioni turistiche mondiali;
  • Istanbul viene nominata Capitale europea della cultura 2010 e diventa il simbolo di questa espansione.

La crisi del 2016–2017

Poi arriva la crisi più dura della storia recente:

  • 2016: attentati, tensioni interne, tentativo di colpo di Stato;
  • gli arrivi turistici scendono a 25 milioni, tornando ai livelli del 2008;
  • l’ultimo attentato grave a Istanbul avviene la notte del 31 dicembre 2016.

Gli anni 2016–2017 sono quelli del vero e proprio crollo del turismo europeo, in particolare:

  • i turisti europei calano del 35% nel 2016;
  • gli italiani nel 2016 diminuiscono del 60% e nel 2017 di un ulteriore 13%.

Le crociere smettono di arrivare, i tour operator italiani cancellano la destinazione dai cataloghi, molti hotel e ristoranti chiudono.

La ripresa del 2018–2019

Dal 2018 inizia una forte ripresa:

  • 2018: la Turchia viene visitata da 39 milioni di turisti stranieri, tornando al sesto posto al mondo, alle spalle dell’Italia;
  • tornano progressivamente anche gli italiani, con una crescita costante per tutto il 2018 e il 2019;
  • secondo Euromonitor, nel 2019 Istanbul viene visitata da 15 milioni di persone, più di città come New York, Roma o Tokyo.

Nell’ottobre 2019 l’intervento militare turco in Siria spaventa soprattutto i turisti italiani, complici le informazioni spesso superficiali dei media.

L’arrivo del Covid-19 (2020–2021)

Nel 2020, quando tutto lasciava prevedere un nuovo record di arrivi e il ritorno delle crociere italiane, arriva la pandemia di Covid-19.

  • i viaggi internazionali si fermano praticamente ovunque;
  • per molti mesi agli italiani è vietato viaggiare fuori dall’Unione Europea;
  • il turismo in Turchia si blocca quasi completamente per due anni.

La grande ripresa del 2022–2024

Non appena si riaprono i viaggi:

  • nel 2022 si registra una ripresa impressionante, con circa 40 milioni di turisti nei primi 10 mesi, ritorno delle crociere e forte aumento dei visitatori italiani;
  • Istanbul torna una tappa fissa delle grandi compagnie di navigazione (Costa, MSC, ecc.) con il nuovo porto di Galataport;
  • nel 2024 si supera finalmente la soglia dei 50 milioni di arrivi internazionali, record storico per il Paese.

Nel frattempo:

  • novembre 2022: attentato in Istiklal Caddesi, che purtroppo ricorda a tutti che il rischio zero non esiste;
  • febbraio 2023: devastante terremoto nel sud-est, che però non riguarda Istanbul né le principali destinazioni turistiche;
  • 2023–2025: crisi e tensioni internazionali in Medio Oriente (Israele–Palestina, Iran–Israele) che però non hanno avuto conseguenze dirette sui viaggi in Turchia.

Il turismo italiano: dove siamo oggi

Dopo essere letteralmente scomparsi dal Paese nel 2016–2017, gli italiani sono tornati a riempire Istanbul, la Cappadocia e le località di mare:

  • nel 2024 sono arrivati in Turchia oltre 700.000 turisti italiani, quasi ai livelli del record del 2013;
  • il trend nel 2025 è ancora in crescita, con sempre più voli diretti da diverse città italiane;
  • la Turchia viene di nuovo percepita come una meta “normale” dove andare in vacanza, non come un’eccezione coraggiosa.

La nostra attività in questi 15 anni

In tutti questi anni non ci siamo mai fermati: abbiamo continuato a vivere a Istanbul e a fornire servizi di visite guidate a Istanbul per tutte le persone interessate. A partire dal 2019 siamo attivi anche in Cappadocia.

Sul nostro blog trovate anche una guida completa e una pagina relativa a tutte le località di mare in Turchia.

Chi fosse interessato a un viaggio in Turchia può contattarci via mail: oltre ai nostri servizi in loco possiamo fornire assistenza e consigli per l’organizzazione di qualsiasi tipo di itinerario.


Capodanno 2025-2026 a Istanbul

Capodanno a Istanbul

IMPORTANTE
Quelle che in Italia chiamiamo “festività natalizie” sono diventate il secondo periodo più importante di vacanze per gli italiani, e sono quindi moltissimi i turisti che arrivano a Istanbul per fine anno o per l’inizio dell’anno nuovo. Prima di tutto quindi ricordiamo a tutti di consultare bene la nostra Guida di Istanbul e di dare un’occhiata alle nostre visite guidate, il modo migliore per capire davvero la città e impostare bene il proprio soggiorno.

Come celebrano i turchi la venuta del nuovo anno? Com’è Istanbul la sera del 31 dicembre? Quali sono le opzioni per passare al meglio quella notte?

La notte del 31 dicembre è diventata, in tutto il mondo, la notte in cui “bisogna” divertirsi: una festività pagana, riconosciuta e celebrata in tutti i continenti, un enorme party globale. E il Paese della Mezzaluna non fa eccezione. A Istanbul il Capodanno è una ricorrenza laica, molto sentita soprattutto dalle classi urbane, che viene vissuta in modo simile alle grandi città europee, con qualche particolarità tutta locale.

Capodanno e albero “di Natale”: non è quello che sembra

C’è sempre una certa confusione riguardo all’albero di Natale, che in Turchia viene utilizzato in realtà per addobbare la casa proprio in occasione del 31 dicembre. Nei centri commerciali, negli uffici, nei ristoranti e nelle case vedrete alberi decorati, pacchetti finti e Babbo Natale: ma qui non è una festa religiosa, è semplicemente l’albero di Capodanno.

Non bisogna dimenticare che, prima di convertirsi all’Islam, i turchi pagani erano soliti adornare un pino in onore del Sole e che questa tradizione ha probabilmente raggiunto i paesi nordici, trasformandosi col passare del tempo nel simbolo del Natale cristiano. In un certo senso, una tradizione che molti secoli fa era anche turca è “tornata a casa” per vie traverse, generando non poca confusione sui significati da attribuirle.

Quindi sì, vedrete alberi, lucine, pacchi, ma non esiste il “Natale turco” come lo intendiamo in Italia: esiste piuttosto un Capodanno vissuto con un immaginario molto occidentale, soprattutto nelle grandi città e tra i ceti urbani.

Come festeggiano i turchi la notte del 31 dicembre

Le opinioni riguardo al Capodanno in Turchia sono spesso contraddittorie: c’è chi lo considera una festa “importata dall’Occidente” che non va festeggiata e chi invece lo aspetta tutto l’anno. Ma di fatto, negli ultimi decenni, anche grazie all’integrazione nell’economia globale e alla pressione del consumo, la festa si è radicata e si è consolidato quel senso psicologico di “notte in cui bisogna fare qualcosa di speciale”.

In pratica, i turchi si dividono così:

  • Capodanno in casa
    Moltissime famiglie festeggiano a casa: cena con parenti o amici, TV accesa sui varietà di fine anno, qualche fuoco d’artificio dal balcone. È la soluzione più comune.
  • Capodanno al ristorante o meyhane
    Chi vive in città come Istanbul spesso sceglie un ristorante, una meyhane con musica dal vivo, oppure un locale con cena + spettacolo. In questi casi quasi sempre c’è menu fisso e, per i locali “alla turca”, musica che a fine serata si trasforma in balli e cori da stadio.
  • Capodanno in hotel, club, bar
    Gli hotel più grandi, i ristoranti famosi e i club preparano show speciali con musicisti, DJ e artisti noti, vendendo un biglietto che include cena e bevande alcoliche illimitate. Qui il pubblico è misto: turchi, turisti stranieri, expat.

Come risultato, specialmente a Istanbul, le celebrazioni di fine anno hanno acquisito una struttura molto orientata ai locali notturni. Questo significa che è essenziale decidere in anticipo (almeno 2–3 settimane prima) la zona in cui si vuole passare la serata e la tipologia di posto: ristorante, bar con musica, discoteca, crociera sul Bosforo, hotel, ecc.

Com’è Istanbul la sera del 31 dicembre: zone e atmosfere

Non esiste un “Capodanno unico di Istanbul”: la città è enorme e ogni zona ha un’atmosfera diversa.

  • Taksim e Istiklal Caddesi
    È la zona più caotica: la via pedonale si riempie di una marea di persone provenienti da tutta la città. La quantità di gente è impressionante e spesso, più che un divertimento, diventa una fatica.
  • Karaköy, Galata, Beşiktaş
    Quartieri molto vivi, pieni di bar, ristoranti e locali. Atmosfera urbana, giovane, tanti piccoli posti carini. In alcune zone però il traffico e le folle possono rendere gli spostamenti complicati.
  • Ortaköy, Kuruçeşme, Bebek, Sarıyer e costa del Bosforo
    Qui si concentrano molti dei ristoranti e club con vista sul Bosforo, oltre alle partenze delle crociere di Capodanno. È la zona ideale se cercate panorama + festa.
  • Sultanahmet e la Penisola Storica
    Più tranquilla, molto turistica, con alcune terrazze panoramiche e hotel che organizzano cenoni eleganti. È la scelta migliore per chi vuole una serata di atmosfera, senza per forza buttarsi nella confusione più totale.

👉 Consiglio spassionato: è altamente sconsigliato decidere di attendere la mezzanotte in strada, senza un piano preciso e senza un locale dove rientrare.

Prenotare è obbligatorio: non improvvisate

A differenza di una normale sera di dicembre, il 31 non si può decidere all’ultimo. Quasi ovunque sono previsti:

  • menu fissi
  • pagamento anticipato
  • posti assegnati

I locali più richiesti si riempiono facilmente con 2–3 settimane di anticipo. Questo vale soprattutto per:

  • ristoranti con vista sul Bosforo
  • hotel di lusso
  • crociere sul Bosforo di livello medio/alto
  • club e locali trendy

I ristoranti “normali” che non organizzano un vero evento di Capodanno sono spesso meno problematici, ma restare senza prenotazione e pensare di trovare qualcosa di decente all’ultimo minuto, la sera stessa, è un ottimo modo per rovinarsi la notte.

Cosa cercate davvero? Chiaritevi le idee prima

Prima di passare all’elenco dei locali consigliati per il Capodanno 2025-2026 vi invitiamo ad avere le idee ben chiare sul tipo di posto che state cercando. Questo vi eviterà di:

  • finire in un locale che non è di vostro gusto
  • perdere tempo dietro a qualcosa che non esiste

In concreto:

  • Se siete alla ricerca di un buon ristorante dove semplicemente si mangia bene, si spende il giusto, senza spettacoli o panorami, vi basterà leggere il nostro articolo dedicato ai ristoranti in generale, ci sono quasi 200 ristoranti consigliati e troverete sicuramente un’opzione che fa al caso vostro. È spesso la scelta più intelligente.
  • Se invece volete panorami sul Bosforo, divertimento e show di vario tipo, avrete l’imbarazzo della scelta, ma sappiate che i prezzi sono alti e la qualità della cena, naturalmente, non sarà il punto forte.
  • Se, come la maggior parte delle persone, state cercando un “posto con cucina tipica, in cui non si spenda troppo, con panorama sul Bosforo e magari anche musica dal vivo”, sappiate che questo locale NON ESISTE. Dovete scegliere una delle due opzioni precedenti e accettare un compromesso.

In più, non bisogna dimenticare che questa notte in Turchia si festeggia in una maniera che subisce più del solito influenze occidentali: anche nei menu fanno la loro comparsa piatti di derivazione americana, francese e italiana, con esiti spesso discutibili. Se per voi la qualità del cibo è fondamentale, meglio puntare su ristoranti veri piuttosto che su cene “spettacolo”.

Come muoversi la notte del 31: trasporti, taxi e sicurezza

Un altro punto spesso sottovalutato è come spostarsi. La sera del 31 dicembre:

  • il traffico in alcune zone può essere completamente bloccato, in particolare a Taksim, Karaköy, Beşiktaş e lungo il Bosforo
  • i taxi sono molto richiesti e non è raro che tendano a rifiutare le corse brevi in attesa del cliente più redditizio, occhio anche alle truffe (leggete bene il nostro articolo dedicato ai taxi).
  • talvolta ci sono limitazioni al traffico in alcune vie principali o intorno alle piazze più affollate

Consigli pratici:

  • cercate di non avere troppi cambi di zona durante la serata e di non dover recarvi troppo lontano
  • se possibile, scegliete un locale raggiungibile a piedi dal vostro hotel
  • verificate in anticipo se la metro o le funicolari hanno orari prolungati e se ci sono chiusure speciali (capita che alcune fermate vengano chiuse per motivi di sicurezza)

In generale, Istanbul la notte di Capodanno non è più pericolosa di molte grandi città europee, ma è una città di circa 20 milioni di abitanti: rimanere in balia delle folle di Taksim o di Istiklal senza un piano non è raccomandabile.

Capodanno economico e Capodanno tranquillo

Non tutti vogliono buttarsi in un cenone di lusso o in un mega party. Due scenari fanno sempre molte ricerche su Google:

  • Capodanno a Istanbul low cost
    Soluzione tipica: ristorante normale (senza evento), poi passeggiata in un quartiere vivo come Karaköy o Beşiktaş, magari con un bar per brindare alla mezzanotte. Si risparmia parecchio rispetto ai menu “all inclusive” e spesso si mangia anche meglio.
  • Capodanno a Istanbul tranquillo
    Ideale per coppie, famiglie o chi non ama la confusione. Hotel con terrazza o ristorante con vista in zona Sultanahmet o lungo il Bosforo, senza musica assordante, oppure cena in un buon ristorante e brindisi in hotel.

Se vi interessa questa seconda opzione, vi sconsigliamo decisamente Taksim: meglio puntare su Sultanahmet, Cankurtaran, Karaköy o alcuni hotel lungo il Bosforo.

Capodanno con bambini a Istanbul

Altro tema ricorrente: è una città adatta a chi viaggia con bambini? Sì, ma con alcune attenzioni.

  • Evitate le folle di Taksim e di Istiklal.
  • Evitate i locali dove la musica è molto alta fino alle 3–4 del mattino (in realtà molti di questi locali e ristoranti non accettano bambini).
  • Preferite hotel con cenone interno o ristoranti in zona Sultanahmet o Bosforo, facilmente raggiungibili e da cui si possa tornare a piedi o in pochi minuti di taxi.

Un’opzione molto comoda, se trovate camere disponibili, è scegliere un hotel che organizza al suo interno il proprio cenone: scendete, cenate, festeggiate e poi salite direttamente in camera senza complicarvi la vita con taxi e traffico di mezzanotte.

Locali consigliati

IMPORTANTE
Quasi tutti i locali richiedono pagamento anticipato al momento della prenotazione. Se non potete provvedere da soli, potete contattarci via mail. Specifichiamo che possiamo prenotare qualsiasi locale, anche fra quelli non elencati. L’importante è scriverci per tempo.

Zarifi
Uno dei locali più amati per Capodanno, molto frequentato dai turchi e famoso per la sua atmosfera festosa. Il menu 2026 propone una selezione ampia di meze tradizionali (uskumru fümé, girit dolması, fava, enginar, ballı patlıcan), antipasti caldi come börek ai gamberi ed erbe e insalata mediterranea. Come piatto principale, scelta tra tacchino con pilav alle castagne oppure branzino alla griglia. La serata prevede musica dal vivo, danza orientale e DJ Cüneyt, con un’atmosfera autentica, vivace e molto coinvolgente.

Prezzo: 150 euro senza alcolici
Prezzo: 190 euro con alcolici
Indirizzo: Çukurluçeşme Sokak No 13, Sıraselviler, Beyoğlu

Lokanta 1741
Ristorante boutique sulla terrazza dello storico Cağaloğlu Hamamı, uno dei posti più eleganti della zona. Per Capodanno propone un tasting menu contemporaneo con richiami alla cucina anatolica (pumpkin trio, çiğ köfte rivisitata, dumpling d’oca, polpo, pesce dry-aged o tacchino tandoor). Atmosfera raffinata, zero show, perfetto per chi vuole una serata di livello in un contesto storico unico.

Non accettano minori di 15 anni. Solo menu degustazione.
Prezzo: 140 € a persona (bevande escluse +12% servizio escluso)
Indirizzo: Cağaloğlu Hamamı, Profesör Kazım İsmail Gürkan Cad. 34, Fatih

Matbah Restaurant
Ristorante di cucina ottomana elegante, perfetto per chi vuole un Capodanno tranquillo e gastronomico nel cuore della città antica. Il menu, ispirato a ricette storiche dal XIV al XVIII secolo (stinco d’agnello beğendi, kaz kebabı, dolci ottomani), è uno dei più raffinati della zona. Atmosfera intima, nessuna musica o spettacolo: serata ideale per chi cerca qualità e tradizione più che festa.

Prezzo: 220 € a persona (vino incluso +10% servizio escluso)
Indirizzo: Caferiye Sokak No 6/1, Sultanahmet

Four Seasons Hotel Sultanahmet
Il Capodanno più elegante ed esclusivo di Sultanahmet: il Four Seasons propone una serata esclusiva all’Avlu Restaurant, con menu gourmet multi-portata (scallop, beef tataki, lobster tail, lamb wellington), preparato dall’Executive Chef Özgür Üstün. Atmosfera raffinata, musica dal vivo, danza e accesso incluso all’after party “Countdown Ritual” al Lingo Lingo Bar & Lounge con DJ e sparkling wine.

Dress code smart elegant; indispensabile la prenotazione con pagamento anticipato.
Prezzo: 450 € a persona + IVA (alcolici locali incluse)
Indirizzo: Tevkifhane Sk. No:1

Armada Hotel
Storico hotel con terrazza panoramica sulla città vecchia. Il Capodanno all’Armada è un classico: gala dinner con DJ, menu tradizionale (antipasti turchi, börek, tacchino ripieno con portakal sosu, buffet di dolci e frutta) e champagne a mezzanotte sulla terrazza all’aperto. Serata vivace ma non troppo “da club”, perfetta per chi vuole atmosfera e tradizione a un prezzo onesto. Inclusi alcolici locali illimitati e champagne per il brindisi.

Prezzo: 175 € a persona
0–12 anni 100 €
Indirizzo: Ahırkapı Sokak No 24, Cankurtaran

Seven Hills Restaurant
Una delle terrazze panoramiche più famose di Istanbul, con vista spettacolare su Santa Sofia, Moschea Blu e Bosforo. La notte di Capodanno propone un programma molto ricco: musica dal vivo, danza del ventre, DJ set fino a tarda notte e un menu tradizionale con tacchino al forno, pesce o agnello. Serata vivace e molto turistica, ideale per chi cerca panorama + intrattenimento e vuole festeggiare all’aperto in una delle location più iconiche della città.

Prezzo: 325 € a persona
0–6 anni gratis, 6–12 anni -50%.
Indirizzo: Tevkifhane Sokak No 8, Sultanahmet

Taps Bebek
Locale giovane e alla moda direttamente sul Bosforo, perfetto per chi vuole un Capodanno più informale ma con ottima atmosfera. Propongono un menu fisso con antipasti misti (bruschetta al tartufo, somon pinwheels, roast beef, foie gras pate), cannelloni caldi, piatti tradizionali in olio d’oliva e scelta tra tacchino ripieno alle castagne o New York steak, dessert al cioccolato. Dopo cena, grande party dalle 22:00 alle 03:00 con musica e alcolici locali e internazionali illimitati.

Prezzo Cena + Party: 80 euro
Prezzo Solo Party: 60 euro
Indirizzo: Cevdet Paşa Caddesi No 119, Beşiktaş

Oligark
Night club e ristorante fra i più trendy della città, direttamente sul Bosforo. Programmi di Capodanno solitamente molto curati, con cena, DJ, musica fino all’alba e possibilità di prenotare anche solo il party.

Prezzo: non ancora comunicato
Indirizzo: Kuruçeşme Mah., Muallim Naci Cad. No 58, Beşiktaş

Radisson Blu Ortaköy
Hotel di lusso sul Bosforo, con ristorante panoramico e spazi dedicati agli eventi. Molto comodo per chi vuole unire un buon livello di comfort a una bella vista e a un programma organizzato internamente.

Prezzo: non ancora comunicato
Indirizzo: Çırağan Caddesi No 46, Beşiktaş

Çırağan Palace Kempinski
Il palazzo ottomano più iconico sul Bosforo. Ospita un hotel 5 stelle extra lusso e diversi ristoranti al suo interno. Per Capodanno propone tre soluzioni diverse:

Çırağan Balo Salonu – Gala di Capodanno
La scelta più esclusiva della città: gala dinner nel magnifico salone ottomano del Çırağan Palace, con menu a 6 portate, welcome cocktail, vini selezionati e musica dal vivo + DJ fino all’1:00. Dress code formale, atmosfera da grande evento internazionale.

Non ammessi minori di 12 anni.
Prezzo: 23.000 TL a persona (tutto incluso, champagne escluso) – 13.500 TL per 12–17 anni
Indirizzo: Çırağan Sarayı, Beşiktaş

Rüya Restaurant – Cena di Capodanno
Ristorante elegante del Çırağan Palace dedicato alla cucina anatolica moderna. Per il 31 dicembre propone un set menu condiviso, accompagnato da selezione di vini e cocktail e DJ set. Ideale per chi vuole un ambiente chic ma più informale rispetto al gala.

0–5 anni non ammessi.
Prezzo: 18.000 TL a persona6.750 TL (6–11 anni)13.500 TL (12–17 anni)
Indirizzo: Çırağan Sarayı, Beşiktaş

Le Fumoir – Capodanno con Cocktail & DJ
Il lounge bar del Çırağan: serata più leggera rispetto alla cena, con DJ live, cocktail signature e piatto di snack dolci/salati incluso. Si entra con una spesa minima di 8.500 TL, utilizzabile per le consumazioni. Ambiente elegante, ideale per chi preferisce un Capodanno “da bar” in uno dei posti più iconici del Bosforo.

Minori di 18 anni non ammessi.
Prezzo: 8.500 TL a persona (min. spend)
Indirizzo: Çırağan Sarayı, Beşiktaş

Capodanno in barca sul Bosforo

Passare la sera di Capodanno a bordo di un’imbarcazione sul Bosforo è una soluzione molto amata dai turisti e abbastanza comune anche tra gli abitanti di Istanbul. Si naviga tra i due continenti, si vedono i ponti illuminati, i fuochi d’artificio e lo skyline della città.

In genere i programmi comprendono:

  • cena completa (qualità media)
  • bevande alcoliche illimitate
  • musica dal vivo e DJ
  • spettacoli vari (danza del ventre, folklore, ecc.)
  • talvolta transfer da/per hotel

Le tariffe dipendono dalla grandezza della nave, dalla professionalità della compagnia e dai servizi inclusi e si aggirano sui 250 euro a persona (alcolici inclusi).

È un’esperienza molto scenografica, ma anche se i prezzi sono alti va presa per quello che è: cena semplice e atmosfera turistica, non un ristorante di alta gastronomia.


Il nuovo Aeroporto di Istanbul: arrivare in centro nel 2026

Il nuovo Aeroporto di Istanbul è stato inaugurato il 29 ottobre 2018 ed è diventato pienamente operativo dal 6 aprile 2019.

Il nome ufficiale è semplicemente “Istanbul Airport” (IATA: IST), anche se in Italia molti continuano a chiamarlo ancora “nuovo aeroporto” o “terzo aeroporto”.

Ricordiamo infatti che ad Istanbul ci sono altri due aeroporti: lo storico aeroporto Atatürk (Codice IATA: ISL) che a partire dal 6 aprile 2019 è diventato aeroporto per solo voli cargo e per voli privati e l’aeroporto Sabiha Gökçen (Codice IATA: SAW) che rimane regolarmente in funzione.

Oggi IST è uno degli scali più moderni e ambiziosi del mondo, progettato per diventare — e in parte già è — uno dei principali hub globali.

Un progetto mastodontico: il nuovo hub della Turchia


Costruito in soli cinque anni, l’Aeroporto di Istanbul ha una capacità attuale di 150 milioni di passeggeri l’anno, ampliabile fino a 200 milioni, numeri che nessun altro aeroporto al mondo oggi raggiunge.

Questa crescita non è solo teorica: negli ultimi anni IST è diventato un punto di snodo fondamentale per i voli tra Europa, Asia, Africa e Sud America.

L’apertura del nuovo scalo ha comportato anche il più grande trasloco aeroportuale della storia: più di 2.000 veicoli hanno trasferito tutte le attrezzature dal vecchio Atatürk al nuovo hub in una sola notte.

Dove si trova l’aeroporto e quanto è lontano dal centro?

L’aeroporto si trova nella zona nord, vicino al Mar Nero, sul lato europeo. La distanza dal centro è notevole: circa 50 km per Sultanahmet e poco meno per Taksim.

La buona notizia è che negli ultimi anni i collegamenti sono migliorati molto. La cattiva notizia è che, per chi deve raggiungere la città storica, serve comunque mettere in conto almeno 60–90 minuti di spostamento.

COME ARRIVARE DALL’AEROPORTO DI ISTANBUL AL CENTRO (2026)

La metro M11 (novità dal 2025)

La linea M11 è finalmente operativa nella sua tratta principale Kağıthane ⇄ Aeroporto.

Quanto ci vuole?

  • Aeroporto → Kağıthane: circa 30–35 minuti
  • Aeroporto → Gayrettepe (una delle zone centrali): 40–45 minuti

Da qui però non c’è una linea diretta per Sultanahmet. Serve prima un cambio con la linea M2, poi un tram T1, e i trasferimenti interni sono lunghi. È fattibile, sì, ma non comodissimo con bagagli.

Consiglio pratico: La metro è perfetta per chi va verso Levent, Şişli, Mecidiyeköy, Taksim, zone moderne e ben collegate. Meno ideale per chi alloggia nel centro storico.

Autobus HAVAIST

Il servizio navetta dell’aeroporto rimane l’opzione più usata dai turisti, perché più semplice e diretto. Le linee vengono aggiornate spesso, ma nel 2026 le principali per i viaggiatori italiani sono:

→ Per Sultanahmet/Eminönü: linea HVIST-11

  • Nel corso del 2025 era stata  finalmente riattivata dopo 5 anni la linea diretta per Sultanahmet (HVIST-11), con fermata nei pressi del Dalbasti Otopark e una comoda fermata anche al porto di Eminönü.
  • Al momento (inizio 2026) questa linea risulta nuovamente sospesa, probabilmente per la bassa stagione turistica. HAVAIST ha comunicato che, in questo periodo, i passeggeri diretti a Sultanahmet devono utilizzare la linea alternativa HVL-1 con capolinea Aksaray.
  • Da Aksaray è poi possibile raggiungere facilmente Sultanahmet con il tram T1 in circa 10 minuti.

Consigliamo sempre di verificare la situazione aggiornata pochi giorni prima della partenza, perché HAVAIST può riattivare o sospendere alcune linee senza grande preavviso.

→ Per Taksim (Beyoğlu): linea HVIST-9

Utile per chi soggiorna in zona Taksim o Galata, la fermata è di fronte al Point Hotel.

→ Altre linee utili

  • HVIST-6 → Kadıköy (lato asiatico)
  • HVIST-3 → Otogar (stazione dei bus)
  • HVIST-13 → Aeroporto Sabiha Gökçen (per chi ha un volo di coincidenza)

Durata e costi

  • Durata media: 60–75 minuti, variabile per traffico e orario
  • Tariffa aggiornata: intorno a 350 TL (varia leggermente a seconda della destinazione)

Gli autobus partono dal piano inferiore rispetto al ritiro bagagli: la segnaletica è molto chiara.

Come si paga l’Havaist

Negli ultimi anni il sistema è diventato più flessibile:

✔ Carta di credito contactless direttamente prima di salire sul bus
Acquisto biglietto al chiosco fisico
App HAVAIST con QR code

Non si paga più con Istanbulkart, e generalmente non accettano contanti in partenza dall’aeroporto.

Taxi 

Il costo reale della corsa verso Sultanahmet o Taksim si aggira intorno ai 30 euro circa (può variare leggermente in base al traffico, all’orario e ai supplementi).

Il problema non è il prezzo: il problema sono le truffe, purtroppo molto frequenti soprattutto con i taxi che stazionano nelle zone più turistiche. La situazione peggiore è alla fermata degli Havaist, dove alcuni tassisti aspettano apposta chi arriva stanco dopo il viaggio per truffarli.

Vi consigliamo al riguardo di leggere questo nostro articolo.

Transfer privati

Per gruppi, famiglie con bambini o chi arriva tardi la sera, il transfer privato è spesso l’opzione migliore: niente cambi, niente attese, niente discussioni con tassisti.

Noi offriamo questo servizio con minivan privati o pullman fino a 50 posti. Se siete interessati potete contattarci via mail o lasciare un commento qui sotto.

Se questo articolo vi è stato utile vi chiediamo un piccolo favore: raccontateci la vostra esperienza riguardo il nuovo aeroporto nei commenti qui sotto: cosa funziona e cosa non funziona, se avete trovato caos oppure no, se i tempi di percorrenza sono stati rispettati. Sarà molto importante per tutte le persone che dovranno viaggiare nei prossimi mesi.

Sulla nostra Guida di Istanbul trovate tutti i consigli utili per organizzare un viaggio a Istanbul. Date un’occhiata anche alla sezione visite guidate, abbiamo già portato a spasso per Istanbul migliaia di italiani! 🙂