Festival dei Tulipani

Festival dei Tulipani di Istanbul

 

Per l’articolo riguardo il festival dei tulipani 2019 vi indirizziamo a questo nostro articolo

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L’articolo seguente si riferisce all’edizione del 2011

 

Eccoci di nuovo qui per presentarvi uno degli eventi più spettacolari di Istanbul, il festival dei Tulipani, quest’anno arrivato alla sua sesta edizione. Nel periodo dal 15 aprile al 15 maggio 2011 avremo quindi l’opportunità di ammirare le magnifiche colorazioni dei tulipani in ogni parte di Istanbul.

Durante il festival si terranno anche concerti, corsi di Ebru, esibizioni fotorgrafiche e pittoriche; sarà anche possibile comprare i bulbi di questi tulipani speciali per farli crescere neil giardino o nei vasi di casa propria.

A parte il meraviglioso aspetto che questi fiori donano alla città, un altro obiettivo è quello di restituire ad Istanbul i “suoi tulipani”, che rappresentano da sempre il suo simbolo. Infatti i tulipani sono arrivati in Europa attraverso i Turchi, più specificamente dal Kazakhistan all’Olanda passando dall’Impero Ottomano. Le raffigurazioni di tulipani sono un motivo assai ricorrente in molte opere d’arte realizzate durante il periodo Ottomano.

Tutti i bulbi di tulipani piantati per il festival provengono dalla Turchia, esattamente dal villaggio di Çumra (Konya) e da alcuni piccoli paesi nelle vicinanze di Istanbul. In questo modo la municipalità intende dare un supporto economico ai floricoltori locali. Quest’anno sono stati piantati in varie parti della città più di 11 milioni di tulipani di 112 varietà diverse, il periodo di fioritura quet’anno è un po’in ritardo a causa del freddo inizio di primavera, ed andrà come detto da metà aprile a metà maggio.

istanbul-laleLo slogan del festival è “I tulipani tornano a casa”, riferendosi al viaggio che questi fiori nei secoli scorsi hanno fatto dalla Turchia all’Olanda per guadagnarsi la fama mondiale. Il festival è però anche aspramente criticato da una parte della cittadinanza, dato che la municipalità spende un’enorme quantità di denaro sia per acquistare che per piantare i milioni di bulbi. Le critiche puntano sul fatto che, nonostante i tulipani crescano in Turchia e quindi il denaro rimanga all’interno del paese, nel giro di un mese i fiori appassiscono e quindi diventano spazzatura. In una città come Istanbul che deve affrontare molti problemi, spendere tanti soldi per una cosa così effimera forse non rappresenta il migliore degli investimenti.

La municipalità d’altro canto difende il suo progetto, insistendo sul fatto che in questo modo si dà lavoro a moltissime persone impiegate nella coltivazione e nel trapianto dei fiori. Oltretutto l’atmosfera piena di colori che si crea in città conferisce allegria alle persone ed accresce l’amore per Istanbul da parte dei suoi abitanti. Si afferma anche che in questo modo si contribuisce alla salvaguardia dell’ecologia. Infatti le persone attratte dalla bellezza dei tulipani escono di casa e visitano i numerosi parchi, spendendo del denaro al loro interno. In questo modo si riescono a coprire le spese sostenute in soli 10 giorni. Inoltre, quando i fiori appassiscono, dai loro petali è possibile ottenere dei coloranti alimentari, che rappresentano un’ulteriore entrata economica per il Paese.

Noi di Scoprire Istanbul vi consigliamo di ammirare i tulipani all’interno del Parco di Emirgan, il miglior luogo per godersi il Festival. Fra gli altri parchi possiamo elencare: Gülhane Parkı, Yıldız Parkı, Soğanlı Bitkiler Parkı, Beykoz Korusu, Göztepe Gül Bahçesi, Büyük Çamlıca Korusu, Küçük Çamlıca Korusu, Fethipaşa Korusu, Hidiv Çubuklu Korusu.

Ecco il sito web di riferimento del Festival: Istanbulunlalesi.com

 


Istanbul Shopping Fest

Istanbul Shopping FestTradizionalmente il turismo ad Istanbul è in larga parte orientato, com’è logico che sia, alla storia ed alla cultura. Il passato multiculturale della città ha lasciato profonde tracce sull’architettura e sullo stile di vita dei suoi abitanti; per questo motivo un turista è primariamente attratto da tali aspetti. Mentre l’industria del turismo continua a voler ammassare i turisti tutti nella penisola storica di Sultanahmet, il resto della città affronta rapidi ed enormi cambiamenti.

Le grandi multinazionali e le società di investimento sono molto attratte dalla possibilità di vedere remunerati i loro capitali in una città con una popolazione così numerosa come Istanbul, peraltro avendo il pieno appoggio da parte del governo turco, perciò non è una sorpresa che negli ultimi 10 anni il settore edilizio sia cresciuto a livelli esponenziali diventando di gran lunga il maggior business in Turchia.

Come risultato, alcuni nuovi quartieri si stanno sviluppando in maniera rapidissima per cause diverse. Bayrampaşa, per esempio, è il nuovo quartiere in cui negli ultimi anni stanno nascendo numerosi centri commerciali e residences. La parte più esterna del quartiere, che è una zona industriale, sta poco a poco entrando a far parte della zona urbana. Güneşli è diventato il centro in cui sono raggruppati maggiormente gli outlet, Levent si sta sviluppando ad un ritmo incredibile, con grattacieli che spuntano come funghi, e sta diventando il centro finanziario della città. Galata, Tarlabaşı e Tophane sono andati incontro ad un processo di gentrificazione, causando molti dibattiti riguardo i progetti di restauro dato che sono zone protette.

Al contempo sono diventate importanti alcune aree, immerse nel verde, in cui i più benestanti possono scappare dai ritmi frenetici della città. Per questo Florya, Kemerburgaz e Zekeriyaköy sono adesso zone ambite e traboccanti di grandi ville. Nella parte asiatica di Istanbul, i quartieri di Pendik e Kartal si possono considerare già due piccole città a sè stanti.

Probabilmente, insieme ai residence di lusso, gli shopping center sono gli edifici più gettonati degli ultimi anni. Si calcola che ad Istanbul ci siano 54 shopping centers ed il numero è destinato a superare i 100 in breve tempo (questo causerebbe una grave crisi dei piccoli negozi quindi speriamo che il processo si fermi).

Ma non è tanto il numero ad impressionare, quanto le dimensioni, si è aperta una specie di gara a chi costruisce lo shopping center più grande, quello più alto, quello più largo, al punto che Istanbul ormai possiede tutti questi record a livello europeo. Per dare un’idea basta pensare che gli shopping center più grandi d’Italia (attualmente Euroma2 a Roma ed Etnapolis a Catania) hanno al loro interno circa 200 negozi su una superficie di 200mila mq. Mentre ad esempio Cevahir ad Istanbul possiede 450 negozi più una sessantina di ristoranti e Forum Istanbul si sviluppa su una superficie di 450mila mq. E sono circa 6 i centri commerciali delle stesse enormi proporzioni! E’ normale che molti europei in visita ad Istanbul rimangano impressionati da tali dimensioni.

Detto questo vogliamo puntare l’attenzione sull’Istanbul Shopping Fest che si sta svolgendo in questi giorni. E’ una chiara manifestazione della volontà di trasformare Istanbul in una delle capitali dello shopping, e si sta sicuramente riuscendo nell’intento. Il festival è cominciato il 18 marzo e durerà fino al 26 aprile, 40 giorni e 40 notti. Obiettivo del festival è ovviamente quello di invogliare gli acquisti tramite offerte speciali, premi, regali, feste, aperture straordinarie notturne, concerti e manifestazioni.

Piaccia o non piaccia, questi sono i luoghi in cui la gente del XXI secolo ama passare il tempo, fare spese, mangiare, andare al cinema o socializzare, ed Istanbul non fa certo eccezione. Ciò significa che se vogliamo un’immagine completa della città non bisogna sottovalutare alcune moderne realtà. Forse visitando questi enormi centri commerciali si può capire facilmente come il Bazar delle Spezie ed il Gran Bazar siano al giorno d’oggi delle attrazioni turistiche non solo per i milioni di turisti stranieri ma ormai anche per gli stessi abitanti di Istanbul.

Da sempre la Turchia si è contraddistinta per la qualità delle sue industrie tessili e per l’artigianato di gioielli, non è un mistero che molte importanti marche europee (ed anche italiane) producano i loro prodotti qui. Affianco quindi a tutti i brand internazionali più famosi si trovano molte marche turche che offrono prodotti di altissima qualità ad un prezzo assai competitivo. Ad esempio Mavi Jeans, Fabrika, Vakko, Beymen, Arzu Kaprol, Efor, Gizia, Machka, Roman, per quanto riguarda i vestiti; Derimod, Desa e Matraş, per i prodotti in cuoio; Altınbaş e Atasay per la gioielleria; Hotiç e Beta per le calzature, Paşabahçe per il vetro e la porcellana.

Ecco un breve elenco di centri commerciali e strade dello shopping che potete visitare se siete interessati a fare acquisti:

Shopping Centers

1. Kanyon
2. Cevahir
3. İstinye Park
4. City’s
5. Forum İstanbul

Strade dello shopping:

1. İstiklal Caddesi (Beyoğlu)
2. Bağdat Caddesi (Kadıköy)
3. Abdi Ipekçi (Nişantaşı)
4. Sultanahmet Meydanı (Sultanahmet)

Il sito di riferimento del Festival con le iniziative giorno per giorno: Istanbulshoppingfest.org


Ristoranti – Seconda Parte

Naz Turkish CousineDopo aver trattato in maniera introduttiva l’argomento dei Ristoranti di Istanbul, avendo già indicato alcune delle opzioni migliori che a nostro parere un turista può trovare, ed avendo ricevuto davvero moltissimi commenti di turisti che hanno gradito i nostri consigli, eccoci tornare sull’argomento con un nuovo articolo. Questa volta lo facciamo con undici brevi recensioni di altrettanti locali, non solo ristoranti. Come al solito, ce n’è per tutti i gusti.

Continua a leggere –> Ristoranti Parte II


Quando si parla di reciprocità

Passaporto Turchia

Molto spesso in Italia, all’interno del dibattito politico ma anche nei discorsi fra la gente comune, si sente fare riferimento alla parola “reciprocità” quando si toccano argomenti quali immigrazione e religione. Si sente dire che non si è disposti a costruire moschee in Italia perché “i musulmani non ci permettono di costruire chiese nei loro paesi”.

La Turchia è uno Stato la cui popolazione è per il 99% musulmana, nonostante questo, nella sola città di Istanbul sono presenti più di 100 chiese cristiane, nello specifico 60 chiese greco-ortodosse, 30 chiese apostoliche armene, 15 chiese protestanti, 10 chiese cattoliche. A Milano invece il numero di moschee è pari a zero, ed il suo sindaco ha garantito che le cose rimarranno così. Ma non è di religione che vogliamo parlare in questo articolo.

E’ un altro tipo di reciprocità quella che ci interessa, ed è legata alla libertà di movimento delle persone. Spesso sul nostro blog ci vengono chieste informazioni su quali documenti servono per entrare in Turchia, se basta la carta d’identità, e più recentemente se la carta d’identità col timbro di rinnovo viene accettata oppure no.

Vogliamo fare due esempi al riguardo.

Io, ragazzo italiano, voglio recarmi in Turchia per visitare Özge, la mia ragazza turca:

Posso decidere oggi stesso di comprare un biglietto per l’aereo che parte domani mattina, all’aeroporto di Istanbul mi basterà mostrare la mia carta d’identità, non ho bisogno neanche del passaporto che costerebbe 80 euro, non devo pagare nessun visto d’ingresso, semplicemente scendo dall’aereo ritiro i bagagli e raggiungo la casa di Özge, in cui posso stare senza nessun problema fino a 90 giorni.

Emre, ragazzo turco, vuole recarsi in Italia per visitare Claudia, la sua ragazza italiana:

Come primo requisito deve possedere un passaporto, che costa più di 100 euro. In secondo luogo è necessario ottenere un visto per l’ingresso in Italia, quindi deve contattare per tempo la sede del consolato italiano ad Istanbul e chiedere un appuntamento per presentare tutti i documenti richiesti. Se non ha tempo o la possibilità di recarsi presso l’ufficio del Consolato italiano può contattare una società che curerà la pratica, ovviamente pagando 30 euro in più. La domanda per ottenere il visto costa 75 euro, ma per uno studente come Emre può risultare assai difficile se non impossibile ottenerlo, per i motivi che ora spiegheremo. Deve per prima cosa mostrare il biglietto d’aereo di andata e soprattutto di ritorno, quindi comprarlo con largo anticipo (minimo due mesi), deve stipulare un’assicurazione di viaggio, deve mostrare la prenotazione dell’hotel in cui soggiornerà durante il periodo del viaggio, e deve mostrare l’estratto conto bancario degli ultimi sei mesi timbrato e firmato dalla banca. Ma Emre aveva solo intenzione di andare a casa della sua ragazza per 10 giorni, non in Hotel, ed oltretutto sta facendo un master all’università dopo essersi laureato in econometria, di conseguenza non ha ancora un reddito fisso, quindi come può fare? E’ necessario a questo punto fare compilare una lettera d’invito da parte della sua ragazza (anzi meglio dal padre della sua ragazza, per non fare nascere sospetti). La cosa è di per sé già abbastanza umiliante, ma si deve aggiungere che la lettera non basterà, perché bisogna anche garantire di possedere i soldi necessari per tutto il soggiorno (indicati da tabelle del ministero italiano), sono 44 euro al giorno per 10 giorni, quindi se Emre non possiede 440 euro sarà necessario mostrare una fidejussione bancaria da parte della persona che lo ha invitato. Dopo aver affrontato tutte queste spese e questa trafila burocratica, è possibile che vengano fatti ulteriori accertamenti e vengano richiesti altri documenti, ma in ogni caso è abbastanza probabile che il visto venga rifiutato per un qualsiasi futile motivo. Ovviamente le spese sostenute non verranno rimborsate, perché i 75 euro servivano solo per la domanda, ed anche se viene rifiutata ormai sono stati pagati, così come il biglietto d’aereo che rimarrà inutilizzato.

Vi pare che sussista una situazione di reciprocità?

Negli ultimi mesi abbiamo conosciuto molti turisti italiani e spesso raccontavamo a loro questa situazione, nessuno ne era al corrente e tutti rimanevano alquanto sorpresi venendone a conoscenza. Ci teniamo quindi che tutti i turisti italiani, per i quali è così facile organizzare un viaggio ad Istanbul, sappiano invece quali difficoltà deve affrontare un turco che vuole venire per turismo in Italia. L’esempio si riferisce ad uno studente ma è così per tutte le categorie, anche per lavoratori o uomini d’affari, la normativa si può leggere qui.

La Turchia è uno Stato di 80 milioni di abitanti, e non sono certamente tutti poveri, anzi i benestanti sono molti, l’Italia è un paese che esercita da sempre un fascino particolare sul popolo turco e sono moltissime le persone che vorrebbero fare un viaggio in Italia per ammirare le bellezze del Bel paese. Sono però in gran parte costrette a rinunciare dovendo sottoporsi a queste umilianti trafile burocratiche.

Molti giovani europei, compiuti i 18 anni possono permettersi di partire con il loro sacco a pelo e senza neanche un soldo in tasca viaggiare per tutta Europa, Turchia compresa, spostarsi da un Paese all’altro senza dover renderne conto a nessuno, accamparsi dove capita, andare a trovare amici o conoscenti senza programmare niente. Questa libertà è negata a qualsiasi giovane turco.


Capodanno 2011 ad Istanbul

IMPORTANTE: Consigliamo i lettori di leggere il nostro nuovo articolo dedicato al CAPODANNO 2015

Istanbul Capodanno

Come celebrano i Turchi la venuta del nuovo anno? Com’è Istanbul la sera del 31 dicembre? Quali sono le opzioni per passare al meglio quella notte?

Mancando poco più di un mese a questa ricorrenza sono già molte le mail che riceviamo riguardo l’argomento. Quelle che per noi vengono chiamate “festività natalizie” sono diventate il secondo periodo più importante di vacanze per gli italiani, e saranno quindi moltissimi i turisti che arriveranno ad Istanbul per fine anno o per l’inizio dell’anno nuovo.

La notte del 31 dicembre è diventata, in tutto il Mondo, la notte in cui “bisogna” divertirsi, la festività pagana per eccellenza, riconosciuta e celebrata in tutti i continenti, un enorme party globale. E il Paese della Mezzaluna non fa certamente eccezione.

In Turchia, fino a tempi molto recenti, la parte più conservatrice della società vedeva quella notte come una festività cristiana “alcolica” solo a causa della sua vicinanza col Natale. Allo stesso tempo, l’altra parte della società, quella laica, sublimava l’importanza della festa in quanto dichiarazione di modernità.

C’è parecchia confusione riguardo l’albero di Natale, che qui viene utilizzato per addobbare la casa proprio in occasione del 31 dicembre. Non bisogna peraltro dimenticare che prima di convertirsi all’islam, i Turchi pagani erano soliti adornare un pino in onore del Sole e che la tradizione ha poi probabilmente raggiunto i paesi nordici tramutandosi col passare del tempo in simbolo del Natale. Quindi una tradizione che molti secoli fa era turca è tornata qui per vie traverse ingenerando non poca confusione sui significati da attribuirle.

In effetti, ed in maniera non sorprendente, le opinioni riguardo la festa non sono ben definite, anzi sono spesso contraddittorie. Ma alla fine, in seguito all’inevitabile integrazione nell’economia mondiale e “grazie” all’opera di motivazione dei capitali privati, un senso psicologico di “festa necessaria” si è stabilizzato nella società.

Come risultato, specialmente ad Istanbul, le celebrazioni di fine anno hanno acquisito una struttura più orientata ai locali notturni. Ciò significa che bisogna decidere in anticipo (circa 2-3 settimane prima) il posto in cui si vorrà passare la serata. Può essere un club, un bar, un concerto, una discoteca, un ristorante che organizza un evento speciale. Altrimenti si può affittare un locale o una casa per fare un party con amici e conoscenti. Quindi ci sono davvero poche differenze rispetto a ciò che succede in Italia.

Gli hotel più grandi ed i ristoranti più famosi preparano tutti degli show speciali con cantanti o artisti famosi, vendendo un biglietto che include nel prezzo consumazioni illimitate di bevande alcoliche, oltre alla cena per chi preferisce. Anche tutti i locali ed i club più grandi organizzano delle feste-concerto per le quali bisogna prenotarsi in anticipo.

E per quanto riguarda le strade? In ogni grande piazza di Istanbul sono organizzati degli eventi dalle varie municipalità, tipicamente con un grande palco, dj, artisti e tanti fuochi d’artificio. Fino al 2007 si svolgeva uno street party molto carino nel quartiere di Nişantaşı, ma per ragioni di sicurezza non viene più organizzato.

La zona di Taksim ed in particolare Istiklal Caddesi è totalmente invasa da una marea di persone proveniente dalle periferie della città, ed è altamente sconsigliato decidere di attendere la mezzanotte in strada senza un piano preciso. Istanbul è una città di 16 milioni di abitanti e rimanere in balia della folla inusuale di quella notte non è per niente raccomandabile. Molto meglio partecipare ad una cena speciale in un bel ristorante o ad uno show in un locale alla moda, ricordandosi ovviamente di prenotare.

A partire da adesso, Buon Anno Nuovo!

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Qui sotto mettiamo una lista di locali da noi consigliati, non è mai facile consigliare in queste occasioni perchè i gusti delle persone sono molto vari, ma potete in ogni caso valutare le diverse opzioni e se avete delle richieste particolari potete chiederci intervenendo nei commenti.

Come abbiamo spiegato, essendo la festa di matrice occidentale, anche le celebrazioni sono di stampo occidentale, non ci può essere niente di tipico in una festa che non è tipica ma è importata e globalizzata, peraltro i vari club e locali organizzano la serata pensando ad un target di gente del posto, enfatizzando quindi la natura occidentale della festa, perchè una notte “straordinaria” deve essere per definizione diversa. Per evitare facili delusioni quindi non aspettatevi ballerine di danza del ventre in costume per le strade! Oltretutto c’è freddo!

Ogni ristorante ovviamente fa un menu speciale per capodanno, quindi vi rimandiamo alla nostra sezione ristoranti, in cui parliamo in generale dei nostri preferiti, qua inseriamo alcune scelte più particolari e probabilmente anche più dispendiose.

1) New Year’s Party @ Taps Bebek

Nella zona esclusiva di Bebek, una yalı di 3 piani sul Bosforo con splendido panorama. Locale famoso per le sue birre speciali, prodotte artigianalmente. Il menu speciale è curato da alcuni chef di cucina internazionale. Musica e divertimento a seguire per tutta la notte.

Entrata: 135 TL (alcolici inclusi senza limiti)
Entrata + cena: 185 TL
A partire dalle 19.30

2) The Essential Trip To The New Year @ Refresh The Venue

Il più grande party della città, in zona Maslak, musica elettronica con ben 25 Dj.

Entrata: 50,00 TL
Entrata VIP: 100,00 TL
Tavolo per 4 riservato: 250 TL

A partire dalle 21.30

3) Kız Kulesi, Üsküdar

Proprio in mezzo al Bosforo, sulla famosa Kiz Kulesi, nel ristorante all’interno della Torre, cena con menu speciale, alcolici compresi nel prezzo senza limiti, e spettacoli di danza del ventre.

Per prenotare: +90 212 727 40 50

Prezzo: 250 TL

4) Levendiz Rum Meyhanesi

Nei pressi di Ortaköy, in posizione strategica e perfetta con stupendo panorama, una tipica Meyhane del Mar Egeo con influenze greche e armene. Menu speciale e musica dal vivo con Buzuki Uğur.

Per prenotare: +90 212 236 72 56

Prezzo: 200 TL

5) Mimolett Restorant

Nel bellissimo e raffinato quartiere di Cihangir, un ristorante molto rinomato che ha avuto un successo incredibile nel 2010 con recensioni entusiaste e con l’ambizione di ottenere a breve la stella michelin (come primo ristorante in Turchia). Cucina con forte ispirazione francese ma con ingredienti rigorosamente turchi. Menu speciale con 13 piatti.

Prezzo : 300 TL

Per prenotare: mimolett@mimolett.com.tr

6) Oldies but Goldies Party @ Babylon

Il locale più famoso e mitico di musica dal vivo di Beyoğlu. Speciale party di fine anno con dj locali.

Prezzo: 66 TL

7) New Year’s Eve Oldies’ Party @ GHETTO

Un’alternativa al Babylon, party nostalgico con possibilità anche di cenare.

Entrata: 45,00 TL
Entrata+cena ed alcolici: 140,00 TL

8 ) New Year’s Eve @ Çırağan Palace

Palazzo Çırağan è senza dubbio uno dei Palazzi Ottomani più belli di Istanbul, al suo interno oltre ad un hotel di lusso ci sono alcuni ristoranti fra cui il Tuğra Restaurant, il prezzo è molto elevato ma ripagato dallo splendore del palazzo e dalla magnifica vista sul Bosforo. La cena è accompagnata da una performance di un Trio jazz, a seguire musica con Dj per tutta la notte.

Prezzo: 360 TL (bevande escluse)

9) New Year Party @ Supperclub

Sempre ad Ortaköy, un altro interessante club con musica elettronica lounge.

Entrata: 90 TL
Entrata+cena+alcolici: 275 TL

10) Al Jamal

L’unico ristorante con spettacoli di danza del ventre che ci sentiamo di consigliare, non turistico ma frequentato abitualmente dal jet set di Istanbul, un locale sui generis e davvero particolare, ottima cucina libanese, alcolici senza limiti compresi nel prezzo e divertimento assicurato.

Per prenotare: info@capamarka.com.tr

11) New Year’s Eve @ Orient Express

Cenone e Party alla stazione di Sirkeci sull’Orient Express, menu di cucina turca con alcoolici senza limiti dalle 20 alle 23 a seguire party con DJ proprio all’interno dei vagoni del mitico treno Orient Express e della storica stazione.

Prezzo: 175 TL

Per prenotazioni rivolgersi a Biletix: 0216 302 15 55 / website