Il nuovo aeroporto di Istanbul

Nuovo aeroporto Istanbul

Ancora non ha un nome, per ora viene indicato semplicemente come il “Nuovo aeroporto di Istanbul” oppure il “Terzo aeroporto“, ma ormai siamo agli sgoccioli ed anche se di certezze riguardo il termine dei lavori non ce ne sono, la data dell’inaugurazione è fissata per il 29 ottobre.

Il nuovo aeroporto sarà operativo a tutti gli effetti dall’1 novembre 2018 e nello stesso giorno cesserà le sue attività l’aeroporto Atatürk. Non sono stati forniti chiarimenti per chi possiede già un biglietto successivo all’1 novembre con arrivo o partenza da Atatürk, ma dato che il nuovo aeroporto avrà lo stesso codice IATA del suo predecessore (IST), è presumibile che tutti gli aerei in arrivo o in partenza da Atatürk verranno semplicemente trasferiti al nuovo aeroporto.

Il nuovo aeroporto di Istanbul è stato costruito in un tempo record di 5 anni e sarà il più grande aeroporto del mondo, con una capacità annuale di 150 milioni di passeggeri (ampliabile fino a 200 milioni in futuro). Istanbul punta quindi a diventare l’hub più importante del mondo, lo scalo per eccellenza non solo per i voli dall’Europa all’Asia ma anche verso L’Africa ed il Sud America.

COME ARRIVARE DAL NUOVO AEROPORTO AL CENTRO DI ISTANBUL

L’aeroporto si trova a Nord di Istanbul, nei pressi del Mar Nero sul lato europeo della città. E’ piuttosto lontano dal centro (circa 50 chilometri), in futuro sarà collegato alla città con due linee di metro ma le linee entreranno in funzione proabilmente nel 2020. Per il momento i collegamenti con il centro saranno quindi solo su gomma.

La municipalità ha previsto l’impiego di 150 autobus di linea suddivisi in 18 linee, fra queste linee quella di sicura utilità per i turisti è la linea Yenikapi/Sirkeci, con partenze ogni 10 minuti e tariffa di 18 lire turche. Il problema però sarà relativo ai tempi di percorrenza, considerate le distanze, il traffico e le varie fermate si prevede un tempo di percorrenza di circa un’ora e mezza.

Per questo motivo saranno sempre utili gli shuttle della compagnia Havabüs, ma per il momento non si hanno notizie riguardo orari, tariffe e tempi di percorrenza.

Se per comodità volete prenotare un transfer privato in anticipo possiamo fornire questo servizio. E’ una soluzione consigliata se non volete usare i mezzi pubblici e soprattutto se siete un gruppo numeroso (da 6 persone in su). I prezzi partono da 50 euro a tratta. Possiamo noleggiare anche autobus di grandi dimensioni fino a 50 posti. Se siete interessati potete contattarci via mail o lasciare un commento qui sotto.

Vota se ti è stato utile

Il nuovo aeroporto di Istanbul Overall rating: ★★★★★ 4.9 based on 239 reviews
5 1


Natale 2018 a Istanbul

Importante: Consigliamo a tutti di leggere bene le nostre varie sezioni del blog per poter organizzare il vostro soggiorno a Istanbul, in particolare la nostra Istanbul Guida. Segnaliamo inoltre la possibilità di effettuare con noi visite guidate per ogni tipo di itinerario, il modo migliore per ottimizzare il tempo a disposizione e per visitare tutti quei quartieri che di solito è difficile visitare autonomamente.

——————————————————————————————————————————————————————————-

Come già detto nei nostri articoli relativi al Capodanno, sono moltissimi gli italiani che decidono di passare alcuni giorni delle festività natalizie ad Istanbul. La maggior parte degli italiani solitamente arriva nei giorni a cavallo dell’anno nuovo, fra il 28 dicembre ed il 2 gennaio. “Il Natale con i tuoi” viene quindi in genere rispettato e si decide di partire in seguito alla festa passata in famiglia.

Alcuni turisti decidono però di passare anche la vigilia ed il giorno di Natale ad Istanbul, in questo caso è bene dare qualche consiglio, che potrebbe peraltro risultare utile anche alla nutrita comunità italiana di Istanbul.

Il 24 ed il 25 dicembre sono dei giorni normali, è tutto regolarmente aperto non trattandosi di giorni festivi, può sembrare banale ma è bene ricordarlo perchè a volte ci arrivano mail che richiedono chiarimenti al riguardo.

Potrebbe apparire stravagante ricercare l’atmosfera natalizia in un Paese di religione non cristiana come la Turchia, ma in realtà , complice la globalizzazione, usi e costumi tipicamente natalizi rendono alcune zone della città del tutto simili a quelle delle città italiane.

In particolare, passeggiare per Nişantaşı o per Bağdat Caddesi potrebbe dare la sensazione di trovarsi sulla 42a Strada a New York: alberi giganti, strade scintillanti piene di luminarie, vetrine addobbate a festa, le tipiche canzoncine natalizie che risuonano dagli altoparlanti dei negozi. La zona di Tahtakale ad Eminönü invece è quella in cui è possibile acquistare tutti i generi di addobbi natalizi, presepe escluso.

Ovviamente tutto questo a Istanbul non ha niente a che vedere col Natale, gli addobbi e le luminarie vengono allestiti per il Capodanno, ma a livello percettivo la differenza è davvero minima.

Il continuo aumento della popolazione di expat provenienti da tutto il mondo è anche alla base della recente tendenza di proporre il cenone o il pranzo di Natale da parte di alcuni ristoranti. Alcuni esempi sono l’ottimo Bosphorus Brewing Company di Gayrettepe e il Tag Cafe & Bistro di Taksim.

Per gli italiani che vivono a Istanbul e che non faranno ritorno in Italia per le feste, non sarà comunque un problema procurarsi un pandoro o un panettone, ormai molte marche italiane si trovano facilmente sia nei supermercati come Macrocenter e Carrefour, sia nelle botteghe più specializzate di Beyoğlu, Niiantaşı e Kurtuluş. Il prezzo è circa il doppio rispetto all’Italia, ma se la nostalgia vi assale, ne vale la pena.

E’ possibile inoltre celebrare il Natale recandosi alle cerimonie religiose che si tengono in tutte le Chiese Cattoliche di Istanbul. In particolare segnaliamo quella di Sant’Antonio da Padova, quella di Santa Maria Draperis (la nostra Chiesa preferita) e quella di San Pietro e Paolo, le prime due si trovano su Istiklal Caddesi, la seconda è più piccola e raccolta, molto bella e di solito meno frequentata, la terza si trova a pochi metri dalla Torre di Galata.

Vi lasciamo con un breve schema riassuntivo delle Messe previste per il giorno di Natale e per la Vigilia:

Chiesa di Sant’Antonio da Padova
Istiklal Caddesi, 171, Beyoğlu
24 Dicembre: ore 20 Inni di Natale, ore 21 Nascita di Cristo
25 Dicembre: Santa Messa ore 10 in inglese, ore 10.30 in polacco, ore 11.30 in Italiano, ore 19 in turco

Chiesa di Santa Maria Draperis
Istiklal Caddesi, 431, Beyoğlu
24 Dicembre: ore 20 Inni di Natale
25 Dicembre: Santa Messa ore 11.30 in Italiano

Chiesa di San Pietro e Paolo
Galata Kulesi Sokak 44, Beyoğlu
24 Dicembre: ore 22 Santa Messa
25 Dicembre: ore 11 Santa Messa

 


Turismo in Turchia: la situazione nel 2018

Sono passati sette anni da quando abbiamo aperto Scoprire Istanbul, e proprio sette anni fa scrivevamo questo articolo che intercettava e descriveva la fase di maggiore crescita del turismo in Turchia.

Una crescita cominciata agli inizi degli anni 2000, continuata ininterrotta per quindici anni. La Turchia era diventata una delle prime sei destinazioni mondiali, ed Istanbul, capitale europea della cultura nel 2010, era il suo fiore all’occhiello. Dai 12 milioni di visitatori annuali del 2002 si era arrivati ai 41 milioni del 2014. L’Italia con i suoi 48 milioni era ormai nel mirino ed il sorpasso era vicino.

Poi, improvviso, il crollo. Nella seconda metà del 2015 si scorgono le prime avvisaglie di una crisi che diventa profondissima nel 2016, annus horribilis a tutti gli effetti per la Turchia, fra terrorismo e tentativo di colpo di Stato. In un solo colpo gli arrivi annuali sono scesi a 25 milioni, tornando ai livelli del 2008.

L’ultimo attentato ad Istanbul risale alla notte del 31 dicembre 2016. Nel 2017 e nel 2018 in Turchia non si è verificato nessun episodio di terrorismo, un anno e mezzo che invece ha funestato con attacchi continui molte altre città in Europa, da Londra a Manchester, da Parigi a Barcellona fino a New York, episodi addirittura anche in Finlandia ed Australia.

A seguito di questa ormai lunga fase di calma, si è verificato il ritorno in massa in Turchia dei turisti russi ed il forte aumento dei turisti arabi. Analizzando i dati in maniera non superficiale si nota però che il calo dei turisti europei (-35% nel 2016) si è ulteriormente aggravato nel 2017. In particolare l’afflusso degli italiani, già calati nel 2016 del 60%, ha continuato a ridursi nel 2017 di un ulteriore 13%.

Pare che la Turchia sia uscita completamente dai radar turistici degli italiani. Le crociere hanno smesso di arrivare, la destinazione è stata addirittura tolta dai cataloghi di viaggio dei tour operator. Un vero peccato, sotto tutti i punti di vista.

Oltre alla crisi che ha colpito Istanbul, con decine di hotel costretti a cessare le attività, ristoranti in fallimento, storiche agenzie che hanno chiuso i battenti, anche le splendide località balneari dell’Egeo che erano in rampa di lancio hanno dovuto far fronte ad un drastico calo, per non parlare della meravigliosa Cappadocia, che noi visitiamo ogni primavera e che quest’anno abbiamo trovato dolorosamente deserta.

Un peccato, dicevamo, per tutti gli operatori turchi, ma anche per gli stessi turisti, che spinti dalla paura si negano la possibilità di visitare e godere le bellezze di Istanbul e della Turchia. A maggior ragione ora, che soggiornare da queste parti è talmente conveniente da sembrare regalato.

Gli hotel praticano sconti del 60-70% rispetto ai prezzi di un paio di anni fa. Gli inavvicinabili hotel 5 stelle che avevano prezzi nell’ordine dei 300 euro a notte, ora fanno prezzi sui 90 euro. Si trovano alberghi addirittura a 15 euro a notte, alcuni sono diventati così economici che i ragazzi in Erasmus preferiscono soggiornare per mesi in hotel piuttosto che cercare casa in affitto.

A tutto questo bisogna aggiungere la fortissima svalutazione della lira turca: nel 2014 un euro valeva 2,8 lire, oggi un euro vale 4,5 lire. Ciò significa che si può tranquillamente pranzare in locanda con 3-4 euro, e per una cena senza alcolici sarà difficile superare i 10-12 euro. Anche lo shopping è sempre più conveniente.

L’augurio che il turismo possa finalmente riprendersi e ritornare sui livelli di qualche anno fa potrebbe suonare banale, ma per chi come noi qui in Turchia ci vive e ci lavora, è sicuramente frustrante notare ad esempio che il Regno Unito, colpito da numerosi episodi di terrorismo negli ultimi tempi, non stia risentendo minimamente dei problemi relativi alla sicurezza ed anzi grazie alla svalutazione della Sterlina sia in pieno boom turistico.

E’ evidente quindi che la percezione del rischio sia sempre del tutto arbitraria.

D’altra parte la vita a Istanbul procede come sempre, vengono organizzati decine di eventi, conferenze, festival culturali, concerti con artisti internazionali (a maggio Nina Zilli, a giugno ci saranno i Massive Attack, a luglio dopo 11 anni tornerà Shakira), eventi sportivi del massimo livello (come le finali di Eurolega e gli Europei di Basket).

Noi continuiamo non solo a viverla ma anche a farla vivere a tutti i turisti italiani che richiedono le nostre visite guidate. Sicuri che cominceranno ad aumentare.

Aggiornamento Luglio 2018:

Sia durante la primavera che durante l’inizio dell’estate c’è stato un buon afflusso di turisti da tutta Europa e anche dall’Italia (un aumento di circa il 40%). Nei primi 6 mesi del 2018 sono ben 16 milioni i turisti stranieri che hanno visitato la Turchia.

La situazione si mantiene di completà normalità, le elezioni di fine giugno si sono svolte senza alcun tipo di tensione. Una notizia importante è che il 18 luglio dopo esattamente due anni dal tentato golpe è stato finalmente revocato la Stato d’emergenza. Un altro passo quindi verso la completa normalizzazione della questione sicurezza.

Noi continuiamo come sempre a fornire servizi di visite guidate a Istanbul ed a partire da settembre saremo attivi anche in Cappadocia. Già fin da ora chi fosse interessato può contattarci via mail.

Aggiornamento Agosto 2018:

A seguito della crisi del tasso di cambio e della forte svalutazione della lira turca, ancora una volta riceviamo mail da persone preoccupate che ci chiedono se ci sono problemi.

Di solito per il turista la notizia della svalutazione della moneta del Paese che si andrà a visitare è la migliore notizia che possa esserci, ed infatti leggendo i commenti sulla stampa inglese ci sono persone che decidono di prolungare le loro vacanze al mare in Turchia e molto contente di poter spendere meno di una sterlina per una birra. I turisti arabi addirittura, come segnalato in questo video di Repubblica, fanno le code davanti alle boutique del lusso perchè anche l’acquisto delle marche più famose internazionali è ultra conveniente.

Ma evidentemente in Italia il cortocircuito informativo ha raggiunto un tale livello che ormai qualsiasi titolo di giornale collegato alla Turchia porta non si sa perchè necessariamente pericoli e rischi.

Confermando quindi che non c’è assolutamente nessun problema relativo alla visita di Istanbul e della Turchia in questo periodo, facciamo notare anzi che per un turista straniero in questo periodo è davvero molto conveniente fare le vacanze in Turchia.

Facciamo un esempio pratico: Se 3 mesi fa la cena in buon ristorante turco costava 100 lire oggi costa sempre 100 lire. Ma 3 mesi fa 100 lire valevano 20 euro, oggi valgono 12 euro. Quindi un turista italiano può cenare in un buon ristorante con 12 euro invece che con 20 euro.

Vota se ti è stato utile

Turismo in Turchia: la situazione nel 2018 Overall rating: ★★★★★ 4.9 based on 239 reviews
5 1


Nonostante tutto

Istanbul Balat Neve

Si è appena concluso un anno decisamente brutto e difficile. Per noi, per Istanbul e per la Turchia in generale.

Il 2017 purtroppo non è iniziato nel migliore dei modi.

Come avete notato la nostra attività sul blog è ferma da parecchio tempo. E’ da molti mesi che non pubblichiamo nessun nuovo articolo.

La sequenza di tragici eventi ci ha provocato una specie di blocco psicologico, costringendoci a farci delle domande sul nostro lavoro e sulla nostra funzione.

Ogni volta che eravamo sul punto di ricominciare a scrivere, un nuovo fatto doloroso colpiva il Paese e di riflesso colpiva noi, relegandoci nuovamente al silenzio.

Il timore di venire fraintesi alimentava i nostri dubbi.

Pubblicare un nuovo articolo sui migliori ristoranti che abbiamo provato negli ultimi mesi significa negare quanto di terribile sta accadendo? Parlare dello splendore di alcuni quartieri significa invogliare i turisti a visitare una città poco sicura?

Chi lavora nel settore turistico come noi quest’anno ha subìto più di ogni altro le conseguenze della situazione legata al terrorismo. Qualsiasi cosa scritta da un esponente del settore viene ritenuta poco credibile, atta a minimizzare le circostanze per interessi personali.

La credibilità è stata negli anni il nostro maggiore punto di forza. La sola eventualità che potesse essere messa in dubbio ci ha portati ad un silenzio autoimposto.

Ma adesso ci siamo stancati di stare zitti.

Ricominceremo a scrivere di questa città perché è quello che sappiamo fare. Perché prima di diventare il nostro lavoro è stata la nostra passione. Perché nonostante tutto la città continua a vivere e noi viviamo con lei. Perché qui vivono 16 milioni di persone, vivono i nostri amici, e fra le altre vive anche una bellissima comunità di circa tremila italiani. Perché anche se schiacciata dal dolore questa città conserva ancora la sua bellezza unica. Ed è questa bellezza che ci tiene attaccati a lei.

A cosa servirà?

Servirà soprattutto a noi, per ritrovare il nostro equilibrio.

Servirà a voi, prima o poi, perché in ogni caso qui non c’è la guerra e non è vietato venire. E comunque tutto questo, un giorno vicino o lontano, finirà.

Servirà, ci auguriamo, a farci sentire la vostra solidarietà e la vostra vicinanza, perché adesso ne abbiamo davvero bisogno.

Abbiamo aperto questo blog 6 anni fa con la sola volontà di condividere la bellezza. Continueremo a farlo, nonostante tutto.


Istanbul è sempre qui

Istanbul panorama

Gli attentati avvenuti nei mesi scorsi a Istanbul, come era logico aspettarsi, hanno inflitto un pesante colpo al settore turistico.

Abbiamo ricevuto molte mail di persone che avevano programmato vacanze in Turchia e manifestavano indecisioni, timori, paure. La maggior parte ha cancellato direttamente il viaggio.

Noi, in una situazione come questa, non siamo nella condizione di dare consigli, perché si tratta esclusivamente di sensazioni personali, la paura d’altra parte è un sentimento soggettivo.

Non bisogna dimenticare infatti che l’obiettivo del terrorismo, come dice la parola stessa, consiste nel diffondere il terrore. Lo scopo non è sicuramente quello di fare più danni possibili in termini di vittime, ma è di creare panico ed insicurezza colpendo luoghi sensibili e simbolici.

I due episodi di gennaio e di marzo hanno colpito in entrambi i casi due luoghi centralissimi della città ed hanno avuto perciò un impatto emotivo molto forte. Lo scopo è quindi stato raggiunto.

Dal momento in cui siamo tutti costretti a convivere con questa situazione di insicurezza generalizzata, può essere utile staccarsi dalla dimensione emozionale e provare a concentrarsi su aspetti più razionali. In questo caso le statistiche ci danno una mano.

Nei due episodi terroristici hanno perso la vita 15 persone, a seguito di questi episodi molte persone hanno cominciato ad evitare di prendere i mezzi pubblici (anche se i due attentati non sono avvenuti sui mezzi pubblici). Conosco molte persone che non prendono più la metro per recarsi al lavoro ma utilizzano la macchina. Ad Istanbul ogni anno si verificano circa 40mila incidenti stradali nei quali perdono la vita circa 250 persone, una media di 20 al mese.

Se rimaniamo legati agli aspetti razionali ci rendiamo conto facilmente del paradosso.

Ma non è per niente facile rimanere razionali, ed è proprio questa la sfida che ci troviamo davanti non solo noi abitanti di Istanbul, ma anche abitanti di Parigi, di Bruxelles, e di altre città nel mirino fra cui purtroppo città italiane.

Istanbul è una città di 16 milioni di abitanti e la vita in ogni caso deve andare avanti come sempre, le strade sono affollate, i ristoranti e i bazar sono pieni, si va al festival del cinema, si va allo stadio, il Beşiktaş di Quaresma e Mario Gomez sta vincendo lo scudetto, il Vakıf Bank di Giovanni Guidetti ha vinto il campionato di pallavolo femminile, il Fenerbahçe di Gigi Datome si gioca il successo nella final four di Eurolega di basket, Ferzan Özpetek sta girando in città il suo nuovo film.

Tutto procede come prima, e se così non fosse peraltro il terrorismo avrebbe vinto.

Certo per adesso mancano i turisti, ma torneranno. Magari spinti dai prezzi dei biglietti aerei che si sono abbassati di parecchio (il volo da Bologna costa solo 25 euro con Pegasus), magari invogliati dalle offerte degli hotel in città che applicano sconti fino al 60%, o magari semplicemente per non darla vinta al terrore.

Noi, in ogni caso, siamo qui.