Le migliori serie TV turche

Erkenci Kus Italia

Istanbul è una delle destinazioni turistiche più importanti del mondo, grazie alla sua storia millenaria ed alle bellezze naturali della città. Ultimamente però, sommate al classico turismo culturale, troviamo delle ondate di turismo non tradizionali legate a settori diversi. Il primo settore, in grande espansione, è quello del turismo medico. La seconda ondata di turismo che si è sviluppata negli ultimi anni è quella legata alle produzioni televisive locali.

Le serie turche stanno andando fortissimo in tutto il mondo già da una decina di anni, tanto che il turismo dai Paesi arabi ha avuto un boom a partire da 7-8 anni a questa parte, mentre negli ultimi 5 anni è stato il turno dei turisti latinoamericani. Può sembrare quasi assurdo che il Sudamerica, la patria storica delle telenovelas, abbia potuto subire il fascino delle produzioni turche, ma è successo davvero. Tanto da essere diventato un vero e proprio fenomeno di massa, con ascolti altissimi e record di share in Paesi come Argentina, Colombia, Perù e Messico.

L’industria televisiva turca produce a ritmi frenetici, la Turchia è diventata il secondo produttore mondiale di serie televisive, dietro solo agli Stati Uniti, ed ha saputo valorizzare i suoi prodotti adattandosi alle richieste del mercato.

Perchè hanno successo le serie turche

Cosa c’è di speciale in queste soap opera che hanno avuto e continuano ad avere un successo planetario?

In realtà alcune caratteristiche di base sono sempre presenti e non si distanziano molto dalle telenovele classiche: una storia d’amore, attori molto belli (con l’aggiunta in questo caso del fascino esotico), e differenze di classe (il classico tema del ricco che si innamora del povero).

Ma ci sono anche tante differenze che ne aumentano il fascino: sono più innocenti (il sesso è assente) esasperando quindi il lato romantico; sono molto varie, non ci sono solo serie drammatiche, anzi in molte serie si enfatizzano i toni leggeri e da commedia; il contrasto fra tradizione e modernità, tipico della cultura turca, esercita curiosità ed empatia.

La differenza fondamentale risiede comunque negli spazi utilizzati. Le soap opera tradizionali peccano di un uso eccessivo dei set, mentre quelle turche propongono scenari reali come sfondo, facendo della Turchia stessa, ed in particolare di Istanbul, un altro protagonista all’interno della trama. Quest’ultimo punto, unito ad un sapiente uso della fotografia, porta realismo e profondità all’interno delle storie, ed esercita una forte attrazione nei fan di queste produzioni data l’estrema bellezza degli scenari.

Le serie turche in Italia

L’Italia arriva sulle serie turche un po’ in ritardo rispetto ad altri Paesi, ma il boom sta iniziando e di sicuro non si fermerà facilmente. Certo tutto dipende dalle scelte dei network televisivi italiani, dato che si tratta sempre di prodotti che vanno acquistati.

Per dare un’idea della vastità del settore, bisogna spiegare che molte serie che hanno avuto un successo enorme al di fuori della Turchia, in realtà in patria sono poco conosciute, questo perché spesso vengono acquistate all’estero le produzioni che hanno un prezzo più basso. Questo fu il caso ad esempio di Kiraz Mevsimi (Cherry Season), la prima serie turca trasmessa in Italia un paio di anni fa, che pure ebbe un ottimo successo, ma che di fatto era totalmente sconosciuta in Turchia.

Questa estate Canale 5 ha deciso di trasmettere la serie “Dolunay (Bitter Sweet: ingredienti d’amore), anche questa praticamente sconosciuta in Turchia, tanto che è stata sospesa dopo la prima stagione. Nonostante questo, il successo di pubblico in Italia è stato clamoroso, soprattutto grazie alla bellezza del protagonista Can Yaman.

E’ facile quindi immaginare che prossimamente vederemo sugli schermi italiani anche la nuova serie che vede protagonista Can Yaman insieme alla bella Demet Özdemir, ovvero “Erkenci Kuş” che ha avuto ottimi risultati di ascolto nell’ultimo anno anche in Turchia.

Le serie turche come detto sono centinaia, e quelle trasmesse in Italia non sono sicuramente fra le migliori, quindi potete immaginare la qualità delle altre. Qui di seguito troverete una piccola rassegna delle serie che hanno avuto grande successo sia in Turchia che all’estero, in particolare in America Latina, e che si spera verranno trasmesse in futuro anche in Italia. Come detto è solo un piccolo elenco, la lista sarebbe infinita!

Kara Sevda (Amore nero)

Probabilmente la soap opera turca di maggior successo in tutto il mondo, ogni nuovo episodio trasmesso in Tv diventava trend su twitter a livello mondiale. Racconta la storia di Kemal (Burak Özçivit), un giovane studente della classe media, innamorato di Nihan (Neslihan Atagül), figlia di una famiglia benestante. Insieme superano gli ostacoli derivanti dalle differenze di classe fino a quando Kemal deve trasferirsi a Zonguldak per lavoro. La famiglia di Nihan costringe la giovane donna a sposare Emir, innamorato di lei fin dall’infanzia, ma non ricambiato.

Nihan vive nello splendido e lussuoso quartiere costiero di Yeniköy, assolutamente da vedere se sei un fan della serie. Il quartiere si trova sulla costa europea dello stretto del Bosforo, tra i quartieri Istinye e Tarabya.

Emir vive invece nel più modesto ma non meno affascinante quartiere di Kuzguncuk, situato sul lato asiatico del Bosforo. La particolarità di questo quartiere è che si trova in una valle che si apre sul Bosforo, isolata dalla parte principale della città. È un posto bellissimo, circondato da riserve naturali e pieno di storia.

Una nota curiosa: i protagonisti di questa bellissima storia sono una coppia nella vita reale e stanno per diventare genitori!

Fatmagül’ün Suçu Ne? (Qual è la colpa di Fatmagül?)

La terribile storia di Fatmagül (Beren Saat) ci ha affascinato per il coraggio della giovane donna di fronte ai pregiudizi della società. Fidanzata con un pescatore di nome Mustafa (Fırat Çelik), subisce una violenza di gruppo per mano di Selim, Vural ed Erdoğan, tre giovani ricchi che sono in vacanza nella città di Izmir, alla quale assiste come testimone Kerim (Engin Akyürek).

Quando la storia diventa nota, Mustafa la rifiuta e la maltratta, a causa della situazione sociale e della vergogna causata, ed è costretta a sposare Kerim. Sebbene Fatmagül inizialmente disprezzi il giovane, lui le confessa di non aver partecipato alla violenza e gradualmente conquista il suo cuore, fino a quando un giorno per dimostrare il suo amore decide di arrendersi alla giustizia e accusare i veri colpevoli.

Fatmagül e Kerim si spostano a Istanbul, sul lato asiatico, nel quartiere di Beykoz. È un luogo paradisiaco pieno di storia, scelto dall’alta società ottomana durante il diciannovesimo secolo come luogo di svago.

Erkenci kuş (Uccello mattiniero)

Senza dubbio la serie del momento. L’appassionante storia di Sanem (Demet Özdemir) e dei due bei fratelli, Can (Can Yaman) ed Emre (Birand Tunca), i proprietari della rivista in cui la giovane donna lavora è molto romantica. La prima (e probabilmente unica) stagione è durata ben 51 puntate ed è andata in onda in Turchia da giugno 2018 fino ad agosto 2019.

Come al solito non c’è solo la storia sullo schermo, poiché le voci sulla possibile relazione tra il bellissimo Can Yaman e la stupenda Demet Özdemir, fanno impazzire tutti i fan. Mentre i protagonisti negano categoricamente tutto ciò, il loro atteggiamento sembra dire il contrario.

La serie è stata girata in gran parte negli studi cinematografici di Beykoz Kundura e nella zona di Tuzla, una cittadina all’estrema periferia orientale di Istanbul. Tutte le scene esterne più belle comunque hanno come sfondo le zone più belle di Istanbul e non sarà difficile riconoscere i luoghi passeggiando per il centro o lungo il Bosforo.

Muhteşem Yüzyıl (Il secolo magnifico)

Questo bellissimo romanzo d’epoca racconta la storia dell’ascesa al potere di Solimano il Magnifico (Halit Ergenç), il sultano più influente nella storia dell’Impero Ottomano e il suo rapporto con la sua preferita, Hürrem (Meryem Uzerli), la sultana più importante della storia.

Questo è stato il progetto più costoso della televisione turca, una produzione di altissima qualità che ha avuto successo in tutto il mondo.

La maggior parte della serie ha come sfondo il Palazzo Topkapı, che fu il centro amministrativo dell’Impero turco dal 1465 al 1853 e si trova tra il Corno d’oro e il Mar di Marmara, offrendo una vista privilegiata sul Bosforo. Naturalmente questo palazzo può essere visitato in tutte le sue sezioni, compreso l’harem, in modo da potersi immergere completamente nelle atmosfere della serie.

Paramparça (In mille pezzi)

In questa drammatica storia, il destino fa nascere due bambine di diverse classi sociali, Gülseren (Nurgül Yesilçay) una ragazza bella ma povera che vive in un umile quartiere di Istanbul e Dilara (Ebru Özkan) proveniente da una famiglia molto ricca, nello stesso ospedale. La somiglianza dei loro cognomi provoca confusione e porta un’infermiera a scambiare le due neonate. Quando anni dopo la verità viene alla luce, sorgono ovviamente problemi tra le famiglie.

Questa tragica e bella storia ha come sfondo il Bosforo, da Tarabya fino a Bebek. La splendida dimora della serie non è altro che lo Yalı Edip Efendi, un gioiello architettonico situato nel quartiere di Kandilli, sul lato asiatico del Bosforo e che gode di una vista privilegiata sullo stretto.

Binbir Gece (Le mille e una notte)

Bellissimo adattamento moderno di un classico della letteratura. Racconta la storia di Onur (Halit Ergenç), un milionario diffidente che paga la sua splendida impiegata Sherezade (Bergüzar Korel) in cambio di rapporti sessuali con lei. Quello che non sa è che lo fa per ottenere i soldi di cui ha bisogno per far operare suo figlio Kaan (Efe Çinar), malato di leucemia. Quando Onur scopre la vera storia di Sherezade, cerca di conquistarla e diventa il suo protettore, innamorandosi perdutamente.

La bella casa in cui Onur e Sherezade vivono insieme non è altro che lo Yalı di Ahmet Afif Pasha, una magnifica dimora situata nel quartiere Yeniköy, nella parte europea del Bosforo.

Aşk-ı Memnu (Amore proibito)

Chi non ha sofferto vedendo la povera Bihter (Beren Saat) dibattersi tra l’odio nei confronti di sua madre Fatma (Nebahat Çehre), l’amore proibito che prova per il bel giovane Behlül (Kıvanç Tatlıtuğ) e la lealtà che sente di dovere a suo marito milionario Adnan?

Questa serie ha infranto tutti i record di pubblico in America Latina e in Turchia, il parlamento turco ha addirittura fermato le sue funzioni per non far perdere la puntata finale ai parlamentari!

La dimora in cui si sviluppa principalmente la trama si trova nel distretto di Sarıyer, nella parte europea di Istanbul.

Kuzey Güney (Due fratelli e un amore)

L’adattamento turco di Rich Man Poor Man ci racconta la storia di Kuzey e Güney, due fratelli completamente diversi, il cui unico punto in comune è l’amore che entrambi provano per la bella Cemre (Öykü Karayel). Dopo un terribile incidente stradale in cui un uomo muore, Kuzey si auto accusa pur di salvare Güney dalla prigione, pur sapendo che ha già una relazione con Cemre. Quando esce di prigione, quattro anni dopo, cerca di riprendersi la vita, affrontando tutte le difficoltà del caso ed il ricordo di Cemre che lo tormenta.

E’ stata una delle prime serie turche ad avere successo in tutto il mondo, girata fra il 2011 ed il 2013, la star è il famoso attore Kıvanç Tatlıtuğ, considerato uno fra gli attori più belli in assoluto.

Questo dramma è stato interamente girato nel quartiere di Üsküdar, sul lato asiatico, proprio all’ombra del Ponte sul Bosforo.

Cesur ve Güzel (Bello e coraggioso)

Senza dubbio, Cesur (ancora Kıvanç Tatlıtuğ) ha messo alla prova i cuori di tutti i fan dibattendosi tra il suo amore per Sühan (Tuba Büyüküstün) e il suo desiderio di vendetta. Dopo aver salvato la giovane dalla sua malvagia e invidiosa cognata Cahide, Cesur riesce ad accedere alla famiglia Korludağ, anche se ciò che dovrebbe essere un successo per il suo percorso di vendetta si trasforma in indecisione dati i sentimenti che prova per la bellissima Sühan.

La serie non è stata girata a Istanbul, la proprietà della famiglia Korludağ si trova a Polonezköy, un piccolo paesino nella provincia di Istanbul, a circa 40 minuti di auto.

Ezel (Eternità)

Anche questa è stata una delle prime serie turche ad avere successo a livello internazionale. Racconta la storia di Ömer Uçar (Kenan İmirzalıoğlu) che al ritorno dal servizio militare viene tradito dalla fidanzata Eyşan (Cansu Dere). Ömer finisce in prigione accusato di rapina e omicidio e finge la sua morte per poter fuggire e tornare trasformato in Ezel, un giocatore di poker disposto a vendicarsi. È in pratica un adattamento del Conte di Montecristo di Dumas.

La casa di Ezel si trova nel vecchio quartiere di Tarlabaşı ed è diventata quasi meta di pellegrinaggi.

Medcezir (Marea)

La storia del coraggioso e combattente Yaman (Çağatay Ulusoy), incarcerato per un crimine che suo fratello ha commesso, si svolge nel distretto di Tuzla, situato nella parte anatolica della città e all’Università di Istanbul Kemerburgaz. E’ un adattamento della popolare serie americana The OC.

Kiralık Aşk (Amore in affitto)

Ömer (Barış Arduç), l’unico erede di una famiglia molto benestante, dovrà per forza sposarsi altrimenti non riceverà l’ingente eredità del nonno. Sua zia si attiva quindi per trovare una ragazza di cui farlo innamorare. Entra così in scena Defne (Elçin Sangu), che riceverà una bella somma se riuscirà a farsi sposare da Ömer ed avrà poi tempo massimo 6 mesi per lasciarlo. Ma i due si innamorano davvero

La casa di Defne si trova nel quartiere di Sarıyer mentre quella di Ömer si trova a Levent. Una parte della serie è stata anche girata in Italia, precisamente a Roma.

Kuzgun

Una serie molto recente che vede ancora protagonista Barış Arduç, attore molto amato.

L’ambientazione è piuttosto differente dal solito dato che si tratta di ambienti malavitosi. Il protagonista Kuzgun diventa il bodyguard di Dila (Burcu Biricik), figlia di un boss che in passato aveva tradito il padre di Kuzgun. Dila non si ricorda inizialmente che Kuzgun era stato il suo primo amore e che le aveva spezzato il cuore scomparendo nel nulla 20 anni prima. L’amore rinasce ma forte è anche il desiderio di vendetta di Kuzgun.

Le prime puntate della serie hanno uno scenario differente dal solito, dato che sono state girate nella stupenda Cappadocia, fra Ürgüp e Avanos. Tornati ad Istanbul la storia si svolge prevalentemente fra Beyoğlu e Beşiktaş.

Fi

Una produzione di altissima qualità, molto diversa dalle serie tradizionali. Storia basata su una trilogia di romanzi della scrittrice Azra Kohen, best seller in Turchia e ora tradotti anche in Italia.

Il filo conduttore è la psicologia, ogni personaggio è caratterizzato in maniera perfetta e non ci sono mai figure completamente positive, perché secondo l’autrice tutti abbiamo alla fin fine un qualche disturbo psicologico anche se lieve. Storie d’amore intrecciate su varie vicende personali, i toni da commedia iniziali virano sul thriller appassionante verso la fine. Spiccano le interpretazioni di Ozan Güven e della bellissima Serenay Sarıkaya. La serie è disponibile anche su Netflix.

Masum (Innocente)

Un’altra produzione di altissima qualità, sul livello delle serie internazionali più famose. Un thriller a tutti gli effetti con livelli di tensione altissimi ed interpretazioni eccezionali da parte di Haluk Bilginer e Ali Atay.

Muhafız (Il protettore)

Prima produzione Netflix turca in assoluto. Non è una soap opera ma la storia è molto appassionante. Hakan (Çağatay Ulusoy) è un giovane che vedrà cambiare radicalmente la sua vita dopo aver scoperto di avere la missione di proteggere Istanbul dalle forze dell’oscurità.

È una serie action e fantasy girata interamente a Istanbul, quindi la città è di fatto la vera protagonista, è facile riconoscere i diversi scenari fra cui Santa Sofia, il Gran Bazar e la Moschea di Solimano.

Dove si possono guardare le serie turche?

Aspettando che le tv italiane decidano di acquistare e quindi trasmettere nuove serie nei prossimi mesi, ci sono comunque altre possibilità per vedere le serie turche.

Netflix, visto il successo mondiale di queste serie, sta inserendo nei suoi cataloghi molte serie in vari Paesi, soprattutto dell’America latina. Probabilmente anche i cataloghi italiani verranno aggiornati, nel frattempo comunque come detto almeno un paio di titoli sono già presenti.

Su facebook si trovano tantissimi gruppi di fan di molte serie turche che caricano online le puntate con i sottotitoli in italiano, iscrivendovi a questi gruppi non sarà difficile trovare le serie che vorrete vedere, anche se finora solo alcune di queste sono state tradotte in italiano. Il gruppo più attivo è questo. Se ve la cavate con lo spagnolo sarà sicuramente più facile trovarne online molte di più, anche su Youtube.

Visitare Istanbul dopo aver visto una serie

Come detto, Istanbul è quasi sempre protagonista di moltissime serie turche, è una città bellissima ed emblematica, patrimonio dell’umanità, ricca di storia ma al tempo stesso molto moderna. Se sei un fan delle serie turche, probabilmente avrai sognato un viaggio da queste parti per rivivere l’atmosfera delle storie che ti hanno fatto sognare.

Niente di più facile, ogni anno sono 20 milioni i turisti che visitano Istanbul ed organizzare un viaggio in autonomia è semplicissimo. Basta acquistare un biglietto aereo, prenotare un hotel, ed il più è fatto. Una volta arrivati ad Istanbul ci siamo noi, siamo il punto di riferimento per gli italiani che visitano a Istanbul ormai da 10 anni, organizziamo visite guidate in tutte le zone della città, da quelle più centrali ai quartieri più alternativi, e possiamo definire itinerari speciali e personalizzati inserendo anche le location delle vostre serie preferite 🙂

Scriveteci per avere qualsiasi tipo di informazione.


Natale 2018 a Istanbul

Importante: Consigliamo a tutti di leggere bene le nostre varie sezioni del blog per poter organizzare il vostro soggiorno a Istanbul, in particolare la nostra Istanbul Guida. Segnaliamo inoltre la possibilità di effettuare con noi visite guidate per ogni tipo di itinerario, il modo migliore per ottimizzare il tempo a disposizione e per visitare tutti quei quartieri che di solito è difficile visitare autonomamente.

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Come già detto nei nostri articoli relativi al Capodanno, sono moltissimi gli italiani che decidono di passare alcuni giorni delle festività natalizie ad Istanbul. La maggior parte degli italiani solitamente arriva nei giorni a cavallo dell’anno nuovo, fra il 28 dicembre ed il 2 gennaio. “Il Natale con i tuoi” viene quindi in genere rispettato e si decide di partire in seguito alla festa passata in famiglia.

Alcuni turisti decidono però di passare anche la vigilia ed il giorno di Natale ad Istanbul, in questo caso è bene dare qualche consiglio, che potrebbe peraltro risultare utile anche alla nutrita comunità italiana di Istanbul.

Il 24 ed il 25 dicembre sono dei giorni normali, è tutto regolarmente aperto non trattandosi di giorni festivi, può sembrare banale ma è bene ricordarlo perchè a volte ci arrivano mail che richiedono chiarimenti al riguardo.

Potrebbe apparire stravagante ricercare l’atmosfera natalizia in un Paese di religione non cristiana come la Turchia, ma in realtà , complice la globalizzazione, usi e costumi tipicamente natalizi rendono alcune zone della città del tutto simili a quelle delle città italiane.

In particolare, passeggiare per Nişantaşı o per Bağdat Caddesi potrebbe dare la sensazione di trovarsi sulla 42a Strada a New York: alberi giganti, strade scintillanti piene di luminarie, vetrine addobbate a festa, le tipiche canzoncine natalizie che risuonano dagli altoparlanti dei negozi. La zona di Tahtakale ad Eminönü invece è quella in cui è possibile acquistare tutti i generi di addobbi natalizi, presepe escluso.

Ovviamente tutto questo a Istanbul non ha niente a che vedere col Natale, gli addobbi e le luminarie vengono allestiti per il Capodanno, ma a livello percettivo la differenza è davvero minima.

Il continuo aumento della popolazione di expat provenienti da tutto il mondo è anche alla base della recente tendenza di proporre il cenone o il pranzo di Natale da parte di alcuni ristoranti. Alcuni esempi sono l’ottimo Bosphorus Brewing Company di Gayrettepe e il Tag Cafe & Bistro di Taksim.

Per gli italiani che vivono a Istanbul e che non faranno ritorno in Italia per le feste, non sarà comunque un problema procurarsi un pandoro o un panettone, ormai molte marche italiane si trovano facilmente sia nei supermercati come Macrocenter e Carrefour, sia nelle botteghe più specializzate di Beyoğlu, Niiantaşı e Kurtuluş. Il prezzo è circa il doppio rispetto all’Italia, ma se la nostalgia vi assale, ne vale la pena.

E’ possibile inoltre celebrare il Natale recandosi alle cerimonie religiose che si tengono in tutte le Chiese Cattoliche di Istanbul. In particolare segnaliamo quella di Sant’Antonio da Padova, quella di Santa Maria Draperis (la nostra Chiesa preferita) e quella di San Pietro e Paolo, le prime due si trovano su Istiklal Caddesi, la seconda è più piccola e raccolta, molto bella e di solito meno frequentata, la terza si trova a pochi metri dalla Torre di Galata.

Vi lasciamo con un breve schema riassuntivo delle Messe previste per il giorno di Natale e per la Vigilia:

Chiesa di Sant’Antonio da Padova
Istiklal Caddesi, 171, Beyoğlu
24 Dicembre: ore 20 Inni di Natale, ore 21 Nascita di Cristo
25 Dicembre: Santa Messa ore 10 in inglese, ore 10.30 in polacco, ore 11.30 in Italiano, ore 19 in turco

Chiesa di Santa Maria Draperis
Istiklal Caddesi, 431, Beyoğlu
24 Dicembre: ore 20 Inni di Natale
25 Dicembre: Santa Messa ore 11.30 in Italiano

Chiesa di San Pietro e Paolo
Galata Kulesi Sokak 44, Beyoğlu
24 Dicembre: ore 22 Santa Messa
25 Dicembre: ore 11 Santa Messa

 


Turismo in Turchia: la situazione nel 2019

Sono passati otto anni da quando abbiamo aperto Scoprire Istanbul, e proprio otto anni fa scrivevamo questo articolo che intercettava e descriveva la fase di maggiore crescita del turismo in Turchia.

Una crescita cominciata agli inizi degli anni 2000, continuata ininterrotta per quindici anni. La Turchia era diventata una delle prime sei destinazioni mondiali, ed Istanbul, capitale europea della cultura nel 2010, era il suo fiore all’occhiello. Dai 12 milioni di visitatori annuali del 2002 si era arrivati ai 41 milioni del 2014. L’Italia con i suoi 48 milioni era ormai nel mirino ed il sorpasso era vicino.

LA CRISI DEL 2016 E 2017

Poi, improvviso, il crollo. Nella seconda metà del 2015 si scorgono le prime avvisaglie di una crisi che diventa profondissima nel 2016, annus horribilis a tutti gli effetti per la Turchia, fra terrorismo e tentativo di colpo di Stato. In un solo colpo gli arrivi annuali sono scesi a 25 milioni, tornando ai livelli del 2008.

L’ultimo attentato ad Istanbul risale alla notte del 31 dicembre 2016. Nel 2017 e nel 2018 in Turchia non si è verificato nessun episodio di terrorismo, due anni che invece hanno funestato con attacchi continui molte altre città in Europa, da Londra a Manchester, da Parigi a Barcellona fino a New York, episodi addirittura anche in Finlandia ed Australia.

A seguito di questa lunga fase di calma, si è verificato il ritorno in massa in Turchia dei turisti russi, il forte aumento dei turisti arabi e l’inizio di un’invasione da parte dei turisti cinesi. Analizzando i dati in maniera non superficiale si notava però che il calo dei turisti europei (-35% nel 2016) si era ulteriormente aggravato nel 2017. In particolare l’afflusso degli italiani, già calati nel 2016 del 60%, ha continuato a ridursi nel 2017 di un ulteriore 13%.

La Turchia era uscita completamente dai radar turistici degli italiani. Le crociere hanno smesso di arrivare, la destinazione è stata addirittura tolta dai cataloghi di viaggio dei tour operator. Un vero peccato, sotto tutti i punti di vista.

Oltre alla crisi che ha colpito Istanbul, con decine di hotel costretti a cessare le attività, ristoranti in fallimento, storiche agenzie che hanno chiuso i battenti, anche le splendide località balneari dell’Egeo che erano in rampa di lancio hanno dovuto far fronte ad un drastico calo, per non parlare della meravigliosa Cappadocia, che noi visitiamo ogni primavera e che nel 2017 abbiamo trovato dolorosamente deserta.

Un peccato, dicevamo, per tutti gli operatori turchi, ma anche per gli stessi turisti, che spinti dalla paura si negano la possibilità di visitare e godere le bellezze di Istanbul e della Turchia.

A tutto questo bisogna aggiungere la fortissima svalutazione della lira turca: nel 2014 un euro valeva 2,8 lire, oggi un euro vale 6 lire. Ciò significa che si può tranquillamente pranzare in locanda con 3-4 euro, e per una cena senza alcolici sarà difficile superare i 10-12 euro. Anche lo shopping è sempre più conveniente.

Per due anni ci siamo augurati che il turismo potesse ritornare sui livelli del passato, abbiamo resistito con fatica. Per chi come noi qui in Turchia ci vive e ci lavora, era sicuramente frustrante notare ad esempio che il Regno Unito, colpito da numerosi episodi di terrorismo negli ultimi tempi, non abbia risentito minimamente dei problemi relativi alla sicurezza ed anzi grazie alla svalutazione della Sterlina fosse in pieno boom turistico.

E’ evidente quindi che la percezione del rischio sia sempre del tutto arbitraria.

D’altra parte la vita a Istanbul procede sempre nella normalità, vengono organizzati decine di eventi, conferenze, festival culturali, concerti con artisti internazionali (nel 2018 fra i tanti hanno fatto concerti Nina Zilli, i Massive Attack e Shakira), eventi sportivi del massimo livello (come le finali di Eurolega e gli Europei di Basket).

Noi abbiamo sempre continuato non solo a vivere Istanbul ma anche a farla vivere a tutti i turisti italiani che richiedono le nostre visite guidate.

LA RIPRESA DEL 2018

Durante la primavera e durante l’estate 2018 c’è stato un buon afflusso di turisti da tutta Europa e anche dall’Italia (un aumento di circa il 40%). Un afflusso continuato per tutto l’autunno con un picco raggiunto per il ponte del primo novembre e per le festività natalizie.

Nei 12 mesi del 2018 sono stati ben 39 milioni i turisti stranieri che hanno visitato la Turchia, tornata al sesto posto come destinazione mondiale alle spalle dell’Italia. La situazione si mantiene di completa normalità, per il 2019 si prevede una forte ripresa e soprattutto si prevede il ritorno in massa dei turisti italiani. La Turchia è sempre stata una destinazione amata dagli italiani e non averla frequentata per 2 anni ha sicuramente pesato, c’è molta voglia di tornare.

Noi continuiamo come sempre a fornire servizi di visite guidate a Istanbul ed a partire dal settembre 2018 siamo attivi anche in Cappadocia.

A seguito della svalutazione della lira turca avvenuta ad agosto 2018, facciamo inoltre notare che per un turista straniero in questo periodo è davvero molto conveniente fare le vacanze in Turchia. Sul nostro blog trovate anche una guida completa a tutte le località di mare in Turchia.

Chi fosse interessato ad un viaggio in Turchia per il 2019 può contattarci via mail, oltre ai nostri servizi in loco possiamo fornire assistenza e consigli per l’organizzazione di qualsiasi tipo di itinerario.

Aggiornamento Ottobre 2019: In questi giorni si parla molto sui media italiani dell’intervento militare turco in Siria. Molte persone ci chiedono aggiornamenti riguardo la sicurezza in previsione di un futuro viaggio a Istanbul. Precisiamo quindi che la Siria si trova a 2000 km da Istanbul (in linea d’aria Istanbul è più vicina a Bari) e che in Siria la guerra purtroppo c’è da 8 anni ormai, anche se in molti se ne sono dimenticati. Inoltre la Turchia ha già condotto negli ultimi 2 anni decine di operazioni militari all’interno del territorio Siriano, nel cantone curdo di Afrin, ma c’è stata poca risonanza mediatica. Quindi come di solito avviene, ci si preoccupa solo se si sente parlare di qualcosa in maniera superficiale e senza alcun tipo di approfondimento. In realtà cambia ben poco rispetto al passato, è solo la prosecuzione di una campagna militare cominciata 2 anni fa. E’ difficile capire come operazioni militari in Siria possano avere effetti sulla vita di tutti i giorni a Istanbul, la preoccupazione da parte dei turisti è quindi del tutto immotivata.


Nonostante tutto

Istanbul Balat Neve

Si è appena concluso un anno decisamente brutto e difficile. Per noi, per Istanbul e per la Turchia in generale.

Il 2017 purtroppo non è iniziato nel migliore dei modi.

Come avete notato la nostra attività sul blog è ferma da parecchio tempo. E’ da molti mesi che non pubblichiamo nessun nuovo articolo.

La sequenza di tragici eventi ci ha provocato una specie di blocco psicologico, costringendoci a farci delle domande sul nostro lavoro e sulla nostra funzione.

Ogni volta che eravamo sul punto di ricominciare a scrivere, un nuovo fatto doloroso colpiva il Paese e di riflesso colpiva noi, relegandoci nuovamente al silenzio.

Il timore di venire fraintesi alimentava i nostri dubbi.

Pubblicare un nuovo articolo sui migliori ristoranti che abbiamo provato negli ultimi mesi significa negare quanto di terribile sta accadendo? Parlare dello splendore di alcuni quartieri significa invogliare i turisti a visitare una città poco sicura?

Chi lavora nel settore turistico come noi quest’anno ha subìto più di ogni altro le conseguenze della situazione legata al terrorismo. Qualsiasi cosa scritta da un esponente del settore viene ritenuta poco credibile, atta a minimizzare le circostanze per interessi personali.

La credibilità è stata negli anni il nostro maggiore punto di forza. La sola eventualità che potesse essere messa in dubbio ci ha portati ad un silenzio autoimposto.

Ma adesso ci siamo stancati di stare zitti.

Ricominceremo a scrivere di questa città perché è quello che sappiamo fare. Perché prima di diventare il nostro lavoro è stata la nostra passione. Perché nonostante tutto la città continua a vivere e noi viviamo con lei. Perché qui vivono 16 milioni di persone, vivono i nostri amici, e fra le altre vive anche una bellissima comunità di circa tremila italiani. Perché anche se schiacciata dal dolore questa città conserva ancora la sua bellezza unica. Ed è questa bellezza che ci tiene attaccati a lei.

A cosa servirà?

Servirà soprattutto a noi, per ritrovare il nostro equilibrio.

Servirà a voi, prima o poi, perché in ogni caso qui non c’è la guerra e non è vietato venire. E comunque tutto questo, un giorno vicino o lontano, finirà.

Servirà, ci auguriamo, a farci sentire la vostra solidarietà e la vostra vicinanza, perché adesso ne abbiamo davvero bisogno.

Abbiamo aperto questo blog 6 anni fa con la sola volontà di condividere la bellezza. Continueremo a farlo, nonostante tutto.


Istanbul è sempre qui

Istanbul panorama

Gli attentati avvenuti nei mesi scorsi a Istanbul, come era logico aspettarsi, hanno inflitto un pesante colpo al settore turistico.

Abbiamo ricevuto molte mail di persone che avevano programmato vacanze in Turchia e manifestavano indecisioni, timori, paure. La maggior parte ha cancellato direttamente il viaggio.

Noi, in una situazione come questa, non siamo nella condizione di dare consigli, perché si tratta esclusivamente di sensazioni personali, la paura d’altra parte è un sentimento soggettivo.

Non bisogna dimenticare infatti che l’obiettivo del terrorismo, come dice la parola stessa, consiste nel diffondere il terrore. Lo scopo non è sicuramente quello di fare più danni possibili in termini di vittime, ma è di creare panico ed insicurezza colpendo luoghi sensibili e simbolici.

I due episodi di gennaio e di marzo hanno colpito in entrambi i casi due luoghi centralissimi della città ed hanno avuto perciò un impatto emotivo molto forte. Lo scopo è quindi stato raggiunto.

Dal momento in cui siamo tutti costretti a convivere con questa situazione di insicurezza generalizzata, può essere utile staccarsi dalla dimensione emozionale e provare a concentrarsi su aspetti più razionali. In questo caso le statistiche ci danno una mano.

Nei due episodi terroristici hanno perso la vita 15 persone, a seguito di questi episodi molte persone hanno cominciato ad evitare di prendere i mezzi pubblici (anche se i due attentati non sono avvenuti sui mezzi pubblici). Conosco molte persone che non prendono più la metro per recarsi al lavoro ma utilizzano la macchina. Ad Istanbul ogni anno si verificano circa 40mila incidenti stradali nei quali perdono la vita circa 250 persone, una media di 20 al mese.

Se rimaniamo legati agli aspetti razionali ci rendiamo conto facilmente del paradosso.

Ma non è per niente facile rimanere razionali, ed è proprio questa la sfida che ci troviamo davanti non solo noi abitanti di Istanbul, ma anche abitanti di Parigi, di Bruxelles, e di altre città nel mirino fra cui purtroppo città italiane.

Istanbul è una città di 16 milioni di abitanti e la vita in ogni caso deve andare avanti come sempre, le strade sono affollate, i ristoranti e i bazar sono pieni, si va al festival del cinema, si va allo stadio, il Beşiktaş di Quaresma e Mario Gomez sta vincendo lo scudetto, il Vakıf Bank di Giovanni Guidetti ha vinto il campionato di pallavolo femminile, il Fenerbahçe di Gigi Datome si gioca il successo nella final four di Eurolega di basket, Ferzan Özpetek sta girando in città il suo nuovo film.

Tutto procede come prima, e se così non fosse peraltro il terrorismo avrebbe vinto.

Certo per adesso mancano i turisti, ma torneranno. Magari spinti dai prezzi dei biglietti aerei che si sono abbassati di parecchio (il volo da Bologna costa solo 25 euro con Pegasus), magari invogliati dalle offerte degli hotel in città che applicano sconti fino al 60%, o magari semplicemente per non darla vinta al terrore.

Noi, in ogni caso, siamo qui.