Turismo in Turchia: la situazione sicurezza nel 2026

sicurezza in Turchia

Sono passati quindici anni da quando abbiamo aperto Scoprire Istanbul e, proprio agli inizi della nostra avventura, scrivevamo questo articolo che intercettava e descriveva la fase di maggiore crescita del turismo in Turchia.

In questi anni abbiamo ricevuto spesso la stessa domanda: “Ma è sicuro andare in Turchia adesso?

Situazione attuale: com’è la sicurezza oggi?

Nel 2024–2025 la Turchia è tornata ai massimi storici come arrivi turistici e Istanbul è piena di visitatori in ogni stagione. La percezione internazionale è quella di una destinazione molto frequentata e considerata complessivamente sicura.

Niente attentati recenti a Istanbul: dopo un lungo periodo di calma, l’ultimo episodio risale all’attentato del 13 novembre 2022 in Istiklal Caddesi. Da allora la situazione è tornata alla normalità e la presenza turistica è addirittura aumentata anno dopo anno.

Turismo ai massimi livelli: nel 2024 la Turchia ha superato per la prima volta i 50 milioni di arrivi internazionali, entrando stabilmente tra le prime cinque destinazioni turistiche al mondo. Anche gli italiani sono tornati in forze: nel 2024 sono stati oltre 700.000, con un +20% rispetto al 2023.

Vita quotidiana a Istanbul: nel centro storico e nelle zone turistiche la vita scorre normalmente. Ristoranti pieni, alberghi spesso al completo nei ponti e nei periodi di alta stagione, eventi, concerti, festival, grandi manifestazioni sportive internazionali.

Situazione politica interna

Nel marzo 2025, a seguito dell’arresto del sindaco di Istanbul, si sono svolte proteste e manifestazioni concentrate in zone non turistiche e per la maggior parte pacifiche. Non hanno avuto alcun impatto concreto sui programmi dei visitatori.

Il consiglio pratico in questi casi è sempre lo stesso: evitare manifestazioni e grandi assembramenti, seguire le notizie dai canali ufficiali e i nostri aggiornamenti sui social: Facebook e Instagram, e attenersi alle normali accortezze valide in qualunque grande città.

Conflitti in Medio Oriente (Siria, Israele, Iran, Palestina, ecc.)

Quasi ogni volta che in Medio Oriente succede qualcosa, riceviamo la stessa domanda: “Ma Istanbul è vicina alla guerra?

È importante ricordare che:

  • La Turchia in linea d’aria è più vicina all’Italia che a Teheran o Tel Aviv. Istanbul è distante oltre 1.500 km dalle zone interessate da questi conflitti, molto più di quanto non lo sia dalle coste italiane.
  • La Turchia non è coinvolta in alcun modo in questi scontri, né militarmente né politicamente.

Di conseguenza la sicurezza in Turchia non è influenzata da questi conflitti, che riguardano altri Paesi.

Il terrorismo è ancora un problema in Turchia?

La Turchia ha vissuto una fase molto difficile tra il 2015 e il 2017, con più attentati e un tentativo di colpo di Stato. È stato il periodo più duro per il Paese e per il turismo.

Da allora:

  • gli episodi si sono drasticamente ridotti;
  • sono stati rafforzati i controlli in aeroporti, centri commerciali e zone affollate;
  • Istanbul è tornata a essere una destinazione di massa.

Come sempre, va ricordato che:

  • a livello statistico è molto più probabile avere un incidente in auto che essere coinvolti in un attentato;
  • negli ultimi anni si sono verificati molti più episodi terroristici in Europa e negli Stati Uniti rispetto alla Turchia.

Il punto non è minimizzare, ma ricordare che spesso è la percezione del rischio, più che il rischio reale, a condizionare le nostre scelte.

È sicuro andare a Istanbul come turista?

Sì, la stragrande maggioranza dei viaggiatori vive un’esperienza totalmente serena. I rischi potenziali per un turista medio sono:

  • piccoli furti o truffe da “grande città” (taxi furbi, prezzi gonfiati nelle zone ultra turistiche);
  • qualche disagio legato al traffico o alla confusione in alta stagione.

Rischi che, in sincerità, non sono superiori a quelli di molte grandi città europee.

Le zone centrali sono molto frequentate e presidiate. Come ovunque, esistono quartieri più problematici, ma sono fuori dai circuiti turistici e non ci sono motivi per andarci.

Per maggiori informazioni vi rimandiamo al nostro articolo: Istanbul non è pericolosa!

Come siamo arrivati fin qui: breve cronologia 2015–2025

La grande crescita (2000–2014)

Agli inizi degli anni 2000 inizia una crescita impressionante del turismo in Turchia:

  • dai 12 milioni di visitatori nel 2002 si passa ai 41 milioni nel 2014;
  • la Turchia entra stabilmente tra le prime sei destinazioni turistiche mondiali;
  • Istanbul viene nominata Capitale europea della cultura 2010 e diventa il simbolo di questa espansione.

La crisi del 2016–2017

Poi arriva la crisi più dura della storia recente:

  • 2016: attentati, tensioni interne, tentativo di colpo di Stato;
  • gli arrivi turistici scendono a 25 milioni, tornando ai livelli del 2008;
  • l’ultimo attentato grave a Istanbul avviene la notte del 31 dicembre 2016.

Gli anni 2016–2017 sono quelli del vero e proprio crollo del turismo europeo, in particolare:

  • i turisti europei calano del 35% nel 2016;
  • gli italiani nel 2016 diminuiscono del 60% e nel 2017 di un ulteriore 13%.

Le crociere smettono di arrivare, i tour operator italiani cancellano la destinazione dai cataloghi, molti hotel e ristoranti chiudono.

La ripresa del 2018–2019

Dal 2018 inizia una forte ripresa:

  • 2018: la Turchia viene visitata da 39 milioni di turisti stranieri, tornando al sesto posto al mondo, alle spalle dell’Italia;
  • tornano progressivamente anche gli italiani, con una crescita costante per tutto il 2018 e il 2019;
  • secondo Euromonitor, nel 2019 Istanbul viene visitata da 15 milioni di persone, più di città come New York, Roma o Tokyo.

Nell’ottobre 2019 l’intervento militare turco in Siria spaventa soprattutto i turisti italiani, complici le informazioni spesso superficiali dei media.

L’arrivo del Covid-19 (2020–2021)

Nel 2020, quando tutto lasciava prevedere un nuovo record di arrivi e il ritorno delle crociere italiane, arriva la pandemia di Covid-19.

  • i viaggi internazionali si fermano praticamente ovunque;
  • per molti mesi agli italiani è vietato viaggiare fuori dall’Unione Europea;
  • il turismo in Turchia si blocca quasi completamente per due anni.

La grande ripresa del 2022–2024

Non appena si riaprono i viaggi:

  • nel 2022 si registra una ripresa impressionante, con circa 40 milioni di turisti nei primi 10 mesi, ritorno delle crociere e forte aumento dei visitatori italiani;
  • Istanbul torna una tappa fissa delle grandi compagnie di navigazione (Costa, MSC, ecc.) con il nuovo porto di Galataport;
  • nel 2024 si supera finalmente la soglia dei 50 milioni di arrivi internazionali, record storico per il Paese.

Nel frattempo:

  • novembre 2022: attentato in Istiklal Caddesi, che purtroppo ricorda a tutti che il rischio zero non esiste;
  • febbraio 2023: devastante terremoto nel sud-est, che però non riguarda Istanbul né le principali destinazioni turistiche;
  • 2023–2025: crisi e tensioni internazionali in Medio Oriente (Israele–Palestina, Iran–Israele) che però non hanno avuto conseguenze dirette sui viaggi in Turchia.

Il turismo italiano: dove siamo oggi

Dopo essere letteralmente scomparsi dal Paese nel 2016–2017, gli italiani sono tornati a riempire Istanbul, la Cappadocia e le località di mare:

  • nel 2024 sono arrivati in Turchia oltre 700.000 turisti italiani, quasi ai livelli del record del 2013;
  • il trend nel 2025 è ancora in crescita, con sempre più voli diretti da diverse città italiane;
  • la Turchia viene di nuovo percepita come una meta “normale” dove andare in vacanza, non come un’eccezione coraggiosa.

La nostra attività in questi 15 anni

In tutti questi anni non ci siamo mai fermati: abbiamo continuato a vivere a Istanbul e a fornire servizi di visite guidate a Istanbul per tutte le persone interessate. A partire dal 2019 siamo attivi anche in Cappadocia.

Sul nostro blog trovate anche una guida completa e una pagina relativa a tutte le località di mare in Turchia.

Chi fosse interessato a un viaggio in Turchia può contattarci via mail: oltre ai nostri servizi in loco possiamo fornire assistenza e consigli per l’organizzazione di qualsiasi tipo di itinerario.


Nonostante tutto

Istanbul Balat Neve

Si è appena concluso un anno decisamente brutto e difficile. Per noi, per Istanbul e per la Turchia in generale.

Il 2017 purtroppo non è iniziato nel migliore dei modi.

Come avete notato la nostra attività sul blog è ferma da parecchio tempo. E’ da molti mesi che non pubblichiamo nessun nuovo articolo.

La sequenza di tragici eventi ci ha provocato una specie di blocco psicologico, costringendoci a farci delle domande sul nostro lavoro e sulla nostra funzione.

Ogni volta che eravamo sul punto di ricominciare a scrivere, un nuovo fatto doloroso colpiva il Paese e di riflesso colpiva noi, relegandoci nuovamente al silenzio.

Il timore di venire fraintesi alimentava i nostri dubbi.

Pubblicare un nuovo articolo sui migliori ristoranti che abbiamo provato negli ultimi mesi significa negare quanto di terribile sta accadendo? Parlare dello splendore di alcuni quartieri significa invogliare i turisti a visitare una città poco sicura?

Chi lavora nel settore turistico come noi quest’anno ha subìto più di ogni altro le conseguenze della situazione legata al terrorismo. Qualsiasi cosa scritta da un esponente del settore viene ritenuta poco credibile, atta a minimizzare le circostanze per interessi personali.

La credibilità è stata negli anni il nostro maggiore punto di forza. La sola eventualità che potesse essere messa in dubbio ci ha portati ad un silenzio autoimposto.

Ma adesso ci siamo stancati di stare zitti.

Ricominceremo a scrivere di questa città perché è quello che sappiamo fare. Perché prima di diventare il nostro lavoro è stata la nostra passione. Perché nonostante tutto la città continua a vivere e noi viviamo con lei. Perché qui vivono 16 milioni di persone, vivono i nostri amici, e fra le altre vive anche una bellissima comunità di circa tremila italiani. Perché anche se schiacciata dal dolore questa città conserva ancora la sua bellezza unica. Ed è questa bellezza che ci tiene attaccati a lei.

A cosa servirà?

Servirà soprattutto a noi, per ritrovare il nostro equilibrio.

Servirà a voi, prima o poi, perché in ogni caso qui non c’è la guerra e non è vietato venire. E comunque tutto questo, un giorno vicino o lontano, finirà.

Servirà, ci auguriamo, a farci sentire la vostra solidarietà e la vostra vicinanza, perché adesso ne abbiamo davvero bisogno.

Abbiamo aperto questo blog 6 anni fa con la sola volontà di condividere la bellezza. Continueremo a farlo, nonostante tutto.


Istanbul è sempre qui

Istanbul panorama

Gli attentati avvenuti nei mesi scorsi a Istanbul, come era logico aspettarsi, hanno inflitto un pesante colpo al settore turistico.

Abbiamo ricevuto molte mail di persone che avevano programmato vacanze in Turchia e manifestavano indecisioni, timori, paure. La maggior parte ha cancellato direttamente il viaggio.

Noi, in una situazione come questa, non siamo nella condizione di dare consigli, perché si tratta esclusivamente di sensazioni personali, la paura d’altra parte è un sentimento soggettivo.

Non bisogna dimenticare infatti che l’obiettivo del terrorismo, come dice la parola stessa, consiste nel diffondere il terrore. Lo scopo non è sicuramente quello di fare più danni possibili in termini di vittime, ma è di creare panico ed insicurezza colpendo luoghi sensibili e simbolici.

I due episodi di gennaio e di marzo hanno colpito in entrambi i casi due luoghi centralissimi della città ed hanno avuto perciò un impatto emotivo molto forte. Lo scopo è quindi stato raggiunto.

Dal momento in cui siamo tutti costretti a convivere con questa situazione di insicurezza generalizzata, può essere utile staccarsi dalla dimensione emozionale e provare a concentrarsi su aspetti più razionali. In questo caso le statistiche ci danno una mano.

Nei due episodi terroristici hanno perso la vita 15 persone, a seguito di questi episodi molte persone hanno cominciato ad evitare di prendere i mezzi pubblici (anche se i due attentati non sono avvenuti sui mezzi pubblici). Conosco molte persone che non prendono più la metro per recarsi al lavoro ma utilizzano la macchina. Ad Istanbul ogni anno si verificano circa 40mila incidenti stradali nei quali perdono la vita circa 250 persone, una media di 20 al mese.

Se rimaniamo legati agli aspetti razionali ci rendiamo conto facilmente del paradosso.

Ma non è per niente facile rimanere razionali, ed è proprio questa la sfida che ci troviamo davanti non solo noi abitanti di Istanbul, ma anche abitanti di Parigi, di Bruxelles, e di altre città nel mirino fra cui purtroppo città italiane.

Istanbul è una città di 16 milioni di abitanti e la vita in ogni caso deve andare avanti come sempre, le strade sono affollate, i ristoranti e i bazar sono pieni, si va al festival del cinema, si va allo stadio, il Beşiktaş di Quaresma e Mario Gomez sta vincendo lo scudetto, il Vakıf Bank di Giovanni Guidetti ha vinto il campionato di pallavolo femminile, il Fenerbahçe di Gigi Datome si gioca il successo nella final four di Eurolega di basket, Ferzan Özpetek sta girando in città il suo nuovo film.

Tutto procede come prima, e se così non fosse peraltro il terrorismo avrebbe vinto.

Certo per adesso mancano i turisti, ma torneranno. Magari spinti dai prezzi dei biglietti aerei che si sono abbassati di parecchio (il volo da Bologna costa solo 25 euro con Pegasus), magari invogliati dalle offerte degli hotel in città che applicano sconti fino al 60%, o magari semplicemente per non darla vinta al terrore.

Noi, in ogni caso, siamo qui.


Sulla sicurezza in Turchia e sul giornalismo italiano

Aggiornamento Marzo 2018: Per maggiori informazioni circa la situazione attuale relativa alla sicurezza ad Istanbul rimandiamo al seguente nostro articolo: Turismo in Turchia: la situazione nel 2018

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Il seguente articolo scritto nel 2015 si riferiva alla situazione della sicurezza in Turchia di quel periodo:

Continuiamo a ricevere molte mail di persone che ci chiedono aggiornamenti riguardo la sicurezza in Turchia e la situazione ad Istanbul, a seguito degli episodi di terrorismo che si sono verificati ad inizio aprile 2015.

Abbiamo deciso di scrivere un articolo perché non riusciamo più a sopportare il livello di approssimazione con cui vengono fornite le notizie dai media italiani.

Sappiamo bene che spesso si è costretti a semplificare e a condensare notizie in pochi minuti di telegiornale o nelle poche righe di un articolo. Ma questa volta si è superato ogni limite, mischiando vari episodi che non avevano nessun collegamento fra loro, riferendo notizie false, imprecise e non verificate, con il risultato di creare enorme confusione e di produrre un clima di allarmismo totalmente ingiustificato.

L’immagine del magistrato con la pistola alla testa all’interno del tribunale, poi rimasto ucciso durante il blitz della polizia, ha certamente colpito tutti. Ma si è trattato di un episodio isolato, compiuto da esponenti del DHKP/C, un gruppo di estrema sinistra molto marginale, non strutturato, che ha sempre avuto come obiettivi esponenti dello Stato e delle forze dell’ordine. Il giorno seguente, una ragazza legata allo stesso gruppo, è stata freddata dalle guardie mentre si avvicinava armata nei pressi della Questura di Istanbul. In entrambi i casi gli avvenimenti si sono svolti in zone non turistiche della città. Questi sono i fatti.

L’immagine descritta dai media italiani è stata però ben diversa. Altri episodi come il black-out elettrico, falsi allarmi bomba sugli aerei della Turkish Airlines (allarmi del genere sono all’ordine del giorno in tutto il mondo e per tutte le compagnie aeree), sono stati messi in mezzo senza che ci fosse il minimo collegamento. Il blocco momentaneo di alcuni social network è durato solo poche ore, il tempo necessario a rimuovere le foto dell’attentato, ma a distanza di giorni le persone ancora ci chiedono via mail se in Turchia “funziona internet”.

C’è stata una sovraesposizione di notizie riguardanti la Turchia che mai si era verificata in passato.

La Turchia storicamente è stata sempre teatro di episodi del genere, ha sempre fronteggiato vari tipi di terrorismo, di sinistra, di destra, islamico, curdo, armeno. E’ un Paese purtroppo abituato a queste cose. Per una persona che vive qui, per chi si interessa alle dinamiche del Paese, per chi conosce la storia turca e la situazione politico/sociale, il livello di attenzione dedicato dai media italiani a tali avvenimenti è risultato del tutto fuori luogo, non trattandosi di eventi eccezionali.

Fare un minestrone di notizie, titolare “Turchia sotto attacco”, confezionare servizi di telegiornale mandando in onda immagini di repertorio con le proteste di piazza Taksim di tre anni fa, inserire i fatti accaduti in un generalizzato clima di terrore internazionale, lasciare quasi intendere che la Turchia sia un Paese sull’orlo di una guerra civile, non costituiscono sicuramente esempi di buon giornalismo.

Bisogna peraltro chiedersi per quale ragione questo cortocircuito dell’informazione sia avvenuto solo in Italia. In altri Paesi non è stato così. Duole constatare che l’unico motivo in grado di spiegare una copertura così sciatta dell’accaduto sia il livello scadente del giornalismo italiano.

Informazioni distorte, pochissime analisi serie, nulli gli approfondimenti e le spiegazioni della situazione generale. D’altra parte non ci si deve meravigliare: la sede Rai di Istanbul è stata chiusa nel 2012. Le versioni online dei quotidiani più letti sono invece nelle mani di giovani stagisti sottopagati, che spesso si limitano a copiare i lanci di agenzia cambiando qualche parola per rendere la notizia più “cliccabile”.

Un problema che ha radici profonde e non nasce certo oggi. Da sempre l’informazione italiana è italocentrica, provinciale. Non viene mai dedicato il giusto spazio agli esteri, neanche sulla carta stampata, si parla solo di questioni interne, di cronaca, i talk show di approfondimento in tv rappresentano puramente un ozioso teatrino per politicanti.

Il risultato è che a seguito di eventi di un certo tipo la gente non possiede le basi per contestualizzarli, manca il substrato di conoscenze che permetterebbe un’analisi autonoma degli avvenimenti. In sostanza, manca cultura.

Le conseguenze di tutto ciò sono normali, gravi per chi come noi lavora nel turismo, anche se ovviamente sono fatti nostri. Ma credo sia giusto per tutti riflettere su questi argomenti. In un’era globalizzata come la nostra l’informazione ha responsabilità sempre maggiori, incide sulle nostre scelte, determina le nostre vite.

Non ci dovrebbe quindi essere bisogno di ripetere che in Turchia e ad Istanbul non c’è alcun problema di sicurezza generale, che la situazione in città è del tutto normale, che gli episodi sono stati isolati e che in ogni caso l’obiettivo di questi attentati era costituito da rappresentanti dello Stato e non da gente comune.

Non dovrebbe esserci bisogno di ripeterlo ma siamo costretti a farlo.

Perché nei giorni scorsi la città era piena di turisti francesi, spagnoli, tedeschi, mentre migliaia di italiani terrorizzati dalle notizie hanno rinunciato al viaggio all’ultimo momento, con le valigie già pronte, rimettendoci biglietti aerei e prenotazioni d’hotel, salvo pentirsi il giorno dopo. Perché si sta registrando il record di prenotazioni di turisti russi sulle coste turche, mentre gli italiani hanno addirittura paura di scendere dalle crociere.

Il terrorismo islamico legato all’Isis può colpire dovunque, ha colpito in Francia, in Danimarca, in Tunisia, e può colpire in Italia così come in Turchia. Da quel punto di vista Milano, Roma e Istanbul condividono gli stessi rischi.

Gli episodi di aprile non hanno nulla a che vedere con tutto ciò, sarebbe come se a seguito dell’omicidio di Marco Biagi da parte delle Brigate Rosse, si fosse ritenuta Bologna una città pericolosa.

 


Capodanno 2014 ad Istanbul

IMPORTANTE: Se siete arrivati qui cercando informazioni riguardo il Capodanno 2015 vi consigliamo di leggere il nostro nuovo articolo. E’ comunque opportuno leggere anche l’articolo qui sotto dell’anno scorso ed anche quelli degli anni passati, dato che i consigli rimangono in gran parte validi. Per il resto fate un giro in tutte le sezioni del nostro blog, in cui potete trovare mille consigli utili su come organizzare il vostro soggiorno a Istanbul.

Anche quest’anno, con puntualità sempre intorno al 10 dicembre, siamo qui per fornire i consigli su come passare la notte di capodanno ad Istanbul. E’ già da quattro anni che ogni dicembre scriviamo un articolo al riguardo, quindi vi consigliamo di leggere anche gli articoli del 2011, 2012 e 2013 sia per le informazioni di carattere generale, sia perché le segnalazioni fatte in passato (anche se non ripetute) rimangono in gran parte valide.

Sono moltissimi i turisti italiani che arrivano in città per le vacanze natalizie, sia nella settimana di Natale che in quella di Capodanno. Ricordiamo che sul nostro blog si trovano tutte le possibili informazioni utili per il soggiorno a Istanbul, non fermatevi quindi alla lettura di questo articolo ma continuate ad esplorare le varie sezioni!

Ripetiamo alcuni consigli utili di ordine generale sul Capodanno ad Istanbul già trattati negli anni scorsi, vi invitiamo ad avere le idee ben chiare sul tipo di locale che state cercando, per evitare di finire in un posto che non è di proprio gusto.

 Se siete alla ricerca di un buon ristorante, in cui semplicemente si mangia bene, si spende il giusto, e non siete interessati a spettacoli, divertimento o panorami, allora vi basterà leggere i nostri articoli dedicati ai ristoranti in generale, sicuri di non sbagliare.

 Se invece siete interessati a panorami sul Bosforo, divertimenti e show di vario tipo, avrete l’imbarazzo della scelta, sapendo però che i prezzi sono alti e la qualità della cena, naturalmente, non sarà elevata. E’ una serata in cui tutti i locali sfruttano l’afflusso dei turisti per gonfiare i prezzi.

 Se, come la maggior parte, state cercando un “posto con cucina tipica, in cui non si spenda una follia, con panorama sul Bosforo e magari anche musica dal vivo”, sappiate che questo locale NON ESISTE, quindi dimenticatevi della opzione in questione e concentratevi sulle prime due…

 Non bisogna dimenticare che questa notte in Turchia si festeggia in una maniera che subisce più del solito influenze occidentali, quindi anche nei menu fanno la loro comparsa piatti di derivazione americana, francese e italiana, con esiti spesso discutibili.

Tutti i ristoranti che consigliamo hanno una qualità medio-alta. Abbiamo inserito ristoranti che oltre alla cena prevedano anche una parte di spettacoli e musica dato che questa è la richiesta principale che abbiamo riscontrato negli anni da parte dei turisti. I prezzi si intendono tutti con bevande alcoliche senza limiti comprese nel prezzo, se non specificato il contrario.

Quasi tutti i locali richiedono un pagamento anticipato a seguito della prenotazione. Se non potete provvedere alla prenotazione in maniera autonoma e avete bisogno di una prenotazione, sappiate quindi che è necessario il pagamento anticipato, a cui bisogna aggiungere le spese bancarie di bonifico ed una commissione per il nostro servizio. Potete contattarci al nostro indirizzo mail.

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