visitare sultanahmet

Istanbul è una città con 2700 anni di storia, segnata dalle dominazioni dei greci, dei romani e degli ottomani.

Bisanzio venne fondata da coloni greci di Megara nel 659 a.C. Con l’arrivo dei romani nel I sec d.C. la città mantenne inizialmente il suo nome originale, sino alla rifondazione della città per mano dell’Imperatore romano Costantino, in seguito alla quale nel 330 d-C. prese il nome di Costantinopoli.

Per più di mille anni Costantinopoli fu la capitale dell’Impero Romano d’Oriente, chiamato Impero Bizantino dagli storici.

In seguito alla conquista degli Ottomani, il 28 maggio 1453, la città continuò a mantenere il nome ufficiale di Costantinopoli, anche se veniva già chiamata Istanbul dai suoi abitanti. E’ solo a partire dal 1923, con la nascita della Repubblica Turca, che prese il nome definitivo di Istanbul.

Quella che oggi viene identificata come la Penisola Storica e che rappresenta solo una piccolissima parte di Istanbul, un tempo costituiva Costantinopoli. Tornando ancora più indietro nel tempo, l’estensione dell’intera Bisanzio greca era esattamente quella che al giorno d’oggi è compresa solo fra le mura di Palazzo Topkapi. Una cartina vi faciliterà la comprensione delle proporzioni.

Sultanahmet nel corso dei secoli è stata sempre il fulcro della città. E’ qui che ha avuto sede la corte dei sovrani bizantini, è sempre qui che i sultani ottomani hanno edificato il loro palazzo. E’ qui che sono stati eretti i luoghi di culto più imponenti, fra cui la Moschea di Sultanahmet, da cui prende il nome il quartiere odierno.

Per questi motivi è abbastanza normale che la visita di Istanbul solitamente inizi da Sultanahmet. In poche centinaia di metri sono conservate le vestigia di due fra gli Imperi più importanti della storia dell’umanità.

Tutti i monumenti di cui parleremo in questo articolo si trovano in un’area molto limitata, le distanze fra i punti di interesse sono molto ridotte e ciò consente di poter effettuare la visita del centro storico comodamente a piedi.

IPPODROMO

La denominazione di Ippodromo lascia quasi sempre perplesso il turista che si accinge, guida in mano, a visitare Istanbul. In realtà quello che rimane dell’antico Ippodromo di Costantinopoli, edificato da Settimio Severo agli inizi del III secolo, è difficilmente identificabile pur trovandosi all’interno di esso. L’At Meydanı (Piazza dei Cavalli in turco) è uno spiazzo lungo 400 metri che costeggia lateralmente la Moschea Blu. Questa zona storicamente costituiva il vero centro di Costantinopoli, è qui che si svolgevano i giochi e le corse con le bighe, qui si celebravano le feste e le manifestazioni politiche.

Al centro dell’Ippodromo correva la cosiddetta spina, una specie di muretto che divideva l’arena in due piste. La parte superiore della spina era piena di statue e opere d’arte. Solo tre di queste sono visibili a tutt’oggi: l’Obelisco di Teodosio (un monolito di porfido alto 26 metri, decorato con geroglifici e proveniente dall’Egitto), la Colonna Serpentina (che Costantino portò qui dal Santuario di Apollo a Delfi), e la Colonna di Costantino VII (alta una trentina di metri ed un tempo decorata con lastre di bronzo dorato).

Sul punto più alto dell’Ippodromo, precisamente su una torre al centro di esso, fino al 1204 svettava una quadriga dorata, si tratta dei famosi cavalli di Piazza San Marco, che i veneziani trafugarono in occasione della quarta Crociata.

Nei pressi del margine settentrionale dell’Ippodromo si trova la cosiddetta Fontana Tedesca, un monumento degno di nota, regalo risalente al 1898 voluto dall’Imperatore Guglielmo II di Prussia per il Sultano Abdülhamıd II.

Sul lato destro dell’Ippodromo si trova l’Haseki Hürrem Hamamı, i famosi “Bagni di Roxelana”, fatti costruire dalla moglie di Solimano il Magnifico, su progetto di Mimar Sinan nel XVI secolo, proprio nel punto in cui sorgevano gli antichi Bagni di Zeusippo. L’hamam è stato restaurato recentemente ed é aperto ai visitatori che vogliono concedersi il rito del bagno turco in una  cornice molto lussuosa.

Nella parte opposta della Piazza si trovano le rovine dei Palazzi di Antiokhos e Lausos, risalenti al V secolo. Proprio sotto quello che rimane del Palazzo di Antiochos si trova la Cisterna Binbirdirek (o Cisterna di Philoxenos), la più grande cisterna della città dopo la famosa Cisterna Basilica, oggi restaurata e trasformata in sala per eventi e matrimoni.

Sempre nei pressi della Piazza troviamo Il Museo di arte turca e islamica (Türk Islam Eserleri Müzesi), un delizioso museo situato all’interno del Palazzo di Ibrahim Paşa. Oggi ospita una superba collezione di ceramiche, miniature, calligrafia islamica, tessuti ed oggetti in legno, così come alcuni dei tappeti più antichi del mondo. Il Museo è attualmente chiuso per restauro.

MOSCHEA BLU

Le cupole a cascata e i sei minareti sottili della Moschea di Sultanahmet (meglio conosciuta come la “Moschea Blu”) dominano lo skyline di Istanbul. Nel XVII secolo, il sultano Ahmet I decise di costruire un luogo di culto islamico che nelle sue intenzioni doveva essere ancora più maestoso della Basilica di Santa Sofia. Le due grandi realizzazioni architettoniche oggi si trovano una di fronte all’altra nella piazza principale di Istanbul, nei pressi dell’antico ippodromo bizantino.

Il sultano Ahmet aveva solo 19 anni quando commissionò all’architetto Mehmet Ağa i lavori per la realizzazione della moschea, lavori che iniziarono nel 1609 e durarono sette anni. Il desiderio del Sultano era che la Moschea fosse “molto chiara, ed all’interno blu come l’azzurro del cielo”. Ahmet morì appena un anno dopo il completamento del suo capolavoro, all’età di 27 anni. È sepolto nel mausoleo al di fuori della moschea con la moglie e tre figli.

Il complesso della moschea originale comprendeva una madrasa, un ospedale, un han, una scuola elementare, un mercato, un imaret e la tomba del fondatore. La maggior parte di questi edifici sono stati demoliti nel XIX secolo.

Una delle caratteristiche più notevoli della Moschea Blu è visibile da molto lontano: i suoi sei minareti. Si tratta dı una caratteristica singolare, in quanto la maggior parte delle moschee ne hanno quattro, due, o anche solo uno. Qualunque sia l’origine, i sei minareti suscitarono molto scandalo nel mondo musulmano poiché solo , la moschea di Masjid al-Harām alla Mecca (la più sacra al mondo) ne aveva altrettanti. Alla fine, il sultano risolse il problema con l’invio del suo architetto alla Mecca per aggiungere un settimo minareto.

L’altra caratteristica sorprendente degli esterni è la cascata di cupole che sembrano rovesciarsi giù dalla grande cupola centrale. I portici di funzionamento sotto ogni cupola aggiungono ulteriore ritmo visivo. Nessun elemento esterno è blu, il nome “Moschea Blu” deriva dalle maioliche blu all’interno, che tappezzano l’altissimo soffitto illuminato da 260 finestre.

Fu la prima moschea imperiale costruita ad Istanbul dopo la moschea di Solimano, eretta quarant’anni prima. Mentre i suoi predecessori innalzarono moschee con il proprio patrimonio personale, Ahmet I utilizzò denaro pubblico, dal momento che non aveva ottenuto consistenti vittorie militari, provocando il dissenso degli ulema. L’organizzazione della costruzione fu meticolosamente descritta in otto volumi ora conservati nella biblioteca del Topkapı.

Nelle vicinanze: Dietro la Moschea Blu si trova l’Arasta Bazaar, uno dei centri commerciali più importanti della Istanbul del XVII secolo. Durante il periodo ottomano era conosciuto col nome di Sipahi Çarşisi perché era il luogo in cui si potevano acquistare tutte le attrezzature necessarie al corpo di cavalleria. Attualmente il Bazaar ospita una settantina di negozi che vendono tappeti e souvenir di vario genere.

Nei pressi dell’Arasta Bazar troviamo il Museo del Mosaico (Büyük Saray Mozaikleri Müzesi). Il complesso di mosaici bizantini ospitati all’interno del Museo risale al VI secolo e sono tutti quelli recuperati attraverso gli scavi condotti nei pressi del Gran Palazzo, il palazzo imperiale di Costantinopoli. Il museo è di piccole dimensioni e si visita in breve tempo. Per l’entrata nel museo è necessario acquistare un biglietto che ha il costo di 10 TL (circa 3 euro).

Orari di apertura della Moschea Blu e consigli per la visita

Gli orari di apertura della Moschea Blu valgono anche per tutte le altre Moschee di Istanbul. Le moschee sono aperte tutti i giorni dall’alba al tramonto, quindi in inverno l’orario di apertura è evidentemente ridotto rispetto all’estate.

Le moschee non sono visitabili durante gli orari di preghiera, tali orari non sono fissi e variano di giorno in giorno essendo legati al sorgere del sole. La preghiera dura circa 30 minuti. E’ possibile visionare gli orari di preghiera tramite appositi calendari online.

Il venerdì, giorno sacro dell’Islam, la Moschea Blu non è visitabile di mattina fino alle ore 14.

Le moschee sono luoghi di culto quindi l’entrata è gratuita, non c’è nessun biglietto da pagare, per questo motivo le code all’entrata non possono essere evitate in nessun modo.

Come in tutti i luoghi di culto è necessario avere un abbigliamento rispettoso, non sono ammesse spalle scoperte e pantaloncini corti. All’entrata vengono comunque forniti dei veli per coprirsi in caso di necessità.

SANTA SOFIA

Nonostante l’area di Sultanahmet sia ormai diventata un giardino autoreferenziale della città ad uso e consumo dei turisti è difficile non rimanere ammaliati davanti alla Basilica di Santa Sofia, il gioiello dell’architettura bizantina, dedicata alla Divina Sapienza, che porta splendidamente i suoi quasi 1500 anni d’età.

I lavori iniziarono nel 532, sulle ceneri di quella che fu la basilica voluta da  Teodosio II, incendiata durante la rivolta di Nika. Santa Sofia è stato inaugurata dopo meno di sei anni di costruzione il 26 dicembre 537 dall’imperatore Giustiniano, furono necessari 10mila operai e cumuli d’oro per completare l’opera. Per rivestire le pareti e le colonne, Giustiniano aveva fatto giungere, dalle province dell’impero, una grande varietà di marmi: il marmo bianco da Marmara, il marmo verde dall’isola di Eubea, il marmo rosa dalle cave di Synnada e il marmo giallo dall’Africa. Inoltre alcune colonne e diversi ornamenti vennero recuperati dai templi di Diana a Efeso, Atene, Delfi, Delo e Osiride in Egitto.

Il lavoro fu affidato a due architetti greci venuti dall’Anatolia: Isidoro di Mileto,  all’epoca a capo dell’Accademia platonica di Atene, e il matematico e fisico  Antemio di Tralle. I princìpi di costruzione su cui i due basarono gli studi di preparazione all’opera erano ispirati al Pantheon romano e all’arte paleocristiana.

La navata centrale è di 70 metri per lato, mentre la cupola centrale, traforata da 40 finestre ad arco e sostenuta da quattro pennacchi, con i suoi 30 metri di diametro e i 56 metri di altezza risulta una delle più ampie del mondo. Il peso della cupola si scarica, attraverso i pennacchi, su quattro massicci pilastri posti agli angoli. Sulla circonferenza, le 40 finestre formano una corona di luce che sembra  galleggiare sopra la sala di preghiera.

Santa Sofia fu trasformata in moschea, per volere di Mehmet II, durante la presa della città da parte degli Ottomani nel 1453. I conquistatori coprirono i mosaici con una mano di calce, costruirono minareti e fontane, ma rimasero comunque ammaliati dalla maestosità dell’edificio, tanto che servì come fonte di ispirazione per le moschee che costruirono in seguito.

Ben visibili all’interno sono i quattro grandi pannelli circolari in pelle di cammello appesi nell’Ottocento, opera del calligrafo Kazasker İzzed Effendi, che in lettere d’oro riportano i nomi dei primi quattro califfi (Abu Bakr, Umar, Uthman e Ali) e che si aggiungono ai medaglioni dedicati ad Allah, al profeta Maometto, e ai due nipoti di Maometto: Hassan e Hussein.

Nel 1935 Mustafa Kemal Atatürk, trasformò l’edificio in un museo. I tappeti vennero tolti e le decorazioni del pavimento di marmo riapparvero per la prima volta dopo secoli mentre l’intonaco bianco che copriva molti dei mosaici fu rimosso. Tuttavia, le condizioni della struttura erano deteriorate.

Oggi, l’uso di Santa Sofia come luogo di culto (moschea o chiesa) è proibito, ma rimane uno dei luoghi più suggestivi da visitare per tutti i turisti che vengono per la prima volta a Istanbul e decidono di visitare l’area di Sultanhamet.

Nelle vicinanze: Proprio alle spalle di Santa Sofia c’é Soğukçeşme Sokak, una piccola via con case ottomane in legno, a due o tre piani. Le case risalgono al XIX secolo, e sono state restaurate grazie  all’iniziativa di Çelik Gülersoy nel 1985-1986. Nove di queste case sono diventate graziosi hotel, gestiti dal Touring Club.

Sempre in Soğukçeşme Sokak, nell’imaret di Santa Sofia, si trova il Museo del Tappeto (Halı Müzesi), che ospita una delle collezioni di tappeti più ricche del mondo, con pezzi di grande valore storico e artistico.

In Tevkifhane sokak si puo’ osservare l’edificio chiamato Sultanahmet Cezaevi, una ex prigione, ora trasformata nel lussuoso Four Seasons Hotel. L’edificio è stato progettato in stile neoclassico turco all’inizio del ‘900.

Orari di apertura di Santa Sofia e consigli per la visita

Come detto, Santa Sofia oggi è un Museo. Per l’entrata è quindi necessario acquistare un biglietto che, a seguito dell’ultimo aumento tariffario avvenuto il 14 aprile 2014, ha il costo di 30 TL (circa 10 euro). I minori di 12 anni non pagano l’ingresso, ma è necessario mostrare all’entrata un documento che dimostri l’età del minore, altrimenti si dovrà pagare lo stesso.

Il giorno di chiusura di Santa Sofia in passato era il lunedì, ma dal 15 aprile 2015 si è deciso di tenerla aperta anche il lunedì, quindi è aperta tutti i giorni. L’orario di apertura è dalle ore 9 alle 17 (orario invernale da novembre) o dalle 9 alle 19 (orario estivo da metà aprile). Rimane chiusa fino alle ore 13 nel primo giorno delle festività religiose. Per il calendario aggiornato delle festività consultare questa pagina.

In periodi di alta stagione le code all’entrata possono essere molto lunghe. Fino all’inizio del 2014 era possibile acquistare il biglietto online dal sito ufficiale governativo dei Musei: www.muze.gov.tr ma purtroppo già da molti mesi la pagina per gli acquisti risulta in manutenzione.

BASILICA CISTERNA

La Basilica Cisterna, Yerebatan Sarnici (che in turco significa “il palazzo inghiottito”) è uno dei monumenti più visitati di Istanbul. È stata costruita dall’imperatore Costantino nel IV secolo e fu poi ampliata dall’imperatore Giustiniano nel 532. Scoperta per caso sul finire del XIX secolo la cisterna è stata sottoposta a ristrutturazione nel 1985 ed è stata aperta al pubblico solo nel settembre del 1987.

Lunga 143 metri e larga 70 metri, la Cisterna forniva acqua per il palazzo imperiale con un serbatoio di 80.000 metri cubi. Era alimentata dall’acquedotto di Valente che convogliava le acque dalle colline circostanti, si trattava di uno degli acquedotti più lunghi costruiti nel tardo periodo romano, utilizzato addirittura fino agli anni ’50 e ben visibile ancora oggi nei pressi di Aksaray per la lunghezza di 900 metri.

Il serbatoio della Cisterna oggi si presenta come un enorme spazio sotterraneo in cui trovano spazio 336 colonne alte 9 metri e distanziate l’una dall’altra di 4,90 m. I capitelli sono un misto tra gli stili Ionico e Corinzio, con alcune eccezioni rappresentate da colonne Doriche o addirittura di colonne non decorate.

I muri perimetrali sono di mattoni ed hanno uno spessore di 4 metri. La malta utilizzata nella costruzione è speciale ed impermeabile. Buona parte dei materiali e delle colonne sono elementi di riuso, ne sono testimonianza in particolare due enormi teste di Medusa provenienti probabilmente da un arco monumentale del foro di Costantino, che fanno da base (rovesciate) a due delle colonne di sostegno della volta.

Per chi visita oggi questo luogo l’atmosfera che si respira ricorda quella di una chiesa sommersa di origine incerta e antica. L’ambiente è ancora in ottimo stato conservativo, tanto da mantenere acqua sul fondo, sufficiente per far sopravvivere numerosi pesci.

Nelle vicinanze: Su Alemdar Caddesi, risalendo verso nord, si trova la Caferağa Medresesi, un’antica madrasa, costruita nel 1559 da Mimar Sinan su ordine di Cafer Ağa, eunuco durante il regno del sultano Solimano il Magnifico. La scuola è stata restaurata nel 1989 e trasformata in un centro turistico con 15 sale espositive, un grande salone e un giardino in cui vengono realizzati e venduti vari prodotti di artigianato tradizionale turco.

Lungo la via principale di Sultanahmet, Divan Yolu Caddesi, seguendo lo stesso percorso del tram T1, si arriva in zona Çemberlitaş. La zona prende il nome dalla Colonna di Costantino (Çemberlitaş Sütunu), una colonna monumentale romana costruita per ordine dell’imperatore romano Costantino il Grande nel 330 dC. La Colonna fa ancora bella mostra di sé proprio di fronte alla fermata del tram, nei pressi dell’hamam di  Çemberlitaş.

Proseguendo sempre su Divan Yolu Caddesi, arrivati quasi nei pressi di Beyazıt, si trova la Çorlulu Ali Paşa Medresesi, originalmente una madras, poi trasformata in tekke dell’ordine dei dervisci, ed infine verso la metà del ‘900 diventato un piccolo bazar. Ora è un’oasi di pace per residenti e turisti che desiderano fuggire dalla frenesia di Sultanahmet. Uno dei posti migliori per fumare narghile nel centro storico.

Orari di apertura della Basilica Cisterna e consigli per la visita

La Basilica Cisterna è un Museo direttamente gestito dalla municipalità di Istanbul. Per l’entrata è quindi necessario acquistare un biglietto che, a seguito dell’ultimo aumento tariffario avvenuto nel giugno 2014, ha per gli stranieri il costo di 20 TL (circa 7 euro). I minori di 7 anni non pagano l’ingresso, ma è necessario mostrare all’entrata un documento che dimostri l’età del minore, altrimenti si dovrà pagare lo stesso.

La Cisterna è aperta tutti i giorni dalle ore 9 alle 19. Rimane chiusa fino alle ore 13 nel primo giorno delle festività religiose ed il giorno 1 gennaio. Per il calendario aggiornato delle festività consultare questa pagina.

PALAZZO TOPKAPI

C’era una volta il palazzo Topkapı descritto sapientemente da Eric Ambler in Topkapi. La luce del giorno, romanzo trasportato sul grande schermo nel 1964 dal regista Jules Dassin, in cui una banda di ladri (interpretati da Peter Ustinov, Maximilian Schell, Akim Tamiroff e Melina Mercouri) riesce a rubare il prezioso pugnale custodito in un area del museo. Sequenze mozzafiato, immagini d’epoca di una Istanbul e di una Sultanahmet molto diverse da come siamo abituati a vederle oggi. Anche allora c’erano i turisti, ma le processioni davanti all’entrata delle varie “attrazioni” non erano chilometriche e la stessa megalopoli manteneva un aspetto più umano e meno globalizzato.

Topkapı, che in lingua turca significa “Porta del Cannone”, era la residenza dei sultani ottomani. Venne concluso nel 1478, venticinque anni dopo la presa di Costantinopoli da parte delle armate del sultano ottomano Mehmet II. Costruito sul  Promontorio del Serraglio (Sarāyburnu), ubicato tra il Corno d’Oro e il mar di Marmara, negli anni crebbe fino ad  inglobare il sito dell’antico Palazzo imperiale bizantino che aveva una superficie minore rispetto alla nuova costruzione ottomana.

La costruzione tutt’oggi è protetta da due cinte murarie. Nell’epoca ottomana l’accesso era garantito da varie porte, affidate ad appositi corpi armati di guardia. Una di esse si affacciava nel punto in cui il Corno d’Oro si apre sul Mar di Marmara. Altre porte erano: La Porta della Pace (Bāb ŭl-Selām), la Porta di Mezzo (Orta Kapı), la Porta della Maestà (Bāb-ı Hŭmāyūn), la Porta delle Vetture (Araba Kapısı) e la Porta della Felicità (Bāb ŭl-Sa‘ādet). A partire dal XVIII secolo, la Porta del Cannone identificò tutto il Palazzo del Sultano ottomano (Topkapı Sarāyı).

All’interno del Serraglio abitarono ventisei dei trentasei sultani dell’Impero Ottomano, un insieme eterogeneo di chioschi, harem, corridoi, belvedere, ampi cortili abbelliti da giardini rigogliosi e fontane. Con la sua forma tentacolare è una sorta di campo nomade pietrificato, che ricorda e ricalca le usanze e i costumi di un popolo in continuo movimento.

Nel 1924 Topkapi venne trasformato in Museo, oggi i visitatori possono visitare solo una piccola parte di quella che poteva considerarsi a tutti gli effetti la cittadella imperiale.

Le sezioni più importanti del Palazzo comprendevano: la Corte dei Giannizzeri e la fontana nella quale si dice che i giannizzeri pulissero le spade dal sangue delle esecuzioni; la Corte delle Cerimonie, dove si tenevano le assemblee sugli affari di stato, le adunate del popolo che manifestava il proprio scontento al sultano e il pagamento dello stipendio ai giannizzeri; la sala del Divan, in cui il Gran Visir riuniva il Consiglio dei Ministri; il maestoso Harem composto da trecento stanze, otto bagni, quattro cucine, due moschee, sei cantine, una piscina e un’infermeria, dove alloggiavano circa mille donne, tra cui la regina madre, le favorite del sultano, domestiche, nutrici, sarte, musiciste, danzatrici e schiave, sorvegliate dalla figura degli eunuchi, gli unici uomini oltre al sovrano ammessi in questa parte del palazzo; le immense cucine in cui lavoravano mille persone; la sala d’udienza Arz Odasi; la Biblioteca di Ahmet III che custodiva seimila volumi; il padiglione delle reliquie dei santi, con i cimeli più preziosi del mondo islamico tra cui alcuni oggetti appartenuti a Maometto; la Sala delle miniature e dei ritratti; il Tesoro, dove sono custoditi tutti gli oggetti preziosi appartenuti ai sovrani; il Giardino dei Tulipani; il Bağdat Köşkü, un edificio ottagonale circondato da ventidue colonne e interamente rivestito di piastrelle blu di Iznik.

Le sale più frequentate e interessanti sono quelle che si trovano sulla destra del secondo e del terzo cortile. Le prime sono quelle che un tempo costituivano le cucine del Palazzo, ed ora oltre agli enormi utensili da cucina ospitano una collezione di porcellane cinesi tra le più belle del Mondo. La seconda è la sala del Tesoro, che annovera gioielli unici al mondo: coppe e vasi ornati di oro e perle, troni d’ebano ornati da smeraldi, rubini e madreperla, il famoso pugnale Hançer con fodero d’oro ricoperto di diamanti, ed il celebre diamante a goccia spoonmaker, uno dei più preziosi al mondo.

Nelle vicinanze: A fare da cornice all’intero complesso del Palazzo Topkapi troviamo il Gülhane Parkı, uno storico e grande parco urbano che un tempo era parte del giardino esterno del Palazzo.

All’interno del parco si trova Il Museo di Storia della scienza e tecnologia islamica (İslam Bilim ve Teknoloji Tarihi Müzesi), uno dei più recenti musei di Istanbul, aperto nel 2008. All’interno si trovano progetti e riproduzioni di varie invenzioni di scienziati musulmani, ripercorrendo la storia dell’Islam in particolare tra l’ VIII e il XVI secolo.

Orari di apertura del Palazzo Topkapı e consigli per la visita

Il Palazzo Topkapi è un Museo, per l’entrata è quindi necessario acquistare un biglietto che, a seguito dell’ultimo aumento tariffario avvenuto il 14 aprile 2014, ha il costo di 30 TL (circa 10 euro). I minori di 12 anni non pagano l’ingresso, ma è necessario mostrare all’entrata un documento che dimostri l’età del minore, altrimenti si dovrà pagare lo stesso.

La sezione dell’Harem necessita di un biglietto aggiuntivo, dal costo di 15 Lire (circa 5 euro).  I minori di 6 anni non pagano l’ingresso all’Harem. Per la visita dell’Harem è necessario considerare almeno un’ora in più, a causa delle dimensioni e della coda ulteriore per entrare nella sezione.

Il giorno di chiusura del Palazzo Topkapi è il martedì. Tutti gli altri giorni è aperto dalle ore 9 alle 17 (orario invernale a partire da novembre) o dalle 9 alle 19 (orario estivo a partire da metà aprile). Rimane chiuso fino alle ore 13 nel primo giorno delle festività religiose. Per il calendario aggiornato delle festività consultare questa pagina.

In periodi di alta stagione le code all’entrata possono essere molto lunghe. Fino all’inizio del 2014 era possibile acquistare il biglietto online dal sito ufficiale governativo dei Musei: www.muze.gov.tr ma purtroppo già da molti mesi la pagina per gli acquisti risulta in manutenzione.

SANTA IRENE

All’interno della prima cinta muraria di Topkapi, si trova una delle prime chiese cristiane innalzate dai Bizantini, Hagia Irene. Consacrata alla Pace Divina, ospitò il secondo concilio ecumenico e svolse la funzione di Cattedrale sino all’apertura di Santa Sofia.

Al suo interno si presenta spoglia, con gli accessi sgombri, testimonianza del periodo cristiano iconoclasta che vietava qualsiasi immagine figurativa. Una sola grande croce su fondo oro è l’unico resto presente sulla calotta dell’abside. Questa caratteristica, unita alla perfezione stilistica dell’architettura con pianta a croce greca, conferisce a Sant’Irene un’atmosfera del tutto particolare, rigida e severa.

A seguito della conquista degli Ottomani fu inglobata all’interno delle mura di Palazzo Topkapi e per questo motivo non fu convertita in Moschea. Fu invece assegnata ai giannizzeri che ne fecero la sede del loro arsenale.

A causa della sua straordinaria acustica è stata usata in tempi recenti come sala di concerti per musica classica. A partire dal 6 gennaio 2014 è stata aperta per le visite al pubblico.

Orari di apertura di Santa Irene e consigli per la visita

Santa Irene è un Museo, per l’entrata è quindi necessario acquistare un biglietto che ha il costo di 20 TL (circa 7 euro). I minori di 12 anni non pagano l’ingresso, ma è necessario mostrare all’entrata un documento che dimostri l’età del minore, altrimenti si dovrà pagare lo stesso.

Il giorno di chiusura di Santa Irene è il martedì. Tutti gli altri giorni è aperta dalle ore 9 alle 17 (orario invernale) o dalle 9 alle 19 (orario estivo). Rimane chiusa fino alle ore 13 nel primo giorno delle festività religiose.

MUSEO ARCHEOLOGICO

Sempre all’interno della prima cinta muraria di Topkapi, si trova il Museo Archeologico, fondato alla fine dell’800 da Osman Hamdi Bey per raccogliere un numero incalcolabile di tesori archeologici di origine greca, romana e bizantina.

Si tratta di un Museo dalle enormi dimensioni che può essere inserito sicuramente fra i più rilevanti del Mondo nel settore. Considerando la grandissima quantità di materiale presente bisogna far notare che gli sforzi per mettere in piedi una presentazione organica non sempre hanno avuto un buon risultato, l’esperienza può quindi risultare alquanto dispersiva. Una visita non può durare meno di 3 ore quindi il Museo è consigliato ai veri appassionati del genere e poco consigliato a chi arriva ad Istanbul per la prima volta con solo tre o quattro giorni a disposizione.

Il complesso del Museo Archeologico è costituito da 3 edifici, oltre al Museo vero e proprio troviamo due edifici più piccoli: Il Museo dell’Antico Oriente che contiene una collezione di oggetti pre-islamici; ed il Museo delle Ceramiche (Çinili Köşk) ospitato all’interno di un bel Palazzo risalente al 1472, in cui si trovano splendidi esempi di ceramiche ottomane di Iznik e di epoca Selgiuchide.

Orari di apertura del Museo Archeologico e consigli per la visita

Per l’entrata nel complesso è necessario acquistare un biglietto che ha il costo di 15 TL (circa 5 euro). I minori di 12 anni non pagano l’ingresso, ma è necessario mostrare all’entrata un documento che dimostri l’età del minore, altrimenti si dovrà pagare lo stesso.

Il giorno di chiusura del Museo Archeologico è il lunedì. Tutti gli altri giorni è aperto dalle ore 9 alle 17 (orario invernale) o dalle 9 alle 19 (orario estivo). Rimane chiuso fino alle ore 13 nel primo giorno delle festività religiose.

PICCOLA SANTA SOFIA

La moschea chiamata Piccola Santa Sofia (Küçük Ayasofya Camii), a dieci minuti a piedi in discesa dalla Moschea Blu di Sultanahmet, è stata costruita nel 530 d.C. dall’imperatore bizantino Giustiniano e da sua moglie Teodora prendendo il nome di Chiesa dei Santi Sergio e Bacco.

Essendo dello stesso periodo architettonico, e con una vasta cupola, sembrava uno studio per la grande Chiesa di Giustiniano di Santa Sofia, da qui il suo nome, che sembra aver preso, quando fu convertita in moschea nel 1500.

Un ampio restauro all’interno, all’esterno e su tutta la struttura è stato completato nel novembre 2007, e oggi l’aspetto di disuso e abbandono che aveva avuto per tanti secoli è stato sostituito da un aspetto pulito, delicato, che la rende molto gradevole ai visitatori. Sia gli esterni che gli interni sembrano praticamente nuovi di zecca, con intonaco liscio e vernice fresca. Lo stile ottomano della decorazione interna è piacevole per una moschea, ma non ha alcuna somiglianza con ciò che l’edificio doveva apparire in epoca bizantina, quando i mosaici in oro nella cupola e i marmi colorati brillavano sulle pareti.

Alcuni bellissimi elementi decorativi del VI secolo rimangono, comunque. Da notare la pianta ottagonale irregolare, e le colonne rosse e verdi sormontate da capitelli di marmo bizantino finemente intagliato. Sopra i capitelli, una banda di marmo con lettere greche in rilievo offre la prova del primo utilizzo dell’edificio.

Per trovare la moschea, a piedi, bisogna costeggiare il lato orientale della Moschea Blu, attraversare l’Arasta Bazar, e proseguire diritto verso il mare di Marmara. La cupola pianeggiante della Küçük Ayasofya Camii comparirà scendendo dalla collina.

Nelle vicinanze: Sulla via che scende verso il quartiere Kadırga, in cui dove si trova La piccola Santa Sofia, in Su Terazisi Sokak, c’é una piccola gemma, la Moschea di Sokollu Paşa. La moschea è stata progettata da Mimar Sinan nel 1571 per il gran visir Sokollu Mehmet Pasha. La Moschea è purtroppo quasi sempre chiusa.

Orari di apertura della Piccola Santa Sofia e consigli per la visita

Come già detto, le moschee sono aperte tutti i giorni dall’alba al tramonto, quindi in inverno l’orario di apertura è evidentemente ridotto rispetto all’estate.

Le moschee non sono visitabili durante gli orari di preghiera, tali orari non sono fissi e variano di giorno in giorno essendo legati al sorgere del sole. La preghiera dura circa 30 minuti. Il venerdì, giorno sacro dell’Islam, la Moschea non è visitabile di mattina fino alle ore 14. Le moschee sono luoghi di culto quindi l’entrata è gratuita, non c’è nessun biglietto da pagare. Come in tutti i luoghi di culto è necessario avere un abbigliamento rispettoso, non sono ammesse spalle scoperte e pantaloncini corti.

MUSEUM PASS

Il Museum Pass è una carta prepagata che consente l’accesso ad una serie di monumenti. Bisogna fare attenzione al fatto che esistono due tipi di Pass: il costo per il pass che dura fino a 3 giorni è di 85 Lire, mentre il pass che dura fino a 5 giorni costa 115 lire.

All’interno del pass sono inclusi alcuni monumenti che molto spesso non si visitano, mentre ad esempio non sono inclusi monumenti molto importanti come la Cisterna Basilica ed il Palazzo Dolmabahçe (che hanno una gestione municipale e non statale).

L’acquisto risulta quindi a volte non conveniente, maggiori informazioni sul Museum Pass si trovano qui.

La Müze Kart, di cui spesso parlano erroneamente alcune guide cartacee, è riservata solo ai cittadini turchi e quindi non può essere acquistata dai turisti.

VISITE GUIDATE

Visitare Sultanahmet: come Agenzia Turistica siamo in grado di organizzare visite guidate sia private che di gruppo. Le guide ufficiali di nostra fiducia parlano tutte perfettamente italiano ed oltre a fornire fondamentali informazioni di carattere storico ed artistico, permettono di saltare le code all’ingresso dei monumenti, godendo di corsie preferenziali. Una visita dei monumenti principali di Sultanahmet può essere completata nel giro di 6/7 ore.

Potete trovare centinaia di recensioni riguardo i nostri servizi sia nella relativa sezione del nostro blog, sia su tripadvisor. Per maggiori informazioni potete contattarci al nostro indirizzo e-mail.

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Le foto più belle che compaiono in questo articolo sono opera del nostro caro amico Bernardo Ricci Armani. Per le altre ringraziamo gli utenti flickr: Maria José Almeida, Miguel Lopez-Araus, Suzanne Levasseur. Arthistory390, Simon White.

21 thoughts on “Visitare Sultanahmet

  1. tiziana

    Salve, vorrei visitare Instambul , ma sono da sola e non parlo inglese.
    Verrei dal 14/4 sera, ripartendo il 17/4 sera.
    Potete propormi qualche idea? Non sò bene come funziona il vostro sito, se ci sono gruppi a cui aggregarmi.

    Grazie, Tiziana

  2. salve non so se è arrivata email cq siamo una coppia di bologna e vorremmo sapere prezzi di visita guidata istanbul e se , per caso , potreste anche venire a prenderci all’aeroporto saw il 27 ottobre 2015 arrivo previsto ore 19 (naturalmente anche il prezzo di questo viaggio cioè dall’aeroporto a sultahmed park hotel) grazie

  3. Maurizio

    2 genitori e 3 figli: saremo a Istanbul dal 5 al 10 luglio (giorni utili da 4 al 9). E’ possibile prenotare una visita guidata a Sultanahmet? Costo? Grazie.

  4. ilaria

    Buongiorno siamo una famiglia conposta da due adulti ed una bambina età 6 anni, ci troviamo a passare da Istanbul il 4 giugno con msc magnifica e volevamo sapere l’eventuale costo per visitare la parte della moschea blu , cisterna etc.. e i dettagli per fare tale escursione.
    inoltre volevamo chiedere un consiglio sulla situazione del paese per pericoli di origine interna ( attentati etc..)
    Grazie per la disponibilità.

    • Albos

      Salve . Mi aggrego alla richiesta saremo ad Istanbul 04/06/ p.v., siamo una coppia in viaggio con Msc crociere, vorremmo visitare i monumenti più importanti , Moschea Blu,Santa Sofia, Basilica Cisterna, Palazzo Topkapi, Gran Bazar e Bazar Egiziano per conoscenza di questa bellissima città.
      Desidererei conoscere il Vs. programma ed i costi del servizio. Grazie infinite.
      In attesa di una Vs. gentile risposta Vi saluto cordialmente

  5. Buongiorno, siamo una coppia con bimba di 12 anni che vorrebbe visitare istanbul verso la terza settimana di giugno, secondo voi conviene venire in questo periodo ( e non solo climatico ma anche politico) o puo’ essere pericoloso
    ? Eventulmente saremmo molto interessati a poter avere una guida in italiano per sultanhamet , quali sono i costi per giornata? Grazie mille per la risposta che vorrete darci.

  6. Vito

    Siamo 6 persone e saremo a Istanbul dal 18 al 20 giugno p.v. Gradiremmo avere per quel periodo una guida che parlasse la nostra lingua e che ci guidasse a visitare Sultanahmet e altri luoghi. Perciò avere possibilmente più informazioni possibili.
    Nell’attesa ringrazio. Vito

  7. carlotta

    Buongiorno, sono Carlotta Santandrea, ho 51 anni e verrò a Istanbul con mio marito e mia figlia di 15 anni dal 01/04 al 07/04. Vorremmo partecipare a tutte e 3 le vostre visite guidate. Mi piacerebbe incominciare subito da giovedì 02/04.
    grazie a presto

  8. carla galantin

    siamo 4 signore ,vorremmo visitare il 18 aprile i quartieri di fener e baiat con una vostra guida. ci potete informare dei costi?

  9. giorgio

    buongiorno, è possibile avere prezzi giornalieri per una guida privata parlante italiano per un piccolo gruppo di 7 persone? giorni 24 25 26 aprile due di questi giorni ed eventualmente gli intinerari proposti?

    • carmen

      salve,
      mio marito e io siamo fino il 25 a istanbul e vorremo visitare sultanahamed con una guida. Sarebbe possibile aggregarci al vostro gruppo?
      Grazie carmen e nino

  10. Marco

    Buonasera. Arriveremo ad Istanbul il primo aprile. E’ possibile avere qualche indicazione e, ovviamente il prezzo, in merito al servizio che potete offrire per visitare il Topkapi. Saremo in quattro. Un caro saluto

  11. Barbara

    buongiorno, è possibile avere prezzi giornalieri per una guida privata parlante italiano per un piccolo gruppo di 2/3 persone?…grazie

  12. GIULIA

    sono stata ad Istanbul per la seconda volta quest’estate. Una città magnifica in cui tornerò sicuramente. Ho partecipato alla visita guidata nei quartieri asiatici e la consiglio vivamente!!
    un saluto al fantastico ragazzo che ci ha accompagnato…che a distanza di mesi non ricordo il nome!! ma solo l’accento romano!!

  13. Antonella

    Ciao a tutti sono a Istanbul in questi giorni ed è una città bellissima e piena di sorprese. Ringrazio Gianluca per le innumerevoli indicazioni che fornisce sul sito. Sabato abbiamo fatto la gita dei quartieri antichi (Feneth Balat ecc) accompagnati da Kadir un ragazzo turco veramente molto simpatico e preparato. Ci ha dato un sacco di informazioni su quelle che sono le usanze e le tradizioni turche e lo ringrazio di cuore. Veramente una bellissima giornata all’insegna anche dell’allegria.

  14. Boris

    Salve, io il 13 andrò ad istanbul e stavo controllando un po’ i musei da visitare. Che mi dite del museum pass? Come funziona di preciso? Si acquista senza problemi lì e posso entrare in tutti i musei? Mi sembra anche di aver capito che salterei le file..mi sono sbagliato?

  15. “IL TRISTE HAREM DI TOPKAPI e LE FANTASIE SESSUALI DELL’OCCIDENTE”

    Non c’è cosa più triste di un harem senza donne!
    E’ un po’ come una pasticceria senza dolci, una biblioteca senza libri… Le visitatrici, nell’harem del complesso di Topkapi, non mancano: quando dico “senza donne” intendo ovviamente dire senza odalische!
    Attraversando le fresche sale abbellite da piastrelle di Iznik e tappezzate in modo superbo per rendere la vita piacevole e morbida a sultani e principi, noi poveri visitatori del terzo millennio possiamo solo riprodurre mentalmente lo scenario tipico di un harem.
    L’harem: luogo reale e al tempo stesso tremendamente idealizzato dal viaggiatore occidentale; punto di sfogo per tutte le fantasie sessuali monogame dell’Occidente in cerca di disinibizione; paradiso perduto per l’uomo sposato e fedele appartenente alla sacra Chiesa di Roma; santuario della poligamia; ministero del potere sessuale; succursale del capriccio legalizzato; supermercato delle concubine; “centro di sensualità permanente”…
    Le stanze sono impregnate degli echi di orgasmi sultanici e della forzata tranquillità degli eunuchi. A darci il benvenuto nelle stanze del Sultano solo due sorridenti ragazze-custodi in divisa, libere cittadine della moderna Repubblica Turca di Ataturk: niente di più!

    Per assistere al “sogno vuoto” dell’harem si paga un biglietto a parte, al di là di quello che si paga per entrare nel complesso di Topkapi. I sogni speciali si pagano e per vedere la riproduzione danzante delle odalische bisogna andare nei ristoranti e nei locali di Sultanahmet!

    Il sogno continua nelle stanze della nostra fantasia.

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